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VENERDI 19 LUGLIO 2024

#7 GIORNI ALLE OLIMPIADI

 

 

 VITE OLIMPICHE 

LA MAPPA GEOGRAFICA DELL’ITALIA CHE VA A PARIGI

Hanno secoli di vita, ma inseguono la contemporaneità. Si chiamano Olimpiadi moderne, ma il moderno è un concetto già passato. Alla ricerca di un nuovo pubblico e di nuovi clienti del futuro, i Giochi immaginati da De Coubertin prevedono ogni quattro anni abbondanti mani di vernice per una rinfrescata: a Tokyo arrivarono l’arrampicata, lo skateboard e il surf, a Parigi sono tutti e tre confermati e a essi si aggiunge la break-dance, a Los Angeles 2028 avremo lacrosse e cricket. 

Qualche novità è presente pure fra le medaglie da assegnare. L’atletica leggera introduce una nuova gara mista, una staffetta di marcia, in sostituzione della 50 km maschile. C’è una nuova categoria di peso femminile nel pugilato in sostituzione di una maschile. Due gare di slalom estremo in canoa hanno preso il posto di due gare di velocità. Tre nuove gare di vela mista – con kitesurf e 470 – hanno rimpiazzato il 470 maschile e femminile, una nuova prova skeet per squadre miste nel tiro ha preso il posto della trap, ma non nel senso inteso da Sfera Ebbasta.

Come si cambia per non morire [questa è Fiorella Mannoia]. È cambiata pure l’Italia, per fortuna. Trentasei maglie azzurre ai Giochi su 403 sono nate all’estero, altre nate in Italia hanno una storia familiare vicina o lontana di immigrazione. La Nazionale che parte per Parigi è il riflesso preciso di una società nuova, diversa, un’Italia mille culure [questo è Pino Daniele], più in certi sport che in altri per la verità, più nella pallavolo e nell’atletica che nel tennis, in quegli sport cioè dove il reclutamento passa dalle palestre delle scuole o dalle strade, da luoghi pubblici, spazi aperti a tutti. 

Fra i 367 nati in Italia, la maggioranza relativa va alla Lombardia con 70 qualificati, davanti al Lazio con 43, la Toscana con 38, il Veneto con 32, il Piemonte e l’Emilia-Romagna con 28. Molise e Valle d’Aosta sono fuori, e c’è una questione meridionale di cui occuparsi.

Anche in questo senso, la delegazione del CONI è un riflesso del paese. Ne ha scritto stamattina Valerio Piccioni su Domani.

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LA PAROLA CHE NON TI HO DETTO

OLIMPIONICO

Nonostante la marea di cartelli stradali dispersi in tutta Italia, le piscine olimpioniche non esistono. Il suffisso “nico” dell’aggettivo olimpionico deriva dal greco Nike, che significa vittoria.

Olimpionico è soltanto chi vince l’Olimpiade, cui oggi viene consegnata una medaglia d’oro. Nemmeno secondi e terzi possono fregiarsi di quel titolo: sono olimpici, come tutti gli altri partecipanti. Quindi le piscine al massimo possono essere olimpiche, se hanno ospitato un’edizione dei Giochi, o di dimensioni olimpiche, se sono di 50 metri. Coraggio, prima o poi quei cartelli li correggeranno  [di franco arturi, La Gazzetta dello sport]


AVREMO SEMPRE PARIGI

Con l’attivazione ieri del perimetro antiterrorismo nel cuore di Parigi, il sistema di sicurezza dei Giochi è entrato nella sua fase operativa, una settimana prima della cerimonia di apertura. “Nella storia della sicurezza, non c’è un evento simile a quello che stiamo vivendo oggi, secondo Gérald Darmanin, Ministro dell’Interno francese. Al varco d’ingresso Saint-Michel, ieri ha sottolineato ancora una volta l’immensa sfida per la sicurezza che attende il Paese, mentre diverse centinaia di atleti hanno cominciato a prendere possesso delle stanze nel villaggio olimpico, a Seine-Saint-Denis.

