Lo Slalom del 7 ottobre | Cosa leggere, sapere e vedere

 

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# 1 giorno al ricevimento della pallavolo al Quirinale

 

►  LA UEFA ha approvato in via del tutto eccezionale che la partita Milan-Como di gennaio sia giocata a Perth. Inoltre ha approvato in via del tutto eccezionale che Villarreal-Barcellona si giochi a Miami. Ma se le eccezionalità sono due e non una, perché non dovrebbero diventare tre o quattro?

◇  La squadra di ciclismo Israel Premier-Tech ha preso in considerazione l’ipotesi di un cambio di nome e di brand dopo le proteste delle settimane scorse alla Vuelta. 

◇  La Nazionale di Gattuso si è radunata a Coverciano in vista delle partita con l’Estonia di sabato e con Israele di martedì 14 a Udine. Al posto di Politano infortunato c’è Spinazzola. 

◇  LeBron James ha annunciato per il pomeriggio di oggi – le 18 italiane – una Second Decision, anzi la Decisione delle Decisioni. Se state pensando anche voi a quella cosa là, mi sa che abbiamo tutti ragione, come diceva Sorrentino. 

◇  Il basket maschile ha chiuso la prima giornata di campionato con la vittoria della Virtus Bologna sul Napoli. La prima di pallavolo femminile è finita con l’esondazione di Paola Egonu e Kate Antropova. Nessuna sorpresa. 

  

La paranoia, che nelle sere mi ingoia

Caparezza

Le paranoie dei lanciatori di baseball

Noi non abbiamo idea davvero di cosa sia il baseball. Sì, ogni tanto ci ripetiamo e mettiamo in fila una serie di citazioni, di scene dei film, di estratti da romanzi con i quali ci raccontiamo e proviamo a spiegarci le cose che il baseball sa dire [sono raccolte qui] ma nel baseball contemporaneo il monte di lancio è diventato più di un semplice pezzo di campo e più di un palco per uno show. È un luogo di paranoie, strategie sottili e occhi onnipresenti. Come raccontano Andy McCullough, Dennis Lin e Cody Stavenhagen su The Athletic, anche i veterani come Luke Weaver degli Yankees affrontano un vecchio problema reso più acuto dalla tecnologia e dai riflettori dei play-off. I lanciatori sono terrorizzati dall’idea di dare qualche indizio sul loro prossimo gesto. Così capita a molti che la mente si confonda, i lanci vacillino, la strategia viene tradita. 

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La cospirazione per avere sempre Sinner-Alcaraz, ehm, forse non esiste

È bastata una chiacchierata tra Roger Federer e Andy Roddick, nel podcast Served, per accendere una miccia. Se ne parlava qui qualche giorno fa: il Divin Roger ha notato come terra, erba e cemento siano diventate sempre più uguali tra loro negli ultimi trent’anni. Una cemeterba battuta. Federer è convinto che il tennis sarebbe più affascinante se i migliori dovessero affrontarsi sia su campi “super veloci” che su quelli “lentissimi”, così da far emergere davvero la differenza. Invece gli organizzatori preparano campi tutti uguali perché sempre uguale vorrebbero la finale: Sinner contro Alcaraz. 

A poche settimane di distanza, Alexander Zverev ha ribadito la stessa accusa dallo Shanghai Masters, così Sinner si è dovuto discolpare dicendo che i campi non li prepara mica lui. Ai signori di Shanghai è andata maluccio. Alcaraz non si è presentato, Sinner si è piegato sulla sua racchetta come quel vecchio su un bastone nel quadro di Rembrandt. 

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I problemi del Liverpool costati 450 milioni di sterline

Adesso per Arne Slot il terreno è del tutto nuovo. Fa i conti con tre sconfitte consecutive — mai conosciute nella sua carriera — e con un Liverpool che sembra aver smarrito il filo del gioco. James Pearce scrive su The Athletic che dopo il gol di Estevao di sabato a Stamford Bridge, la pausa internazionale arriva al momento giusto. La sosta diventa un momento di respiro necessario per una squadra senza slancio e senza certezze, sospesa tra errori e rimpianti.

Per The Athletic il punto è chiaro: nella sua rivoluzione estiva da 450 milioni di sterline, il Liverpool ha perso ciò che rendeva la squadra di Klopp un meccanismo perfetto. Potrebbe sembrare il trionfo dell’aposteriorismo. In realtà in Inghilterra già in etsate scrivevano che le sterline spese non danno certezze [se ne parlava qui]. 

