Lo Slalom del 18 ottobre | Cosa leggere, sapere e vedere

 

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# 1 giorno ai  Mondiali di ginnastica artistica

 

     

►  MARCO BEZZECCHI ha vinto all’alba la Gara Sprint sul circuito di Phillip Island e la Aprilia ha fatto doppietta piazzando Raul Fernandez dietro di lui. Male Bagnaia [19° posto].

◇  Male anche le Ferrari a Austin nelle qualifiche per la Gara Sprint: Hamilton 8° e Leclerc 10° in una sessione vinta da Max Verstappen, restio a lasciar andare il titolo piloti senza esserselo giocato fino in fondo. Norris e Piastri hanno chiuso subito dietro di lui. 

◇  I Los Angeles Dodgers hanno vinto anche Gara-4 della serie di finale della National League sui Milwaukee Brewers e si sono portati per il secondo anno consecutivo alle World Series. Shohei Ohtani ha piazzato tre fuoricampo e sei shutout inning. La cosa sorprendente è che prima di questo 4-0 i Brewers avevano vinto sei scontri diretti su sei nella stagione regolare. Nell’altra finale di conference i Seattle Mariners si sono portati sul 3-2 contro i Toronto Blue Jays. 

◇  Jasmine Paolini si è qualificata per la semifinale del torneo di Ningbo e giocherà una specie di scontro diretto per la qualificazione al Masters con Elena Rybakina. Battuti nei quarti i due Lorenzo: Musetti ha perso da Mpetshi Perricard a Bruxelles e Sonego da Humbert a Stoccolma

◇  Seconda vittoria consecutiva in Eurolega per la Virtus Bologna. Ha battuto l’ASVEL Villeurbanne per 83-90. Dopo aver segnato 20 punti nel primo tempo, Carsen Edwards ne ha messi altri 16 nel secondo, fissando il suo nuovo massimo in carriera nel torneo. Dice Giorgio Burreddu sulla Gazzetta che se vi piacciono i supereroi continuate a seguire Carsen Edwards per altre avventure ma pure Pajola continua a mostrare la sua grandezza (oltre 100 palle recuperate in carriera).

◇  Il figlio del ministro Abodi ha provato il pezzotto, la scheda taroccata che spalanca le porte d’ingresso alle piattaforme pay. Prima che le colpe dei figli fossero scoperte da qualche parte e cadessero sui padri, lo ha raccontato lui stesso. Al tg di Sky. 

 

  

Le IA fanno quello che noi gli consentiamo di fare, niente di più e niente di meno. Tutto quello che accetteremo che facciano sarà una nostra scelta

Ernesto Assante

  

La strada della ginnastica artistica

Più Intelligenza Artificiale nei giudizi

Dei quattro giudici utilizzati per valutare l’incontro di boxe tra Oleksandr Usyk e Tyson Fury nello scorso dicembre, a uno mancava una caratteristica condivisa dagli altri tre, la carne, un corpo, probabilmente un’anima. La tecnologia dell’intelligenza artificiale è stata utilizzata per la prima volta a bordo di un ring, sebbene senza potere, senza poter dire a tutti gli effetti la sua. Un esperimento. È venuto fuori che il giudice dell’IA era d’accordo con i colleghi umani che avevano assegnato la vittoria a Usyk, ma riteneva che quest’ultimo avesse vinto più round e con un margine più ampio. Sebbene la scheda punteggi dell’IA non facesse parte dei risultati ufficiali, il suo utilizzo è stato l’ultima finestra sul futuro, sulla visione di come la tecnologia avanzata possa essere messa a disposizione di sport come il pattinaggio artistico e i tuffi, dove la soggettività dei giudici gioca un ruolo importante.

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No alla Liga a Miami: la protesta dei calciatori censurata dalla tv

A El Tartiere, l’arbitro Mateo Busquets Ferrer dà il calcio d’inizio a Oviedo-Espanyol, e tutto si ferma. I ventidue giocatori restano immobili sul prato, statue silenziose in un gesto di protesta contro l’idea di giocare Villarreal-Barcellona a Miami il prossimo 20 dicembre. Un minuto di nulla che voleva dire più di mille comunicati ufficiali. Un dissenso che i calciatori del campionato spagnolo hanno messo a punto parlandosi nei giorni scorsi, ma che nessuno ha visto. Movistar, controllata dalla Liga, ha censurato le immagini, come era accaduto due settimane fa a San Mamés con l’omaggio a Gaza.

