
La politica si è infilata pure ai Mondiali di cricket. Il Bangladesh ha deciso di non partecipare alle partite della versione T20 – quella che nel 2028 sarà ammessa ai Giochi olimpici. Loro in India non ci vanno. La federazione [BCB] ha spiegato che la decisione è stata presa dopo aver valutato la situazione e i crescenti timori per la sicurezza della squadra durante il torneo. Una scelta arrivata in seguito ai consigli del governo del Bangladesh. Il Bangladesh ha chiesto formalmente all’International Cricket Council [ICC] di spostare tutte le partite del Bangladesh in un altro Paese. Lo Sri Lanka per esempio, il paese co-organizzatore del torneo [dal 7 febbraio: si è qualificata anche l’Italia].
Il Bangladesh avrebbe dovuto giocare tre partite a Kolkata e una a Mumbai nella fase a gironi, ma ora l’ICC si trova ad affrontare una complessa sfida logistica e politica per riorganizzare il calendario. Il Bangladesh peraltro avrebbe buone possibilità di qualificarsi per i quarti di finale.
Ne ha scritto in Germania Deutsche Welle, e secondo i commentatori il motivo scatenante della decisione sembra essere un episodio legato alla Indian Premier League [IPL], il torneo di cricket più famoso al mondo. Mustafizur Rahman, giocatore di punta del Bangladesh, è stato acquistato dai Kolkata Knight Riders per un milione di dollari durante l’asta. Tuttavia, la BCCI [Board of Control for Cricket in India] ha ordinato alla squadra di escluderlo dal torneo. Senza spiegazioni ufficiali. La televisione nazionale del Bangladesh ha reagito annunciando che non trasmetterà l’IPL di quest’anno. La federazione e il governo hanno definito la mossa della BCCI ingiustificata e offensiva.
La vicenda non può essere compresa appieno senza considerare il contesto politico tra India e Bangladesh, negli ultimi anni sempre più teso. Le relazioni tra i due Paesi sono complicate da questioni politiche interne e internazionali, tra cui il rifiuto di estradizione dall’India per l’ex primo ministro Sheikh Hasina, rifugiata lì dal Bangladesh nel 2024 dopo l’accusa di aver commesso crimini contro l’umanità e la sua condanna a morte in contumacia. La sospensione di Mustafizur Rahman dall’IPL è stata percepita come un’azione con motivazioni politiche, più che sportive.
Il caso ricorda quanto avvenuto con il Pakistan. Dal 2009 i giocatori pakistani sono stati banditi dall’IPL in seguito agli attentati terroristici di Mumbai del 2008. Da allora, India e Pakistan non hanno più giocato volontariamente fra loro, incontrandosi solo quando dovevano, in tornei mondiali o continentali, in Paesi neutrali. Una situazione analoga con il Bangladesh, secondo Deutsche Welle, potrebbe danneggiare la reputazione dell’India come grande potenza regionale, mettendo a rischio la fiducia e la collaborazione con i vicini, nel corso del processo di candidatura a ospitare le Olimpiadi del 2036. Se il Bangladesh non dovesse davvero partecipare alle partite in India, l’ente mondiale potrebbe spostare le partite in un altro Paese, cambiare i gironi o addirittura considerare la possibilità di sostituire la nazionale.