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L’evoluzione della Premier: il pericolo viene da fermo

Nel vortice di questa Premier League sempre più accelerata, dove sette giornate sembrano già un’era, Barney Ronay sul Guardian si dedica a descrivere questo mondo dove ogni partita è triturata in centinaia di clip, statistiche e narrazioni social, dove cioè si può “vedere un mondo in un granello di Wayne Rooney, un’eternità in una clip tattica di YouTube raccontata con voce robotica”. 

Tutto accade troppo in fretta e i cicli di entusiasmo e disperazione si susseguono senza tregua. Così la pausa per le nazionali, anziché annoiare, arriva come un’improvvisa boccata d’aria in un percorso che viene fatto a cento all’ora.

Ronay sottolinea l’assurdità di una certa narrazione contemporanea: figure come Enzo Maresca e Arne Slot sono i simboli più rumorosi della precarietà della gloria. “Qual è la storia della stagione finora? A questo punto potrebbe essere più utile identificare cosa non lo è”. Al centro del suo ragionamento, però, c’è l’evoluzione tattica, il filo conduttore che Ronay osserva con occhio critico e ironico. 

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I campioni schierati non piacciono ai conservatori

L’Inghilterra conservatrice ha trovato un altro nemico che parla in tv. È saltato Gary Lineker, ma adesso c’è Gary Neville su cui concentrarsi. La sua colpa è voler essere il contrario di quel che gli sarà stato rimproverato chissà quante volte in passato. Dei calciatori si dice che sono immersi nella loro bolla e nulla sanno o dicono di quel che accade fuori. La colpa di Neville è invece adesso quella di essersi interessato al mondo, di non averlo relegato un rumore di sottofondo, e soprattutto di averne parlato. 

Oliver Brown è la più conservatrice tra le firme del conservatore Telegraph e racconta l’ex bandiera del Manchester United come l’uomo che non riesce più a distinguere tra una riflessione e un annuncio, tra un pensiero privato e un video pubblico.

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La battaglia in WNBA assomiglia a quella delle calciatrici USA

Anche se le Las Vegas Aces hanno preso un vantaggio di 2-0 nelle finali contro le Phoenix Mercury, il mondo WNBA parla di Lynx Napheesa Collier e delle sue critiche alla dirigenza della lega. Meg Linehan ha ripreso il tema per Full Time, la newsletter di The Athletic, dichiarandosi colpita da una frase in particolare: «La lega ha una parola d’ordine che ha introdotto come argomento di discussione per spiegare perché non possono pagare le giocatrici quanto valgono. Quella parola è sostenibilità» 

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Lo Zecchino [della pallavolo] d’oro

Com’è andata la prima di campionato

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Metti la canottiera  L’esordio di Paola Egonu capitana  Solo due squadre sono riuscite a vincere per 3-0 alla prima di campionato. Milano ha battuto Bergamo con 25 punti di Paola Egonu mvp e il 55% di efficienza in attacco. Stesso risultato per Novara a Cervia con una  Tolok da 16 punti, Igiede con 8 punti e il 55%. Per le padrone di casa Piovesan è stata la sola in doppia cifra [14].

balalaika magica  Antropova è già Antropova  Un set concesso alle avversarie per Scandicci e Chieri. In casa della Monviso Volley, Ekaterina Antropova ha fatto capire come la pensa. Ha chiuso con 30 punti, 6 ace e 4 muri. A sostegno i 16 punti del nuovo arrivo Avery Skinner e i 9 muri totali della coppia Weitzel-Graziani. Per Chieri su Firenze i 17 punti a testa di Stella Nervini e Anna Gray. Per la centrale pure 6 muri. 

