IL MASTERS DI TORINO
Un neologismo per te, come non è vero: sei te
Al primo break, quando erano trascorsi quattro game, s’è affacciata l’ormai familiare sensazione che non più il risultato ci avrebbe appassionato e tenuti legati a uno schermo. I più volenterosi fra noi avrebbero potuto trovare casomai appagamento nello svolgimento del nastro, nel come e non nel se o nel chissà. Bisognerà provare a dare un nome prima o poi a questa sensazione, servirà un nome composto, un bel nome lungo, lunghissimo, come fanno i tedeschi nel loro vocabolario. Una trasposizione tennistica di Sergio Endrigo, la festa appena cominciata è già finita. Die Sinnerpartyerstbegonnenschonvorbei
L’Équipe sì che lo ha coniato stamattina un neologismo, e viene un brivido lungo la schiena al pensiero che qualcuno in Italia possa riprenderlo e imporlo, Sinnerminator, un nome che ci porta nei paraggi di Schwarzenegger. Conforta il pensiero che un soprannome inventato altrove raramente viene adottato. Fiuuu. [Però chissà chi ha inventato Top Ganna].
Implacabile e spietato, così L’Équipe presenta il Sinner che si è liberato di Casper Ruud. “Il fulmine non cade mai due volte nello stesso posto. Se la prima semifinale fra Taylor Fritz e Alexander Zverev aveva offerto grande suspense, soprattutto nel terzo set, il secondo match tra Jannik Sinner e Casper Ruud è stato diverso per colpa del nuovo Terminator dei campi, che ha disperso i pezzi del suo avversario come un puzzle. Come uno squalo il cui occhio non tradisce alcuna emozione quando morde la sua preda, Sinner ha affondato i denti e nulla gli ha fatto cadere la mascella. Sarebbe stato sorprendente il contrario. Per non parlare del fervore del tifo locale, che tinge di arancione l’Arena ogni volta che gioca”. E poi: “Di certo ha passato molti tormenti personali negli ultimi mesi (la morte di una zia a cui era molto legato) e resta sotto la minaccia di una sospensione dopo il ricorso presentato dalla Wada sul suo caso di doping al clostebol, inizialmente considerata una contaminazione involontaria. Ma pensare a questo significherebbe dimenticare quanto abbia dominato la stagione, lasciando un po’ di spazio solo a Carlos Alcaraz. Basta guardare i punti Atp di fine stagione per avere un’idea del divario vertiginoso tra Sinner e gli altri”
Giulia Zonca su La Stampa ha una chiave di lettura per quello che chiama JSS, lo Jannik Sinner Show, i monologhi che accosta a quelli di Pogacar “in pedalata solitaria e progressiva, dentro giri e tour che hanno perso i pronostici”, quelli di Bolt “in corsa contro se stesso, a spappolare cronometri che ha fatto viaggiare tanto rapidi da renderli tutt’ora inaffrontabili”, “loro giganti e il resto dell’universo difficile da inquadrare”. La chiave, scrive Zonca, è che Sinner “presto dovrà affrontare le tensioni di un appello nel processo per doping. Probabile che proprio saperlo lo spinga a toccare la vertigine per incamerare magnificenza: da tenersi stretta nei momenti complicati”.
SINNERISMI
Jannik potrebbe camminare sulle acque. È che non gli va
▥ COMMERCIALISTI “Jannik Sinner alle Atp Finals di Torino ha guadagnato 1.442.255 euro fra partecipazione e vittoria del proprio girone a punteggio pieno. Se stasera riuscirà a conquistare anche la finale contro Fritz, dopo avere superato Ruud in semifinale, il suo premio crescerà di altri 3.187.663». [la Gazzetta]
▥ E IL COGNATO NO? «È un giovane fuoriclasse del tennis ma non solo, è un ragazzo che porta avanti valori importanti, un esempio da seguire. un ragazzo con la faccia pulita. È il figlio, il vicino di casa, il genero che tutti vorrebbero avere». [Giorgio Chiellini intervistato da Federica Cocchi, la Gazzetta dello sport]
▥ UNA VOLTA CI VESTIVANO DA ZORRO “Ci sono i bambini che chiedono ai genitori la divisa per mascherarsi da ortaggio, l’ortaggio più amato in Italia. Il Peach Fuzz, una nuance delicata di arancio, era stato scelto a inizio anno da Pantone come colore del 2024. Coincidenza: il 2024 tennistico è cominciato con il primo titolo Slam per Jannik Sinner” [Alessandra Bocci, la Gazzetta dello sport]
▥ PIÙ SINNER PER TUTTI “Il mio Sinner è Maldini” [Luciano Spalletti]
Riassunto delle puntate precedenti – Yldiz è il nostro Sinner” [Evelina Christillin a La Gazzetta dello sport 9 novembre ‘24] – “Chiesa è il nostro Sinner” [Luciano Spalletti in conferenza stampa, 16 novembre ‘23] – “Melli è il nostro Sinner” [Gianni Petrucci a La Stampa, 22 febbraio ‘24] – “Buongiorno mi sembra il nostro Sinner” [Giancarlo Camolese a Toro it. Marzo ‘24] – Angelo Sticchi Damiani: “Antonelli è il nostro Sinner” [a RAI GR Parlamento, maggio ‘24]
Sinner contro Fritz, dunque. La riedizione della finale dell’ultimo Slam. Da NY a Torino non sono mutate gerarchie e stati di forma dentro il tennis. Paolo Bertolucci sulla Gazzetta anticipa: “Si tratta pur sempre del numero 5 del mondo, e quindi Sinner, un computer perfetto, non si permetterà di sottovalutarne le potenzialità. Ma gli ultimi due confronti diretti, la finale degli Us Open e appunto la sfida del girone, ci hanno detto che esiste un solco piuttosto profondo tra i due, soprattutto se Jannik dovesse tenere percentuali di servizio sopra il 70%. Insomma, siamo vicini a un’altra impresa di un giocatore che dalla Davis di un anno fa ha tratto l’energia e la convinzione per cambiare la storia del tennis degli ultimi 20 anni insieme ad Alcaraz. E a proposito di Davis, con un Sinner in queste condizioni la via per la conferma dello storico titolo conquistato un anno fa può spianarsi anche di fronte ad avversari complicatissimi come Stati Uniti e Spagna”.