Sono arrivate le delegazioni dal Sudafrica e dall’Australia. La portiera di riserva della squadra di hockey, Aleisha Power, si è portata un cuscino a forma di ape, così, se interessa, può essere una notizia utile. Da diversi giorni si vedono i colori blu e kaki delle pattuglie di polizia un po’ dovunque in giro, nella città di Parigi. L’Équipe parla di sforzo intrapreso dallo Stato senza precedenti, e niente, speriamo che l’ispettore Clouseau sia andato nel frattempo in pensione, o magari in questi giorni l’hanno messo in ferie.

Times: Gli atleti russi neutrali ammessi a Parigi hanno infranto le regole sostenendo la guerra. Secondo quanto riportato da un rapporto di Global Rights Compliance, sono 17 quelli che hanno dichiarato di sostenere l’invasione dell’Ucraina o che sono legati in qualche modo all’esercito. [QUI]


  PALLAVOLO

JULIO VELASCO E IL FALSO MITO DELL’AMICIZIA NELLO SPOGLIATOIO

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Dopo quella di ieri al Corriere dello sport-stadio, c’è una nuova intervista di Julio Velasco, a una settimana dai Giochi. Stamattina parla a tutta pagina con il Corriere della sera, pochi giorni il grave lutto che lo ha colpito, la morte di suo fratello maggiore Raul a Madrid. «È una ferita profonda, ma non posso mostrare alle ragazze il lato triste. Nella disgrazia, sono fortunato a essere circondato dalla squadra: ho una responsabilità e il ruolo mi aiuta a distrarmi, ma la sera, quando sono solo in camera, la testa va lì».

Un Velasco come sempre fuggiasco rispetto ai luoghi comuni e ai cliché. «Ho detto subito alle ragazze che non serve essere amiche per vincere. Serve lavorare di squadra, aiutarsi. Quando sento il ritornello “abbiamo vinto perché siamo un bel gruppo” mi viene da ridere: e se avessi giocato male, il gruppo non sarebbe bastato? La verità è che bisogna essere squadra, non andare a cena insieme. Alle ragazze ho detto che non avrei più voluto vederle autoaccusarsi di un errore perché vuol dire portarselo nell’azione successiva. Bisogna essere concentrati solo sul qui e ora e imparare a vincere anche quando si gioca male».

Di Paola Egonu dice: «Lei ha lavorato con tanti ottimi allenatori. Magari era solo un momento. O era finito un ciclo. Io ho solo cercato di non dare troppa importanza a ciò che non la meritava. A volte girare troppo attorno alle cose alla ricerca delle cause le complica, anziché risolverle. Non sempre serve la psicanalisi».

Quando Pierfrancesco Catucci gli domanda se sono cambiati i giovani rispetto a trent’anni fa, Velasco diventa gigantesco e risponde: «Meno di quanto si pensi. Più che altro è cambiato il mondo in cui vivono e sono cambiati i genitori, nel bene e nel male. Finalmente c’è più parità di genere: le bambine fanno le stesse cose dei maschi e questo ha portato a un maggiore sviluppo motorio delle ragazze che oggi vediamo anche nello sport di alto livello. D’altro canto, spesso i genitori giustificano e difendono troppo i figli, rallentando l’allenamento alla vita vera».


  TENNIS

E NADAL? COME STA RAFA NADAL?

Eh Nadal, Nadal.

Nadal sta in una condizione da posseduto. Non fa altro che pensare a Parigi da mesi, da un anno, non fa altro che pensare a questa terra rossa da due set su tre. Quasi due mesi dopo la sconfitta al primo turno del Roland-Garros contro Alexander Zverev [6-3, 7-6, 6-3], non è ancora il grandissimo Nadal quello che si vede a Bastad, Svezia, il paese di Borg e Wilander.

La voglia e la concentrazione ci sono – scrive L’Équipe che sta seguendo da vicino il percorso dello spagnolo verso la sua ossessione olimpica – ma deve ancora ritrovare pienamente le abitudini dell’agonismo. L’allenamento, anche ad alta intensità, fa bene, ma non sostituirà mai la competizione. Lo spagnolo lo sa bene ed è per questo che si è recato in Svezia. Per accumulare partite.

