Lo Slalom del 17 novembre | Cosa leggere, sapere e vedere

 

 # 1  giorno alle finali di Coppa Davis

 

     

►  JANNIK SINNER ha vinto per la seconda volta consecutiva il Masters. Nella finale di Torino ha battuto Carlos Alcaraz per 7-6 7-5 chiudendo il torneo senza aver ceduto mai un set. 

◇  La Nazionale italiana di calcio ha invece chiuso il girone di qualificazione ai Mondiali con una seconda sconfitta con la Norvegia, pure questa con tre gol di scarto [1-4] dopo aver chiuso in vantaggio il primo tempo con Esposito. Giovedì il sorteggio per i play-off di marzo. 

◇  Le qualificate per i Mondiali delle lontane Americhe sono così diventate trentadue, con l’aggiunta del Portogallo e della Norvegia. In Africa la Nigeria ha perso ai rigori con la Repubblica Democratica del Congo la finale dello spareggio che assegnava un posto ai play-off interzonali. L’Ucraina ha soffiato all’Islanda un posto per il torneo del ripescaggio, così l’Irlanda all’Ungheria vincendo in casa sua al 96esimo.

◇  Marco Bezzecchi ha vinto a Valencia l’ultima corsa stagionale in MotoGP davanti a Raul Fernandez e Di Giannantonio. Francesco Bagnaia ha detto che vuole chiudere la sua carriera in Ducati. Nel senso più in là, non ora. 

◇  Il Trapani di Jasmine Repesa continua a stupire nel campionato maschile di pallacanestro. Ha vinto in casa di Milano per 86-80 la settima partita in 8 giornate grazie ai 24 punti di JD Notae. Sarebbe in testa alla classifica insieme con Brescia se non fosse partito con un -4 di penalizzazione. 

◇  Nel campionato femminile di pallavolo Conegliano ha vinto per 3-1 lo scontro diretto d’altissima classifica con Scandicci, portando a 7 i punti di vantaggio in classifica. Haak-Antropova è finita 22-14. Ventidue punti anche per la 21enne Anna Piovesan connella vittoria di San Giovanni a Perugia. Nella Superlega maschile Verona ha vinto 3-2 in casa della capolista Perugia e si è rifatta sotto in classifica [-3 e con una partita da recuperare].

◇  Una piazza di Kitzbühel viene intitolata oggi alla leggenda dello sci austriaco Toni Sailer. La Süddeutsche Zeitung è critica e ha scritto che dei suoi lati più oscuri si può tranquillamente tacere. Un riferimento alle accuse di violenze sessuali emerse nel 2018.

 

 

   

E di vista | ti perdi | come dopo il sorpasso | l’altro nel retrovisore

Franco Fortini

 

  

Il gigante e i bambini

I dati diranno in giornata quanta distanza esiste ancora tra la platea televisiva che si è iscritta alle vittorie di Jannik Sinner e quella che resiste accanto alla malinconica Nazionale di calcio. Per la partita con la Moldavia di giovedì, la forchetta si era ridotta ai minimi termini e in campo c’era Musetti. Stavolta non c’è stata sovrapposizione ma una staffetta, solo che in seconda frazione potrebbe essere caduto il testimone. 

Non c’è bisogno di alcun numero per certificare che il sorpasso sentimentale c’è già stato e che pure qualche volto pop ha cambiato tribuna spostando il suo interesse dal pallone alla racchetta. A cento km di distanza faceva impressione vedere l’ex ct Spalletti scattarsi un selfie con Sinner, e chissà quanti dirigenti di club della serie A erano in tribuna a Milano. A Oslo non ce n’era nessuno. 

