I flash del 2024 che non dimenticheremo

 

  I flash del 2024 che non dimenticheremo

e buon anno nuovo

 

Vedi caro amico, cosa si deve inventare

per poter riderci sopra

per continuare a sperare

Lucio Dalla

 

GENNAIO

Le conseguenze di Panatta e quelle di Jannik Sinner

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    La tv stava cominciando a portare lo sport in diretta nelle case, stavamo passando dall’età dei cantori a quella dell’erotismo, per dirla in termini cari a Gian Paolo Ormezzano. Non c’era più qualcuno che ci raccontava qualcosa. Potevamo vedere da soli. 

Adriano Panatta combinò un grosso guaio a Tennis Town vincendo gli Internazionali d’Italia e il Roland-Garros con i televisori accesi. Gli Stati Uniti avevano 35 milioni di praticanti, con il suo ciuffo e le sue veroniche da noi arrivammo a 800 mila, secondo la contabilità del Corriere della sera. “Una travolgente espansione” la definì Franco Melli, “pari a quella che il basket ebbe qualche anno fa e che più recentemente toccò lo sci”. Gustav Thoeni inventò la settimana bianca, Adriano Panatta mandò gli italiani a comprare una racchetta, in ogni fascia d’età, perché “il tennis è lo sport definito come l’attività che si può praticare dagli otto agli ottant’anni” spiegava il Corriere della sera a chi non s’era convinto ancora. Sui giornali pareva più interessante il boom fra i piccoli. Prometteva nuovi campioni nella scia di Adriano. Su 100mila praticanti nella città di Roma, seimila erano ragazzini. Cosa succede ora che Jannik Sinner ha vinto il primo Slam in Australia? [continua qui 🔗]

 

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  MEDUSE

I molti misteri di Rohan Dennis. Che cosa sappiamo sulla morte di Melissa Hoskins [🔗]

La libertà vigilata di Pistorius. Cosa dice la madre della fidanzata uccisa [🔗]

La tesi del Mundo Deportivo: la stampa guardiolista ha logorato Xavi  [🔗]

 

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  AMERICHE

Il Super Bowl del fidanzato di Taylor Swift: il piano di lei per vedere la partita [🔗]

 

GESTI

Il portiere di pallanuoto che ha segnato da trenta metri  [🔗]

 

MAPPE

La funzione del calcio in Giordania. Vita di Ataa Jaber che ha scelto la Palestina  [🔗]

Lasciarsi un giorno a Liverpool – Klopp will never walk alone [🔗]

La follia di gettarsi dall’alto della Streif [🔗

 

La sorpresa del 2024

Luke Littler tra i grandi teenager di sempre

Gioca la finale ai Mondiali di freccette

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Littler dice di giocare a freccette da quando aveva 18 mesi e di non aver mai smesso. È al suo primo Mondiale. Quando lunedì riprenderà il torneo lo troveremo tra i qualificati al terzo turno. Con un certo scalpore. Al suo debutto in Coppa del Mondo ha segnato 106 punti di media e secondo il leggendario Phil Taylor diventerà uno dei migliori giocatori di tutti i tempi. Ha fatto fuori il campione dello UK Open Andrew Gilding e sta festeggiando Natale con la sua Xbox, certo di aver già messo da parte con quest’avventura 25.000 sterline. [continua qui 🔗]

|  ALBO D’ORO LA SORPRESA DELL’ANNO | 2021: Anna Kliesenhofer | 2022 Maria Sole Ferrieri Caputi  | 2023 La Nazionale di basket del Sud Sudan

 

  GLI ANNI CON IL QUATTRO

La prima Domenica Sportiva ha 70 anni. Ma non era la prima [🔗

 

★★★★★   IL PIÙ LETTO DEL MESE

I biglietti per la finale dei 100 metri a Parigi costano moltissimo

SVQF. Sono venali questi francesi. Si fanno pagare troppo per vedere l’atletica ai Giochi di Parigi. Hanno lanciato lo slogan Apriamo i Giochi – e invece. Lo dice anche Sebastian Coe, il presidente di World Athletics. Così non va bene. [🔗]

 

  ADDII

Carmen Valero | Mário Zagallo | Franz Beckenbauer | Gigi Riva | Jorge Bernardo Griffa | Bill Iffrig

 

 

FEBBRAIO

Gli ori paralleli di Lisa Vittozzi e Simona Quadarella

  Il mondo di Lisa Vittozzi comincia a Pieve di Cadore, quattromila abitanti in un bozzolo di torrenti e montagne, un posto dove si nasce eredi di pittori immensi come Tiziano oppure di grandi ottici, e allora si possono dipingere meravigliose traiettorie con gli sci sulla neve e prendere la mira, vederci bene, tac, centrare un bersaglio, un altro, un altro, e andare, andare dritta fino alla medaglia d’oro e al titolo mondiale del biathlon in Nove Mesto. 