Solo che nel tennis c’è questo fastidio: le partite si accumulano solo se hai vinto quella precedente. Dopo aver battuto Borg figlio [6-3, 6-4], Nadal si è concesso il bis contro Cameron Norrie, testa di serie n. 5. È apparso lento, a un certo punto è scivolato a terra nel primo game del secondo set, ma il maiorchino ha rassicurato sulla sua capacità di fornire un tennis regolare, quello che non si era visto durante il primo semestre. Anzi, in alcune sequenze – dice il giornale francese – abbiamo ritrovato anche il distruttivo Nadal dei vecchi tempi.

Dai, che ci divertiamo. Soprattutto nel torneo di doppio. Nadal lo gioca in coppia con Alcaraz. 

TOUR DE FRANCE

LE ULTIME TAPPE DEL TOUR

LA RESA DEI CONTI TRA POGACAR E VINGEGAARD

 

Ora che le trame secondarie sono finite, ora che le digressioni sono terminate con la fuga a tre e lo sprint di Victor Campenaerts su Mattéo Vercher e Michal Kwiatkowski, possiamo rimetterci con la capa e col pensiero sulla trilogia decisiva del Tour de France, quella che Alexandre Roos su L’Équipe definisce il momento in cui Tadej Pogacar deve occuparsi della sua incoronazione e Jonas Vingegaard tentare di rovesciarlo.

Adesso è chiaro, chiarissimo, che watt, monossido di carbonio e tutti gli accessori presenti nel ciclismo dei mutanti passano in secondo piano, perché in primo c’è spazio solo per le emozioni crude, in superficie, in fondo alle gole, quelle che aspettano di traboccare scrive l’immaginifico Roos. Tutti sono nervosi, sull’orlo di un precipizio fisico ed emotivo, alla vigilia di una lotta fisica, di stili e di orgoglio, in mezzo a un’atmosfera elettrica perché questi due si scontrano da quattro anni al Tour e il loro duello è una lotta fisica. L’Équipe stamattina dedica alla corsa 11 pagine. Undici. 

Roos ovviamente sa che con 3 minuti di vantaggio Pogacar non ha alcun bisogno di muoversi, ma sa pure che la staticità è un concetto che lo sloveno non contempla, perché lui lampeggia come una luce stroboscopica“.

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E POI


ZIZZANIE

GLI SCACCHISTI HANNO LA PARANOIA DEGLI IMBROGLI

MA GLI IMBROGLI CI SONO DAVVERO

 

Imbrogliano. Ormai è chiaro. Ci sono le prove. Quel che il mondo degli scacchi ancora non conosce è il numero di giocatori d’élite che durante le partite si fa aiutare dal computer. Succede. Succede spesso. Succede a tanti. Il gioco è stato sconvolto da una paranoia dilagante ha scritto Andrew Beaton sul Wall Street Journal. I tornei hanno intensificato i controlli, i giocatori sono diventati più sospettosi, ma ancora nessuno è in grado di rispondere alla domanda più urgente: chi sono i campioni truffatori. 

Chess.com, la piattaforma usata sia dai grandi maestri sia dai giocatori dilettanti, ha un primo numero da cui far partire le indagini. Sulla base dell’analisi statistica degli eventi settimanali di partite veloci, il 62% di centinaia di migliaia di partite giocate dal 2020 ha un tasso di imbrogli superiore a zero, sebbene la percentuale di giocatori che potrebbero aver imbrogliato nello stesso evento sia quasi sempre inferiore al 2%. 

