In Germania hanno provato il biathlon senza la neve

 

Crisi climatica e nuovo pubblico: l’esperimento in Baviera

I cinque cerchi olimpici sono tornati a illuminare il paesaggio urbano di Monaco di Baviera, principalmente sui manifesti che invitano al referendum del 26 ottobre: i cittadini decideranno se la città dovrà candidarsi ai Giochi Olimpici e Paralimpici a partire dal 2036. LA Frankfurter Allgemeine Zeitung racconta che a pensarci bene, se il cambiamento climatico proseguirà al ritmo attuale, potremmo ritrovare il biathlon nel programma estivo. Lo scrive Julia Basic aggiungendo che la realtà è già più avanti della fantasia: il concetto di biathlon estivo sembra funzionare. Sabato scorso 15.000 persone hanno invaso l’Olympiapark di Monaco per seguire gare giovanili e paralimpiche su prato, ascoltare il concerto di Kamrad e cimentarsi in mini giochi pensati per avvicinare il pubblico a questo vecchio sport militaresco che unisce sci di fondo e tiro.

Lo Loop One Festival, organizzato dalla International Biathlon Union [IBU], è stato una prima assoluta. Neve? Nessuna. Punti per la Coppa del Mondo? Non ancora. Ma show, spettacolo e innovazione, scrive la Faz, non sono mancati. Per la IBU l’evento era un test: capire se il summer biathlon, con gli atleti su piccoli roller invece che sugli sci da fondo, possa attirare nuovi appassionati, soprattutto giovani. La Generazione Z  è l’obiettivo principale. Così almeno dicono i Boomer quando il dollaro gli appare nelle pupille. 

“Con le tradizionali trasmissioni televisive su ARD e ZDF – dice la Faz – che non riescono più a distogliere i giovani dallo smartphone [eccallà, ndSl] serve un format che li incontri dove stanno”. 

I numeri citati: in tre stagioni i canali social della IBU hanno visto un aumento del 300-400% di reach, visualizzazioni e interazioni. Oltre 280 milioni di account hanno interagito con i contenuti, scrive Julia Basic. L’obiettivo è triplicare la fanbase globale entro il 2030. Le tribune del Loop One pare fossero piene già nelle qualificazioni, con 9.000 posti occupati da spettatori muniti di cappellini e bandierine, così simili al pubblico di Oberhof o Ruhpolding. Chi passeggiava intorno al lago, magari con figli e cani, ha avuto l’occasione di vedere da vicino alcune delle migliori biatlete e dei migliori biatleti al mondo.

Sturla Holm Laegreid si è sentita una superstar. Ha detto che di solito si allena da sola nei boschi, e invece stavolta che impressione. Oddio, non nasconde quel dettaglio, non nasconde il fatto che il fascino del suo sport rimane la neve. Preferisce ancora gli sci ai roller e il Loop One Festival non era l’ideale per la preparazione olimpica. Ma l’evento di Monaco è un indizio. Se bisogna sbarcare su un altro pianeta, il biathlon è pronto. 

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