La maratona dei superlativi a Londra. Ventiduemila persone calzano le super scarpe

I  miei piedi non toccan più. Sto volando

Ivana Spagna

 

Gli aggettivi sono sempre gli stessi, da un po’ di tempo a questa parte. Storico, per esempio. Spesso arrivano anche i superlativi, per definire il campo partenti d’élite delle maratone femminili. Senza precedenti, ecco cosa si dice e si ripete, a ogni nuova corsa. Era così a Boston lunedì scorso, sarà così anche per Londra. Il più forte panorama di partenti che sia mai esistito.  A Boston 14 delle iscritte avevano un personale sotto le 2 ore e 21 minuti, cinque avevano corso in meno di 2:18. Sarà vero anche stamattina, con 10 partenti sotto le 2:19 e sei sotto i 2:18, inclusa la detentrice del record mondiale Brigid Kosgei. 

“Questa profondità è relativamente recente – commenta il New York Times – e sta crescendo. La distanza è stata coperta in meno di 2:18 – al ritmo di poco più di 5:15 al miglio – da 27 donne nella storia. Dodici nel 2022. Due finora nel 2023. È qualcosa che trova una corrispondenza, in piccola parte, anche in campo maschile. La spiegazione più ovvia di questa marea di tempi veloci è la presenza ormai onnipresente delle super scarpe, con la suola in fibra di carbonio che funge da molla. Ma mentre la crescita in campo maschile è proporzionale, la crescita in campo femminile è stata molto più esplosiva. Per le donne maratonete, ci sono più soldi da vincere rispetto al passato e nuovi investimenti. Sono passati poco più di 50 anni da quando la Amateur Athletic Union, l’organo di governo delle maratone negli Stati Uniti, ha permesso di prender parte ufficialmente alle corse su strada. Dall’inizio del 2022, le donne hanno segnato 13 dei migliori tempi di sempre nella maratona. Nello stesso periodo, gli uomini sono arrivati a sei, e due solo con Eliud Kipchoge”

 

 

Uno dei motivi d’attrazione è Sifan Hassan, la due volte campionessa olimpica di Tokyo [5.000 e 10.000], al debutto in una maratona, “senza un obiettivo preciso e di fronte a fortissime avversità” scrive stamattina L’Équipe dedicandole un servizio. Secondo Stéphane Kohler, anche se le previsioni danno pioggia, la gara femminile potrebbe far cadere il primato mondiale della keniana Brigid Kosgei [2:14.4] stabilito nel 2019 a Chicago. La crema delle avversarie per  Kosgei si trova in Peres Jepchirchir, oro olimpico, imbattuta in cinque maratone corse, e nell’etiope 23enne Yalemzerf Yehualaw, a Londra prima lo scorso anno.

Sifan Hassan va per scoprirsi e per capire. “Ha impiegato tanto tempo per riprendersi sia fisicamente sia moralmente dalla sua folle campagna giapponese”. 

L’anno scorso è arrivata solo quarta nei 10.000 e sesta nei 5.000 ai Mondiali di Eugene. 

Lei si dice curiosa e nervosa. «Sarò io a domare la maratona o sarà la maratona a domare me? Avevo voglia di scoprire questo evento senza dovermi preparare in esclusiva per correrlo. Ho alternato uscite su brevi e lunghe distanze in allenamento, è una vera sfida. Non punto a un tempo particolare, voglio imparare e vedere cosa riesco a fare contro le migliori.

In campo maschile, si affronteranno per la prima volta due dei tre atleti che hanno corso una maratona in meno di due ore e due minuti: la leggenda etiope Kenenisa Bekele, 40 anni, 2:01.41 nel 2019 nel Berlin, e il 23enne keniano Kelvin Kiptum, autore di un esordio stratosferico sulla distanza, primo posto a dicembre a Valencia in 2:01.53, con una seconda parte di gara in 1:00.14. Bekele è arrivato quinto a Londra lo scorso anno e “non sembra più in grado di tenere il passo di un crono eccezionale”. È tornato al via Amos Kipruto, vincitore dell’edizione 2022, e c’è il campione mondiale Tamirat Tola, etiope. 