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I temi del giorno

 

Cosa si dice in giro della Nazionale

Paolo Tomaselli sul Corriere della sera riconosce che il divario con la Norvegia è stato imbarazzante. Il secondo tempo di San Siro ha avuto il benedetto merito di smantellare tutti gli spin che alla vigilia addossavano un pezzo di responsabilità per la mancata qualificazione diretta alla formula dei cattivoni della FIFA, che prevedono la differenza reti a pari punti e non lo scontro diretto. Un rimpianto senza un senso e senza una logica. Se pure fosse stato decisivo lo scontro diretto, alla Norvegia andavano fatti quattro gol, e prim’ancora di darsi al rammarico andava comunque battuta. E invece eccoci qua. Restano comunque italiane le voci più robuste contro i soli 16 posti riservati all’Europa ai Mondiali [tra le prime 48 del ranking le europee sono 25] pensando che così sarebbe più facile imbucarsi, ma dimenticando che quasi non ne bastavano 24 per qualificarsi agli ultimi Europei: passammo per gli scontri diretti e uno 0-0 in campo neutro contro l’Ucraina. 

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Un norvegese brasiliano

In mezzo a questo nuovo mondo nel quale i norvegesi sembrano brasiliani, ce n’è uno che davvero è diventato tale. Pinheiro Braathen è nato a Oslo ma ieri è diventato sulla neve di Levi in Finlandia il primo brasiliano di sempre a vincere uno slalom di Coppa del mondo. Il Brasile – si stupisce il Guardian – è più noto per il calcio e la samba. Ha solo piste da sci artificiali, così Pinheiro Braathen è diventato una delle stelle più improbabili del paese

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Il mondo che cambia visto dalla Terrazza Under-17

Se ci fosse ancora bisogno di produrre delle prove del mondo in cambiamento, c’è bello pronto, fresco fresco, il tabellone degli ottavi di finale dei Mondiali Under-17 in corso in Qatar. Si sono qualificate quattro nazioni africane, tre asiatiche e due dalle Americhe. Ai quarti di finale è già certa la presenza di due africane, un’asiatica e di cinque paesi che non hanno mai vinto i Mondiali tra gli adulti. L’Argentina è stata fatta fuori dal Messico, gli USA sono usciti con il Marocco, i diciassettenni della Germania sono stati eliminati da quelli del Burkina Faso. Sono ancora in corsa Mali, Uganda e Corea del Nord. In questo giardino di novità, l’Italia è viva e giocherà domani con l’Uzbekistan – dove hanno appena affidato la Nazionale maggiore a Fabio Cannavaro. 

 

Tra Bellingham e Tuchel tira una brutta aria

Jude Bellingham voleva lasciare il segno, e ci è riuscito: solo non nel modo che immaginava. Jacob Steinberg, nel Guardian, racconta  la sera di Tirana e di una partita già vinta, trasformata in un piccolo dramma personale. L’Inghilterra aveva chiuso la pratica, Kane aveva appena segnato il 2-0 e mancavano sei minuti alla fine. Eppure, nel momento in cui il tabellone luminoso ha mostrato il numero di Bellingham, Jude ha perso il controllo.

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Interpreti

   

Il colpo del rugby inglese contro gli All-Blacks

Era da tredici anni che l’Inghilterra del rugby non batteva la Nuova Zelanda, e adesso il clima nel paese sembra eccitato come in una canzone dei Queen. Andy Bull sul Guardian racconta la squadra che ha fatto l’impresa come una creatura quasi mitologica: brutale, cupa, feroce, soprattutto quando Twickenham si trasforma in una specie di Mordor nazionale, piena di orchi pronti a chiedere sangue. Il pezzo descrive la vittoria contro gli All Blacks come qualcosa che si sentiva arrivare nell’aria. Dopo Australia e Fiji, sotto quel cielo grigio da domenica cattiva, l’Inghilterra pareva proprio pronta a un’altra prova animalesca. E infatti: il ct Borthwick, dopo tre anni di lavoro in laboratorio – dice il Guardian – ha costruito una squadra non bella ma terribilmente efficace, fatta di avanti che arano il campo e trequarti che sembrano usciti da una rissa. Una squadra che gioca di collisioni, spargendo nell’aria un senso permanente di minaccia.