Tartaruga sprint  La rimonta di Conegliano  Tre tie-break in giornata e il più sorprendente di tutti a Busto Arsizio, dove Conegliano ha dovuto vincere in rimonta dopo essere stata sotto 0-2. Melanie Parra ha segnato 9 dei suoi 11 punti nella parte iniziale della serata, Josephina Obossa non scorderà più i suoi 32 punti contro le campionesse del mondo, d’Europa, d’Italia e di chissà che altro. Isabelle Haak ha risposto con 34 e il 49% di efficienza, 4 muri e 11 punti per Sarah Fahr.

dagli una spinta  Sbrigati a battere  La Lega maschile di pallavolo ha annunciato che “farà ufficialmente il suo esordio il timer per il rispetto della “Regola dei 15 secondi in battuta”: il giocatore di turno della squadra che avrà guadagnato il punto avrà quindi 7 secondi per presentarsi in zona di servizio e 8 per effettuare la battuta, pena l’infrazione e quindi il punto perso. Una novità che diventa ufficiale e che ha lo scopo di aumentare la spettacolarità dei match e, al contempo, guadagnare tempo prezioso in vista di dirette televisive”.

 

 

Satou Sabally, la Germania che ci stiamo perdendo

Dentro le finali WNBA c’è una piccola storia personale che sta diventando il riflesso di cose più grandi presenti nella Storia. Ne parlano in Germania, perché tedesca è Satou Sabally, ala delle Phoenix Mercury, sorella di Nyara, campionessa nel 2024 con le New York Liberty. Satou probabilmente non vincerà il titolo come invece è accaduto a sua sorella, a Marlies Askamp nel 2002 con le Los Angeles Sparks e a Leonie Fiebich a New York, ma si tratta della giocatrice con il più grande carisma  fra tutte, secondo la Sudeutsche Zeitung. È nata a New York da padre del Gambia e madre tedesca. Alla sua storia è stato dedicato un documentario, perché è “una delle donne più importati del paese, il suo impatto va ben oltre lo sport, incarnando una Germania che è attualmente in pericolo”. 

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Il calcio della DDR a 35 anni dalla Riunificazione

Poco più di cinquant’anni fa, il Magdeburgo vinceva la Coppa delle Coppe. Fu il picco del calcio di club della DDR. Dopo un lungo percorso nei campionati inferiori, il club è risalito fino alla serie B, in un contesto assai mutato dopo la Riunificazione. 

«Credo che allora fosse impossibile prevedere cosa sarebbe successo al calcio nell’Est. Penso che la gente fosse anche più ingenua» ha detto a Deutsche Welle Carsten Müller, che ha giocato a Magdeburgo prima e dopo la caduta del Muro di Berlino e ora gestisce l’accademia del club.

La trasformazione del Magdeburgo da campione europeo a squadra di categorie inferiori riflette il destino di molti dei club dell’ex Germania Est. Delle 56 squadre professionistiche nelle prime tre leghe tedesche, solo sei provengono dall’ex DDR. Il settimo è il Lipsia della Red Bull, fondato per vie traverse dopo la Riunificazione. Decenni dopo la caduta del Muro di Berlino, le divisioni geografiche nel calcio maschile e femminile restano evidenti.

«Quando le industrie che sostengono un club vengono meno, e la situazione economica della città e della regione peggiora, improvvisamente ti trovi di fronte a un’ondata di sfide. Giocatori e club vengono continuamente messi alla prova» spiega Müller. Lo shock della privatizzazione che ha investito l’industria dell’Est dopo la caduta del Muro ha avuto impatti anche sul calcio. I club precedentemente statali dell’Est hanno dovuto competere sul mercato aperto con le squadre occidentali.

«Molti giocatori dell’Est sono stati rapidamente portati in Bundesliga dai club  dell’ovest» racconta a DW Marco Hartmann, ex giocatore della Dynamo Dresda e attuale responsabile dell’accademia. «Venivano reclutati in fretta e a prezzi bassi, senza portare grandi benefici al club».  

La Dynamo Dresda è stata otto volte campione dell’ex Germania Est e oggi gioca in seconda divisione. È diventata per DW  “un altro pezzo della svendita dell’Est” ai ricchi della Bundesliga. «Molti club dell’Est hanno avuto una gestione finanziaria estremamente problematica. Credo sia dovuto alle nuove possibilità che prima non erano disponibili grazie al finanziamento statale» ha aggiunto Hartmann.

