Rebecca Lobo era andata a messa in una chiesa vicino al Madison Square Garden e quando il prete sull’altare disse scambiatevi il segno della pace, fece quel che fanno i bravi e le brave cristiane. Si voltò e diede la mano a uno sconosciuto, la pace sia con te, gli disse, e quello rispose: «Devi essere più dura in campo». Anno 1997, la prima stagione della WNBA e anche il primo per New York Liberty. La squadra di Rebecca Lobo. “Esiste la devozione religiosa, e poi ci sono i fedeli delle Liberty”, spiega ESPN ora che siamo arrivati al cuore delle finali con NY che si gioca il titolo contro le MInnesota Lynx. I veri fedeli hanno visto 19 apparizioni della squadra ai playoff, hanno visto le loro giocatrici entrare nella Hall of Fame, hanno visto vip e tifosi celebri a bordo campo, alcune partite incredibili. Ma non mai hanno visto vincere un campionato WNBA. Le Liberty sono una delle tre franchigie di originarie della WNBA ancora presenti nella città in cui sono nate. Le altre che sono le Los Angeles Sparks e le Phoenix Mercury. Loro hanno vinto tre titoli WNBA a testa. Le Liberty nessuno. Hanno giocato per un titolo WNBA cinque volte e hanno perso cinque volte.
Ora a New York sperano che questo sia l’anno giusto, l’anno del cambiamento. Dopo essere state battute dalle Las Vegas Aces l’anno scorso, le LIberty hanno chiuso la stagione regolare con un bilancio di 32 vittorie e 8 sconfitte, prendendo la testa di serie numero 1 dei play-off. In semifinale hanno battuto proprio le campionesse in carica delle Aces, vendicando la sconfitta di un anno fa. Eppure nessuno più dei tifosi di NY conosce qual è il destino delle Liberty: andare a un palmo dal premio senza afferrarlo mai.
La partita di apertura delle finali è stato l’ultimo esempio di una specie di sorte sovrannaturale alla WIle il Coyote. Una sconfitta così pienamente Liberty, patita ai supplementari sul campo di casa dopo un vantaggio di 15 punti a cinque minuti dalla fine. New York ha pareggiato la serie domenica scorsa, ora la serie si sposta a Minneapolis per due partite, nella notte fra 16 e 17, nella notte fra 18 e 19.
Questo non è un anello uguale a tanti altri. QUesto è un anello che la WNBA assegna alla fine del campionato con un pubblico e degli ascolti senza precedenti, una stagione con molti nuovi fan che si sono avvicinati al gioco, e molti di loro non conoscono la tormentata storia delle Liberty, la franchigia più Paolino Paperino della WNBA. Il tiro da metà campo di Teresa Weatherspoon per vincere sulla sirena Gara-2 delle finali 1999 è una specie di immagine da copertina per le Liberty e per tutta la lega. Soprattutto è indimenticabile il fatto che il giorno dopo New York ha perso la serie.

Sono dovuti poi trascorrere due decenni per rivedere New York in finale, 2002-2023, e mai come stavolta esistono tutte le premesse per farcela, finalmente. La squadra include due ex MVP come Breanna Stewart e Jonquel Jones; la leader degli assist della lega, Courtney Vandersloot; l’ultima scelta numero 1 della franchigia, Sabrina Ionescu; un’allenatrice con il palmarès di Sandy Brondello; finanche la mascotte più glamour della WNBA, Ellie l’elefante. Manca il lieto fine.
In quella famosa stagione iniziale del segno della pace, Houston batté New York in finale, Rebecca Lobo racconta sempre di quando lei e le compagne di squadra andarono a fare un giro dopo aver perso la partita, tornarono in hotel e sentirono la notizia che la principessa Diana era morta in un incidente d’auto a Parigi. «Questo mise la nostra partita in una prospettiva diversa, ovviamente. Ma nessuna di noi in quel momento aveva idea di quanto sarebbe stato difficile vincere un campionato». Le Liberty sono passate attraverso certe storie assurde, certi segni del caso che sono parsi definitivi. Nel 2007 cedettero Becky Hammon a San Antonio e lei ha cominciato ad avere i migliori anni della sua carriera con le Stars. Quando a New York avevano la prima scelta nel draft 2009, scelsero Nicole Powell, ma fu la seconda scelta Rebekkah Brunson a giocare nove stagioni con Minnesota vincendo quattro campionati. Oggi fa l’assistente coach alle Lynx.
È stata un’odissea. Durante le stagioni 2011, 2012 e 2013, le Liberty dovettero lasciare il Madison Square Garden alle prese con dei lavori di ristrutturazione. Si sistemarono al Prudential Center di Newark, nel New Jersey, e in attesa di una nuova proprietà furono esiliati al Westchester County Center, un palazzetto con 90 anni di vita e 3.000 posti in tutto. Così le Liberty passarono d’un botto da una media di quasi 10.000 tifosi a partita [2017] a 2.239 nel 2019. Breanna Stewart ricorda di aver pensato: perché dobbiamo salire tre rampe di scale per arrivare allo spogliatoio?’ Prima della partita, nell’intervallo e dopo la partita. Sandy Brondello all’epoca allenava le Phoenix, ci veniva da avversaria e lasciava delle infradito in fondo alle scale per non farsele con i tacchi.
La sterzata è giunta nel 2020 con la nuova proprietà, un nuovo direttore generale [si chiama Jonathan Kolb], un nuovo allenatore e soprattutto la prima scelta: Sabrina Ionescu. Ma le cose non sono cambiate da un giorno all’altro. La stagione 2020 è stata quella della bolla del Covid in Florida, quando New York ha toccato il fondo. Ionescu so fece male alla caviglia, la sua stagione durò tre partite in tutto e il bilancio definitivo del campionato fu di 2 vittorie e 20 sconfitte, la seconda peggiore percentuale di sempre dopo il 3-31 di Tulsa nel 2011.
Ionescu è l’unica giocatrice di quel 2020 ancora presente nelle Liberty. Le cose si sono sistemate del tutto prima della stagione 2023, con la free agency più esplosiva nella storia della lega. Quando Stewart e Vandersloot hanno firmato per le Liberty, Jones ha chiesto lo scambio e Betnijah Laney-Hamilton è arrivata per formare il quintetto di partenza più talentuoso che le Liberty abbiano mai avuto. Così New York è arrivata al 32-8 di quest’anno e alla sua seconda finale WNBA di fila. Ora a bordo campo, a vedere le partite, si incontrano Spike Lee e Alicia Keys. I maschietti dei Knicks non vincono l’anello dal 1973. Sta’ a vedere che Wile il Coyote acchiappa finalmente Beep Beep.
FONTE ESPN | The Athletic