Il mondo di Simona Quadarella comincia dalla borgata Ottavia, Roma, dove le palazzine sono fatte di mattoncini in cortina, hanno cortili alberati intorno ma rinchiusi dietro un cancello, decine di cancelli, meno male che il Giubileo ha portato la ferrovia – l’altro Giubileo, quello del 2000 – solo che a Ottavia col treno non ci viene mai nessuno, anzi, nel mese di agosto se ne va pure chi ci abita, ecco a cosa serve il treno, a salirci, partire, viaggiare, andare a nuotare in Medio Oriente, andare a prendersi l’oro mondiale del nuoto laggiù.  [continua qui 🔗]

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Guardiola, Sarri e Spalletti: l’ossessione di Barça e Napoli per le controfigure in panchina  [🔗]

 

SCENARI

L’alleanza tra Disney e Warner per lo streaming nello sport  [🔗]

I sei mesi che hanno cambiato la Spagna dopo il bacio di Rubiales a Hermoso   [🔗]

Hamilton e la Ferrari: il numero chiave è 2026   [🔗]

 

  DISCUSSIONI

Infortuni e sorprese, la neve di scorza o di panna – Che sta succedendo nello sci  [🔗]

Cosa ce ne facciamo di tutta la plastilina del salto in lungo [🔗]

Van Aert è un boa o una bolla di sapone?  [🔗]

 

  AMERICHE

Il Super Bowl è stato il programma più visto di sempre in America [🔗]

 

MAPPE

I trampolini costruiti a Cosenza per Giovanni Tocci  [🔗]

Dove sono le donne del Qatar? [🔗]

 

OGGETTI DI SCENA

La trombetta che darà il via a Paltrinieri [🔗]

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  GLI ANNI CON IL QUATTRO

Paolo Volponi e il calcio. I suoi cent’anni fa scrittore [🔗]

Gli 80 anni di Sepp Maier, il portiere degli scherzi assurdi [🔗]

Cento anni di Aldo Giordani  [🔗]

 

★★★★★   IL PIÙ LETTO DEL MESE

L’ultimo Pantamura

DI ALIGI PONTANI

  Gianni amava Pantani, lo amava proprio. Quel tipo di amore pieno di gratitudine che si prova quando si incontra qualcuno capace di entrare dentro zone sconosciute o assopite del tuo universo emotivo, risvegliandole. Gianni si emozionava quando vedeva Pantani, e ne era felice, e dunque riconoscente, e sapeva ricambiare a modo suo: scrivendo dei pezzi meravigliosi, nei quali le parole giuste facevano strame della retorica e dell’epica che altri, quasi tutti, spandevamo a mani basse. Gianni non era proprio capace di esagerare, non l’hai mai fatto in vita sua. E non ha fatto eccezioni per Pantani, neppure nelle giornate più belle e memorabili [🔗]

 

  ADDII

Kurt Hamrin | Andreas Brehme | Henry Rono Kiptum | Artur Jorge | Irene Camber | Henry Rono

 

 

MARZO

Lettera al barone De Coubertin dimenticato dalla Francia

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Barone, diciamoci la verità. Il più grande sconfitto nella storia dei Giochi sei tu, l’uomo che li ha re-inventati. Tu che hai pensato di recuperare i riti e i miti di Olimpia e che hai lasciato detto di seppellire là il tuo cuore. Guardati attorno, Pierre de Coubertin. Guarda che cosa sta dicendo e sta facendo la tua Francia, ora che siamo a quattro mesi dalla cerimonia d’apertura di un’edizione che torna a Parigi dopo cent’anni. Guardati attorno e renditene conto: tu non ci sei. Sei un’ombra, sei un fantasma, sei una questione rimossa. [continua qui 🔗]

 

GESTI

I gol precoci che fanno assomigliare il calcio vero alla playstation [🔗]

 

SCENARI

Dai Lo Bello ai Di Bello, la terra desolata del calcio italiano  [🔗]

Benvenuta fra noi, medaglia d’oro nel braccio di ferro [🔗]

Perché si stanno abbassando i punteggi in NBA   [🔗]

 

ARTEFICI

Grazie Sinner per aver perso a Indian Wells  [🔗]

Come Jokic sta cambiando il basket e la percezione del corpo fra i ragazzi [🔗]

Che bello avere 34 anni quando sei Toni Kroos [🔗]

