Il giallo del ricatto sexy uscito dal computer di Hwang Ui-jo, il Nottingham non sa come regolarsi

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È quel tipo di storia che ci si aspetta da una serie poliziesca di Netflix: un piano per un ricatto, un video sexy, un inganno familiare e un calciatore internazionale di mezzo. Così The Athletic presenta quel che accade dentro il Nottingham Forest a Hwang Ui-jo, nazionale sudcoreano con 62 presenze, accusato dai pubblici ministeri di Seul d’aver filmato incontri sessuali con due donne senza permesso in quattro occasioni, da giugno a settembre 2022. Hwang attualmente si trova in Spagna con il resto della squadra e con l’allenatore Nuno Espirito Santo, in ritiro pre-campionato. È stato escluso dalla Nazionale, rischia fino a sette anni di carcere. L’inizio del procedimento giudiziario è previsto tra un mese. 

È un fenomeno che in Corea chiamano molka, un’abbreviazione di mollae-kamera, significa telecamera furtiva. Hwang nega di aver infranto la legge. È sotto esame dal giugno dell’anno scorso, quando un account Instagram ha pubblicato delle clip – come dire – esplicite. La persona che le ha messe in rete diceva di essere una delle ex amanti di Hwang e lo accusava di aver avuto relazioni con numerose donne, di averle manipolate e di aver filmato segretamente incontri sessuali senza consenso. La società che gestisce gli affari di Hwang, la UJ Sports, ha subito descritto le accuse come voci infondate e ha chiesto l’intervento di un avvocato per agire contro l’account anonimo. Solo che ne è spuntato poco dopo un altro, dal quale le minacce e i ricatti sono ricominciati. 

In alcuni messaggi privati, Hwang è stato avvisato che i video erano tanti e che sarebbe stato divertente, così diceva, divertente, vederli tutti pubblicati. 

Tuttavia, quando i poliziotti hanno cominciato a indagare, quando hanno rintracciato l’indirizzo IP del responsabile, sono sobbalzati. I messaggi erano stati inviati a Hwang da casa sua, e in quel momento dentro casa era presente sua cognata, la moglie del fratello, una donna che lavora nel management della UJ Sports. Così l’indagine ha preso una svolta notevole. I messaggi a Hwang erano partiti dal computer di Hwang. Negli interrogatori della polizia, lei ha inizialmente negato qualsiasi illecito e ha affermato di essere stata incastrata da qualcuno che aveva hackerato il suo account. Un grande classico. 

Gli investigatori si sono insospettiti quando si è scoperto che aveva pure formattato il suo telefono, con il ripristino delle impostazioni di fabbrica poco prima dell’interrogatorio. Ha detto di averlo fatto per proteggere informazioni private di suo cognato. Hwang le aveva prestato uno dei suoi vecchi telefoni quando lei era andata in viaggio in Sud America, così aveva avuto accesso ad alcune sue password e a tutto ciò che era archiviato negli account. Ma non ha retto. È crollata. Ha confessato tutto. 

«Volevo dargli una lezione, perché non ha riconosciuto i sacrifici che io e mio marito abbiamo fatto per lui – ha spiegato in una lettera alla Corte distrettuale di Seul – noi abbiamo rinunciato a tutto in Corea, ci siamo trasferiti all’estero per lui, ci siamo presi cura di lui per cinque anni»

È stata condannata a tre anni di prigione e ha dichiarato alla corte che i suoi crimini erano conseguenza della rabbia accumulata. Hwang era un ingrato, lei si è sentita accecata dalla vendetta, ha detto, voleva dargli una lezione. Ha modificato il video in modo che il volto della donna non fosse visibile.

Così è partita la seconda indagine della polizia, per verificare se Hwang avesse il permesso di filmare la sua amante durante il sesso. Ai media coreani sono arrivati diversi messaggi di testo che mostravano presunte conversazioni di lui con lei dopo che il video era trapelato. La donna del video è difesa da Lee Eun-eui, un’avvocata di spicco a Seul da quando ha vinto una causa per molestie sessuali subite sul lavoro, al reparto vendite della Samsung Electro-Mechanics. Si è ricostruita una nuova carriera da avvocato ed è diventata un’attivista del movimento #MeToo. 

Hwang ha firmato per il Nottingham Forest nell’estate del 2022, arrivava dal Bordeaux dopo la retrocessione in B dei francesi, ma è sempre stato in prestito, non ha ancora giocato un minuto con la nuova squadra. Il Nottingham Forest ha deciso in questa fase di non prendere alcuna iniziativa contro di lui. 

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