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RUOTE

CHIACCHIERE E DISTINTIVI INTORNO AI SEI SEDILI VUOTI NELLA F1 2025

 

Restano ancora sei sedili vuoti per il Mondiale di Formula 1 del 2025, e Carlos Sainz è il nome più gustoso su cui posare gli occhi. Mercedes, Alpine e Haas devono ancora fare le loro scelte, un mercato in ebollizione viene definito su L’Équipe da Erik Bielderman e Frédéric Ferret da Budapest, dove in questo week-end si torna a correre, nel caldo della pianura magiara che schiaccia un paddock bollente, bagnato da torrenti d’acqua che mercoledì sera hanno letteralmente sommerso ospitalità e garage. La dura vita degli inviati. 

Così, nell’analisi del giornale francese sulle prossime mosse, la Mercedes non è più la macchina che non interessava a nessuno quando Hamilton ha preso la via di Maranello. Le vittorie in Austria e a Silverstone l’hanno rilanciata e il posto promesso a Kimi Antonelli, la pepita italiana, resta per il momento vacante. Il pupillo di Toto Wolff stenta a brillare nel suo campionato, bloccato da questa nuova F2 che i grandi team – compreso la sua Prema – non riescono a comprendere e addomesticare. Il boss della Mercedes continua a lavorare per attirare Max Verstappen tra le sue fila. E Carlos Sainz continua a sognare di andarci

La Racing Bulls potrebbe avere due posti liberi e pare intenzionata a puntare su due piloti che insieme fanno l’età di Hamilton. Liam Lawson di 22 e  Isack Hadjar di 19. L’altro 19enne Oliver Bearman è stato confermato in Haas. 

E Sainz? Eh Sainz, Sainz…

Sainz si fa desiderare è la sintesi de L’Équipe. L’arrivo di Briatore in Alpine gli ha fatto congelare tutti gli altri contatti. Secondo il giornale francese, Sainz sarebbe allettato dalla prospettiva di avere una bella monoposto billionaire nel 2026, competitiva e super accessoriata Mercedes. Il problema è come passare tutto il 2025 con l’Alpine attuale. Ma prima o poi dovrà decidersi. 


MEDUSE

IL FEMMINISMO ARGENTINO E’ UN MODELLO

E HA UN PESO SULLA STORIA DI JEGOU E AURADOU

 

L’Équipe racconta come le donne argentine hanno fatto avanzare negli ultimi anni le leggi contro le diseguaglianze di genere e contro la violenza. Il movimento femminista nel paese è considerato un modello e una guida per tutto il Sudamerica. Il 3 giugno del 2015 si tenne la prima manifestazione contro i femminicidi con lo slogan “Ni una menos”, Non una di meno, adottato da allora nel resto del mondo. Fu il detonatore di una mobilitazione di massa che si impose nell’agenda mediatica e politica negli anni successivi spiega la corrispondente Anais Dubois da Buenos Aires, dove sta seguendo il caso delle accuse di violenza sessuale ai rugbisti Oscar Jegou e Hugo Auradou. 

Il movimento si è battuto per la legalizzazione dell’aborto. La marea verde, si faceva chiamare in quei giorni, dal colore della sciarpa che simboleggiava la lotta. È stato in questo periodo, anno 2017, che la procura di Mendoza ha istituito l’unità crimini contro l’integrità sessuale, presso la quale è stata presentata la denuncia contro i due rugbisti. Sette anni fa, Il procuratore generale Alejandro Gullé spiegò di averla creata per pagare un debito verso la società.

In questi giorni, all’esterno del centro giudiziario, alcuni cartelli chiedono giustizia per i due rugbisti. Su un lenzuolo bianco c’è un messaggio in francese che parla di false accuse e di ideologia di genere. È firmato dall’associazione Verità e Giustizia di Mendoza, che da quattro anni conduce una campagna opposta, contro le false denunce, contro quella che l’avvocato Santiago Nieto definisce una persecuzione. Ma riconosce di non poter elaborare statistiche attendibili, mentre i dati pubblicati dalla procura argentina dimostrano il contrario, un aumento di denunce per stupro aumentate dell’86% e del 274% per violenza sessuale di altro tipo fra 2016 e 2021. Nel 98% dei casi i condannati sono uomini. 


