C’è un campione che lascia la NBA. Ma è un giornalista

Per misurare il peso di Adrian Wojnarowski nel mondo dell’informazione sportiva americana, forse è utile sapere che la notizia del suo addio a ESPN nella casa del papà di Slalom l’ha portata la NextGen ieri sera a cena. Wojnarowski è famoso tra chi segue il basket per i suoi scoop. Sono conosciuti con il nome di “Woj Bombs”. I ragazzi e le ragazze che vogliono saper tutto della NBA lo seguono sui social come se fosse lui stesso un giocatore, un’attrice, una cantante, un divo del rock. Wojnarowski accetterà un lavoro nel dipartimento sportivo della St. Bonaventure University, la sua alma mater. Farà il direttore tecnico della squadra di basket. Ha scritto su X che si ritira dal settore delle notizie. Ci sono vecchi del mestiere che non perderebbero quest’occasione per fare una battuta su qualche collega. Lo ha definito «un investimento che non sono più disposto a fare». 

IL PESO DEI SOCIAL NELLA SUA ASCESA

La sua uscita di scena sta meritando l’attenzione dei quotidiani più autorevoli d’America. “Wojnarowski – scrive il Washington Post – ha contribuito a plasmare il panorama dei media sportivi nell’era digitale. Con l’esplosione di Twitter quasi due decenni fa, ogni reporter NBA poteva improvvisamente competere per ogni notizia, e Wojnarowski eccelleva nel fornire le sue chicche ai fan. Ha trasformato quegli scoop in un’enorme influenza sul business della lega. I suoi reportage hanno contribuito a scrivere l’agenda della lega, i proprietari gli chiedevano consigli su chi prendere. Wojnarowski è stato spesso descritto come una delle persone più potenti della NBA per via del suo accesso alle informazioni e per la sua capacità di mercanteggiare con esse”. 

Aveva firmato un contratto di cinque anni con ESPN nel 2022 per circa 7,5 milioni di dollari all’anno. Più di un allenatore di calcio nella nostra Serie A. Significa che Wojnarowski va via lasciando sul tavolo una ventina di milioni di dollari. “Sebbene l’influenza di Wojnarowski sia indiscussa – dice il Washington Post – si tratta di una figura divisiva. Gli ammiratori si meravigliavano della sua etica del lavoro, della sua capacità di costruire relazioni e del suo apparente monopolio sulle ultime notizie. Il suo compagno di college Mike Vaccaro, editorialista sportivo del New York Post, ha detto: «Se lo mettessi a seguire la Casa Bianca, sarebbe il miglior reporter di sempre sulla Casa Bianca». Ma i suoi critici, tra cui altri giornalisti, lo hanno spesso accusato di favorire e proteggere le sue fonti migliori in cambio di informazioni”. 

UNA STAR

Il Washington Post racconta che un ex direttore generale della NBA una volta ha fatto esaminare le e-mail di un ex dipendente per vedere se avesse fatto mai trapelare informazioni a Wojnarowski. Scoprì che era successo. Wojnarowski aveva iniziato la sua carriera nei giornali, prima all’Hartford Courant e poi al Bergen Record nel New Jersey. Ha scritto un libro molto apprezzato su una squadra di basket del liceo prima di occuparsi dell’NBA per Yahoo Sports. Stanchi di prendere buchi da lui, ESPN lo assunse nel 2017. Oggi l’editorialista Jerry Brewer si spinge a scrivere che per la NBA è la fine di un’era perché Wojnarowski creava dipendenza, “il suo ritiro dal giornalismo sbalordisce quanto quello di una superstar che decide di troncare la sua carriera. Non era sua intenzione – dice Brewer – ma Wojnarowski ha contribuito ad aumentare l’interesse durante il periodo più redditizio della storia della NBA. Mentre i trasferimenti dei giocatori salivano alle stelle, ha coperto questa partita oltre la partita, a volte il mercato era più avvincente da seguire del basket stesso. Intratteneva con le notizie, non con battute o opinioni a caldo sparate ad alta voce. Durante i suoi segmenti su ESPN, dava tutti i dettagli come un reporter classico, mettendo i fatti al di sopra della sua presentazione. Anche se il suo stipendio annuale era salito a più di 7 milioni di dollari, i suoi occhiali e i suoi abiti sono rimasti sobri”. 