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MAPPE

Lorenzo, Mattia e Zaynab: l’Italia di Apuleio [🔗]

 

L’oggetto  del 2024

Ode alla cabina telefonica smantellata dal Poggio e a tutte le altre

Una volta per altri motivi capitò di scoprire che l’ultima cabina telefonica in territorio italiano prima di passare il confine della Valle Aurina si trova a 1.600 metri d’altezza, in località Kasern, Predoi, dove l’economia locale si ingrossa soprattutto producendo bambole e decorazioni per Natale. Piccoli oggetti antichi fatti con piccoli gesti rari, uguali a quello di infilare una moneta in un telefono, azione fatalmente perduta nell’Italia che ha 80 milioni di schede sim attive.  [continua qui 🔗]

ALBO D’ORO OGGETTI DI SCENA DELL’ANNO  | 2020: il tasto giallo del telecomando Sky [con il sottofondo da stadio per le partite a porte chiuse]  | 2021 Il gesso di Tamberi | 2022 I cerotti sulle dita dei pallavolisti d’oro | 2023 Il pantaloncino delle tenniste | 2024 La cabina smantellata dal Poggio

 

  GLI ANNI CON IL QUATTRO

L’eretico Mura. Quattro anni senza Cattivi Pensieri [🔗]

 

  ADDII

Janine Anquetil  |  Joe Barone

 

★★★★★   Il più letto del 2024 

Storia di Aya Nakamura, la cantante “non abbastanza francese” per le Olimpiadi

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Sei la cantante francese più seguita al mondo. I tuoi pezzi hanno raggiunto i 7 miliardi di ascolto in streaming. L’anno scorso hai fatto il tutto-esaurito per tre concerti a Parigi vendendo i biglietti nel giro di quindici minuti. Con una miscela di afrobeat e zouk caraibico, hai portato l’immaginario della musica francese oltre la linea de La vie en rose, Jacques Brel, eccetera eccetera. Che cos’è che non va? Perché non potresti cantare i pezzi di Édith Piaf alla tua maniera alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi?  [ QUI]

ALBO D’ORO | 2019 Le pagine più belle sulla boxe [QUI] | 2020  Al Pacino e il mito del discorso nello spogliatoio [QUI] | 2021 Chi sono i ragazzi di Castel Volturno a cui la federazione impedisce di giocare [QUI] | 2022 Il primo Slam con i coach che parlano dalle tribune [QUI] | 2023 Il caso Egonu-Antropova e il racconto embedded della pallavolo [QUI] | 2024 Storia di Aya Nakamura, la cantante “non abbastanza francese” per le Olimpiadi

 

 

APRILE

Ode a Caitlin Clark, ma pure a Dawn Staley

Caitlin Clark of the Indiana Fever looks to pass against DiJonai Carrington of the Connecticut Sun during the first quarter of Game Two of the 2024...

Ode a Caitlin Clark. Anche se ha perso il campionato. Ode a Caitlin Clark perché Il basket universitario femminile è diventato un fenomeno culturale grazie a lei. Le arene sono state piene fino al tutto-esaurito. Con lei sono stati battuti i record di presenze e di triple, i biglietti per la final four femminile sono stati venduti al doppio del costo di quelli maschili. Il faccia-a-faccia ti-vedo-non-ti-vedo con Angel Reese ha fatto 12 milioni di telespettatori in America. La NCAA nell’età di Caitlin Clark – ha scritto il Washington Post nella sezione Opinioni a cura dell’Editorial Board – sembra la NBA nell’età dei Chicago Bulls di Michael Jordan, oppure sembra il calcio nel giorno in cui Brandi Chastain vinse la Coppa del Mondo e si strappò di dosso la maglietta restando in reggiseno. [continua qui 🔗]

 

ARTEFICI

La seconda stella dell’Inter. Cronaca di una stagione annunciata

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Simone Inzaghi nasce allenatore in serie A per un equivoco, per caso o per un capriccio, forse per tutt’e tre le cose messe assieme, perché Marcelo Bielsa dice di sì alla Lazio e davanti all’altare ci ripensa come fa Dustin Hoffman nel Laureato. Simone Inzaghi nasce allenatore in serie A come un ripiego ma impiega poco a dimostrare che invece appartiene all’Etnia Ossessione, quelli che studiano, non pensano quasi ad altro, si fanno logorare prima dalla preparazione della partita e poi dalla partita. Quei tipi che prima o poi trovi con uno scudetto sotto al braccio. [continua qui 🔗]

 