 

È anche l’ultima apparizione in maratona di Mo Farah, all’età ormai di 40 anni, quattro volte campione olimpico e sei volte campione del mondo nei 5.000 e 10.000 metri. Il Telegraph scrive che non ci sono rimpianti per questo finale di partita. Jeremy Wilson scrive che “le statistiche sono solo una parte della storia di Farah. La sua carriera nella maratona non ha raggiunto le stesse altezze delle sue prestazioni su pista, ma il record europeo di 2 ore 5 minuti e 11 secondi, per la vittoria a Chicago nel 2018, rimane una prestazione degna di nota. Eppure – continua – le statistiche raccontano solo una parte della storia e nessun resoconto della carriera di Farah può trascurare come i suoi anni di punta tra il 2011 e il 2017 siano coincisi con l’essere stato allenato da Alberto Salazar, l’ex capo del Nike Oregon Project caduto in disgrazia”.

Salazar è stato bandito a vita dall’atletica l’anno scorso, per violenza sessuale. Ha negato le accuse. Farah non ha mai fallito un test antidoping e non è mai stato sospeso. Nel dopo Salazar i suoi risultati non sono più stati all’altezza dell’élite. 

 

  OGGETTI DI SCENA

Il sorpasso alla Nike. In 22mila con le super scarpe

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È una battaglia nella battaglia, secondo il Guardian. La competizione tra produttori di calzature è paragonata da Sean Ingle a “una corsa agli armamenti” e alle stregonerie tecnologiche che si vedono in Formula 1. 

Dalla creazione di queste scarpe nel 2016, spiega la firma olimpica del giornale inglese, gli atleti Nike hanno dominato la scena della maratona e “l’azienda ne ha raccolto i frutti. Avere il detentore del record mondiale Eliud Kipchoge col marchio del baffo ha aiutato. Ma non è una faccenda limitata a lui. Nel 2019, gli atleti Nike hanno conquistato 31 dei 36 podi nelle sei principali maratone al mondo. Era un messaggio subliminale ai runner della domenica. Volete battere i vostri record personali? Comprate le Nike Vaporfly o AlphaFly. Ora, però, il vento del cambiamento sta mutando. È stato del tutto evidente lunedì alla maratona di Boston, dove gli atleti che avevano ai piedi le Adidas Adizero Adios Pro 3 hanno conquistato i primi quattro posti nella gara maschile, mentre la keniana Hellen Obiri ha utilizzato un prototipo del marchio svizzero On per vincere la gara femminile. Il sesto posto di Kipchoge è parso emblematico di un cambio della guardia”.

Addirittura? A questo siamo? Siamo dalle parti di F1 e MotoGP, dove i mezzi prevalgono sui piloti? Geoff Burns, esperto di biomeccanica e fisiologo dello sport, consulente del Comitato Olimpico e paralimpico degli Stati Uniti, spiega al Guardian: «Nike non è più la leader. Ho testato un sacco di marchi di scarpe e di schiume, i vantaggi nell’economia della corsa sono abbastanza simili». 

Simili, non identici, sottolinea il Guardian. La maggior parte delle aziende produce super scarpe contenenti schiuma Pebax, che offre un ritorno di energia maggiore rispetto alle schiume tradizionali. “C’è ancora molto spazio per l’innovazione. I materiali possono essere resi più leggeri. Le schiume ammorbidite o indurite. La posizione del piatto è stata modificata. Le Pro 3 Adidas utilizzano barre di energia all’interno dell’intersuola in grado di muoversi in modo autonomo”

L’atleta britannico Chris Thompson indosserà le scarpe On stamattina a Londra. Viene presentato dal Guardian come uno dei più attenti osservatori della nuova scena tecnologica. Dice Thompson: «È come in Formula Uno – eccolo qua – ogni marchio ha un suo momento. Dopo Boston c’è stata una grande festa all’On, perché siamo stati in grado di aiutare Hellen. Non c’è modo di evitarlo: le super scarpe hanno un enorme impatto sulle prestazioni». 

