Lo Slalom del 15 ottobre | Cosa leggere, sapere e vedere

QUASI UNA NEWSLETTER

 

   COSA STAI PER LEGGERE, COSA SAPERE, COSA VEDERE
  • AMERICHE La travagliata storia delle NY LIberty. Alla ricerca del primo titolo in WNBA
  • DISCUSSIONI  La maratona di Chepngetich: credere all’incredibile
  • EUROGOL  Cos’è questa storia di Guardiola cittì dell’Inghilterra Il nuovo ritornello: si gioca troppo
  • ITALIANISMI  Che effetto fa adesso l’Italia dopo i 4 gol a Israele
  • TENNIS  Becker parla di Djokovic e di Sinner alla Gazzetta
  • La guida allo sport in tv della giornata
  • Le prime pagine di sport da tutta Europa

QUELLO CHE STA SUCCEDENDO

   Salta direttamente al LIVE BLOG e controlla gli ultimi avvenimenti

 

martedì 15 ottobre 2024

#2 giorni alla Coppa del mondo di nuoto

  AMERICHE

La travagliata storia delle NY LIberty

Alla ricerca del primo titolo in WNBA

  Rebecca Lobo era andata a messa in una chiesa vicino al Madison Square Garden e quando il prete sull’altare disse scambiatevi il segno della pace, fece quel che fanno i bravi e le brave cristiane. Si voltò e diede la mano a uno sconosciuto, la pace sia con te, gli disse, e quello rispose: «Devi essere più dura in  campo». Anno 1997, la prima stagione della WNBA e anche il primo per New York Liberty.  La squadra di Rebecca Lobo. Esiste la devozione religiosa, e poi ci sono i fedeli delle Liberty, spiega ESPN ora che siamo arrivati al cuore delle finali con NY che si gioca il titolo contro le MInnesota Lynx.  I veri fedeli hanno visto 19 apparizioni della squadra ai playoff, hanno visto le loro giocatrici entrare nella Hall of Fame, hanno visto vip e tifosi celebri a bordo campo, alcune partite incredibili. Ma non mai hanno visto vincere un campionato WNBA. Le Liberty sono una delle tre franchigie di originarie della WNBA ancora presenti nella città in cui sono nate. Le altre che sono le Los Angeles Sparks e le Phoenix Mercury. Loro hanno vinto tre titoli WNBA a testa. Le Liberty nessuno. Hanno giocato per un titolo WNBA cinque volte e hanno perso cinque volte.

Ora a New York sperano che questo sia l’anno giusto, l’anno del cambiamento. Dopo essere state battute dalle Las Vegas Aces l’anno scorso, le LIberty hanno chiuso la stagione regolare con un bilancio di 32 vittorie e 8 sconfitte, prendendo la testa di serie numero 1 dei play-off. In semifinale hanno battuto proprio le campionesse in carica delle Aces, vendicando la sconfitta di un anno fa. Eppure nessuno più dei tifosi di NY conosce qual è il destino delle Liberty: andare a un palmo dal premio senza afferrarlo mai.  La partita di apertura delle finali è stato l’ultimo esempio di una specie di sorte sovrannaturale alla WIle il Coyote. 

 

   

DISCUSSIONI

La maratona di Chepngetich

Credere all’incredibile

 

  Che cosa sappiamo di Ruth Chepngetich, 28 anni, kenyana, primatista del mondo della maratona. Poco. E le sue brevi risposte alle domande in conferenza stampa domenica non sono state sufficienti per comprendere la crescita di questo talento. E’ la formula scelta da L’Equipe per ammantare di mistero l’aria intorno all’atleta di Kericho, Kenya occidentale, ma è a Ngong che vive e si allena, più a sud, una ventina di chilometri da Nairobi, dove Hellen Obiri, due volte campionessa del mondo nei 5000 metri e terza nella maratona olimpica del 2024, andava a correre prima di partire per gli Stati Uniti. Chepngetich si allena lontano da tutte le altre maratonete e senza un allenatore. Decide il suo programma da sola, si sceglie le lepri, due l’hanno portata al traguardo standole di fianco dall’inizio alla fine, fino a vederla tagliare il traguardo in 2h09’56”. Dice di non aver mai avuto un allenatore. I suoi primi risultati nel database di World Athletics risalgono al 2016, quando aveva 22 anni ed era già madre di una bambina di cinque. Otto anni fa completava la sua prima maratona a Istanbul in 2h22’36”. È arrivata seconda alla maratona di Parigi 2018 e ha vinto il primo titolo importante nel 2019, ai Mondiali di Doha, quando sotto il caldo soffocante, 72% di umidità, 32 gradi, 41 percepiti, di notte, arrivò prima nella corsa più lenta di sempre, 2h32’43”. Su 68 partecipanti, 28 si erano ritirate. Attaccò al 35esimo km quando davanti erano ancora in quattro. 