★★★★★  IL PIÙ LETTO DEL MESE

La vita provvisoria dei ciclisti

Sopravvivere. Questo andavano dicendo da un paio di giorni i ciclisti dentro la pancia del gruppo al Giro dei Paesi Baschi, dove cadevano come certe ciliegie che si afflosciano all’improvviso prima di essere mature. Sopravvivere. Ma se lo ripetevano per ridere, per non pensarci davvero, una specie di esorcismo, di solito usiamo il verbo sdrammatizzare. Invece accade che lungo una strada che porta a Villarreal de Álava, in basco Legutio, a 36 km dal traguardo di una tappa come un’altra, il dramma e la sopravvivenza camminano di fianco a te, si fermano con te, sbattono su un masso, su un cartello, finiscono dentro una canalina per lo scolo fatta di cemento. È così che fanno le parole quando escono dalle metafore e si riprendono il loro pieno significato. Non ti avvertono.  [continua qui 🔗]

 

FIGURINE

Il giocatore che a Toronto ha segnato 65 gol [Spoiler: non è Insigne]  [🔗]

Il ritorno di Alizé Cornet, la tennista romanziera [🔗]

Dal carcere alla finale scudetto. L’allenatore di hockey che scappò da Berlino Est e ci torna da avversario [🔗]

La Amstel di Pidcock, il Charles Aznavour del ciclismo mondiale [🔗]

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MAPPE

Il silenzio sul Muro di Huy quando non c’è la corsa [🔗]

Cinquant’anni di calcio portoghese senza dittatura  [🔗]

La città dell’Oklahoma dove si va per battere il record del mondo di lancio del disco [🔗]

Avventurieri, razzisti e sporcaccioni. Nel fango del calcio europeo si salva la Germania  [🔗]

 

OGGETTI DI SCENA

Storia della chiatta usata dall’Athletic Bilbao per la sua festa  [🔗]

 

  ADDII

Hölzenbein | O.J. Simpson

 

MAGGIO

La distribuzione della gioia in NBA: un sesto campione diverso in sei anni

General view of the duck boats during the 2024 Boston Celtics championship parade following their 2024 NBA Finals win on June 21, 2024 in Boston,...

Il sistema americano è vivo e lotta insieme a noi. La rete di garanzia per la distribuzione della gioia ha tenuto anche quest’anno. La domenica della doppia Gara-7 ha stabilito che la NBA avrà una sesta squadra campione diversa negli ultimi 6 anni, la nona degli ultimi 12.  [continua qui 🔗]

 

★★★★★   IL PIÙ LETTO DEL MESE

Un fattore nei play-off: il ginocchio di Luka Doncic

Sono diventate 25 le partite dei play-off NBA in cui una squadra ha tenuto l’altra sotto i 100 punti. A queste vanno aggiunge le altre 6 con un punteggio – diciamo così – europeo: con tutt’e due le squadre sotto la soglia. In totale fanno 31 partite su 54 nelle quali le difese hanno fatto il loro lavoro. E noi che continuiamo a brontolare. [continua qui 🔗]

 

FIGURINE

Anthony Edwards è entrato in un’altra dimensione  [🔗]

Diamo un Pallone d’oro a Toni Kroos e facciamola finita  [🔗]

 

MAPPE

La squadra di pescatori in Coppa del Cile [🔗]

Lo studio sulle atlete transgender che smentisce le tesi di chi le mette al bando  [🔗]

Come sarà l’Inter di Oaktree  [🔗]

 

  GLI ANNI CON IL QUATTRO

Il mio nome era Ayrton  [🔗]   La Coppa della Juve con la maglia gialla  [🔗]   I 70 anni del record sul miglior di Bannister  [🔗]

 

  ADDII

Paul Auster  | Luis César Menotti | Bill Walton  | 

 

GRANDI EVENTI

Il Giro e tutte le sue tappe

GIUGNO

Non possiamo avere Sinner, Jacobs e pure il calcio

Il vecchio monolite del pallone non esiste più

C’era una luce viperina nelle chiome degli alberi ritagliati contro il tramonto, mentre l’Italia batteva una palla al centro e nel giro di una ventina di secondi si era già disposta a subire un gol, un altro, alla stessa maniera del primo: non per via di uno stesso gesto, non per una stessa dinamica, ma per la medesima mollezza vestita d’azzurro nel fronteggiare quel che accadeva, se fronteggiare può dirsi poi la parola giusta. [continua qui 🔗]

 

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Spalletti, vada via. Tanto domani c’è il calciomercato  [🔗] –  [🔗]

 

  DISCUSSIONI

Wokismo o nuovismo. Perché alla Spagna conviene parlare di fine del tiki-taka [🔗] –  [🔗]

