L’Italia del giovedì ha cambiato sguardo sull’Europa

L’Italia del giovedì non è più quella di Lascia o Raddoppia o Rischiatutto. L’Italia del giovedì è quella delle Coppe felici, le Coppe di cui un tempo [diciamo fino a un paio d’anni fa], tutti non vedevano l’ora di liberarsi, per cercare più facilmente in campionato la qualificazione a una Coppa della quale non avrebbero visto l’ora di liberarsi – eccetera eccetera.

E invece adesso.

Tre delle quattro squadre qualificate per la semifinale di Europa League erano già arrivate fino a questo punto del torneo: Roma e Bayer Leverkusen un anno fa, il Marsiglia nel 2018, l’Atalanta aveva fatto al massimo i quarti di finale nel 2022. Le squadre italiane sono dunque due come un anno fa, l’Inghilterra è fuori per il secondo anno di fila, la Spagna era già stata cancellata dalla Coppa che dal 2010 ha vinto nove volte. Il Portogallo continua a restar fuori dalle semifinali come accade dal 2014.

 

  La Conference League si conferma una Coppa dal sapore italiano: dopo il titolo della Roma con Mourinho all’esordio del torneo, dopo la finale della Fiorentina 2023, ancora i viola in semifinale. C’è pure una squadra inglese, com’è sempre accaduto nelle due stagioni scorse [stavolta l’Aston Villa], ci sono una greca e una belga per la prima volta [Olympiakos e Bruges]. Fuori dalle semifinali per la prima volta l’Olanda. Fuori anche il Fenerbahçe – perché nel suo tramonto Bonucci ha sbagliato l’ultimo rigore. 

Tutto ciò produce un ranking stagionale con l’Italia sempre prima [19.428 punti] e aritmeticamente sicura di aver conquistato una wild card in più per la prossima Champions XL: andrà alla quinta della serie A. 

Ivan Zazzaroni sul Corriere dello sport-stadio commenta: “E adesso il quinto posto in Superchampions ce lo prendiamo noi; noi che abbiamo un calcio ricco di debiti e conflittualità e povero di idee, ma che riusciamo ancora a produrre l’unica cosa che conta: il Risultato”.

La Germania [17.928] ha preso un piccolo vantaggio sull’Inghilterra [17.375] e dovrebbe bastarle per conquistare a sua volta lo stesso privilegio: ha ancora tre squadre in corsa contro una sola della Premier. La sorpresa è che nel ranking complessivo quinquennale l’Italia è a un soffio dal sorpasso alla Spagna per il secondo posto, impensabile solo due anni fa. 

 

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“Marsiglia è una festa” titola in prima pagina L’Equipe, dopo l’eliminazione ai rigori del Benfica. Nel suo editoriale Régis Dupont scrive che “non si sente ancora il profumo dell’epica, e bisognerebbe essere davvero molto giovani per pensare che l’avventura europea dell’OM in questa primavera entri a pieno titolo nella grande storia di questo club”. 

Assume un contorno ancora più surreale la stagione del 70enne Jean-Louis Gasset, salito in corsa su una tra le panchine più turbolente dell’anno [esonerato Marcelino alla quinta giornata e Gattuso alla 22esima] dopo essere stato fatto fuori a sua volta dalla nazionale della Costa d’Avorio al termine dei gironi della Coppa d’Africa, poi vinta dal suo vice. 

La Francia rimugina invece sull’eliminazione del Lille dalla Conference League, anche questa ai rigori, “nuova vittima di una maledizione nazionale incarnata da Emiliano Martinez”, il portiere argentino eroe della finale ai Mondiali e ieri protagonista con la maglia dell’Aston Villa.  “Il ritorno di un incubo”, scrive L’Équipe – che mette in relazione questa primavera comunque felice alla riduzione del numero di squadre in campionato da 20 a 18 e alla riduzione della Coppa di Lega, “per preservare le forze delle nostre squadre nelle competizioni della UEFA”. 

 

  La Francia ha portato anche il Nantes in semifinale di Youth League, la Champions degli Under-19. A dispetto della riconosciuta bontà delle sue accademie, non ci riusciva dal 2016. C’è anche la prima volta di un club greco [Olympiakos, avversario proprio del Nantes], mentre il Portogallo ha messo una propria squadra fra le migliori-quattro per la settima edizione di fila. Stavolta è il Porto, vincitore nel 2019, avversario del Milan, che ripete il risultato della stagione scorsa. 

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▥  “Il Milan esce a pezzi”, titola il Corriere della sera – con quattro 4.5 in pagella per Pulisic, Giroud, Theo Hernandez e Bennacer, più un quinto a Pioli, la cui esperienza in panchina dovrebbe essersi chiusa qui, secondo le indiscrezioni dei giorni scorsi rilanciate da più quotidiani. Ha scritto Sandro Sabatini su Calciomercato: “Se era la penultima spiaggia, c’è stata la deriva. Se era l’ultima, è finita con un naufragio l’avventura di Stefano Pioli. Una prestazione senza senso. Finché sono stati undici contro undici hanno fatto solo errori. Quando sono stati un uomo in più, non hanno fatto nulla a parte il gol di Gabbia, l’unico a salvarsi oltre a Chukwueze, impiegato solo per un tempo”

▥  Paolo Tomaselli, ancora sul Corriere, ha scritto dell’Atalanta: “La Dea della resistenza ha i nervi d’acciaio e arriva dove non era si era mai spinta prima. Perché la semifinale di Coppa delle Coppe 1988 (giocando in serie B) poi persa con il Malines, per quanto entrata nel mito romantico con Mondonico, Stromberg, Garlini e soci, non si può paragonare all’ingresso dell’Atalanta fra le migliori quattro di questa Europa League. Con i polmoni di De Roon, la crescita di Scamacca, l’energia di Ederson e l’intelligenza di Koopmeiners la squadra di Gasperini attutisce l’impatto, potenzialmente micidiale, del rigore iniziale di Salah e costringe Jurgen Klopp a dare l’addio europeo dopo nove anni al Liverpool in un gelido quarto di finale qualsiasi”. Tomaselli ricorda che questa qualificazione è stata ottenuta contro una squadra che ha oltre 160 milioni lordi annui di monte ingaggi, l’Atalanta arriva a 45, e dunque “la fa entrare in una dimensione differente, quanto meno a livello di autostima”. 

▥   Alberto Polverosi sul Corriere dello sport-stadio vede nella semifinale della Fiorentina “il segno di una crescita magari lenta ma continua. La Fiorentina ha dominato, anche se ha vinto solo ai supplementari. Ha scelto, vuole le coppe. Il campionato servirà per respirare e gestire le risorse ancora a disposizione di Italiano. La prossima settimana giocherà un’altra semifinale in Coppa Italia a Bergamo, sicuramente sarà più impegnativa di questo quarto di Conference, ma se conserva il vantaggio dell’andata sbarca in un’altra finale”.

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