IL DUALISMO CON SHAMS CHARANIA

Il Wall Street Journal dice che Wojnarowski ha “ridefinito la funzione di un reporter nell’ecosistema del basket. È diventato persino più grande di molti giocatori di cui parlava. Negli ultimi anni era diventato lui stesso parte di una soap opera, per la sua rivalità con Shams Charania, un ex aiutante diventato rivale di scoop”.  Charania lavora a The Athletic. In effetti, anche a questo dualismo il Washington Post dedicò un pezzo tempo fa e stamattina il WSJ racconta come i tifosi di basket appuntavano su un tabellone immaginario [Woj contro Shams] le anticipazioni dell’uno e dell’altro. “I due – si legge – non sono privi di detrattori che hanno messo in dubbio il valore di dare notizie un attimo prima che fossero annunciate, chiedendosi se i due non fossero troppo intimi con i potenti della lega”. 

L’abbandono di Wojnarowski avviene in un contesto di recenti licenziamenti da parte di ESPN, impegnata nel tentativo di ridurre i costi. Wojnarowski non ha fatto menzione di tutto questo e ha parlato di un cambiamento di vita.

Brewer sul Post dice che “in un’industria giornalistica americana in decadenza, ormai non diamo più per scontati i saluti affettuosi tra noi. È stato commovente invece vedere l’attenzione e la calorosa risposta per Wojnarowski, un collega gentile ma ferocemente competitivo. L’ultima volta che ho controllato, il suo messaggio di addio sul social un tempo noto come Twitter era stato visualizzato più di 17 milioni di volte [alle 6.40 di stamattina siamo a 18 milioni a 600mila, ndSl]”. 

ESPN ha pubblicato un articolo sul suo sito web. La NBA lo ha celebrato con una nota che si chiude con un omaggio: “Fonti vicine a chi segue le operazioni affermano che il suo futuro è luminoso”. E il Washington Post allora si domanda “cosa direbbero queste fonti sul futuro del panorama mediatico dell’NBA”.

LE PROSPETTIVE DELLA NBA

Wojnarowski lascia proprio ora che tutto sta per cambiare. La NBA è in scadenza di contratto sui diritti tv. Dal 2025-26 Amazon e NBC si uniranno a ESPN e ABC nella trasmissione delle partite. TNT è fuori per la prima volta dal 1989, a meno che non vinca una causa contro l’NBA per una disputa sui diritti secondari. Nel mezzo di questa battaglia controversa, c’è incertezza sul più grande programma sportivo in studio mai inventato, Inside the NBA condotto da Charles Barkley, Ernie Johnson, Kenny Smith e Shaquille O’Neal. Johnson guida lo show da 34 anni, Smith è con lui dal 1998, ma il livello di irriverenza e di rilevanza culturale è stato raggiunto nel 2000 con l’arrivo di Barkley a bordo. Tredici anni fa, Shaq si è unito al cast dopo essersi ritirato. 

“Inside the NBA – nel giudizio del Washington Post – è perfetto anche quando sembra sbagliato. È caotico ma ben prodotto. Spesso manca l’analisi approfondita del basket che ci si aspetta dagli ex giocatori, ma possiede un fascino infinito perché non si prende sul serio. Nessun programma televisivo sportivo è mai durato per così tanto tempo, pur mantenendo la linea di un commento appropriato”

Come sarà la NBA senza le Woj Bombs e senza i contenuti di Barkley? Sarà come il verso del coccodrillo. Non c’è nessuno che lo sa. D’altro canto, fa notare il Washington Post, la NBA è un posto abituato a reinventarsi. Lo ha fatto a ogni addio di un giocatore, saprà farlo anche con l’addio di chi la racconta. La cosa impressionante è che la più importante notizia sportiva del mercoledì in America è stata il ritiro di un giornalista famoso per dare notizie di mercato in NBA. 

È il segno di un valore emotivo che va oltre i 76 miliardi di dollari che la NBA incasserà dal nuovo contratto tv. Un contratto che arriva mentre il trio LeBron James, Stephen Curry e Kevin Durant si avvicina alla fine, un’altra fine di un’era. “Per molti versi, la NBA ha goduto di un lungo periodo di stabilità e longevità. Ora arriva un periodo di transizione – è il giudizio del Washington Post – e la qualità di ciò che perdiamo rende l’ignoto ancora più spaventoso”.

Nell’attesa, la NextGen di casa si è messa a seguire Shams Charania. 

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