
La CBS aveva annunciato la cancellazione a luglio, e per molti fan, per molti spettatori si sente da lontano il cattivo odore dell’interferenza politica. Solo che la sua conclusione arriva in un momento di cambiamenti profondi per questo formato televisivo.
«Come tutta la televisione generalista, era una colla culturale. Tutti bevevamo dalla stessa mangiatoia culturale nello stesso momento», ha detto Robert Thompson, professore di televisione e cultura popolare della Syracuse University al Washington Post. «Tutto questo è finito e sopravvive solo in poche sacche, e quelle sacche stanno cadendo una dopo l’altra. Quando Colbert se ne andrà, ne sarà caduta un’altra di importante».
Un tempo, i Colbert, i Letterman, i Fallon, i Kimmel erano i soli a offrire interviste leggere alle celebrità. Oggi esiste una quantità infinita di video-podcast che fanno esattamente questo. In America come da noi. Al posto di Colbert, a partire da stasera, la CBS manca un programma che si chiama Comics Unleashed. Non deve pagare niente per produrla. Anzi, è la CBS a essere pagata per mandarla in onda. Sul Los Angeles Times,, Jonah Goldberg ha scritto che “il modello del late night è stato costruito attorno a una cultura in cui c’era ben poco altro da guardare. Quella cultura non tornerà mai più”.
È una conclusione beffarda per il Late Show, nato in un’epoca in cui la fascia notturna era così importante per la tv generalista che la rivalità degli ascolti veniva definita una guerra. Il programma debuttò nel 1993 per uno scontro tra Letterman e Jay Leno su chi avrebbe ereditato il posto di Johnny Carson come conduttore del Tonight Show. Letterman fu scavalcato e se ne andò alla CBS avviando un programma concorrente. La loro rivalità è durata anni e i successi dei late night per decenni. Letterman perdeva negli ascolti, ma vinceva tra gli appassionati della comicità e poi della stand-up comedian per il suo tono irriverente e le sue gag.
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