La protesta, breve ma significativa, segna un punto di svolta nella tensione tra i calciatori e la Liga di Javier Tebas. Il sindacato AFE ha spiegato che il silenzio in campo serve a denunciare «la mancanza di trasparenza, dialogo e coerenza» senza puntare il dito contro alcuna squadra in particolare. La decisione di lasciare fuori dalla protesta i giocatori di Villarreal e Barcellona, assicurano i vertici del sindacato, vuole evitare fraintendimenti o interpretazioni punitive.

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Essere Kylian Mbappé

Partiamo da una domanda, scrive Jorge Valdano nella sua rubrica del sabato mattina su El País: può un calciatore formato in ciò che è estraneo al calcio diventare un giocatore migliore? Sapere recitare la tabellina dell’otto – spiega – non garantisce di colpire meglio di testa su un corner. Coniugare correttamente un verbo composto non migliora il dribbling. Vedere un film di Kurosawa non aiuta a comprendere il gioco. Di una cosa si dice certo: nessuna di queste tre cose peggiora, nessuna renderà peggiore un calciatore.

Per Valdano, cultura, educazione, curiosità allargano lo sguardo e rafforzano la fiducia in sé. Così ricorda quando lesse per la prima volta Manuel Vázquez Montalbán, e scoprì in lui un modo di legare il calcio alla politica e alla società. Da quel momento, giocare significò qualcosa di diverso. Capì che quanto andava facendo aveva un valore di rappresentanza, che il calcio occupava un posto più alto nella scala sociale, e che forse il calcio era più importante di quanto credesse. 

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dicono

Certe cose che fa Yamal

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▥   Repubblica: Basta autografi ai tifosi, l’ingordo Yamal si vende anche la firma ➔  Silvia Scotti racconta: Il piccolo tifoso deve solo andare sul sito specializzato e chiedere la carta di credito a mamma e papà. L’autografo di Lamine Yamal si acquista, al negozio o su Internet. Una società specializzata in gadget sportivi gli ha fatto la proposta, gli compra il nome, venderà tazze-penne-magliette, lui vuole accettare, ma non potrà fare autografi. Le persone che gestiscono i suoi contratti gli hanno chiesto di non firmarne più. Perché ora hanno un valore.

▥   La Gazzetta dello sport: Yamal, soccorso Barça – Derby di Catalogna, Flick in difficoltà si affida alla stella. I blaugrana sono reduci da due sconfitte. Con il Girona torna Lamine che continua a far discutere per le scelte fuori dal campo ➔  Filippo Maria Ricci scrive: Tutto ciò che circonda Lamine Yamal assume ormai una dimensione galattica. E attorno a lui c’è un quadro familiare peculiare: la madre che si offre di andare a cenare al ristorante Nobu di Londra con chi vuole pagare 800 sterline per la sua compagnia, il padre, accoltellato gravemente 15 mesi fa, che passa da un’eccentricità all’altra sempre pubblicizzate sui social. La nonna paterna sta cercando di mettere ordine, ma le vanno via da tutte le parti.


L’illusione di democrazia nella federazione automobilismo

Più che una corsa elettorale, sembra una messinscena. Tim Mayer lo ha capito tardi ma abbastanza presto da poterlo dire ad alta voce: Mohammed Ben Sulayem resterà presidente della FIA, ma nessuno potrà dire di averlo eletto. L’ex steward americano, ultimo sfidante rimasto in corsa, ha dovuto ammettere a Austin che il suo tentativo di candidatura era finito prima ancora di iniziare. Come riferisce Giles Richards sul Guardian, Mayer ha detto che questa non è democrazia – è l’illusione della democrazia.

