Il Barnum della Serie A / 8 – Aiuto, sono finiti i gol

 

 

IL CERCHIO DI FUOCO  I gol spariti 

Il minimo numero di reti segnate in una giornata è 13. Risale alla 9ª giornata del 2010-11, alla 32ª del 2017-18 e alla 2ª del 2022-23: come si vede tutte negli ultimi quindici anni. Se Cremonese-Udinese stasera non ne segnano cinque, la Serie A stabilisce il nuovo primato.  Ne scrive Paolo Condò saul Corriere della sera parlando di grande anemia. Nelle prime sette giornate la serie A ha smarrito 40 gol rispetto all’anno scorso. È un’enormità che balza all’occhio in un weekend esageratamente povero — nove reti nelle nove partite giocate fin qui — ma è da agosto che si procede in questa nevrotica siccità. Nessuno sembra più in grado di attaccare una difesa schierata: o la si coglie spettinata, come ha fatto l’Inter con la Roma nell’occasione verticale in cui Bonny ha risolto il match più importante della giornata, o si assiste a lunghi assedi in stile Far West, con le difese disposte in semicerchio e gli attacchi che girano loro attorno in orizzontale cercando uno spiraglio. Non abbiamo l’anello al naso, siamo consapevoli che il livello di una partita — e di un campionato — non si misura soltanto dalla quantità di reti: non a caso il famoso 4-3 di Juve-Inter sollevò diverse perplessità per le amnesie difensive. Ma è inutile nascondersi, ragionando in termini industriali, che con quei risultati vendi bene all’estero i diritti tv del tuo torneo — come riesce alla Premier — mentre quattro 0-0 in un turno tengono lontano qualsiasi acquirente.

Un fattore di riflessione è che tre dei quattro 0-0 sono venuti fra squadre della seconda parte della classifica, in tre partite che possono essere considerate degli scontri diretti per la salvezza: Lecce-Sassuolo, Pisa-Verona e Genoa-Parma. Tre partite in cui le cronache riferiscono sia accaduto poco, se non pochissimo. Il sospetto è che i due feriti siano cominciati alla settima giornata.

  IL DOMATORE  Il primato di Max Allegri

Nell’età dei tre punti, non c’erano mai state quattro squadre nel giro di un punto alla settima giornata. Il mucchio più selvaggio che si ricordi è quello del 1996, con cinque squadre nel giro di due punti. Carlos Passerini sul Corriere della sera parla di spallata al campionato. Un Leao in versione finalmente showman. Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello sport-stadio, dice che il primo posto di Allegri è un segnale tutt’altro che trascurabile. Della partita con la Fiorentina c’è poco di conservabile: il primo tempo è stato orribile, nel secondo il ritmo si è alzato e s’è visto qualcosa di meglio. Leão si è acceso dopo il gol. La doppietta l’ha firmata su rigore, un rigore che non c’era

  IL CONIGLIO DAL CILINDRO  Le magie di Nico Paz

Ivan Zazzaroni, Corriere dello sport-stadio: Nico Paz è la versione mancina di Kakà con qualcosa di Fernando Redondo. È soprattutto uno spettacolo al quale non rinuncio mai. Per seguire lui, ma anche Da Cunha e Perrone, ho visto tutte le partite del Como da quando Fabregas l’ha portato in A.  Il lavoro di Cesc è intrigante; la crescita della squadra, costante. I principali difetti della stagione scorsa sono stati sostanzialmente ridotti: il Como non si butta più via negli ultimi venti minuti e adesso sa giocare anche la “partita sporca

Sebastiano Vernazza sulla Gazzetta aggiunge: Che il Como fosse in alto, ora è sesto, era una delle sentenze più gettonate dell’estate, ma la lezione di come essere squadra tenuta ieri alla Juve potrebbe anche innescare una serie di conseguenze inattese.  Pensare che gli juventini invidino l’organizzazione e l’originalità del Como non è lesa maestà, ma soltanto la realtà

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