Sono una donna non sono una martire. Come sta il giornalismo sportivo secondo Cristina Cubero  [🔗]

Un altro Thuram vs Le Pen [🔗]

È iniziato il processo a Zverev per violenza domestica [🔗]

 

FIGURINE

Caeleb Dressel sente una voce nella testa [🔗]

Il male che i Lakers fanno a Bronny James [🔗]

 

ARTEFICI

Gli Europei di atletica e la lezione venuta dal nuoto di Fukuoka  [🔗]

La maglia gialla di Bardet quando non ci pensava più [🔗]

 

GESTI

Bella questa palla al centro, sembra rugby [🔗]

 

★★★★★   IL PIÙ LETTO DEL MESE

Chinaglia è il nuovo nemico della nazione

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L’abbiamo scampata bella, dicono i giornali italiani la mattina seguente Italia-Haiti, tre gol trovati dopo lo svantaggio iniziale in principio di secondo tempo. L’ha segnato Sanon, un nome che resterà legato alla storia della nazionale perché spezza una imbattibilità di Zoff durata più di 1.000 minuti. Di quell’esordio per alcuni giorni resterà la brace accesa da Chinaglia nell’uscire dal campo, il gesto con cui manda a quel paese il cittì Valcareggi. [continua qui 🔗]

 

  GLI ANNI CON IL QUATTRO

Il Mondiale di Azzurro Tenebra: l’Italia e il ‘74   [serie 🔗]

 

  ADDII

Willie Mays | Jerry West 

 

 

LUGLIO

Il gesto del 2024

L’inchino di Céline Dion sulla Torre Eiffel

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Quando Céline Dion ha finito, quando ha soffiato l’ultima nota dell’Hymne A L’Amour di Edith Piaf davanti a una mongolfiera che si era sollevata portando il sacro fuoco di Olimpia nel cielo sopra la Senna, quando ha sfiorato la perfezione dopo due anni di silenzi e di concerti cancellati per la sua condizione neurologica incurabile che le causa spasmi muscolari, anche alle corde vocali – ecco, quando sotto il temporale ha soffiato l’ultima nota del pezzo per il suo amore pugile perduto, allora è arrivato il momento dei singhiozzi, pensando a chi ha amato la Francia e non ha potuto vederla in una notte così. [continua qui 🔗]

|  ALBO D’ORO GESTO DELL’ANNO  | 2020 Il cartello mostrato da Caputo: restate a casa | 2021 L’abbraccio tra Mancini e Vialli a Wembley | 2022 Il salvataggio di Anita Alvarez | 2023 Il Biles II  | 2024  L’inchino di Céline Dion sulla Torre Eiffel

 

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Parigi non fare la stupida stasera  [🔗]

 

MAPPE

La mappa geografica dell’Italia che va a Parigi [🔗]

Lo sport che gira intorno alle urne aperte in Francia [🔗]

L’appello di Amnesty: non escludete dallo sport le donne con l’hijab [🔗]

 

ARTEFICI

Il bambino Yamal che porta il calcio nel futuro con la macchinetta ai denti  [🔗]

Le foto da predestinati di Lamal e Mbappé  [🔗]

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Anche Valdano vuol dare il Pallone d’Oro a Rodri [🔗]

I passi di Alcaraz nelle orme dei più grandi [🔗]

La ruota di Pogacar nella scia di Pantani [🔗]  [🔗]  [🔗]

La finale di Paolini a Wimbledon: scusa Jasmine se pensiamo a Jannik [🔗]

 

FIGURINE

Non trattiamo Angel Reese come Crudelia Demon [🔗]

Il jazz di Bob Beamon: come è finito a suonare in una band  [🔗]

 

★★★★★   IL PIÙ LETTO DEL MESE

Il futbol è tornato a casa. Ma è la Casa di Carta

Una delle prime decisioni prese da Luis de la Fuente quando ha assunto la carica di allenatore della Spagna è stata nominare Mikel Oyarzabal come uno dei suoi vice-capitani, rompendo con la tradizione, aggiungendo un giocatore più giovane e con poche presenze al gruppo guida della squadra. Quelli che nelle ricostruzioni e nei retroscenismi vengono detti ogni tanto i leader dello spogliatoio. De la Fuente tiene molto all’influenza di un basco come lui, dentro e fuori dal campo [continua qui 🔗]

 

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Quelli che cantano alle finali del calcio. E vengono fischiati [🔗]

 

  GLI ANNI CON IL QUATTRO

L’estate che Diego. Come fu raccontato l’arrivo di Maradona 40 anni fa   [serie 🔗]

 

  ADDII

Raphael Geminiani | Ray Reardon | Vic Seixas | Comunardo Niccolai

 

