Lo Slalom del 20 ottobre | Cosa leggere, sapere e vedere

  

 

I leoni fiutano il nemico, l’uomo che li tiene lontani dal terra del ricordo

Anna Maria Ortese

Il predatore Max

Ma è da solo contro due McLaren

DI ROBERTO LIBERALE

① ARTEFICI   La rimonta di Verstappen

Verstappen è tornato clamorosamente in lotta per il titolo mondiale. Con week-end capolavoro, ha ridotto le distanze da Piastri ad appena 40 punti, dopo un 101 a 37 nelle ultime quattro gare. Poco importa che l’altro avversario papaya, Norris, abbia messo insieme qualche punticino in più, 57. Il rumore dei passi di Max che arriva alle loro spalle è fortissimo e forse inaspettato. Colpa della McLaren che non ha puntato sin dall’inizio su un primo pilota? Può darsi, ma è argomento che merita un cilindro suo. 

Quaranta punti sono ancora tanti, soprattutto Verstappen non è ancora padrone del proprio destino. Con cinque Gran Premi e due Sprint Race da correre, può accumulare un massimo di 141 punti. Piastri, arrivando sempre alle sue spalle, ne può sommare 104. La rimonta potrebbe fermarsi a tre punti dal titolo. Un programma di recupero difficile, l’aritmetica dà ancora un bel vantaggio alla McLaren. Ma l’abitudine di Verstappen a vincere in situazioni complicate, come il primo titolo del 2021 ha già dimostrato, più l’inerzia favorevole delle ultime gare e l’inesperienza dei due piloti McLaren a gestire la tensione di un finale di stagione incerto, potrebbero ribaltare i pronostici che appena un mese e mezzo fa, dopo il GP di Olanda, fecero pensare a tutti che i 104 punti fossero irrecuperabili. 

Il vero svantaggio della Red Bull resta la mancanza di un secondo pilota che possa aiutare Verstappen come Pérez riuscì a fare in qualche gara del 2021. Pur avendo ottenuto in USA il suo secondo miglior risultato stagionale con il settimo posto, Tsunoda resta lontanissimo dalle prestazioni dei primi e difficilmente si potrà intromettere nelle posizioni di testa per aiutare Max. Il miglior pilota della Formula Uno dovrà fare tutto da solo, come ormai succede da tempo. 

Un dato statistico aiuta ancora più a capire la solitudine di Verstappen al vertice della sua scuderia. Una doppietta Red Bull manca dal GP di Giappone del 7 aprile 2024, ovvero 39 Gran Premi fa. Nel frattempo Max ha vinto altri undici  volte senza che i suoi compagni di scuderia andassero mai oltre il sesto posto, con l’eccezione del terzo posto di Pérez nel GP di Cina 2024.

LEGGI TUTTO QUI SOTTO

La corsa verso l’oro della NBA

Come milioni di persone nel mondo, anche la NBA aspetta con impazienza la consegna del suo pacco Amazon. Solo che non si tratta di una lampada o di un computer nuovo, il gigantesco pacco di dollari promesso dal colosso di Jeff Bezos è pieno di dollari. È stato ordinato nel luglio 2024, con la firma del nuovo contratto dei diritti televisivi.

Nel suo pezzo per L’Équipe, Sami Sadik scrive che è un accordo quasi senza precedenti, secondo solo alla NFL. Con Disney [ESPN] e NBC a completare il trio, la cifra è vertiginosa: 76 miliardi di dollari in undici anni. Il contratto precedente, 24 miliardi in nove anni, sembra improvvisamente poca cosa — una mancia, il resto dimenticato sul bancone.

LEGGI TUTTO QUI SOTTO

 

Perché McIlroy non ha usato il driver in India

Al torneo India Championship giocato al Delhi Golf Club, Rory McIlroy ha scelto una strategia insolita: non ha usato il driver, cioè la mazza con cui normalmente si colpisce la pallina più lontano possibile dal tee. Ne parla Max Schreiber su Sports Illustrated. Non è stata una scelta casuale: lui stesso ha detto che «non sentivo che il rischio valesse la ricompensa» e che «preferirei lasciare due-tre mazze indietro e colpire con un 7-iron su un par-4 piuttosto che colpire da wedge e finire nel bosco». Qualunque cosa significhi. 