Retrocessioni e fallimenti, spesso collegate, sono state all’ordine del giorno. Le uniche due squadre dell’Est in Bundesliga, Union Berlino e RB Lipsia, sono delle eccezioni. L’Union è in A dal 2019 e beneficia di una infrastrutture e opportunità finanziarie superiori. È la squadra della capitale. Il percorso del Lipsia, senza un vero passato legato alla Guerra Fredda, è difficilmente paragonabile a quelli degli altri. 

orizzonti

Il movimento femminile

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Mentre i club maschili hanno cercato di rimanere a galla, una squadra femminile della ex DDR ha raggiunto la vetta. Il Turbine Potsdam ha vinto sei titoli di Bundesliga e due Champions League tra 2004 e 2012, in parte perché il calcio femminile offriva un terreno più equilibrato in cui continuare a esercitare la propria egemonia. «Non era un movimento nel quale fosse necessario investire quanto in una squadra maschile» ha spiegato a DW l’ex giocatrice Anja Mittag.

Mittag ritiene che il club abbia prosperato grazie all’influenza dell’allenatore Bernd Schröder, alla guida della squadra dalla sua fondazione nel 1971 fino al 2016. Un ciclo che ha aiutato il club a costruire le sue strutture. «Abbiamo avuto bisogno di buoni sponsor e di un buon pubblico per guadagnare denaro. È stato importante: avevamo una città, Potsdam, che ci sosteneva davvero – ha detto Mittag – e se hai successo, attrai giocatrici. Credo che vincere la Champions League sia stato un vantaggio. Inoltre, all’epoca non c’erano molte altre squadre di alto livello tra cui scegliere, non quante nel calcio maschile» 

Quando i club maschili hanno cominciato a investire nel settore femminile, il Turbine ha faticato a tenere il passo.  Ha attraversato un decennio di lento declino, la retrocessione è arrivata nel 2023.

La squadra femminile dell’Est più titolata oggi è il Red Bull Lipsia, Dove Mittag allena. Da lì adesso dice che crede «sia importante creare opportunità nella regione per aprire molte possibilità alle giovani giocatrici e rendere il calcio più interessante».  

Secondo Mittag, il Lipsia punta sul settore giovanile per rafforzare la squadra e per raggiungere l’obiettivo a medio termine della qualificazione alla Champions League. Per la maggior parte dei club maschili dell’ex DDR, la qualificazione europea resta un miraggio, e il successo a livello giovanile l’unico modo per competere.

Nonostante il divario finanziario tra i club occidentali e la maggior parte dei club dell’Est resti insormontabile, gli investimenti nel calcio giovanile iniziano a dare risultati. Secondo la radiotelevisione pubblica tedesca ZDF, il 22% degli 880 giocatori che hanno rappresentato la Germania a livello giovanile nell’ultimo decennio proviene dall’Est, nonostante solo il 18% della popolazione tedesca viva ormai nelle regioni orientali. Una sovrarappresentanza che indica come le cose si stanno muovendo e in quale direzione stanno andando.

«Il calcio nell’Est ha sempre dimostrato che raramente ci lasciamo andare al piagnisteo. Abbiamo sempre mostrato che, indipendentemente da quanto siano difficili le cose, teniamo la testa alta. Di questo la gente è orgogliosa» ha concluso Müller.

 

Anche la Champions femminile diventa XL

Anche la Champions League femminile si è convertita a una lunga fase a gironi. Le 18 squadre giocheranno sei partite contro sei avversarie diverse. Le prime quattro vanno ai quarti, le piazzatesi tra il quinto e il dodicesimo posto fanno i playoff a doppio turno, fra il 13esimo e il 18esimo posto si torna a casa. 

È arrivato anche un secondo torneo, si chiama Euro Cup e offre una seconda possibilità alle squadre eliminate nei preliminari aprendo la competizione a molte altre squadre. È solo a eliminazione diretta e dopo due turni di qualificazione entra nel vivo con gli ottavi di finale, il sorteggio è previsto il 17 ottobre. Tutte le partite, finale compresa, saranno andata e ritorno. Come succede per l’Europa League tra gli uomini, la vincitrice avrà l’accesso diretto alla Champions dell’anno prossimo, non al girone, ma al terzo turno di preliminare. 

Se paiono segnali di una crescita: lo sono. Il montepremi è salito a 37,7 milioni, dal 2027 sarà di 46,7 euro superando quello degli ultimi Europei per nazionali [41 milioni di euro], a sua volta più che raddoppiato rispetto al 2023 e quintuplicato rispetto al 2017. Chi vince la Coppa può guadagnare fino a 1,995 milioni di euro nelle prime due stagioni e 2,8 milioni di euro dal 2027/28 in poi – per un aumento del 41% e del 99% rispetto al massimo di 1,41 milioni di euro. 

