I primi Giochi in Africa: le tensioni sociali in Senegal

I primi Giochi in Africa: le tensioni sociali in Senegal

Ogni sera sulla corniche di Dakar i runner superano le auto ferme nel traffico, tra l’Atlantico e i nuovi murales dedicati all’olimpismo. Da oggi la città ospita i Giochi olimpici giovanili, prima manifestazione olimpica mai organizzata in Africa, con 2.700 atleti, 206 delegazioni, e gare anche a Saly e Diamniadio. Gli impianti sono pronti, dopo otto anni di lavori e investimenti. La piscina olimpica e lo stadio Iba-Mar-Diop sono stati ristrutturati grazie a un prestito da 80 milioni dell’Agenzia francese per lo sviluppo. Il Senegal aveva stanziato per conto suo circa 55 milioni per l’organizzazione e il CIO altri 80. Ma i Giochi arrivano adesso in un paese molto diverso da quello che li ottenne nel 2018. Pauline Le Troquier su Le Monde scrive che “la festa annunciata fatica a suscitare l’entusiasmo dei senegalesi, diventati da qualche settimana spettatori dell’abbellimento della loro città, tra lavori stradali, una nuova illuminazione pubblica…

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Quasi Kimi. Il Mondiale preso per le corna

Quasi Kimi. Il Mondiale preso per le corna

 ①  ARTEFICI   Antonelli, appuntamento in Messico La vittoria di Antonelli in USA è una garanzia per il titolo mondiale. I 123 punti di vantaggio su Russell e i 124 su Hamilton, rispetto ai 125 punti a disposizione, fanno sì che Kimi potrebbe anche accomodarsi nei box e aspettare gli eventi. Solo cinque vittorie su cinque per uno dei due avversari diretti e Kimi che conquista meno di due punti nei restanti cinque gran premi potrebbero cambiare le sorti del mondiale. Quindi, inutile fare conteggi, il titolo è al 99% di Antonelli e al 99,99% della Mercedes.  Ancora una volta Kimi è riuscito a essere veloce e lucido ai massimi livelli. La strategia su una sola sosta, unita alla bravura del pilota nella gestione delle gomme, ha permesso di ottenere il massimo risultato con una facilità quasi disarmante.  Russell è rimasto scottato dalla penalità di cinque secondi, ma comunque è…

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Lo sceriffo Max è tornato in città

Lo sceriffo Max è tornato in città

 ①  ARTEFICI   Una macchina finalmente domata “Max c’è!”, avrebbe gridato Guido Meda. E quando Max c’è sono dolori per tutti. Partito in Pole Position, ha condotto per tutti i 62 giri e ha vinto. E in fondo il settimo Grand Slam non è che gli interessasse più di tanto, visto che il giro più veloce lo ha lasciato a Charles Leclerc. Dopo il suo lungo inseguimento alla prima vittoria di sempre sul circuito di Singapore, nel giro di due giorni ne ha portate a casa due, considerando anche la Sprint del sabato. E nella particolare classifica parziale mostrata la scorsa settimana, il mini-campionato post Monza vedrebbe Verstappen in testa dopo cinque gare più una sprint con 109 punti, davanti ad Antonelli con 98. Terzo sarebbe Leclerc con 60 punti. Sappiamo bene com’è quella storia dei se e dei ma, eppure il risveglio tardivo della Red Bull e del suo…

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Kimi e Max, i gemelli diversi di Sepang

Kimi e Max, i gemelli diversi di Sepang

     ①  ARTEFICI   Il ritorno di Verstappen Finalmente Verstappen ha riagguantato quella vittoria a cui era ormai vicinissimo da tempo. Quello di Max è stato un lento approccio, quattro mesi e dodici gare a passettini sempre più veloci, come se non fosse un pluricampione del mondo, ma un rookie che impara gara dopo gara come si arriva alla vittoria. Dal primo podio in Canada da terzo, seguito da un ritiro a Monaco al via per problemi al motore quando era secondo in griglia, poi di nuovo quarto a Barcellona e secondo in Austria. Poi fuori gara a Silverstone mentre era terzo, poi di nuovo terzo a Spa, secondo in Ungheria, e subito fuori pista a Zandvoort per un incidente che aveva fatto scrivere di addio mesto ai suoi tifosi. Dopo l’Olanda, che era sembrato il punto più basso di Max, di nuovo terzo a Monza, secondo a Madrid,…

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