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Alessia Orro, Sardegna e Turchia

Martedì 25 comincia la Champions League femminile di pallavolo con quattro italiane presenti: Conegliano campione in carica, Scandicci, Novara e Milano. L’anno scorso finì con tre di loro qualificate per la Final 4. Il torneo comincia con Fenervahçe-Benfica. La squadra turca è quella che ha ingaggiato con un assegno da 600.000 euro la palleggiatrice della Nazionale Alessia Orro, e il Corriere della serai l’ha intervistata stamattina con Elvira Serra. Colpo di scena in apertura; Orro dice di aver voluto riguardare tutte le puntate di Mila e Shiro sei anni fa, dall’inizio alla fine. «Mi è piaciuto tanto, ho capito molte cose alle quali da bambina non avevo fatto caso: i sacrifici, l’allenamento difficile, il rammarico di quando non va come vorresti, i momenti di crisi nei quali pensi di mollare tutto, ma poi la passione vince». Serra le ha chiesto: – se in Italia le avessero offerto la stessa cifra sarebbe rimasta? Risposta: «Non mi piace vederla così. Sono felice di essere a Istanbul perché la proposta è arrivata al momento giusto: sto facendo un’esperienza sportiva, ma anche di vita. Qui con me c’è il mio fidanzato, Matteo Picchio. In Turchia il volley è seguito come il basket o il calcio in Italia. E poi mi piace il clima, anche se non è il sole sardo, e il cibo».

 

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La Macchina del tempo 

     

Gli sport e le squadre di Laura Antonelli

Quando sui manifesti dei cinema italiani brillava il titolo Divina Creatura, Laura Antonelli attraversava il cinema come un’apparizione e con l’allure da femme rêvée. È in quella fase che il Guerin Sportivo le dedica un’intervista su due pagine a cura di Emilio Ugoletti con le fotografie di Tazio Secchiaroli, uno dei protagonisti della Dolce Vita. Siamo nel novembre del 1975 e il Guerin Sportivo la incontra mentre Laura Antonelli sta girando L’Innocente con Visconti, scopre che dietro quell’immagine di seta c’è un’ossessione imprevista. Perché questo angelo — così viene chiamata nel pezzo— trama contro la tranquillità notturna di migliaia di italiani a colpi di angelici sorrisi e per giunta, in gran segreto, ama la boxe.

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L’ultimo scroll

 

   

Cosa rimane del rito del tocco

Nella città di Partenope si chiama il tocco, anzi si chiamava. Si sa che ora il calcio in strada non si gioca più e per questo non nascono campioni. Quando però ancora si giocava – e però i campioni non nascevano perché mancavano le strutture e i ragazzi erano costretti a crescere in strada – quando ancora si giocava, si faceva il tocco per comporre le squadre. La pratica è diffusa in tutto il mondo e resiste pure sui campi e sui campetti. Sul giornale tedesco Die Zeit, Christian Spiller ha dedicato a questo gesto minuscolo e  comune un editoriale, facendone lo spunto per una brillante riflessione sulla vulnerabilità umana.

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Il premio Bianciardi per Emanuela Audisio

Emanuela Audisio ha ricevuto ieri a Milano il premio Luciano Bianciardi promosso da  Feltrinelli e assegnato ogni anno a un’autrice o un autore la cui attività sia coerente con uno degli aspetti dell’opera letteraria dello scrittore grossetano. Tema per il 2024: «Il fuorigioco mi sta antipatico» dal titolo del libro che raccoglie la corrispondenza con i lettori del Guerin Sportivo anni Settanta. 

Sulle pagine di Cultura di Repubblica, Audisio ha scritto ieri un pezzo magnifico e appassionato su di lui, ricordandolo a 54 anni dalla morte. Un ritratto sanguigno di uno scrittore che ha attraversato letteratura, sport, politica e vita con la stessa furia gentile.

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Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde non più di due aggiornamenti quotidiani, probabilmente un riepilogo serale con rassegna mattutina e nuovi sviluppi. Non vi impressionate. È una cosa riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30. 

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