

Il caso è finito davanti a un giudice federale, Carl Nichols, che ha dovuto passare un intero pomeriggio a discutere su quanto il blu debba essere blu. L’organizzazione Cultural Landscape Foundation ha fatto causa al governo per bloccare i lavori, sostenendo chela tesi del danno estetico. L’amministrazione, inoltre, avrebbe saltato a le revisioni federali obbligatorie sui beni storici. Gli avvocati del Dipartimento di Giustizia hanno risposto con una logica impeccabile: se l’acqua riflette le nuvole e i monumenti esattamente come faceva prima, quando il fondo era grigio-marrone, allora non c’è alcun danno. Inoltre, il giudice ha rifiutato di bloccare i lavori perché, se si dovesse riscontrare un errore, il danno sarebbe comunque temporaneo e riparabile. Basterà ridipingerla di grigio in futuro.
Il contenzioso cromatico svela i gusti estetici del presidente. Trump voleva inizialmente un colore acquamarina. Voleva che l’acqua sembrasse “come alle Bahamas”. Ha persino pubblicato su Truth Social un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo ritrae rilassato nella vasca come se si trovasse in un resort di lusso a Boca Raton, in Florida. Un’immagine assurda se si pensa che la Reflecting Pool è profonda al massimo 76 centimetri, la balneazione è vietata e il fondo di cemento graffierebbe le ginocchia.
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