Il clic del 2024

Il quadro del surf

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Gabriel Medina, brasiliano, trent’anni, surfa da quando ne aveva 7, si prese una pausa di sei mesi nel 2022, era sconvolto dalla separazione dalla moglie. Ma se adesso si parla di lui, non è per qualche acrobazia nella gara olimpica di surf dall’altra parte del mondo, sull’onda più onda che c’è.  Si parla di lui per merito di Jérôme Brouillet, fotografo dell’Afp che a Tahiti lo ha ripreso così, uno scatto che si candida a più bello del 2024. [continua qui 🔗]

 

ALBO D’ORO  | 2020 Le altre scarpe di Kipchoge, seduto in pandemia | 2021 Gli Australian Closed: Il ritorno all’infanzia in isolamento | 2022 Il bimbo che porge l’altro pugno | 2023 Il selfie di Infantino sulla bara di Pelé  | 2024  Il quadro del surf

 

AGOSTO

Correte al Circo Imane Khelif. Fino all’apertura del prossimo

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Quando il cittì Emanuele Renzini dice che Angela Carini si è ritirata perché tutta l’Italia pugilistica glielo ha chiesto, e pure il governo, diventa limpido come il cristallo che la vicenda della povera Imane Khelif è stata solo politica. Non c’è stato nulla di scientifico in tutte le chiacchiere che l’hanno circondata, non c’è stato nulla che fosse davvero rilevante per l’etica sportiva, per i ragionamenti sulla competizione equa, i vantaggi, gli svantaggi. Khelif è stata venduta sul mercato dell’informazione – con una superficialità ormai tipica – prima come transgender, poi come intersex, a un certo punto si è letto pure che è la vittima di una malattia [continua qui 🔗]

 

Personaggio dell’anno 2024

Elisa Di Francisca, Benedetta Pilato e il nuovo agonismo dolce

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E insomma c’è questa storia di Elisa Di Francisca che nel salotto RAI del direttore Jacopo Volpi se l’è presa con Benedetta Pilato, non le sono piaciute le parole di serenità nell’accettare la sconfitta, un quarto posto arrivato per un centesimo di secondo, meno di un soffio, quella che si chiama medaglia di legno.  [continua qui 🔗]

|  L’oro di Julio e l’oro di Julia 

Succede, ascoltate Julio. Si perde. Succede a tutte ogni giorno, succede a tutti. È l’evento più probabile ma ci hanno cresciuti nella tossicità di sentirci dei falliti a ogni sconfitta. Il quarto posto lo chiamiamo ancora medaglia di legno, un disvalore. Questa generazione nuova arriva a imporre un agonismo nuovo, un agonismo dolce, non è più disposta a confondere una gara con l’odio, il colore di una medaglia con la propria identità. 

È la più grande eredità che questi Giochi ci lasciano. Qualche giorno fa Niccolò Campriani ha detto ad Aligi Pontani su Domani che «l’Olimpiade non è fatta per costruire numeri che portino onore alla Patria, è uno strumento molto, molto potente, che espone le vite dei ragazzi che ci partecipano, soprattutto in quest’epoca di social network e di fragilità estrema». È una frase che Slalom ha deciso di scolpire in alto da stamattina [continua qui 🔗]

ALBO D’ORO PERSONAGGIO DELL’ANNO | 2020 Marcus Rashford | 2021 Simone Biles | 2022 Lia Thomas | 2023 Jennifer Hermoso | 2024 Benedetta Pilato

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O ci date tre settimane di Olimpiadi oppure tagliate qualcosa  [🔗]

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La borghesia cinese di è rimessa a giocare a tennis  [🔗]

Una app, un QR Code e un gettone: il GP che ricicla i rifiuti – DI ROBERTO LIBERALE  [🔗]

 

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Quel giornalismo felice di far felice i potenti: il caso Florentino Pérez [🔗]

L’ossessione di Tamberi: saltare 2,22 con una colica renale in atto [🔗]

 

  GLI ANNI CON IL QUATTRO

Come era bello il calcio di una volta: solo che lo dicevano già 90 anni fa [🔗]

 

★★★★★   IL PIÙ LETTO DEL MESE

Il tennis ha un problema di credibilità con il doping

I signori che hanno salvato Jannik Sinner si chiamano Tamara Gaw, Benoit Girardin e Davide Sharpe, quest’ultimo a capo del piccolo tribunale privato che in gran ritardo e in tutta segretezza si è riunito, ha studiato il caso e ha garantito che nel tennis non c’era scandalo, come sempre. Il più forte giocatore del mondo è risultato positivo al Clostebol in totale buona fede e in piena inconsapevolezza, al massimo possono essergli sottratti montepremi e punti del torneo giocato in quei giorni per la famosa responsabilità oggettiva, perché sono troppe le cose che non sapeva e di cui non si è accorto.  [continua qui 🔗]