Il titolo le aprì le porte del circuito maggiore, sarebbe venuto così il terzo posto a Londra 2020, alla sua prima partecipazione [2h22’05”] e la delusione della maratona olimpica di Sapporo, dove si era presentata tra le favorite, fresca di record mondiale nella mezza maratona, nel marzo dello stesso anno a Istanbul [1h04’02”]. Fu lei a scoppiare al km 35, dopo una caduta, ma due mesi dopo ottenne la prima delle sue tre vittorie a Chicago, con un tempo sempre intorno a 2h22′. Il 2022 è stato l’anno delle sue prime competizioni su pista, con due uscite sui 10.000 metri a tre settimane di distanza l’una dall’altra, entrambe a Nairobi [31’47”09 e 31’55”47]. In autunno, una volta tornata in Illinois, si gettò all’attacco del record del mondo della maratona di allora, detenuto da Brigid Kosgei [2h14’04”], lo mancò di 14 secondi. Nel 2023, con una preparazione simile, perse a Chicago dall’altro fenomeno olandese Sifan Hassan, capace di correre il secondo tempo della storia [2h13’44”] alla sua prima maratona in carriera. 

 

 

EUROGOL  

Com’è questa storia di Guardiola cittì dell’Inghilterra

 

  Fabio Fazio gliel’ha domandato e lui ha risposto che boh, non lo sa, davvero, non è ancora il momento giusto per decidere cosa farà. Pep Guardiola è in scadenza di contratto al Manchester City, un Manchester City peraltro sotto inchiesta, con un ampio ventaglio di possibili sanzioni: dalla penalizzazione alla retrocessione. Così Pep vuol capire prima di scegliere. Non per scappare. Anzi. Paradossalmente una retrocessione a tavolino lo spingerebbe a restare, così ha lasciato intendere tempo fa. Ecco perché starebbe valutando la possibilità di rinnovare il contratto con il Manchester City ma solo per altri 12 mesi, dopo essere stato sondato dalla federazione inglese per la Nazionale. È il grande tema di stamattina sui giornali inglesi. 

 

Non so se sapete questo fatto che si gioca troppo

▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔

In genere le cose nel calcio vanno così. Nascono come riflessione, diventano scintilla per un dibattito, alla fine si consumano come un chewing gum, si spiaggiano come un pensiero già pensato, masticato e rimasticato periodicamente con le stesse parole, gli stessi titoli, le stesse parole negli stessi titoli, fino a diventare un argomento trasparente, invisibile, uff, leggi e vai avanti. Così c’è il virus FIFA, così c’è questa Serie A che non è un paese per giovani, così ci sono i troppi stranieri, adesso va molto questa storia del calendario sovraccarico, non so se sapete. Nella versione più raffinata, per gli amanti del crossover e del free jazz punk inglese, c’è il calendario sovraccarico che causa il virus FIFA ai calciatori giovani. 

L’Equipe dà conto di un nuovo reclamo presentato dal sindacato calciatori Fifpro Europe contro la FIFA, una seconda azione legale dopo quella partita a giugno davanti alla Corte di giustizia europea. Le leghe europee, guidate dal campionato spagnolo, hanno spiegato a Bruxelles di aver aperto questo procedimento contro la FIFA, perché la federazione mondiale è responsabile dell’organizzazione del calendario mondiale, e dunque per “conflitto di interesse, in quanto organismo regolatore, organizzatore e partecipante a concorsi”, in violazione del diritto europeo. Come si capisce in partenza: il calendario è un pretesto. 

 

Che effetto fa adesso l’Italia

▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔

  Quella storia falsa dell’Italia di Spalletti che funziona giocando all’italiana per fortuna non gira più. Sta sotto il tappeto con la polvere. I quattro gol a Israele hanno chiarito la scena.

