venerdì 9 gennaio 2026
# 1 giorno alla libera di Zauchensee con Sofia Goggia
► IL TURNO infrasettimanale di serie A è finito con due pareggi acciuffati, prima quello del Cagliari a Cremona da 0-2 a 2-2, poi quello del Milan a San Siro con il Genoa, gol di Leao nel recupero, come era già successo contro il Pisa. L’Inter ha strappato. Domenica a San Siro la partita con il Napoli. Il Corriere della sera scrive con Alessandro Bocci che “Chivu deve battere una big per considerare compiuta la sua rivoluzione silenziosa”. Il turno della Premier si è invece esaurito con lo 0-0 tra Arsenal e Liverpool.
◇ Nelle due Supercoppe nazionali che Spagna e Francia sono andate a giocare in Arabia e in Kuwait: il Real ha battuto 2-1 l’Atletico in semifinale, il PSG ha vinto ai rigori contro il Marsiglia.
◇ Calciomercato. Raspadori si sta convincendo a chiamare di nuovo Bolliger o Fani per far spostare i mobili da Madrid a Roma, perché come Ivano Fossati “e di nuovo cambio casa, di nuovo cambiano le cose, e di nuovo cambio luna e quartiere”. La Roma tiene sempre d’occhio Zirkee, pensa al giovane Robinio Vaz del Marsiglia. Ratkov è andato alla Lazio anche se Sarri dice di non conoscerlo, il Nottingham vuole Frattesi. La Stampa dice che la Juve sta facendo un pensiero per Bernardo Silva.
◇ Alla Virtus Bologna non è riuscito il colpo di Milano in casa del Panathinaikos. È stata battuta ad Atene per 84-71 in Eurolega. In NBA è davvero finita fra Trae Young e Atlanta dopo sette anni. È andato a Washington – battuta nel frattempo da Philadelphia con 28 punti in 25 minuti di Joel Embiid [10 su 14 al tiro]. San Antonio nella notte ha sconfitto i Lakers nonostante il minutaggio ridotto di Wembanyama e la tripla-doppia di Luka Doncic. Denver ha vinto a Boston.
◇ Qualche settimana dopo Mabel Bocchi, se n’è andata pure Uljana Semenova, leggendaria giocatrice di pallacanestro, sua dolce amica-rivale, sovietica, oggi sarebbe lettone. Era alta 2 e 13, è stata la giocatrice più vincente della storia, con due ori olimpici in nazionale URSS e undici volte la Coppa dei Campioni con il Daugawa di Riga.
◇ Nella Champions femminile di pallavolo sconfitta per Scandicci con le turche del Vakifbank [1-3], era una partita tra le campionesse del mondo e le prime d’Europa del 2022 e 2023. Kate Antropova ha segnato 30 punti, Boskovic ne ha fatti 24. Forse il momento decisivo è arrivato alla fine del primo set, quando le turche erano sotto 21-24 e hanno vinto 26-24.
◇ A Hong Kong, Sonego è andato fuori dal torneo in singolare ma in coppia con Musetti ha conquistato la finale nel doppio.
◇ Toccante vittoria di Tommaso Giacomel in Coppa del mondo di biathlon a Oberhof. Ha dedicato il successo all’amico norvegese Bakken, morto il 23 dicembre scorso. È salito al secondo posto della classifica generale e domani ha la chance di prendere il pettorale giallo.
Quando non ho più blu, metto del rosso
Pablo Picasso
I novant’anni dell’Olimpia. Forse
Il rosso a Milano sta nelle cose che servono e in quelle che durano, spesso sono inosservate, siamo un popolo di distratti, ci passano ogni giorno sotto gli occhi senza chiedere attenzione. È il rosso della linea uno della metropolitana, che attraversa la città come una spina dorsale, o quello dei tram che scorrono lenti, sempre uguali a sé stessi. È il rosso dei mattoni, delle case di ringhiera e delle fabbriche diventate nel frattempo qualcos’altro, la memoria solida di una città che non butta via nulla, casomai è brava a trasformare il rifiuto in altro. È il rosso discreto dei teatri, se ne sta nascosto al buio delle sale nella fodere delle poltrone o nel sipario che si apre senza clamore. È il rosso dell’aperitivo, quanta gloria e quanta ironia si portò dietro quarant’anni fa, quando veniva consumato in piedi al banco o a un tavolino, un gesto semplice che diventò il simbolo di una stagione, c’era una volta la Milano da bere.
