

E’ morto all’età di 104 anni il filosofo e sociologo francese, considerato il padre del pensiero complesso – e addirittura un influencer senza essere influencer del calcio moderno, l’ispiratore perfino di Pep Guardiola.
Ne ha scritto qualche tempo fa Adam Bate su Sky Sports UK, un intervento che si ribellava all’idea che il calcio sia un gioco semplice. I più grandi allenatori del mondo, secondo Bate, usano Edgar Morin per accettare che il calcio è caos puro e che l’ossessione per il controllo totale è la via più rapida per il fallimento.
L’influenza di Morin non è un isolata, ma il punto di una rete sotterranea che unisce l’élite del calcio. César Luis Menotti regalò un libro di Morin a Mauro Navas, coordinatore delle giovanili del Boca Juniors. Matías Manna, l’analista tattico di Scaloni durante la vittoria del Mondiale 2022, disse di essere “letteralmente innamorato” delle idee del filosofo. Il pensiero di Morin è la base di studio nelle scuole ufficiali per allenatori a Lisbona, Porto e Madera. Leonardo Jardim ha voluto incontrare Morin di persona per farsi aiutare a “costruire la propria metodologia di allenamento”.
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