Addio ai pub, le freccette si imparano in accademia

L’irresistibile ascesa di Beau Greaves

I migliori giocatori di freccette del mondo non hanno sempre preso una sconfitta contro una donna con la stessa magnanimità di Luke Littler. Deta Hedman OBE, semi-professionista pioniera che negli anni Ottanta iniziò a competere nel circuito BDO, ricorda ancora con un sorriso la sera in cui riuscì a strappare un’insperata vittoria e uscì dal locale — fumoso, impregnato di odore di birra — per respirare un po’ d’aria fresca. «Non dirò chi era, ma stava letteralmente lanciando le freccette nei cespugli» racconta al Times. 

“Era così allora, adesso va molto meglio” scrive Tom Kershaw sul giornale inglese, ricordando le parole della veterana. L’ascesa di Littler, ormai re teenager di Alexandra Palace, pareva avesse segnato l’inizio di una nuova era, ma al più modesto Robin Park Leisure Centre di Wigan, la settimana scorsa, si è intravisto un pezzo di futuro diverso con la vittoria di Beau Greaves su The Nuke nelle semifinali dei Mondiali jr. 

«Andrò solo a divertirmi un po’» aveva detto Littler, invece è stata l’occasione per una ventunenne di Doncaster, l’occasione “per mostrare al mondo un talento già definito”.

Greaves è stata la prima donna a raggiungere la finale dello Youth World Championship. Ha già vinto gli ultimi tre titoli mondiali femminili, nove eventi della PDC Women’s Series e due titoli del PDC Challenge Tour in questa stagione, battendo molti uomini lungo la strada.

«Ho iniziato a giocare contro gli uomini – ha raccontato al podcast Tops & Tales – sapevo che sarebbe stato difficile, ma preferisco provare e fallire piuttosto che guardarmi indietro e pensare: avrei dovuto farlo e non ci ho nemmeno provato».  

Non è solo il talento a sorprendere, ma anche la maturità con cui Greaves affronta le sfide. Littler stesso l’ha elogiata. Quando un commentatore ha insinuato che le donne non dovrebbero giocare contro gli uomini, gli ha risposto che era fuori di testa. Hedman, che lavora di notte al centro smistamento della Royal Mail, ricorda di aver intuito il potenziale di Greaves dal primo incontro: «Da giovanissima era già bravissima. Il suo stile era naturale. Qualcuno aveva scommesso che avrebbe vinto il Campionato del Mondo prima dei 21 anni».  

È la più piccola di sei fratelli. Ha superato una timidezza che da bambina la paralizzava. La maestra un giorno aveva convocato sua madre temendo che fosse muta. Il dartboard del pub locale è stato il suo terreno di prova, dove ha imparato a imporsi sfidando uomini più grandi. Il suo management ha confermato che Greaves accetterà una wild card biennale per il PDC Tour: affronterà i migliori ogni settimana, a partire dal Mondiale dell’Alexandra Palace di Natale. Hedman paragona il suo talento a quello di Fallon Sherrock e Lisa Ashton, ma aggiunge: «Forse non vincerà i grandi tornei, ma farà molti danni».  

Dietro il suo successo c’è una rivoluzione strutturale: le accademie professionali di freccette per giovani, come racconta Steve Brown, chairman della Junior Darts Corporation, hanno creato un ambiente sicuro e stimolante per ragazze e ragazzi. “L’ispirazione è nata perché i genitori erano scoraggiati a portare i loro figli nei pub. La struttura delle accademie ha creato un habitat in cui ragazzi e ragazze possono crescere, sentirsi sicuri e non intimoriti” scrive Kershaw.

Solo quest’anno, il numero di ragazze nelle 80 accademie riconosciute è aumentato del 300%, e sono nate la Girls’ Series e il Girls’ World Championship, creando un percorso naturale verso la PDC Development Tour. Greaves non è più un caso isolato: come sottolinea Brown, «con la copertura mainstream delle freccette, specialmente delle gare femminili, ci saranno sempre più ragazze in TV pronte a ispirare la prossima generazione». 

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