Ci sono anche dei rossi più brevi. Un semaforo nella pioggia, una luce riflessa sull’asfalto, un’insegna che resiste alla notte. Ci sono rossi personali: una sciarpa stretta al collo, un rossetto intuito in metropolitana, un quaderno universitario consumato. Ma di rosso a Milano ci sono prima di tutto le scarpette dell’Olimpia, e ci sono ormai da novant’anni.
Che cosa stanno leggendo in Europa
⬤ ⬤ ⬤ L’Equipe dedica la prima pagina al successo del PSG in Supercoppa ai rigori sul Marsiglia e alla gran serata di Chevalier che ne ha parati due “Così folle, così Paris”. E spazio in alto, in mansarda, per i quarti di finale della Coppa d’Africa.
⬤ ⬤ ⬤ Altro giro di prime pagine dedicate alla Supercoppa, come ieri, ma stavolta declinate in chiave Real Madrid per il 21- sull’Atlético. Marca gioca con le parole e titola “A la final”, aggiungendo “con sofferenza”. As dice che “soffrire è vincere”. Quelli di Mundo Deportivo non ci pensano nemmeno a dare una soddisfazione ai centralisti di Castiglia, così rimettono il loro Barcellona in prima ricordando che la squadra segna una media tre gol a partita e possiede ”una qualità offensiva ogni volta più corale”. La partita del Real sta in una fascia in alto, nella mansarda. L’altro quotidiano catalano, Sport, mette fra due punti esclamativi: “Ci sarà il Clasico”. Sai che novità.
⬤ ⬤ ⬤ E veniamo all’Italia. La Gazzetta prende due bacini d’utenza con una fava titolando che “Leao salva Milan” e “Ma l’Inter se ne va”. Poi molto mercato e la rubrica di Luigi Garlando dedicata al tifoso del Congo [per Slalom ne ha scritto qui ieri Amira Iozzi Bouderbala]. Il Corriere dello sport-stadio parla di “Frenata Milan, Chivu è solo” e soprattutto di “Scandalo al Var” perché Rocchi ha fermato la squadra di Lazio-Fiorentina, “punita per la mancata assegnazione del rigore per la trattenuta a Gila. Il giornale pubblica un “dossier arbitri” e in prima scrive che “dalla ricerca emergono debolezze strutturali e altre incongruenze”. Nel suo editoriale dal titolo “Anche i Rocchi piangono”, il direttore Ivan Zazzaroni dice che
Tuttosport invece si occupa delle due torinesi. “Chiesa, telefono casa” è il titolo principale per la telefonata fatta ds Liverpool ai vecchi compagni “per annusare l’aria che tira”. Anche Tuttosport parla di “caos arbitri”. Tutti ricordano che Dan Peterson compie 90 anni, solo QS ha in prima la vittoria di Giacomel e la sua dedica a Bakken.
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I temi del giorno
L’omicidio di Minnesota: stavolta la NBA non si è fermata

Lupi delle foreste di pini, svegliatevi. Fateci vedere cosa siete disposti a mettere in gioco per restare veri, per restare liberi, per restare umani. Lupi delle foreste dei pini, svegliatevi mentre la vita nella vostra città ha preso una scossa, una signora di 37 anni, madre di tre figli è stata colpita a sangue freddo come se nulla fosse, svegliatevi perché poi il rumore si spegne e resta solo il silenzio di quello che è successo. Svegliatevi, Timberwolves, perché c’è un momento in cui l’abitudine diventa complicità. La complicità con un SUV fermo contro un albero su una strada del sud di Minneapolis. Senza fumo, con un parabrezza segnato da una crepa minuta, “una stella delicata e tagliente, come un fiocco di neve premuto nel vetro”. Il silenzio diventa complicità con l’aria fredda che entrava da lì per posarsi sul corpo di Renee Nicole Good immobile all’interno, circondata dai pupazzi dei figli.