LEGGI TUTTO QUI

 

In Germania hanno provato il biathlon senza la neve

I cinque cerchi olimpici sono tornati a illuminare il paesaggio urbano di Monaco di Baviera, principalmente sui manifesti che invitano al referendum del 26 ottobre: i cittadini decideranno se la città dovrà candidarsi ai Giochi Olimpici e Paralimpici a partire dal 2036. LA Frankfurter Allgemeine Zeitung racconta che a pensarci bene, se il cambiamento climatico proseguirà al ritmo attuale, potremmo ritrovare il biathlon nel programma estivo. Lo scrive Julia Basic aggiungendo che la realtà è già più avanti della fantasia: il concetto di biathlon estivo sembra funzionare. Sabato scorso 15.000 persone hanno invaso l’Olympiapark di Monaco per seguire gare giovanili e paralimpiche su prato, ascoltare il concerto di Kamrad e cimentarsi in mini giochi pensati per avvicinare il pubblico a questo vecchio sport militaresco che unisce sci di fondo e tiro.

LEGGI TUTTO QUI

La class action contro le scarpe che fanno rumore

Ehi, che roba è questo cigolio? Negli Stati Uniti è stata intentata una class action contro l’azienda svizzera On. A quanto pare, le loro scarpe sportive fanno così rumore quando si cammina che chi le indossa se ne vergogna. Eppure costano 200 dollari a paia. Ne ha scritto la Neue Zürcher Zeitung. Su Reddit, in un thread intitolato Warum quietschen Oncloud-Schuhe eigentlich immer?”, alcuni utenti sostengono che il rumore sia causato dal fatto che  l’interno degli occhielli o delle parti perforate della scarpa è molto liscio, e questo causa attrito, dunque quel tipico cigolio.
Le riviste di settore che se ne sono occupate spiegano che i rumori possono venire da diversi fattori: la suola sulle superfici lisce, la fodera interna che si muove, l’umidità, gli innesti tra sottopiede e tomaia, l’uso di schiume nella soletta. Un post su Facebook della testata svizzera Blick segnala che tutto è cominciato quando due clienti hanno avuto problemi a Zurigo e hanno avviato una causa contro il produttore. E Orson Welles parlava male degli svizzeri. Tsk. 

 

Lo scudetto di Svezia nel villaggio di pescatori

In un angolo di costa svedese dove il vento sa di sale e di legno umido, un villaggio di 1.500 abitanti sta per compiere un prodigio. A Hällevik, casa del Mjällby AIF, il calcio ha preso la forma di una storia che nessuno aveva previsto. Una squadra nata tra i pescherecci e il silenzio del Baltico sta per vincere il campionato. È solo questione di quando, non di se, scrive Michael Cox su The Athletic. Undici punti di vantaggio, quattro partite da giocare. Un miracolo che per proporzioni viene paragonato al successo del Leicester 2016.

L’impresa è doppia. Primo: un club come il Mjällby non dovrebbe neppure trovarsi nella parte alta della classifica. Il  suo budget è stimato intorno al 15% di quello del Malmö, l’impero del calcio svedese. A guidarli c’è Anders Torstensson, 59 anni, insegnante e allenatore a intermittenza, al suo terzo ritorno in panchina. Al suo fianco, Karl Marius Aksum, un ricercatore con un dottorato sulla percezione visiva nel calcio. Sembra l’inizio di una barzelletta dice The Athletic. In effetti loro ridono, gli altri no. 