 

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Tutti gli errori di Jannik – DI ALIGI PONTANI  [🔗]

Le obiezioni alla sentenza Sinner: la differenza tra garantismo e privilegio [🔗]

 

  ADDII

Alain Delon | Sven Goran Eriksson | Galina Zybina  | 

 

 

SETTEMBRE

Perché non parliamo del sesso nel Villaggio delle Paralimpiadi

Quel che non ci dicono, nessuno, mai, neppure una volta ogni quattro anni, è il numero dei preservativi distribuiti al Villaggio durante le Paralimpiadi. In effetti è strano. Non ne girano. Nei titoli, nelle brevi, nei colonnini, nelle ricerche su Google. Non ci sono. Niente. Neppure uno. O i paralimpici fanno vita monastica in attesa delle gare o forse c’è un problema nel racconto [continua qui 🔗]

 

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Grazie Parigi, le tue Olimpiadi ci mancheranno [🔗]

 

Atleta mondiale del 2024

La migliore peggior idea venuta a Tadej Pogacar

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Quando Tadej Pogačar è partito con la sua carica a 101 km dal traguardo, dietro i cappelli nessuno ha pensato che fosse impazzito o avesse bevuto. Se nessun ciclista lo aveva mai fatto prima in un Mondiale, non era un buon motivo perché non lo facesse lui. Pogačar ha istituito la sospensione della sorpresa. Ha una contradditoria capacità di meravigliare senza più stupire. In cent’anni e passa di ciclismo, sulle strade ne sono passati diversi come lui e forse nessuno uguale a lui. È come se Pogačar fosse Hinault a Sallanches ogni giorno, ogni giorno Pantani a Oropa, Merckx alle Tre Cime di Lavaredo. Quando Pogačar non vince, non c’è quasi mai qualcuno che lo batte. È solo un giorno in cui non era il caso arrivare primo, per motivi suoi, boh, chi lo  sa, per qualche pensiero che gli attraversa la testa. [continua qui 🔗]

ALBO D’ORO ATLETA MONDIALE DELL’ANNO  | 2020 LeBron James | 2021 Elaine Thompson | 2022 Leo Messi | 2023 Simone Biles | 2024 Tadej Pogacar

 

  DISCUSSIONI

Nessun accanimento contro Sinner: la WADA sta facendo il suo lavoro [🔗]

La deriva del tennis by night  [🔗]

 

FIGURINE

C’è un campione che lascia la NBA. ma è un giornalista [🔗]

L’esonero scombiccherato di De Rossi [🔗]

 

MAPPE

Tutta la cultura pop che si incrocia alla curva di Lesmo [🔗]

La ricostruzione del tennis americano [🔗]

 

★★★★★   IL PIÙ LETTO DEL MESE

Il gioco di Spalletti spacciato per calcio all’italiana

In Francia sono ancora impressionati dalla portata della lezione di gioco subita dall’Italia di Spalletti. Così scrivono: lezione di gioco, accompagnata da “un’antologia di errori difensivi” [L’Équipe]. Hanno visto abbastanza calcio da non confondere un contropiede con un’esibizione di calcio all’italiana, la definizione che gira da noi, ma difficilmente compatibile con la sola parata di Donnarumma in tutta la partita [al minuto 7] e con le cinque occasioni da gol contro una per l’Italia. [continua qui 🔗]

 

  ADDII

Totò Schillaci 

 

 

OTTOBRE

Il record del mondo femminile di maratona

Il tempo di Ruth Chepngetich strabilia più di Flo-Jo

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Ruth Chepngetich alle Olimpiadi non c’era. La squadra di atletica leggera del suo Paese, il Kenya, non l’ha convocata. Era arrivata solo nona alla maratona di Londra in aprile e le alternative non mancano. Hanno portato a Parigi Hellen Obiri, Sharon Lokedi e Peres Jepchirchir, raccogliendo un terzo, un quarto e un 15esimo posto. Bene così, deve aver pensato Ruth, che s’è messa a preparare il colpo grosso di Chicago, sulle strade che conosce e che ama. Qui aveva vinto nel 2021 e nel 2022, qui ha rivinto ieri, non solo battendo il record del mondo ma diventando pure la prima donna nella storia a correre i 42 km e 195 metri in meno di 2 ore e 10 minuti [2h09’56”].  [continua qui 🔗]

 

