Tra Bellingham e Tuchel tira una brutta aria

La reazione del centrocampista alla sostituzione

Jude Bellingham voleva lasciare il segno, e ci è riuscito: solo non nel modo che immaginava. Jacob Steinberg, nel Guardian, racconta  la sera di Tirana e di una partita già vinta, trasformata in un piccolo dramma personale. L’Inghilterra aveva chiuso la pratica, Kane aveva appena segnato il 2-0 e mancavano sei minuti alla fine. Eppure, nel momento in cui il tabellone luminoso ha mostrato il numero di Bellingham, Jude ha perso il controllo.

Il gesto è stato rapido e infantile: le braccia in aria, lo sguardo di sfida, il muso lungo mentre tirava dritto verso Thomas Tuchel. «Il comportamento è fondamentale», aveva detto l’allenatore nelle settimane precedenti. Tuchel non fa poesia, per lui la disciplina è un concetto semplice e non negoziabile. Insomma, Jude ha scelto il momento sbagliato per contestarlo. Il pezzo del Guardian insiste su un punto: il talento di Bellingham non è mai stato il problema. Il problema è tutto il resto. Bellingham è rientrato nel gruppo dopo l’esclusione del mese scorso. È di fatto in prova. Il suo rendimento, come scrive Steinberg, è un “mixed bag, un miscuglio di cose, una giocata brillante per Bowen, un assist potenziale per Eze, ma anche palloni persi, frenesia, un’ammonizione nata da un errore di controllo. E soprattutto quella reazione alla sostituzione che ha spostato le luci proprio dove non era necessario. Il contesto non ha aiutato: Tuchel ha sperimentato molto fino a trovare un’Inghilterra fluida, quasi liquida, una squadra che in possesso si disponeva in un 3-2-2-3 con John Stones a metà tra difesa e regia, Rice più alto, Bellingham mezzala destra con licenza di muoversi ovunque. Ma l’Albania stava bassa, compatta, e tra Kane e Bellingham non è scattata l’intesa. Si è visto anzi un desiderio eccessivo di impressionare, annota Steinberg. Nessun passaggio pulito, tanti rischi inutili.

Come ormai sempre più spesso accade, la differenza l’ha fatta la panchina. È entrato Foden, che meglio ha interpretato il lavoro in quella zona. È entrato Saka: primo gol. E mentre l’ingranaggio di Tuchel ha preso a funzionare, Jude è rimasto un’immagine fuori posto. «Le decisioni si accettano», ripete Tuchel. Tutta la storia, dice il Guardian, si riduce a questo: Bellingham vuole il centro della scena, ma per riconquistarla deve imparare a non chiederla. Steinberg chiude con l’immagine di Tuchel che si avvicina a Bellingham e gli mette una mano sulla schiena, spingendolo verso il settore dei tifosi. Il loro rapporto non è rotto. Tuchel non è ancora disposto a rinunciare a Bellingham. Tuttavia, resta da stabilire se sia disposto a dargli un posto al centro dell’attenzione.

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