LEGGI TUTTO QUI

 

 

IL CERCHIO DI FUOCO  I gol spariti 

Il minimo numero di reti segnate in una giornata è 13. Risale alla 9ª giornata del 2010-11, alla 32ª del 2017-18 e alla 2ª del 2022-23: come si vede tutte negli ultimi quindici anni. Se Cremonese-Udinese stasera non ne segnano cinque, la Serie A stabilisce il nuovo primato.  Ne scrive Paolo Condò saul Corriere della sera parlando di grande anemia. Nelle prime sette giornate la serie A ha smarrito 40 gol rispetto all’anno scorso. È un’enormità che balza all’occhio in un weekend esageratamente povero — nove reti nelle nove partite giocate fin qui — ma è da agosto che si procede in questa nevrotica siccità. Nessuno sembra più in grado di attaccare una difesa schierata: o la si coglie spettinata, come ha fatto l’Inter con la Roma nell’occasione verticale in cui Bonny ha risolto il match più importante della giornata, o si assiste a lunghi assedi in stile Far West, con le difese disposte in semicerchio e gli attacchi che girano loro attorno in orizzontale cercando uno spiraglio. Non abbiamo l’anello al naso, siamo consapevoli che il livello di una partita — e di un campionato — non si misura soltanto dalla quantità di reti: non a caso il famoso 4-3 di Juve-Inter sollevò diverse perplessità per le amnesie difensive. Ma è inutile nascondersi, ragionando in termini industriali, che con quei risultati vendi bene all’estero i diritti tv del tuo torneo — come riesce alla Premier — mentre quattro 0-0 in un turno tengono lontano qualsiasi acquirente.

Un fattore di riflessione è che tre dei quattro 0-0 sono venuti fra squadre della seconda parte della classifica, in tre partite che possono essere considerate degli scontri diretti per la salvezza: Lecce-Sassuolo, Pisa-Verona e Genoa-Parma. Tre partite in cui le cronache riferiscono sia accaduto poco, se non pochissimo. Il sospetto è che i due feriti siano cominciati alla settima giornata.

LEGGI TUTTO QUI

   

L’irresistibile ascesa di Beau Greaves 

Addio ai pub, le freccette si imparano in accademia

I migliori giocatori di freccette del mondo non hanno sempre preso una sconfitta contro una donna con la stessa magnanimità di Luke Littler. Deta Hedman OBE, semi-professionista pioniera che negli anni Ottanta iniziò a competere nel circuito BDO, ricorda ancora con un sorriso la sera in cui riuscì a strappare un’insperata vittoria e uscì dal locale — fumoso, impregnato di odore di birra — per respirare un po’ d’aria fresca. «Non dirò chi era, ma stava letteralmente lanciando le freccette nei cespugli» racconta al Times

Era così allora, adesso va molto meglio scrive Tom Kershaw sul giornale inglese, ricordando le parole della veterana. L’ascesa di Littler, ormai re teenager di Alexandra Palace, pareva avesse segnato l’inizio di una nuova era, ma al più modesto Robin Park Leisure Centre di Wigan, la settimana scorsa, si è intravisto un pezzo di futuro diverso con la vittoria di Beau Greaves su The Nuke nelle semifinali dei Mondiali jr. 

LEGGI TUTTO QUI

Il primo titolo di Medvedev dopo due anni e mezzo. Nella 21esima città diversa

È ufficiale: Daniil Medvedev è tornato. Ne  dà l’annuncio  in questi termini John Berkok su Tennis Magazine, dopo una stagione estiva difficile, chiusa con l’uscita al primo turno degli US Open e poi una lenta risalita, dai quarti di Hangzhou alle semifinali consecutive di Pechino e Shanghai, fino a chiudere il cerchio in Almaty, Kazakistan, dove non solo ha vinto il suo primo titolo ATP dell’anno, ma anche il primo dopo quasi due anni e mezzo. L’ultimo era arrivato a Roma, nel maggio 2023.