Lee Escobedo sul Guardian fa rivivere a questo modo l’operazione dell’ICE legata alla stretta migratoria dell’amministrazione Trump: un agente federale ha sparato e ucciso la signora Good alla guida di un’auto. I video mostrano gli agenti avvicinarsi, ordinare di aprire la portiera, afferrare la maniglia. L’auto si muove lentamente. Un agente davanti al veicolo spara a distanza ravvicinata. Poco dopo, la versione ufficiale parlerà di autodifesa. Il sindaco di Minneapolis l’ha chiamata in un altro modo, un’azione sconsiderata, e chiede all’ICE di andarsene dalla città.
La vergognosa compagnia della FIFA

Certo che è successo già. Nel calcio succedono sempre le stesse cose. Il punto non è che accada per la prima volta. Il punto è che accada di nuovo, c’è di nuovo il potere che usa lo sport come palcoscenico, c’è di nuovo il resto del mondo che guarda e finge di non capire. Succedeva negli anni Trenta, succedeva durante la Guerra fredda, succede oggi. Cambiano i nomi, le bandiere, le cornici televisive. La dinamica resta identica, il Mondiale di calcio è un certificato di normalità da usare come prova generale di legittimazione.
Leander Schaerlaeckens sul Guardian dice che questo è il disegno esplicito della prossima Coppa del mondo in America. Nel 1934 Benito Mussolini aveva già mostrato cosa fosse il fascismo al potere, eppure organizzò e vinse il Mondiale, sostituendo persino la coppa Jules Rimet con un trofeo più grande, più pesante, più suo. “Ospitare e vincere quel Mondiale non placò affatto i suoi appetiti espansionistici”, ricorda l’autore, e di lì a poco sarebbero arrivati l’Etiopia, l’Albania.
Niente visti agli etiopi per i Mondiali di cross in Florida

Per la prima volta dal 1982, l’Etiopia non vincere una medaglia nella gara under-20 maschile dei Mondiali di cross. Una striscia lunga 36 edizioni — la più lunga mai registrata — si chiuderà non per motivi sportivi, ma per dei visti di ingresso negati negli Stati Uniti. L’Etiopia aveva selezionato regolarmente la squadra e aveva in programma di presentarsi con un sei atleti. Solo uno dei suoi under-20, Ayele Sewnet, ha ottenuto il visto dall’ambasciata statunitense ad Addis Abeba. Per entrare in classifica servono almeno quattro piazzamenti. Una situazione simile si verificherà anche nella gara under-20 femminile. Qui la striscia interrotta è leggermente più breve ma comunque impressionante: 27 medaglie consecutive dal 1990, comprese le ultime cinque d’oro. Anche in questo caso, i visti approvati sono stati solo tre, insufficienti per il punteggio nella classifica a squadre. Una delle poche atlete autorizzate a gareggiare è Marta Alemayo, 17 anni, campionessa del mondo in carica. Difenderà il titolo individuale senza poter contribuire a un risultato collettivo.
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E il Bangladesh non vuole andare in India per i Mondiali di cricket
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La politica si è infilata pure ai Mondiali di cricket. Il Bangladesh ha deciso di non partecipare alle partite della versione T20 – quella che nel 2028 sarà ammessa ai Giochi olimpici. Loro in India non ci vanno. La federazione [BCB] ha spiegato che la decisione è stata presa dopo aver valutato la situazione e i crescenti timori per la sicurezza della squadra durante il torneo. Una scelta arrivata in seguito ai consigli del governo del Bangladesh. Il Bangladesh ha chiesto formalmente all’International Cricket Council [ICC] di spostare tutte le partite del Bangladesh in un altro Paese. Lo Sri Lanka per esempio, il paese co-organizzatore del torneo [dal 7 febbraio: si è qualificata anche l’Italia].
