Kimi, il mondiale del pilota bambino
① ARTEFICI Il campione semplice Kimi è campione del mondo a venti anni. Appena quattro anni fa ne festeggiava 16 al suo kartodromo preferito, scherzando e saltellando felice dopo una giornata sui kart a noleggio, nonostante fosse sotto contratto Mercedes. Anche successivamente, già famoso nell’ambiente per il suo precoce inizio di carriera, non ha rinunciato a partecipare a gare nel calendario di rental karting, la più amatoriale tra le categorie di questo sport, restando sempre disponibile per tutti, sempre gentile, sorridente, disponibile per una foto. Le improvvisate, tipiche di Kimi, lo spinsero a tornare una domenica di maggio di due anni fa sul circuito su cui correva da ragazzino per riabbracciare i vecchi amici e colleghi di karting, a stringere la mano e premiare i piloti amatoriali di rental che avevano appena terminato la gara per loro più importante, ma che per qualsiasi pilota di Formula Uno avrebbe rappresentato…
I primi Giochi in Africa: le tensioni sociali in Senegal
Ogni sera sulla corniche di Dakar i runner superano le auto ferme nel traffico, tra l’Atlantico e i nuovi murales dedicati all’olimpismo. Da oggi la città ospita i Giochi olimpici giovanili, prima manifestazione olimpica mai organizzata in Africa, con 2.700 atleti, 206 delegazioni, e gare anche a Saly e Diamniadio. Gli impianti sono pronti, dopo otto anni di lavori e investimenti. La piscina olimpica e lo stadio Iba-Mar-Diop sono stati ristrutturati grazie a un prestito da 80 milioni dell’Agenzia francese per lo sviluppo. Il Senegal aveva stanziato per conto suo circa 55 milioni per l’organizzazione e il CIO altri 80. Ma i Giochi arrivano adesso in un paese molto diverso da quello che li ottenne nel 2018. Pauline Le Troquier su Le Monde scrive che “la festa annunciata fatica a suscitare l’entusiasmo dei senegalesi, diventati da qualche settimana spettatori dell’abbellimento della loro città, tra lavori stradali, una nuova illuminazione pubblica…
Quasi Kimi. Il Mondiale preso per le corna
① ARTEFICI Antonelli, appuntamento in Messico La vittoria di Antonelli in USA è una garanzia per il titolo mondiale. I 123 punti di vantaggio su Russell e i 124 su Hamilton, rispetto ai 125 punti a disposizione, fanno sì che Kimi potrebbe anche accomodarsi nei box e aspettare gli eventi. Solo cinque vittorie su cinque per uno dei due avversari diretti e Kimi che conquista meno di due punti nei restanti cinque gran premi potrebbero cambiare le sorti del mondiale. Quindi, inutile fare conteggi, il titolo è al 99% di Antonelli e al 99,99% della Mercedes. Ancora una volta Kimi è riuscito a essere veloce e lucido ai massimi livelli. La strategia su una sola sosta, unita alla bravura del pilota nella gestione delle gomme, ha permesso di ottenere il massimo risultato con una facilità quasi disarmante. Russell è rimasto scottato dalla penalità di cinque secondi, ma comunque è…
Lo sceriffo Max è tornato in città
① ARTEFICI Una macchina finalmente domata “Max c’è!”, avrebbe gridato Guido Meda. E quando Max c’è sono dolori per tutti. Partito in Pole Position, ha condotto per tutti i 62 giri e ha vinto. E in fondo il settimo Grand Slam non è che gli interessasse più di tanto, visto che il giro più veloce lo ha lasciato a Charles Leclerc. Dopo il suo lungo inseguimento alla prima vittoria di sempre sul circuito di Singapore, nel giro di due giorni ne ha portate a casa due, considerando anche la Sprint del sabato. E nella particolare classifica parziale mostrata la scorsa settimana, il mini-campionato post Monza vedrebbe Verstappen in testa dopo cinque gare più una sprint con 109 punti, davanti ad Antonelli con 98. Terzo sarebbe Leclerc con 60 punti. Sappiamo bene com’è quella storia dei se e dei ma, eppure il risveglio tardivo della Red Bull e del suo…