
Oggi sono cinquant’anni e L’Equipe se ne ricorda. Non solo se ne ricorda, ma celebra l’evento con la sua firma calcistica di punta, Vincent Duluc e un racconto di due pagine sulla partita di Glasgow contro il Bayern. Il gran mito di quei giorni era Dominique Rocheteau, l’angelo verde, all’età di vent’anni, la prima vera rockstar del calcio francese.

Viveva in uno chalet isolato, suonava la chitarra, ascoltava rock californiano e comprava dischi in centro. Era l’idolo delle ragazzine, il primo per cui si sospirava nei cortili delle scuole. Prima della finale era infortunato e passò i giorni a curarsi nella casa dei genitori, uscendo in barca con il padre tra gli allevamenti di ostriche. Partì dalla panchina ed entrò solo nel finale, ma la sua sola presenza era leggenda.
Ovviamente a Duluc preme raccontare il contrasto fortissimo con il calcio di oggi. I giocatori del ‘76 guadagnavano circa 20 volte il salario minimo nel paese, mentre oggi il rapporto è di uno a mille. Il capitano Jean-Michel Larqué viveva in un normale appartamento e le foto che lo ritraevano a bordo piscina erano fatte a casa d’altri, perché lui la piscina non ce l’aveva. Lavoravano spesso nei negozi delle mogli. Erano eroi del popolo perché vivevano come il popolo.
Quattordici milioni di francesi guardarono la partita in bianco e nero, solo un milione aveva già la TV a colori.
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