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La maratona di Chepngetich: credere all’incredibile  [🔗]

 

★★★★★   IL PIÙ LETTO DEL MESE

Neeskens raccontato da Neeskens

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In occasione della sua morte, in Francia hanno ripubblicato una sua lunga intervista rilasciata a France Football nel 2005, dove spiegava che se l’Ajax anni ’70 è rimasto nella memoria collettiva, si deve al fatto che la squadra ha dato priorità allo spettacolo. L’intervista era stata pubblicata per la prima volta su un numero speciale che celebrava i cinquant’anni della Coppa dei Campioni. [continua qui 🔗]

 

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Sembrava un barbaro, era Nadal: la sua ultima partita [🔗]

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Lea Pericoli  |  Johan Neeskens

 

NOVEMBRE

Atleta d’Italia 2024

Cercasi nuove parole per Sinner

Bisognerà provare a dare un nome prima o poi a questa sensazione, servirà un nome composto, un bel nome lungo, lunghissimo, come fanno i tedeschi nel loro vocabolario. Una trasposizione tennistica di Sergio Endrigo, la festa appena cominciata è già finita. Die Sinnerpartyerstbegonnenschonvorbei. L’Équipe sì che lo ha coniato stamattina un neologismo, e viene un brivido lungo la schiena al pensiero che qualcuno in Italia possa riprenderlo e imporlo, Sinnerminator, un nome che ci porta nei paraggi di Schwarzenegger.  [continua qui 🔗]

 ALBO D’ORO ATLETA D’ITALIA DELL’ANNO  | 2020 Dorothea Wierer | 2021 Filippo Ganna | 2022 Gregorio Paltrinieri | 2023 Gianmarco Tamberi | 2024 Jannik Sinner

 

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Guardiola e Mbappé, che conforto vedere in crisi le stelle

Quelli del Liverpool, loro sì avrebbero dovuto portare i segni dei graffi sulla faccia, quel senso così italiano di disperazione che si vive quando un Klopp se ne va, quando un Salah e un Alexander-Arnold sono a fine contratto e non rinnovano. Invece i segni sulla faccia, metaforici e non, li porta Guardiola, alla vigilia dello scontro diretto fra la prima e la seconda in Premier League. Nell’episodio di questa settimana del podcast Rest is Football, è stato chiesto a Rodri se gli piacerebbe mai diventare un allenatore come Pep. Por l’amor de dios, ha risposto Rodri. Più guarda Pep, più cresce la certezza che non farà il suo mestiere. Casomai farà il lavoro di Txiki Begiristain, direttore sportivo, perché il suo volto – dice Rodri – «mi piace di più. Più pulito e rilassato» [continua qui 🔗]

 

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Il primo giorno di Gianni Mura in una redazione [🔗]

 

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Bela Karolyi 

 

 

DICEMBRE

La NFL si tuffa sulla NBA per mangiarsi gli ascolti

Si sa da tempo che mentre Roma discute, Sagunto brucia. A Salerno non hanno avuto un Tito Livio e perciò dicono che la cera si consuma e la processione non cammina. Ma siamo là. Significa la stessa cosa. Così mentre la NBA riflette sui motivi che hanno prodotto un calo degli ascolti tv, la NFL è andata all’attacco dell’ultimo fortino, il Christmas Day. 

Il Natale in casa fra i parenti era una tradizione del football americano. Non quest’anno. Quest’anno ci sono state due partite di richiamo, Houston Texans contro Kansas City Chiefs su NBC e Pittsburgh Steelers contro Baltimore Ravens su Fox, per rompere le scatole ai canestri. Due partite con Patrick Mahomes in campo nonostante una caviglia malmessa e Lamar Jackson in vena di tre passaggi da touchdown. Sbaragliare la concorrenza, ecco cosa conta negli uffici della NFL. [continua qui 🔗]

 

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L’ultimo GP di Hamilton su una Mercedes  [🔗]

 

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Il ragazzino diventato il re degli scacchi

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C’è un diciottenne che in queste ore sta muovendo pedoni e cavalieri per prendersi il titolo di campione del mondo. Si chiama Gukesh Dommaraju, ha 18 anni e la sua partita è già storica per il suo paese, l’India.  Gukesh è figlio di un chirurgo e di una microbiologa, Rajinikanth e Padma, appassionati di scacchi, giocatori per divertimento in casa. “Sempre al loro fianco, a guardare con gli occhi sgranati, osservando ogni pezzo che veniva mosso sulla scacchiera, c’era fin da piccolo il loro bimbo”, così dice The Athletic, in un racconto che va alla scoperta del fenomeno.. [continua qui 🔗]

 

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