#6 giorni al Giro delle Fiandre
► Marc Marquez ha perso il primo GP della stagione. È caduto in Texas e la vittoria è andata a Francesco Bagnaia: in testa alla classifica invece c’è Alex Marquez
◇ Il diciannovenne Jakub Mensik ha sorpreso Novak Djokovic e con due tie-break gli ha portato via la finale di Miami. È il primo torneo che vince
◇ Inter e Napoli hanno vinto contro Udinese e Milan: sono ancora tre i punti di distacco fra loro in classifica. L’Atalanta battuta a Firenze è scivolata a -9 dalla testa
◇ Mads Pedersen in fuga solitaria e Lorena Wiebes allo sprint hanno vinto la Gand-Wevelgem. Primoz Roglic ha vinto il Giro di Catalogna
◇ Milano ha vinto anche gara-2 di semifinale scudetto femminile di pallavolo su Scandicci nonostante 38 punti di Kate Antropova contro i 23 di Paola Egonu – Arianna Manfredini ha esordito in serie A da libero di Casalmaggiore senza aver ancora compiuto 14 anni. Va in terza media, a Repubblica dice di voler studiare chirurgia: «Finché la palla non tocca terra devi provarci»
◇ C’è stato il record del mondo di salto con gli sci: Domen Prevc è atterrato a 254 metri e mezzi dal trampolino. È sloveno come Pogacar e Doncic
Che cosa stanno leggendo in Europa
prima di tutto
In mongolfiera sì, in bicicletta no: Jules Verne ne sconsigliava l’uso alle donne
Quando Jules Verne morì, L’Équipe esisteva già. Si chiamava ancora L’Auto, era il marzo del 1905, e Victor Breyer scrisse che se ne era andato “il più meraviglioso istruttore sportivo”. Quel giornalista di 120 anni fa conosceva il romanziere morto per un attacco di diabete all’età di 77 anni perché nell’autunno precedente era andato a fargli visita ad Amiens. Non sono molti i giornali che possono avere in archivio un viaggio di ventimila leghe sotto i fogli e un giro del mondo in 80 caratteri dove imbattersi in una simile testimonianza che viene dal passato.
Breyer trovò Verne “quasi un antisportivo per temperamento”, scrivendo che “Jules Verne è disposto ad ammettere di aver comunque previsto lo straordinario movimento della gioventù verso una vita più ampia, più attiva, più avventurosa, un gusto crescente per i viaggi e per l’esercizio all’aria aperta; in una parola verso quel che chiamiamo la diffusione veramente colossale dello sport”.
Verne aveva mandato un razzo sulla Luna prima della NASA, aveva immaginato un sottomarino, un elicottero. Ha intuito la tecnologia prima che il futuro la portasse per davvero. È il secondo scrittore più tradotto al mondo dopo Agatha Christie e prima di Shakespeare [sono dati dell’UNESCO], così in occasione dell’anniversario tondo della sua morte, l’Équipe è tornato fra le sue pagine per chiedersi quanto sport ci fosse, e dove, e cosa.
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Corriere della sera: “Arena, buche e incuria. L’atletica in estinzione nella Milano olimpica” – Lo storico impianto perde le gare internazionali. Il caso è però esteso e assume dimensioni politiche
Corriere della sera: “«A Fabriano ginnaste costrette a svestirsi». Raffaeli e lo stanzino, altri veleni sulla ritmica” – Nelle intercettazioni i modi dell’ex coach di Sofia. Artistica: la sberla del d.t. Casella
Pedersen travestito da Pogacar e Van der Poel
I proverbi insegnati da bambini restano dentro la testa dei futuri adulti. È vero che quando i gatti non ci sono i topi ballano, ma fin qui siamo nel campo del divertimento. Se i topi vogliano invece spaventare i gatti, allora devono imparare a graffiare come loro. Se Mads Pedersen vuole avere anche una sola chance di essere preso sul serio per la vittoria nel Fiandre e alla Roubaix da Pogacar e da Van der Poel, allora deve vincere come fanno Pogacar e Van der Poel.