Thompson ha 42 anni. Ha corso per la prima volta la maratona nel 2014 e “sussulta al ricordo – scrive il giornale inglese – dell’era pre-supershoe”, quando chiuse in 2 ore e 11 minuti, «ed è ancora, fino ad oggi – sono sue parole – la cosa più emozionante, dolorosa, orribile e straziante mai vissuta. Sono andato in un posto dove non ero mai stato prima, nelle ultime due o tre miglia. È stato molto duro e emozionante». Invece le super scarpe riducono anche la fatica. «La maratona è un evento completamente diverso – dice Thompson – e dipende dalle scarpe. In media ritengo che valgano quattro minuti per un uomo di punta. Molte persone diranno che è esagerato. Ma è una media. Tutto fa la differenza: la tua altezza, dove si trova il tuo baricentro, come poggi il piede al suolo. Il recupero atletico se ne giova. Prima correvo 120 miglia a settimana. Adesso sento dire di alcuni che ne fanno 160-170».

Burns afferma che i corridori dilettanti con un personale nella fascia fra le tre ore e mezza e le quattro ore, possono togliere cinque minuti al loro tempo con paio di super scarpe da 220 dollari. È per questo che stamattina, secondo gli organizzatori della maratona di Londra, circa la metà dei 45mila iscritti si presenteranno al via con quei modelli. Ed è il motivo per cui le superscarpe non faranno mai la fine dei costumoni nel nuoto. Hanno un mercato. 

 

Il campionato delle marche delle scarpe

Qualcuno ha messo strane idee in testa a Jacobs

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 ➣  I vostri affondi sono veri o costruiti [con Kerley, ndSl]?

«Diciamo che ci stiamo reciprocamente un po’ sullo stomaco. Fred, quando commentando i miei Euroindoor mi ha preso per i fondelli, mi ha dato fastidio. Spesso lascio correre, non in questo caso».

 ➣  C’è chi è andato oltre e già immagina una proposta di eventi ad hoc con voi al centro.

«L’ideale sarebbe una sfida uno contro uno, come sui ring del pugilato e come accadde a Toronto nel 1997 con un attesissimo 150 tra il canadese Donovan Bailey e lo statunitense Michael Johnson, i re dello sprint di quei giorni. Anzi, il massimo sarebbe una serie su tre gare: una a casa mia, una a casa sua e una, la bella, in campo neutro, magari proprio ai Mondiali. Pur nel rispetto della tradizione e della sacralità del nostro sport, per attirare i giovani e gli sponsor, serve trovare nuovi format». 

 ➣  Pensa si possa anche uscire dagli stadi?

«Senz’altro: dovremmo entrare nel cuore delle grandi città, come avremmo voluto fare lo scorso anno a Roma con un progetto al momento tramontato. Si potrebbe pensare anche a sfide a squadre, modello campionato costruttori di F.1, utilizzando gli sponsor tecnici personali: due atleti Puma, due Nike, due Adidas e due Asics e creare una classifica a punti. Tutti saremmo favorevoli». 

– intervista di andrea buongiovanni, la Gazzetta dello sport

 

Corriere dello Sport-stadio: “Jacobs, il ritorno sui 100 il 28 maggio” – Esordio stagionale a Rabat (Diamond). Si tratta per Firenze (Golden Gala)

SU RIMBALZI

        ▻  La leggenda della prima maratona

Il 40esimo episodio di Rimbalzi, il podcast prodotto e realizzato con Chora Media, era dedicato all’impresa di Filippide, alle fonti confuse, le ricostruzioni di Erodoto, Plinio il vecchio e Plutarco forse sovrapposte. Certamente sappiamo come sono andate le cose a partire dal 1896, da Spiridon Louis in avanti | Su Spotify a questo link la serie completa | Rimbalzi è disponibile su tutte le principali piattaforme.

 

in tv oggi ore 11 Eurosport: maratona di Londra

 

 

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