Le immagini della giornata di ieri
I gol della serie A e della Supercoppa di Spagna
🟨 La vittoria di Giacomel 🟨 I gol della serie A, della Supercoppa spagnola e di quella di Francia 🟨 Le sconfitte di Scandicci e della Virtus
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Le analisi
il paese
Cosa viene dopo un terremoto
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DI AMIRA IOZZI BOUDERBALA
Da Asni, il Toubkal sembra vicino. La cima più alta del Nord Africa appare come un fondale dipinto, innevato e immobile com’è, quasi a portata di mano. In realtà è lontana giorni di cammino, oltre gole asciutte e tornanti che obbligano la strada a contorcersi. Chi si mette in viaggio, misura la distanza in fatica, non in chilometri. Tanta, tantissima o insopportabile.
La valle, prima, era silenzio. Veniva interrotto solo da suoni necessari. Una volta passava un asino, un’altra volta un ramo veniva spezzato per il fuoco, un’altra ancora la la voce del muezzin scendeva dalle case basse di fango. Le abitazioni berbere, piatte e opache, sembravano crescere dalla terra stessa. Non c’era contrasto, il paesaggio era un unico corpo.
Poi, una notte di settembre, il corpo ha tremato. Alle 23 passate, la terra ha prima spinto in una direzione e poi ha reagito nell’altra. Le luci si sono spente. Una roccia enorme è precipitata dal crinale, come se la montagna avesse deciso di liberarsi di un peso. Chi era fuori a bere tè si è salvato più facilmente di chi dormiva. L’aria era fredda e l’alba lontana. La gente ha passato la notte in strada, stretta, senza coperte. Solo al mattino Asni ha rivisto sé stessa e che cosa era diventata.
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Dai campi
90. I minuti serviti stanotte ad Aryna Sabalenka per misurare davvero la propria condizione – dopo l’amichevole con Kyrgios – contro un’avversaria che le aveva lasciato addosso il trauma di una finale Slam persa a Melbourne un anno fa. In un’ora e mezza, Sabalenka ha verificato la tenuta mentale, il controllo del servizio, la capacità di assorbire la potenza di Madison Keys senza farsi trascinare fuori dal match. Ha accettato di giocare inizialmente meno vincenti e metterci più pazienza — aspettando che la partita si spostasse. Dal 3-3 del primo set, il tempo ha iniziato a lavorare per lei. I 90 minuti raccontano di una Sabalenka senza ruggine. Non ha ancora perso un set finora nel torneo a Brisbane, sta giocando appoggiandosi sulla velocità di palla delle avversarie, è stata molto lucida nei momenti in cui Keys ha provato a rientrare in partita, seppur con qualche limite fisico. La semifinale contro Karolina Muchova, una delle tenniste più belle da vedere, si annuncia come un nuovo test.
44. Gli ace messi a segno da Opelka nel match contro Kamil Majchrzak a Brisbane. Sono cinque ace in più di Pedro Martinez in tutte le 43 partite del 2025. Il record assoluto in una partita è stato stabilito da Milos Raonic al torneo del Queen’s nel 2024: 47 ace. Oh, a proposito: Opelka ha perso.
8. È l’ora del primo Sinner vs Alcaraz, domani mattina a Seul, 55 giorni dopo la finale del Masters di Torino e una settimana prima che parta l’Australian Open. “Su un campo rosa piazzato ai confini dell’Asia, a 8.500 chilometri dall’epicentro del primo Slam — Melbourne — domattina riprende la saga più appassionante del tennis. Sinneralcaraz, tutto il resto è noia” scrive stamattina Gaia Piccardi sul Corriere della sera per presentare la sfida.
“Sinner e Alcaraz – dice – sono l’architrave di un sistema che si fonda su di loro Benvenuti in Corea, un nuovo mercato per entrambi. La narrazione riprende dall’off season apparentemente senza grinze di un italiano del Nord dotato di talento siderurgico e dalle incognite proposte dall’animo perturbato di uno spagnolo del Sud, che a 22 anni si trova di fronte al passaggio di crescita affrontato da Jannik un giro prima (aveva 21 anni quando ha deciso di separarsi da Riccardo Piatti). Continuano le corrispondenze: per un decennio sarà un gioco di specchi. Chi ha lavorato meglio nell’inverno? Chi parte con il piede giusto?”.
