Fabio Fazio gliel’ha domandato e lui ha risposto che boh, non lo sa, davvero, non è ancora il momento giusto per decidere cosa farà. Pep Guardiola è in scadenza di contratto al Manchester City, un Manchester City peraltro sotto inchiesta, con un ampio ventaglio di possibili sanzioni: dalla penalizzazione alla retrocessione. Così Pep vuol capire prima di scegliere. Non per scappare. Anzi. Paradossalmente una retrocessione a tavolino lo spingerebbe a restare, così ha lasciato intendere tempo fa. Ecco perché starebbe valutando la possibilità di rinnovare il contratto con il Manchester City ma solo per altri 12 mesi, dopo essere stato sondato dalla federazione inglese per la Nazionale. È il grande tema di stamattina sui giornali inglesi. Il Telegraph scrive con Mike McGrath che Guardiola è stato contattato da tre nazionali diverse negli ultimi mesi, compresa l’Inghilterra. Guardiola si è spesso detto interessato a fare un’esperienza un giorno ai Mondiali, “il denaro non sarà un fattore importante nella sua decisione. Il 53enne sa che non riceverebbe lo stesso stipendio che potrebbe guadagnare in un grande club europeo. Accetterebbe il lavoro per quello che è”. Un’esperienza. Secondo il Telegraph, Guardiola potrebbe decidere la prossima settimana, il mese prossimo o a fine anno [Ehm]: una congettura è che dietro questa formula così precisa e così vaga si nasconda proprio l’attesa della sentenza sulle accuse per le 115 violazioni alle norme del fair play finanziario. Lo conferma Filippo Maria Ricci sulla Gazzetta, firma ben informata sulle cose di Spagna.
È anche possibile, aggiunge il Telegraph, che Guardiola lasci il City e si prenda un altro anno sabbatico, come fece quando se ne andò da Barcellona nel 2012 e si trasferì a New York. L’addio al City di Txiki Begiristain, direttore sportivo, amico di vecchia data, l’uomo che lo ha convinto a firmare per il Manchester, viene letto da molti come il segno di una decisione già presa. Sarà sostituito nel club da Hugo Viana dello Sporting, così The Athletic considera che potrebbe essere l’apripista per l’arrivo in panchina di Amorim. Sabato, il Telegraph ha riferito che alcune fonti dentro la Nazionale inglese sono convinte che il cittì ad interim Carsley non voglia il ruolo in modo permanente, quando le sei partite del girone della Nations League saranno completate il mese prossimo. Se allora puoi avere l’allenatore che fatto crescere Phil Foden, John Stones, Rico Lewis e Cole Palmer, te lo vai a prendere, o almeno ci provi.