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dicono

Verso il GP del Texas

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▥   COSA SARA’ Corriere della sera: Si scatena la mercatomania. A fine 2026 si muovono tutti: Verstappen, Russell e Hamilton  ➔  Un anno per capire i nuovi equilibri con le nuove regole e poi la sarabanda. Terruzzi anticipa le destinazioni possibili per Max [Mercedes o Aston Martin]. Russell è in odore pure di Ferrari perché di fronte ad un nuovo fallimento potrebbero andarsene entrambi i piloti. Hamilton difficilmente reggerebbe un’altra stagione deludente; Leclerc, pur innamoratissimo del Cavallino, potrebbe decidere di lasciarlo.

▥   L’INCUBO  Repubblica: L’incubo rosso: zero vittorie per la Ferrari. Ora rischia il podio anche fra i costruttori

▥   IL PROGETTO 688  La Gazzetta dello sport: La Ferrari è già nel futuro” – Il cuore della Rossa centro del progetto. Addio effetto suolo. Paolo Filisetti ha scritto: Sarà fondamentale sfruttare le prossime gare, soprattutto nei fine settimana con formato non Sprint che garantiscono tre sessioni di prove libere, per testare diversi elementi funzionali al progetto delle monoposto future. Tra gli elementi sui quali si sta attualmente concentrando la Ferrari c’è la definizione della fluidodinamica interna della prossima vettura, sigla di progetto 678, per garantire il più efficace raffreddamento della power unit che sarà profondamente diversa da quella del 2025, non solo per quanto riguarda il motore a combustione interna ma soprattutto per la parte elettrica. L’energia che sarà recuperata nella batteria sarà erogata con una potenza pari a tre volte quella attuale, passando da poco meno di 180 cavalli attuali a circa 470 cavalli. Ciò implicherà cicli di carica ed erogazione particolarmente critici che potenzialmente innalzeranno le temperature della batteria, mettendo sotto stress l’intera componente ibrida della power unit. Le imboccature delle fiancate saranno così più arretrate e da indiscrezioni raccolte saranno più oblunghe di quelle attuali

▥   DATECI UN VILLAIN  La Gazzetta dello sport: Il nuovo duello in F1: ci serve un cattivo?Arianna Ravelli ha scritto: ci sono due piloti, Oscar Piastri (336 punti) e Lando Norris (314), dello stesso team (la McLaren), giovani, carini, educati, liberi di lottare, trattati allo stesso modo, ma soprattutto cresciuti a velocità e condivisione (di tutto: dati, strategie, telemetrie, comunicazione). La cosa bella è che ci credono, non è una posa per le tv. Perciò questo è un Mondiale di Formula 1 ma è anche un esperimento di ingegneria sociale: se riesce è una via nuova al successo, se non riesce passerà alla storia (minima) delle corse come un clamoroso autogol. Potete rimpiangere i vecchi tempi, oppure pensare che è un modo perfettamente in linea con questi, di tempi, rispecchia come sono fatti i giovani, non più disposti ad accettare certi soprusi o certe disparità, in pista come in ufficio. Ma per rendere interessante una storia serve un cattivo e nessuno interpreta il ruolo meglio di Verstappen, l’ultimo cattivo della F.1. E, soprattutto, su Netflix cosa funzionerà di più?

oggi e domani  su Sky


I limiti del sistema World Tour con le retrocessioni

In fondo alla classifica del World Tour e tra le squadre più ambiziose della seconda serie, c’è un caos finale che sa di disperazione. Gli ultimi punti della stagione sono tutto: possono spalancare le porte delle prime-18 al mondo o far precipitare una squadra nell’oblio. Oggi e domani si chiude il Giro del Guangxi, e poi basta. 

Assicurarsi una licenza World Tour è un rischio esistenziale. È il gioco più ad alto rischio dello sport: assicurati un posto al tavolo delle migliori del ciclismo o rischi sponsor e contratti dei tuoi migliori corridori, spiega Andrew Hood su Velo. Lo ha definito il gioco del tutto o niente

Tutto il resto del gruppo è già in spiaggia. Il vero premio, quello che interessa davvero alle squadre, è la garanzia di partecipare al Tour de France. Nessuno ricorda chi ha vinto il World Tour, tutti ricordano chi ha messo la maglia gialla. La licenza World Tour, secondo Velo, vale solo per questo.