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Il colpo di Roglic pensando alla maglia rosa
Non è stata meno ardimentosa l’impresa di Primoz Roglic al Montjuic, la collina olimpica di Barcellona dove ieri s’è chiuso il Giro di Catalogna. A 21 km dal traguardo ha mollato la compagnia, ha staccato il giovane Ayuso e s’è andato a prendere la tappa con la maglia. Finito y chiuso [questo è Vujadin Boskov]. Se il messaggio in bottiglia di Pedersen ondeggia fra le onde verso le pietre e le strade del nord, quello di Roglic è destinato alle coste e alle cime del Giro d’Italia.
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Le immagini della giornata di ieri
La caduta di Marc Marquez. Il duello Egonu vs Antropova
L’Atalanta non vincerà lo scudetto
Il triello è ridiventato un duello. Kean ha vinto la sfida dei nove azzurri con Retegui e a Firenze l’Atalanta si è sfilata da una corsa scudetto alla quale era rimasta attaccata nonostante un disequilibrio interno per forza di cose portato dalla notizia che il ciclo di Gasperini è bell’e finito. Su quello stesso disequilibrio taciuto danza il Napoli, che un giorno sì e l’altro pure vede fotomontaggi nei quali Antonio Conte veste maglie di un colore diverso, senza che peraltro Antonio Conte allontani da sé la tavolozza cromatica.
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Mettiamo un limite alle partite
È arrivato il momento di immaginare un limite di partite stagionale per ogni giocatore. Almeno questo pensa Miguel Ángel Gil, amministratore delegato dell’Atlético Madrid, e Alfredo Relaño, decano dei giornalisti calcistici di Spagna, giurato nazionale per il Pallone d’oro, gli dà ragione. Lo ha scritto su El Pais ammettendo che “si tratta di una soluzione fantasiosa e quindi strana, che dispiacerebbe ai tifosi e confonderebbe gli allenatori, ma è una proposta che vale la pena di prendere in considerazione ora che non ce n’è altra”.
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Che ne sarà del getto del peso: Dal Soglio apre alla federazione
Dopo giorni in cui la verità poteva circolare solo embedded fra pochi eletti, mentre a noi poveri spettatori arrivava solo un’incomprensibile eco di ammiccamenti e mezzi messaggi in codice, emerge finalmente la natura del disorientamento di Leonardo Fabbri, arrivato agli Europei con la migliore misura al mondo dell’anno e all’improvviso in pedana puff, spento, afflosciato, assia distante dal suo standard, stessa cosa un mese dopo al Mondiale. La verità adesso sta emergendo in chiaro. Fabbri sta per perdere il suo maestro Paolo Dal Soglio, l’allenatore che lo ha portato nell’élite, fino alla quinta misura di tutti i tempi. Non c’è nessun altro italiano-a oggi nell’atletica che sia al quinto posto di sempre.
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La Nazionale femminile di rugby
Dopo una sconfitta all’esordio con l’Inghilterra, il Sei Nazioni italiano è proseguito con un’altra tritata presa dall’Irlanda. La rivista online All Rugby l’ha spiegata così: “Alla fine la sintesi della partita sta tutta in una considerazione: una squadra composta di giocatrici tutte esposte regolarmente a competizioni di alto livello (dieci partite in Celtic Challenge per chi non è nella Premiership inglese) dilaga contro una squadra che non manca di spirito combattivo, con Tounesi come sempre in grande evidenza, ma che ha avuto pochissimo tempo per prepararsi in maniera adeguata. Da una giornata in cui gira tutto storto, esce fuori una partita da dimenticare – e che sarebbe stata tale anche in presenza di una direzione arbitrale più equilibrata nella gestione di fuorigioco e punti d’incontro”. L’analisi completa si trova qui
Tennis, ciclismo, calcio e sci: cinquant’anni di Fantozzi nello sport
La classifica del tennis era diventato un lavoro per computer da un anno e mezzo, e quando il ragionier Filini chiese a Ugo Fantozzi allora che fa, batti lei?, il numero uno era Jimmy Connors da otto mesi di fila. Villaggio aveva immaginato questo suo nuovo mondo dentro la Megaditta con il romanzo del ‘71, quando “il baccanale consumistico del miracolo economico si trasforma in una danza macabra: non c’è più niente da ridere” ha scritto Alfredo Corallo per Sky Sport Insider. Dino Risi mandava a processo l’amministrazione pubblica corrotta ne In nome del popolo italiano, Marco Bellocchio avrebbe voluto fare esplodere la società con I pugni in tasca, Ettore Scola trovò che fosse tempo per dei Nuovi mostri, mentre Mario Monicelli avrebbe scoperto in un romanzo di Cerami la disperazione, la frustrazione e la rabbia di Un borghese piccolo piccolo.