 

EUROGOL

IL GIALLO DEL RICATTO SEXY USCITO DAL PC DI HWANG UI-JO

IL NOTTINGHAM FOREST NON SA COME REGOLARSI

 

È quel tipo di storia che ci si aspetta da una serie poliziesca di Netflix: un piano per un ricatto, un video sexy, un inganno familiare e un calciatore internazionale di mezzo. Così The Athletic presenta quel che accade dentro il Nottingham Forest a Hwang Ui-jo, nazionale sudcoreano con 62 presenze, accusato dai pubblici ministeri di Seul d’aver filmato incontri sessuali con due donne senza permesso in quattro occasioni, da giugno a settembre 2022. Hwang attualmente si trova in Spagna con il resto della squadra e con l’allenatore Nuno Espirito Santo, in ritiro pre-campionato. È stato escluso dalla Nazionale, rischia fino a sette anni di carcere. L’inizio del procedimento giudiziario è previsto tra un mese. 

È un fenomeno che in Corea chiamano molka, un’abbreviazione di mollae-kamera, significa telecamera furtiva. Hwang nega di aver infranto la legge. È sotto esame dal giugno dell’anno scorso, quando un account Instagram ha pubblicato delle clip – come dire – esplicite. La persona che le ha messe in rete diceva di essere una delle ex amanti di Hwang e lo accusava di aver avuto relazioni con numerose donne, di averle manipolate e di aver filmato segretamente incontri sessuali senza consenso. La società che gestisce gli affari di Hwang, la UJ Sports, ha subito descritto le accuse come voci infondate e ha chiesto l’intervento di un avvocato per agire contro l’account anonimo. Solo che ne è spuntato poco dopo un altro, dal quale le minacce e i ricatti sono ricominciati. 

In alcuni messaggi privati, Hwang è stato avvisato che i video erano tanti e che sarebbe stato divertente, così diceva, divertente, vederli tutti pubblicati. 

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TITOLI   

INGHILTERRA

◉   Telegraph: Sono contento che Gareth Southgate se ne sia andato alle sue condizioni, io non ne ho avuto la possibilità – Sven Goran Eriksson ha scritto: La nazionalità del prossimo allenatore dell’Inghilterra non ha importanza: hanno solo bisogno di qualcuno che vinca, come Pep Guardiola o Jurgen Klopp”  [QUI]

ITALIA

◉   Repubblica: Il marchio Motta. Alla Juve comincia un altro anno zero” –  Il tecnico bianconero si presenta e annuncia: – Qui sono tutti forti. Impariamo la duttilità

◉   La Stampa: il peso delle responsabilità e l’unità dietro la rinascita” – Antonio Barillà ha scritto: Unità e serenità dopo anni di lacerazioni e di problemi, di board azzerati e vuoti gestiti in panchina, di tensioni e sacrifici: è andata così ed è inutile voltarsi ancora indietro, isolare colpe e assegnare meriti, adesso sulla Juve si allunga l’arcobaleno ed è opportuno guardare avanti.Corriere dello sport-stadio: L’invenzione di Thiago” – Marco Evangelisti ha scritto: Ha voluto la bicicletta e adesso pedali. Ha tenuto per settimane in ansia da tradimento (affettivo, nulla di grave) una città, un direttore sportivo dai mille occhi e un presidente ricco di soldi e di fiducia nelle persone. Aggiungiamo che devono ancora costruirgli un organico degno del nome che porta. A sensazione, faticherà meno a inventarsi da Champions Italiano a Bologna che lui alla Juve, dato che il primo arriva da due stagioni affollate da sessanta partite ciascuna.  Però Motta è a Torino per questo. Per sfidarsi a cambiare

◉   Corriere della sera: Figc e serie A prove tecniche di intesa: ma è difficile

◉   Repubblica: “Addio a 90° minuti. La domenica pomeriggio senza più il calcio in tv” – La domenica pomeriggio senza più il calcio in tv La storica trasmissione di Barendson e Valenti anticipata al sabato sera È l’ultima vittima della Serie A spezzatino. Resta invariata invece la Ds

◉   Corriere della sera: Il giallo di De Ketelaere, riscattato, anzi no. deve aspettare 7 mesi

◉   Oltre due milioni di spettatori hanno guardato in tv la partita del cuore tra la Nazionale dei politici e quella dei cantanti. Giuseppe Conte si è preso la maglia numero 10 del leader, forse perché il più recente presidente del Consiglio fra quelli in campo, chi lo sa, mentre Elly Schlein ha spiazzato con il numero 7 – che sui prati del pallone è per tradizione l’estrema destra.