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Salah alla prova del Tempo: ma non si scommette contro di lui

Otto anni di dominio di Mohamed Salah hanno illuminato Liverpool, ma le prossime otto settimane saranno una prova della durata di quella luce. Come scrive Jamie Carragher sul Telegraph, da ex calciatore dei Reds, non giudicate Salah fuori causa troppo presto perché ha l’abitudine di rendere ridicola ogni critica. All’età di 33 anni sembra essere in un momento di flessione: i gol si sono fatti rari e il gioco non è quello della scorsa stagione. Se i Reds vogliono difendere il titolo, Salah deve ritrovare brillantezza prima della Coppa d’Africa di dicembre, assicurandosi di restare indispensabile per Arne Slot al suo ritorno.

Non è la prima volta che il talento di Salah viene messo in discussione. Carragher ricorda come in passato il tedesco Klopp abbia dovuto difenderlo: «Non sono particolarmente preoccupato, è normale che gli attaccanti attraversino momenti così. Lui è uno dei giocatori più esperti della rosa» furono le sue parole. Lo stesso era accaduto durante una mini-flessione nell’aprile 2024, quando il contributo di Salah fu criticato e l’attaccante ebbe persino uno scontro in panchina con Klopp.

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dicono

Il calcio e la politica

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▥   Polemiche sulla stampa inglese per la decisione della polizia di Birmingham di non ammettere i tifosi israeliani alla partita Aston Villa vs Maccabi per motivi di ordine pubblico: la città ha una popolazione per il 30 per cento musulmana. Editoriali di dissenso da destra [Telegraph], dall’area moderata [Times] e dal fronte progressista [Guardian]. Intanto il CIO ha chiesto al governo indonesiano di concedere il visto d’ingresso nel paese agli atleti israeliani per i Mondiali di ginnastica oppure sarà ritenuta una violazione della carta olimpica. 

▥   Secondo il Daily Mail, Roberto Mancini starebbe dicendo ai suoi amici che è in corsa per prendere il posto di Ruben Amorim al Manchester United: pare ci siano dei legami sorprendenti con sir Jim Ratcliffe. Si legge qui


 

 

Cooper Flagg e il fantasma della Grande Speranza Bianca

Ogni volta che i grandi pugni neri di Jack Johnson affondavano nei volti bianchi dei suoi avversari, non frantumavano solo ossa — ma lo spirito dell’America bianca. Colpo dopo colpo dopo colpo ricorda Lee Escobedo sul Guardian. Come spiegava il critico culturale Gerald Early, gli incontri di Johnson non erano più sport ma teatro razziale, ogni knock-out una sfida diretta alla supremazia bianca.

Da lì, per un secolo, lo sport americano avrebbe alimentato un mito razzista, facendo nascere l’etichetta della Great White Hope, la grande speranza bianca. Nel basket, Jerry West e “Pistol” Pete Maravich incarnarono l’idea dell’eccellenza anglosassone prima che la piena desegregazione dell’NBA rivelasse la superiorità dei giocatori afroamericani. Poi arrivò Larry Bird, un dio per la classe operaia bianca di Boston, scrive Escobedo, un contadino dell’Indiana con il dono di un genio. Bird fu la Great White Hope travestito da suo stesso rifiuto: non voleva esserlo, lo divenne suo malgrado.

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La sera di Roma vs Inter

L’ARCI-GIORNATA  In termini breriani la settima giornata di serie A propone quattro classiche, due oggi con Torino-Napoli e Roma-Inter, due domani con Cagliari-Bologna e Milan-Fiorentina. Campo principale l’Olimpico con Roma-Inter che somma più punti di tutte le altre partite [27] e le migliori posizioni [6]. C’è un secondo scontro diretto fra le prime-otto in classifica ed è Como-Juventus domani a pranzo. 

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Joaquin Panichelli, figlio di Germán

Panichelli sbalordisce e Beraldo preoccupa. Così sintetizza L’Equipe quel che è successo ieri sera in PSG-Strasburgo finita con la mezza rimonta dei campioni d’Europa, arrivati sul 3-3. Nelle pagelle più cattive del West, nevicano a fiocchi insufficienze: due 3 a Beraldo in difesa e Mbaye in attacco, 4 per Zabarnyi, Lee e Ramos. Ma in effetti Luis Enrique è in totale emergenza.