I commenti di Alberto Polverosi sul Corriere dello sport-stadio, di Paolo Condò su Repubblica, di Fabio Licari sulla Gazzetta. 

 

GIUDIZI UNIVERSALI

▥  Di Lorenzo. Celebra la prima da capitano con un gol di testa da condor dell’area piccola e poi con il tiro teso e piazzato per il 4-1: prima doppietta azzurra, in una serata che gli fa dimenticare gli ultimi mesi difficili in Nazionale. Bentornato [Paolo Tomaselli, Corriere della sera]

▥  Fagioli, Attitudini non da play: parte con coraggio, alla seconda palla persa (non sarà l’ultima) rischiamo lo 0-1, e da lì va un po’ in tilt ed esce dalla gara [Andrea Elefante, la Gazzetta]

▥  Maldini. Un Maldini in azzurro mancava da 22 anni e 4 mesi e non era scontato ritrovarne uno.  Non la si può proprio archiviare come una discendenza da «nepo baby», la parola con cui Hollywood etichetta i sempre più frequenti legami di sangue nei cast dei film importanti. Con quel giudizio, «figlio di», «nipote di», Maldini junior ci convive da sempre, un richiamo doppio rispetto a quello del padre che alla sua età aveva già mostrato il talento per smarcarsi da ogni ipotesi di favoritismo. … l’opportunità se la è conquistata. Conta esserci, trovare spazio, uno in proprio. Dalla prossima volta non sarà più solo la coabitazione di una tradizione importante, non può restare unicamente eredità. Ha due possibilità: brillare in autonomia o, in futuro, essere il padre del quarto Maldini in azzurro. Gli conviene sfruttare la prima [Giulia Zonca, La Stampa]

▥  Spalletti: I tentativi di aprire spazi in cui far infilare mezzali e terzini è la più evidente cifra del suo lavoro. In undici è uno show [Matteo Pinci, Repubblica]

  ROTTE

Certe famiglie nel mondo del calcio. I D’Aversa

 ➣  A marzo il Lecce l’ha licenziata per una testata a Henry.

«Quando sono rientrato a casa, Claudia, mia moglie, mi ha guardato. “Ma cosa hai fatto?”. Poi subito dopo. “Ormai è successo, rialzati e vai avanti”. Sono stato molto fortunato a incontrarla. Passo poco tempo in famiglia, l’artefice della buona educazione dei miei figli è lei. Li porta a scuola, li accompagna a fare sport. Forse non glielo ho detto abbastanza, ma lei sa l’importanza che ha nella mia vita e nella loro. Gliene sarò per sempre grato. il buon padre di famiglia, oltre a essere vicino, deve essere d’esempio. Vedono papà dedicarsi anima e corpo al lavoro, è anche una dimostrazione di responsabilità nei loro confronti».

 ➣  Anche i suoi genitori erano così?

«Emigrarono in Germania, poi il ritorno in Italia, a Pescara, quando avevo tre anni. Facevano i commercianti ambulanti, si svegliavano ogni giorno alle 3 di notte, montavano il banco e poi tornavano nel pomeriggio. Non si sono mai concessi una vacanza, una cena al ristorante. Tutto per dare solidità a me e ai miei fratelli, gliene sarò per sempre grato. Ma avrei voluto che si godessero di più la vita».

 ➣  Che è una sola…

«E ti può riservare delle brutte sorprese. Mia mamma è a letto da un anno, quando ero a Lecce è stata colpita da un ictus. Le ha salvato la vita un’infermiera che è intervenuta in tempo. Adesso sta meglio, anche se non ha recuperato la mobilità a una gamba. Per non trascurare il mio lavoro, sono andato a trovarla solo due volte in un anno. È una cosa di cui mi vergogno». [Intervista di Simone Golia, Corriere della sera]

 

  PENSIERI E PAROLE  

Becker parla di Djokovic e di Sinner

 

 ➣  Boris, attendiamo la sua certificazione: è un Sinner stile Djokovic?

