Sotto la pioggia

L’unico posto dove una stella NBA alta 2 e 13 non può schiacciare è su una scacchiera al Washington Square Park di New York City. Victor Wembanyama si è presentato a sorpresa per giocare “un diverso tipo di 1 contro 1” racconta il Wall Street Journal. La ricostruzione della giornata lascia sbigottito chi è abituato al divismo dei calciatori. Il signor Max Haskell stava facendo la spesa nell’East Village di New York quando ha tirato fuori il telefono e ha visto un tweet che lo ha fatto sobbalzare. La superstar della NBA aveva appena scritto di trovarsi a pochi isolati di distanza. Cercava avversari. Si stava offrendo di affrontare i nuovi arrivati a scacchi, uno contro uno: “Chi vuole incontrarmi all’angolo sud-ovest di Washington Square Park per giocare?” ha scritto Wembanyama intorno alle 9.30 di New York.
Haskell è un venticinquenne del posto che ha vissuto in Russia e nel Regno Unito. Ha abbandonato il cestino della spesa, è salito su bicicletta e ha attraversato a tutta velocità il Village sotto la pioggia per giocare la partita a scacchi più inaspettata della sua vita. Wembanyama non era difficile da individuare: era quel tipo dalla statura extraterrestre, indossava una felpa con cappuccio grigia, scarpe da ginnastica numero 20,5 misura americana. Haskell si è ritrovato così seduto su una panchina umida e in procinto di dare scacco matto “a questo francese senza cervello” scrive il Wall Street Journal. “Le scacchiere di Washington Square Park, a quanto pare, sono l’unico posto al mondo in cui un normale Joe alto 1,95 può schiacciare su Victor Wembanyama”.
Chi presta attenzione agli account social di Wembanyama, aveva intuito da certi indizi che potesse finire così. Poco dopo aver battuto i Brooklyn Nets con i suoi San Antonio Spurs, Wembanyama ha scritto: “Quali sono i posti migliori per giocare a scacchi a New York??”.
What are the best spots to play chess in NYC ??
— Wemby (@wemby) December 28, 2024
Le risposte e i consigli sono arrivate a cascata, ma Washington Square Park era il luogo suggerito dai più. È la casa degli amanti di scacchi da più di mezzo secolo. La tradizione del parco narra che persino Bobby Fischer, l’ultimo campione del mondo americano, ogni tanto fosse solito presentarsi alle partite in incognito.
E tuttavia l’improvvisa apparizione di una star della NBA nel ritrovo di un quartiere dedicato agli scacchi potrebbe essere stata solo la seconda cosa più strana capitata nella parte bassa di Manhattan negli ultimi giorni. Nemmeno 24 ore prima, il più grande giocatore del mondo, Magnus Carlsen, era a cinque fermate di metropolitana di distanza e stava attaccando briga con la federazione mondiale degli scacchi per la scelta dei pantaloni.
Carlsen si era appena presentato ai Mondiali di scacchi in modalità rapida indossando un jeans, una circostanza che costituisce la piena violazione del dress code e comporta una multa di 200$. Quando un arbitro lo ha informato, ricordandogli che aveva accettato le regole, il pluricampione del mondo – come dire – si è irrigidito, ecco. Gli arbitri gli hanno dato persa una partita al turno successivo e Carlsen se n’è andato, questa è stata la sua risposta, si è alzato e se n’è andato.
«A quel punto per me era diventata una questione di principio» ha detto il norvegese in un’intervista alla sua piattaforma di scacchi Take Take Take. «Sono troppo vecchio a questo punto per preoccuparmi troppo di questa roba». Carlsen è il tipo che ha lasciato la corona mondiale perché si è stufato, crede che in giro ci siano un mucchio di imbroglioni specialmente nelle partite online, forse è stanchezza, forse stress.
Così il titolo è finito a un ragazzo indiano, 18 anni, di due più piccolo di Wembanyama, che invece si è preso la libertà di giocare a scacchi con i pantaloni della tuta, grigi e larghi. In NBA va pazzo per gli scacchi pure Klay Thompson, noto per far portare ai nuovi compagni di squadra rookie delle lavagne magnetiche in borsa, così da poter iniziare una partita in ogni momento. Bullismo intellettuale. Luka Doncic dei Dallas Mavericks è stato trasformato in un bot AI con cui gli utenti possono giocare sulla piattaforma Chess com. In NFL il quarterback dei Cincinnati Bengals Joe Burrow è sia un appassionato di scacchi online, sia un appassionato di trash-talking di scacchi online. Il suo account è stato disattivato più di una volta.
POV: You’re playing chess with @wemby on a Saturday morning in Washington Square Park ♟️🗽 pic.twitter.com/gnxdvPE69l
— NBA (@NBA) December 28, 2024