Il protagonista della serata è stato Joaquín Panichelli. Liam Rosenior dopo la partita ha detto di aver visto uno dei gol di testa più belli di sempre in uno stadio. Scrive il giornale francese: Nessuno lo conosceva al suo arrivo in Francia. Acquistato per 16,5 milioni di euro [più 3,5 milioni di bonus] dall’Alavés quest’estate, dopo un prolifico prestito al Mirandés nella seconda divisione spagnola [21 gol, 8 assist in 44 partite], ha un profilo diverso da Emmanuel Emegha, ancora assente per problemi al bicipite femorale. Panichelli è una volpe. Al Parco dei Principi 8 dei 20 palloni toccati nell’area avversaria dallo Strasburgo sono stati opera sua.

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La Supercoppa femminile di pallavolo: Egonu vs Gabi

L’Italia delle oro mondiali e olimpiche assegna il primo trofeo della stagione, la Supercoppa in palio tra Conegliano campione in carica di tutto e Milano. Le facce sul poster sono quelle di Egonu da una parte e Gabi dall’altra, furono compagne di squadra per un anno al VakifBank e la brasiliana ha detto che le piacerebbe ripetere l’esperienza. Resterà in Italia fino ai Giochi di Los Angeles. Non c’è posto migliore per prepararsi e fare un  corso d’aggiornamento in tempo reale su tutto quello che si muove dentro la Nazionale italiana. Si gioca a Trieste, con sold-out da 7 mila spettatori.

Conegliano nel suo assetto base: Wołosz in regia, Haak opposta, schiacciatrici Gabi e Zhu, al centro di Lubian, Fahr e Chirichella. In seconda linea Monica De Gennaro libera. La formazione di Milano: Paola Egonu, Pietrini, Lanier e Piva in attacco, Francesca Bosio in regia per colmare il vuoto lasciato da Alessia Orro. A muro Anna Danesi e la giovane Hena Kurtagić, Fersino fa la libero: sarà il dopo De Gennaro in Nazionale. 

Nelle prime tre giornate di serie A, Egonu è davanti a Isabelle Haak per punti segnati [78-75]: sono le prime due della classifica marcatrici. Hena Kurtagic guida la voce statistica dei muri punto [12], Conegliano non ha nessuna giocatrice fra le prime-cinque. 

 

 

Un altro Sinner e un altro Alcaraz

Non sarà una partita ufficiale, ma sommata a quella di un anno fa Alcaraz e Sinner toccano stasera quota 17, oppure facciamo 18 se ci mettiamo quella al challenger di Alicante nel 2019. Una quota che vale l’ingresso fra i cento match più giocati di sempre nella storia del tennis e c’è ancora tanta strada davanti. Ce n’è tantissima se poi vanno a questo ritmo. Siamo arrivati a sei nel 2025. Con altre cinque stagioni allo stesso passo, avranno davanti solo Djokovic vs Nadal e Djokovic vs Federer. 

Intorno a loro non vedono l’ora, come ha detto Roger al podcast di Roddick [se ne parlava qui]: gli organizzatori stanno lavorando sulle superfici per neutralizzare le differenze e vedere in finale sempre loro. Così la terra è meno terra e più cemento, il cemento meno cemento e più terra. Qualche settimana fa The Athletic ha spiegato che la cospirazione non esiste [se ne parlava qui] e Gaia Piccardi sul Corriere della sera considera: Qui Riad, nuova frontiera del tennis. Seduti su un giacimento di petrodollari, gli arabi si sono comprati la partita che qualsiasi evento, dai quattro Major in giù, desidera. I direttori dei tornei stanno rallentando i campi per rendere tutte le superfici uguali e ottenere sempre un ghiotto sinneralcaraz per il titolo, ha spiegato Roger Federer. Ma non è forse il talento all around dei due predestinati a rendere obsoleta l’antica discriminazione tra terra, erba e sintetico?.

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