«Ho visto molte partite di Jannik ultimamente, è davvero in forma. Dallo Us Open avanti sta giocando nettamente il suo miglior tennis. Quanto a Nole, sì. Lo stile lo ricorda molto, soprattutto per la costanza di rendimento. Jannik non scende mai “sotto il par”, gioca sempre a un livello molto alto e porta in campo un tennis di qualità eccelsa. Mette grande velocità nei suoi colpi e spinge gli avversari lontani dalla linea di fondo. Quando Nole era un po’ più giovane, fino a un paio d’anni, fa riusciva a dominare gli scambi da fondo grazie ai suoi fondamentali, al lavoro di piedi e alla velocità».

 ➣  Il risultato è una pressione asfissiante sugli avversari.

«Esattamente. Fin dalla risposta, o appena la palla inizia a viaggiare, Jannik entra in possesso della linea di fondo: chi controlla la velocità degli scambi da fondo alla fine comanda. E lui impone un ritmo altissimo. Molti dei tennisti, ad eccezione forse di Alcaraz o Djokovic, non riescono a mantenere tale velocità a lungo. Per questo alla fine commettono errori o prendono troppi rischi per uscire dallo scambio. Oppure stanno così tanto lontano dalla linea che il campo è completamente aperto». [intervista di Federica Cocchi, la Gazzetta dello sport]

REWIND

LE IMMAGINI DI IERI


      IL TELECOSLALOM..

LO SPORT OGGI IN TV

LA GUIDA ALLA GIORNATA

TENNIS

3.40  WTA Osaka: primo turno –  su Sky Sport

Immagine

8.00  WTA Ningbo: primo turno – su Sky Sport 

Immagine

8.00  ATP Almaty: primo turno –  su Sky Sport

Immagine

9.00  Tennistavolo, Europei 2024: prima giornata –  su ETTU TV

12.00  ATP Anversa: primo turno –  su Sky Sport

Immagine

13.00  ATP Stoccolma: primo turno –  su Sky Sport

Immagine

RUOTE

7.05  Ciclismo, Tour of Guagxi: tappa-1 –  su Discovery+

PALAZZETTI E DINTORNI

17.30  Champions League: Maccabi Ironi Ramat Gan vs VEF Riga – su DAZN

18.30  Champions League: Karsiyaka vs Saint Quentin – su DAZN

18.30  Eurocup: Cedevita Olimpija vs Lietkabelis – su DAZN

19.00 Eurocup: Hapoel Tel-Aviv vs Gran Canaria – su DAZN

19.30  Eurocup: Hamburg vs Cluj-Napoca – su DAZN

19.30  Eurocup: JL Bourg vs Turk Telekom – su DAZN

19.30  Eurolega: Alba Berlino vs Lyon-Villeurbanne – su DAZN

19.45  Eurolega: Fenerbahce vs Stella Rossa – su DAZN

20.00  Champions League: Bonn vs Aek Athens – su DAZN

20.05  Eurolega: Maccabi Tel Aviv vs Anadolu Efes – su DAZN

20.15  Eurolega: Olympiakos vs Olimpia Milano – su Sky Sport e DAZN

20.30  Champions League: Tortona vs Manresa – su DAZN

20.30  Eurolega: Baskonia vs Real Madrid – su DAZN

20.30  Eurolega: Virtus Bologna vs Zalgiris Kaunas – su Sky Sport

20.45  Eurolega: Partizan vs Bayern – su DAZN

PODEMI

18.30  Qualificazioni Europei U21: Italia vs Irlanda –  su Rai 2 

EUROGOL

20.45  Nations League: Polonia vs Croazia, Scozia vs Portogallo, Spagna vs Serbia, Svizzera vs Danimarca, Kosovo vs Cipro, Lituania vs Romania, Bielorussia vs Lussemburgo, Irlanda del Nord vs Bulgaria – su UEFA TV


IL LIVE DI SLALOM..

LE IMMAGINI DI OGGI

  IL CANALE WHATSAPP

 

Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde qualche aggiornamento quotidiano su temi, discussioni, rubriche pubblicate durante il giorno. Non vi impressionate. È una cosa poco invasiva, riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30.

Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link

Lo Slalom apparirà su whatsapp nella lista Canali insieme a tutti gli altri a cui vi siete iscritti, nella sezione Aggiornamenti. Fa molto fico averne uno.


RASSEGNA..

CHE COSA SI DICE STAMATTINA IN GIRO

EDICOLA

Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa. 

Leggi tutto >

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.