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La Macchina del tempo
Non ci sono più quelle belle spie di una volta

Il 9 gennaio nel ‘66 è una domenica e i giornali riferiscono di un incontro al Vaticano tra papa Paolo VI e il corpo diplomatico accreditato per tornare a parlare di strade da battere per salvare la pace e chiudere la guerra in Vietnam. Il congresso dei socialdemocratici si è aperto a Napoli con il discorso del segretario Tanassi che annuncia l’unificazione con il PSI entro la successiva primavera. Due guasti simultanei sulla rete elettrica nazionale hanno lasciato al buio mezzo sud per oltre due ore. Centinaia di persone sono rimaste bloccate negli ascensori a Napoli, a Bari i treni sono stati fermati in stazione, all’ospedale di Matera hanno dovuto far entrare in funzione i gruppi elettrogeni di emergenza. In compenso, Palermo sta celebrando la prima donna magistrata in Sicilia. È Maria Teresa Ambrosini, 25 anni, nipote di due illustri maestri del diritto. Gaspare Ambrosini – presidente della Corte costituzionale – e il civilista Vittorio sono suoi zii.
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Le Olimpiadi non servono al tennis: un editoriale di Rino Tommasi
La federazione internazionale del tennis ha appena chiesto al CIO di tornare a far parte del programma olimpico, ma in una colonna sulla prima pagina della Gazzetta dello sport del 9 gennaio del 1976 Rino Tommasi scrive che “i Giochi non servono al tennis”. Una presa di distanza netta, che è culturale e politica. L’idea stessa di riportare il tennis dentro i Giochi viene letta come un gesto fuori tempo massimo, figlio di una visione che non ha più un rapporto con la realtà dello sport di quel tempo.
“Parlare di tennis come sport dimostrativo nel 1968 ha il sapore della barzelletta. Aveva forse un senso all’epoca dei pionieri, come verifica tecnica e spettacolare di una disciplina poco conosciuta. Ma oggi la richiesta appare inattuabile e risibile, soprattutto perché il tennis chiede spazio olimpico proprio mentre ha scelto, apertamente, la via del professionismo”.
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Il Teleco-Slalom
La mirabolante guida tv di oggi
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L’ultimo scroll
La serie che racconta la cultura del silenzio nell’hockey su ghiaccio
Shane Hollander è seduto sul bordo del letto, Ilya Rozanov è disteso accanto a lui. Si sono appena incontrati per la prima volta. «Non lo dirai a nessuno, vero?» chiede Hollander. Rozanov risponde con sarcasmo, poi cede. «Va bene. Non lo dirò a nessuno». E Hollander chiude: «Perché nessuno può saperlo».
Nessuno può saperlo. È la frase che racconta la loro storia d’amore, ma soprattutto racconta la mentalità di uno sport. Heated Rivalry, la serie rivelazione del 2025 tra Crave e HBO, mette in scena una relazione gay tra due giovani fenomeni dell’hockey mondiale, uno canadese e uno russo, avversari. Lo fa per svelare la cultura del silenzio che da decenni avvolge l’hockey professionistico.
Colin Horgan, sul Guardian, ha scritto: “Se l’hockey avesse uno slogan non ufficiale, potrebbe essere proprio questo: nessuno può saperlo”. La serie è una lente che ingrandisce un paradosso, la scena di uno sport che si presenta come accogliente e che allo stesso tempo continua a trattare la visibilità come un problema, non come una possibilità.
Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde non più di due aggiornamenti quotidiani, probabilmente un riepilogo serale con rassegna mattutina e nuovi sviluppi. Non vi impressionate. È una cosa riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30.
Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link
Lo Slalom apparirà su whatsapp nella lista Canali insieme a tutti gli altri a cui vi siete iscritti, nella sezione Aggiornamenti. A cosa serva non si sa, però pare che fa molto fico.