Stamattina ha parlato di calcio con Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello sport-stadio, incuriosito da una frase di lei:«Il piede c’è ancora».Schlein racconta: «Nel paese nel quale sono cresciuta, Agno, tremila anime, Canton Ticino, non esisteva una squadra femminile, giocavo spesso con i maschi. Anche ai tempi dell’università, a Bologna, si andava al campo con gli amici. Allo Sferisterio, in quello più piccolo, oppure altrove, lo affittavamo. Non gioco da tanto e me ne sono accorta… Anni fa formammo la Nazionale femminile Parlamentari, anche in quell’occasione per una causa giusta, la sensibilizzazione della condizione delle sportive professioniste alle quali non venivano riconosciuti gli stessi diritti e le stesse tutele dei maschi». 

     

  IL TELECOSLALOM 

LO SPORT OGGI IN TV

LA GIORNATA

VITE OLIMPICHE

7.30  British Open di golf, secondo giro – su Sky

8.55 Atletica, Europei U-18, seconda giornata – in streaming su Eurovision Sport

 

20.30 Mondiali softball: Italia vs Australia – su Sky

ACQUE

18.45 Campionati italiani nuoto artistico: seconda giornata – su RaiSport

20.45 Amichevole pallanuoto: Italia vs Ungheria – su RaiSport 

RUOTE

9.00 Rally Lettonia, seconda giornata – su Rally Tv.

10.20 Superbike, GP Repubblica Ceca: prove libere 1 – su Sky

12.30 Tour de France, tappa-19 – su Eurosport1, dalle 14.45 su Rai 2

13.30 F1, GP Ungheria: prove libere 1 – su Sky

15.00 Superbike, GP Repubblica Ceca, prove libere 2 – su Sky

17.00 F1, GP Ungheria, prove libere 2 – su Sky

TENNIS

10.00 WTA Budapest, quarti di finale – su Sky

10.30 ATP Gstaad, quarti di finale – su Sky

11.00 ATP Bastad, quarti di finale – su Sky

12.00 ATP Amburgo, quarti di finale – su Sky

16.30 WTA Palermo, quarti di finale – su RaiSport, Sky

19.00 ATP Newport, quarti di finale – su Sky 

  IL CANALE WHATSAPP

 

Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde uno-due aggiornamenti quotidiani su temi, discussioni, rubriche pubblicate durante il giorno. Non vi impressionate. È una cosa poco invasiva, riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30.

Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link 

Lo Slalom apparirà su whatsapp nella lista Canali insieme a tutti gli altri a cui vi siete iscritti, nella sezione Aggiornamenti. A cosa serva non si sa, però pare che fa molto fico. 

 

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RASSEGNA..

CHE COSA SI DICE STAMATTINA IN GIRO

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IL LIVE DI SLALOM..

La sconfitta più incredibile nella storia dell’atletica leggera agli Europei Under-18. La qualificazione di Nadal per le semifinali di Bastad con la terza partita giocata in due mesi. E’ stata anche la più lunga partita giocata in carriera sulla distanza dei tre set: un gran test, si direbbe.

Matteo Berrettini si è invece qualificato per la semifinale di Gstaad. L’oro di Serena Di Fabio nella 5km di marcia agli Europei Under-18. Dopo gli argentini anche gli spagnoli: un’altra esultanza dei calciatori finita sotto inchiesta.  Una panoramica sulle divise delle nazioni ai Giochi. La costruzione dal basso portata nel rugby. Il titolo mondiale Under-20 di rugby all’Inghilterra. 

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