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Compagna Nilde Jotti, parlaci di sport
31 MARZO 1985 La tradizione di un’intervista sullo sport a personaggi extra-sportivi nasce sulla Gazzetta dello sport per i suoi numeri domenicali degli anni Ottanta. Se ne occupava Enrico Parodi e il 31 marzo di quarant’anni fa riuscì a tirare fuori dalla sua nuvola appartata di riservatezza addirittura Nilde Jotti, presidente della Camera e terza carica dello Stato.
➣ Nilde Jotti, è vero che lei ha praticato un solo sport: trasporto di secchi d’acqua per le scale?
«Nella casa popolare, dove abitavamo a Reggio Emilia, l’unico rubinetto, era a piano terra. Così bisognava portare l’acqua su, fino al quarto piano: ottanta gradini che non ho mai dimenticato. Poi andavo in bicicletta. Ho imparato tardi a pedalare: a 18 anni. Quelle due ruote le avevo sempre sognate: suggerivano l’idea di autonomia, di libertà. In bicicletta si corre sull’asfalto ma anche sulle strade bianche, sul sentieri e in mezzo ai prati. Dappertutto o quasi. E non c’è bisogno di benzina. Poi ti avvicina alla natura».
➣ E aiuta a tenersi in forma
«Già, ma in tempo di guerra si mangiava poco, un etto e mezzo di pane giallo al giorno, più paglia che farina. Ci si saziava di cicoria, cotta e cruda, comunque condita con l’aceto perché di olio non se ne vedeva. E mancava anche il sale. Per procurarsene un po’, serviva proprio la bicicletta. Dietro al sellino si legava una specie di carrello con sopra una damigiana: e si andava fino a Salsomaggiore, più lontano di Parma. La si riempiva la damigiana con l’acqua delle terme e si tornava indietro. Non era un viaggio tranquillo: i ponti erano stati bombardati, bisognava destreggiarsi su passerelle di fortuna. Poi c’erano i posti di blocco, più pericolosi dei fiumi. E significava pedalare per 120 chilometri. Quell’acqua portata da Salsomaggiore la si faceva bollire nel paiolo del bucato: sul fondo restava un dito di sale. Ma non era sale vero, conteneva altre sostanze chimiche, e bisognava usarlo con cautela. Pasti miseri, tanta bicicletta: speravo che tutto ciò mi permettesse almeno di dimagrire. Invece alla fine della guerra mi accorsi che avevo perso solo tre etti»
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Guida allo sport in tv di oggi
Cosa è successo il 31 marzo su Slalom
L’eredità di Jesse Owens
2020 Il Jesse Owens ricordato più volentieri da molti americani è l’oratore pubblico con la parlantina squillante e ispiratrice di un evangelista. Nella seconda parte della sua vita ha viaggiato per 200.000 miglia all’anno, tenendo due o tre discorsi a settimana, principalmente per meeting e convegni, e principalmente per un pubblico bianco. Con le sue pubbliche relazioni e impegni nel marketing, guadagnava più di 100.000 dollari all’anno. | Leggi qui
Due modi di tuffarsi dai blocchi e le dita della mano in acqua
I piccoli gesti del nuoto
2021 Nell’estate del 2019, durante la lavorazione dei numeri zero di Slalom, quando il logo era diverso perché il nome di Slalom era un altro, un passaggio della telecronaca RAI fece riferimento alle due tecniche di partenza dai blocchi, a piedi giunti (grab start, GS) o a piedi sfalsati (track start, TS) innescando in ordine cronologico: smarrimento, curiosità, panico.
