IL TEMA
Le conseguenze sullo sport delle devastazioni di DANA
La Spagna ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale per le devastazioni di Dana. Il bilancio ancora provvisorio è di oltre 150 morti e centinaia di dispersi. Le piogge si stanno spostando nella metà occidentale dell’Andalusia, nel basso Ebro e nelle isole Baleari. A Valencia stanno lavorando per riconnettere il paese al più presto con i territori danneggiati dalla piena e si preoccupano di difendere dallo sciacallaggio le case abbandonate dalle persone durante la fuga. Ci sono polemiche per la gestione dei soccorsi e c’è un riflesso adesso che riguarda lo sport.
Valencia è la città che avrebbe dovuto ospitare l’ultima corsa per il Mondiale di MotoGP, probabilmente la tappa decisiva nel duello tra Francesco Bagnaia e Jorge Martin. Le chance che il circuito possa reggere l’impatto con la gigantesca macchina del motomondiale sono pochissime, ma al di là dell’organizzazione si pone soprattutto una questione morale, come hanno sottolineato ieri i piloti stessi in conferenza stampa.
El Pais racconta che la cittadina di Cheste, la più vicina al circuito, è isolata da mercoledì a mezzogiorno dalle sue strade principali, l’accesso è possibile solo tramite vie secondarie. Il sindaco José Morell dice che le comunicazioni sono molto complicate, così come la fornitura elettrica, la rete telefonica, internet. Secondo la testimonianza resa a L’Équipe da Jérémy Guardoni, pilota endurance francese residente a Valencia, la strada che dà accesso al paddock è squarciata per più di venti metri. I parcheggi sono distrutti. Non esiste la possibilità di tenere una corsa davanti a un pubblico. Gli alberghi della zona sono in difficoltà.

Ma poi una finale è una festa, ha detto Francesco Bagnaia, e che festa vuoi fare in un posto dove stanno contando i morti e cercano i dispersi. Anche per Marc Marquez è inimmaginabile che si svolga il GP di Valencia, dice che ci sono cose più importanti da fare che mettere a posto un circuito per le moto, quando vedi tutta questa gente che non ha più un tetto sopra la testa e che ha perso tutto. Jorge Martin sostiene che per rispetto delle vittime, la finale deve svolgersi da un’altra parte. Tutti sono d’accordo che non sarebbe giusto cancellare la corsa e arrivederci, ci vediamo l’anno prossimo. Non sarebbe giusto, insiste soprattutto Bagnaia, che deve rimontare 17 punti a Martin per rivincere il titolo.
Aspettiamoci sviluppi e polemiche, perché secondo il quotidiano sportivo catalano Sport la città di Valencia resta la principale candidata a ospitare la corsa. I dirigenti che gestiscono il Mondiale [“la cupola” scrive Sport] sembrano meno inclini a cedere all’idea che il lutto abbia preso il centro della scena. Carmelo Ezpeleta, amministratore delegato di Dorna, ha detto a Diario AS che la data originale dell’evento è confermata. «Stanno lavorando per risolvere i problemi agli accessi e ai servizi. La pista non ha subito danni». Jorge Viegas, presidente della Federazione motociclistica internazionale, ha detto a Sky Sport che «se non corriamo a Valencia, sarà peggio per la comunità e per la sua economia».
L’Équipe spiega che una decisione dovrà essere presa entro il week-end. «Non è esclusa alcuna soluzione» dice Hervé Poncharal, presidente dell’associazione delle squadre. Lunedì tutto il carico e tutto il materiale con cui si tiene il Mondiale di MotoGP deve lasciare la Malesia. Era inizialmente diretto all’aeroporto militare di Saragozza. C’è chi immagina che si potrebbe restare a Sepang per un secondo Gran Premio consecutivo, o che si possa spostarsi in Qatar per un nuovo appuntamento a Losail. Secondo il giornale francese sono due ipotesi improbabili, perché la Michelin non gli pneumatici adatti. Nonostante la tecnologia all’avanguardia che permette di ridurre i tempi, non c’è alcuna possibilità di produrre e impacchettare 1.200 nuovi pneumatici per Losail, un circuito che ha caratteristiche differenti da quello di Valencia e che avrebbe dunque bisogno di un set tutto nuovo. Servirebbero almeno dieci giorni, secondo L’Équipe. Le alternative in zona sono Barcellona, Aragon, Jerez o Portimao, quattro soluzioni razionali dal punto di vista della logistica, ma non la soluzione migliore dal punto di vista finanziario, riferisce una fonte della MotoGP al giornale francese.