È la prima volta in assoluto senza squadre svedesi in Champions League dopo che Hacken, Hammarby e Rosengard sono state eliminate nelle qualificazioni. È il paese che ha vinto due delle prima tre edizioni con l’Umeå IK e che ha giocato 7 finali complessive. La crescita del movimento, la diffusione del gioco e l’allargamento del perimetro sta facendo arretrare le pioniere. 

Le stelle |  Oltre ad Aitana Bonmati, Alessia Russo e Melchie Dumornay, ci sono alcune giovani emergenti. Sarah Mattner si presenta sulla scena con le austriache del St. Polten, il Paris FC schiera Melween N’Dongala terzina, Olivia Smith si presenta come il primo acquisto da un milione di sterline. La canadese di 21 anni è passata in estate dal Liverpool all’Arsenal. 

L’Italia è alla fase campionato con due squadre, la Juventus e la Roma, al debutto rispettivamente oggi e domani con il Benfica e con il Real Madrid. 

 

Che cosa si dice in giro del nuovo disco di Carmen Consoli

Quando Carmen Consoli ha annunciato l’uscita di Amuri luci ha preso un impegno solenne. Non è un album. È il primo atto di una trilogia. Una trilogia che comincia con un disco quasi interamente cantato in siciliano, arricchito da arabo, latino e greco. Come scritto Rockol “un disco personale e politico, perché – come si diceva negli anni ’70 – il personale è politico”.

Consoli è tornata alla lingua madre, al dialetto che le permette di «tirare fuori il blues», come ha dichiarato a Rolling Stone: «Il siciliano tira fuori il mio spirito critico, forse la mia parte più impegnata socialmente e politicamente, più polemica».  

La musica dell’anima è la chiave di Amuri luci, dove si tengono insieme storia, filologia, visione civile, dove la luce è il simbolo della consapevolezza e l’amuri una forza rigeneratrice e dissidente.

L’album parla di lotta, di migrazione e di libertà, di fede nella parola e nella lentezza. Billboard Italia ha scritto che si tratta di “un album attuale e profondamente politico”, che guarda al passato e al futuro, e per Newsic lo fa “scavando nelle radici siciliane e proiettandole dentro un orizzonte mediterraneo che sa di esilio, di nostalgia e di battaglia civile”. 

Consoli da anni difende la cultura del limite e della misura: «Non ho fretta sui tempi di uscita degli altri due dischi. Il mio manager mi ha sempre detto: tu non sarai sempre radiofonica, per cui creiamo uno zoccolo duro di pubblico sui live».  

Così lo zoccolo duro scopre che Amuri Luci apre l’album parlando della luce come di una forza che guida, mentre Unni t’ha fattu ‘a stati è una riflessione sulla condizione umana e sull’appartenenza alla terra. Ne La terra di Hamdis fa meraviglie Mahmood, in un duetto che che rilegge il poeta arabo-siculo Ibn Hamdis in chiave contemporanea. e identità culturale. Parru cu tia si affaccia Jovanotti, per dire di comunicazione e connessione. In  Qual sete voi? L’ospite è Leonardo Sgroi, per un pezzo ispirato ai versi di Nina da Messina: il brano è un dialogo epistolare che restituisce dignità a una figura storica dimenticata.

L’agenzia Adn Kronos ha detto che “amuri e luci sono due sostantivi senza alcuna congiunzione. L’amore autentico, profondo, vero è un valore extra-sociale, non genera profitto. La luce è coscienza, verità e bellezza”.

Al primo ascolto [solo il primo, eh, poi casomai ne riparliamo], il siciliano di Carmen Consoli non è un vezzo. È la lingua della resistenza. Racconta la sua terra, ma anche una condizione umana universale.

IndieForBunnies dice che “Amuri Luci è un album controcorrente, è lotta contro la pseudo-cultura che autorizzerebbe il più forte a sovrastare il più debole”. È la celebrazione della solidarietà e della memoria, in un disco che non cerca il consenso, ma la verità. Un disco di radici e visioni, un lavoro che parla di Sicilia e guarda al mondo. Per Off Topic Magazine “un viaggio filologico, politico e poetico che parte dalla Sicilia e arriva ovunque ci sia bisogno di luce” e come ricorda Rockol per fortuna il viaggio non finisce qui. 

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