Dove trovare chi ce lo spiega? | Leggi qui
Spagna e Kosovo non si parlano: ma Spagna-Kosovo si può giocare nel calcio
2021 La Spagna aspetta il Kosovo a Siviglia e allo stadio Sánchez Pizjuán suoneranno prima della partita l’inno di un Paese che il governo di Madrid non riconosce come indipendente. Miracoli che fa il calcio. Un certo calcio. L’articolo 25 del regolamento della Coppa Fifa impone un gesto che la politica non consentirebbe. Lo stato spagnolo non riconosce il Kosovo come Paese, parla di territorio, perché la sua autonomia dalla Serbia (2008) è autoproclamata. Come la Spagna si regolano un altro centinaio di Paesi, Madrid lo fa per non risvegliare gli autonomisti catalani e baschi | Leggi qui
Novantadue passaggi su 100 non vanno verso la porta: il calcio italiano perduto in 212mila tocchi interlocutori
2022 Una delle frasi più pronunciate dai cronisti di campo al cospetto della mitologica figura del Calciatore-che-chiede-spiegazioni è da sempre: «I titoli non li faccio io». In questo caso – ehm – al massimo si può concedere che il titolo è brutale, una sintesi estrema. Ma segue ragionamento. Per chi avrà pazienza. In mezzo alle molte certezze che circolano in questi giorni intorno al fallimento della Nazionale, Slalom ha cercato di capire quanta solidità contenesse ogni elemento d’analisi e quanta dose di obiezione portasse dentro di sé: la percentuale di stranieri impiegati, i giovani che non giocano, i settori giovanili che non formano | Leggi qui
Ecco dov’erano finiti i palloni della nostra Bellezza perduta
2022 DI MARCO CIRIELLO Sono emersi come reperti archeologici, anzi sono piovuti dal cielo, tornando nella piazza che era stata immaginata come campo. Tanti palloni – consumati e no, bianchi e neri, anche colorati, ne ho contati 54, quindi 54 partite interrotte – che erano stati tiri sbilenchi, imperdonabilmente calciati senza coordinazione e finiti sul tetto della chiesa San Tommaso di Ascoli Piceno. Ed è subito Costantino Rozzi | Leggi qui
L’udienza per la libertà di Pistorius
2023 Prigione di Atteridgeville, Pretoria, oggi. Un uomo di 36 anni chiede di poter tornare a casa. È stato condannato a 13 anni e cinque mesi di carcere, la sentenza è del 2017, arrivò dopo un appello dell’accusa contro una pena che in primo grado era stata più leggera. I colpevoli di un crimine grave, in Sudafrica devono scontare almeno la metà del loro periodo di detenzione, prima di essere considerati in grado di chiedere la libertà condizionata | Leggi qui
Che cos’è la bellezza? Grigor Dimitrov e dintorni
2024 Che cos’è la bellezza? E chi lo sa. Sarebbe d’accordo finanche il professor Kant, come dimostra la sua Critica del giudizio la bellezza è qualcosa che non riusciamo a dire. Per la bellezza si può arrivare a litigare. Hegel e Winckelmann pensavano che si potesse individuare in “un’ideale di assoluta perfezione garantita dall’equilibrio armonico della forma e dal suo ordine razionale”. Nietzsche si adombrò, ma che state dicendo, ma che andate raccontando, allora ci scrisse Nascita della tragedia per mettere i famosi puntini sulle famose I, gridando che la bellezza è sempre e solo una bella apparenza, ma non può darsi bellezza senza un fondo oscuro e indeterminato. Non c’è Apollo senza Dioniso, non c’è volée senza mal di schiena | Leggi qui
Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde non più di due aggiornamenti quotidiani, probabilmente un riepilogo serale con rassegna mattutina e nuovi sviluppi. Non vi impressionate. È una cosa riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30.
Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link
Lo Slalom apparirà su whatsapp nella lista Canali insieme a tutti gli altri a cui vi siete iscritti, nella sezione Aggiornamenti. A cosa serva non si sa, però pare che fa molto fico.