LEGGI TUTTO QUI

Kanchha Sherpa, l’ultimo superstite della conquista dell’Everest

Era l’ultimo superstite della spedizione che nel 1953 portò per la prima volta l’umanità sulla cima dell’Everest. Kanchha Sherpa, celebre tra gli alpinisti di tutto il mondo, è morto giovedì scorso, lasciando in eredità la sua lezione coraggiosa.  Una storia cominciata da adolescente, quando scappò verso le montagne di Darjeeling dal villaggio di Namche Bazar, oggi tappa obbligata per chi si dirige al campo base dell’Everest. A 19 anni incontrò Tenzing Norgay, che gli offrì un lavoro come tuttofare nelle spedizioni himalayane. Poco dopo, Kanchha lo seguì in Nepal, entrando a far parte della spedizione guidata dal neozelandese Edmund Hillary. Senza alcun addestramento alpinistico, raggiunse quota ottomila metri, trasportando tende, cibo e materiali sulle pendici della montagna più alta del mondo. 

LEGGI TUTTO QUI

 

Christophe Laporte

All’inizio del 2025 Christophe Laporte sembrava avesse perso il ritmo e la strada. Il francese della Jumbo-Visma, gregario di lusso e corridore d’esperienza, il compagno al quale Wout van Aert lasciò la Gand-Wevelgem del 2023 fra molte polemiche, ha passato l’inverno tra febbri e accertamenti medici, fino alla scoperta che un citomegalovirus lo costringeva a fermarsi: niente classiche, solo una lunga attesa. Oggi la storia del suo ritorno è raccontata da L’Équipe. Mentre i compagni sommavano successi di primavera, Laporte restava ai margini, a ricostruire fiato e fiducia. Il rientro è arrivato piano, lento, tra apparizioni brevi e risultati discreti, finché in Olanda qualcosa si è riacceso. Nella quinta tappa, una giornata piatta solo in apparenza, Laporte si è infilato nella fuga giusta e ha chiuso al secondo posto, prendendo la maglia di leader a Ethan Hayter. Il giorno dopo, nell’ultima frazione, l’ha difesa, ha controllato e s’è preso il primo successo stagionale, liberatorio. Un piccolo risarcimento per una stagione nata male e chiusa con il gesto più semplice e più difficile del ciclismo: restare in piedi, pedalare, arrivare.

 

◇  Kate Douglass ha aggiunto un altro record mondiale alla sua corona nuotando i 100 stile libero in 50.19 a Westmont, sei centesimi sotto il tempo di Cate Campbell del 2017. Oltre al record mondiale, Douglass ha battuto il record americano di Gretchen Walsh di 50.31. Aveva stabilito il suo record personale di 50.76 ai Mondiali del dicembre scorso. Douglass detiene pure i primati in vasca corta dei 100 stile libero, dei 200 rana e dei 200 misti. È la sola nuotatrice insieme con Summer McIntosh [400 stile libero, 200 farfalla, 200 misti] a detenere record in tre stili diversi.

 

Pelvico: il muscolo di cui non parla nessuno

Al centro del campus dell’Etihad, tra palle mediche e coni fluorescenti, tre donne ridono mentre stanno sfatando un tabù. Parlano di pavimenti pelvici. La giornalista di The Athletic Charlotte Harpur è andata lì per incontrare la fisioterapista Emma Brockwell, la scienziata della performance Rosie Anderson e la direttrice dei servizi atletici Emma Deakin, tutte impegnate in una piccola rivoluzione: rendere dicibile ciò che nello sport resta ancora invisibile.

«Se apri un qualsiasi giornale medico che parla di anche, inguine o bacino, il pavimento pelvico è assente. È folle quanto sia stato ignorato». Eppure questo insieme di muscoli sostiene organi vitali, regola la continenza e contribuisce alla stabilità del corpo. Ma non se ne parla. 

Tutto è iniziato al Manchester City quando alcune calciatrici hanno segnalato piccole perdite di urina durante un esercizio di salto. Quelle gocce di disagio hanno portato a una domanda collettiva: quanto è diffuso questo problema? Anderson e Deakin hanno chiamato Brockwell, che già collaborava con Chelsea, Arsenal e Washington Spirit, per introdurre un programma di prevenzione e consapevolezza.

LEGGI TUTTO QUI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.