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mercoledì 16 ottobre 2024
#1 giorno alla Coppa del mondo di nuoto
EUROGOL
I maestri del calcio si affidano all’allievo Tuchel
Un tedesco sulla panchina dell’Inghilterra
In principio fu Sven Goran Eriksson, svedese, il primo cittì non inglese dell’Inghilterra, la nazione che ha inventato il calcio, ne ha scritto le regole e trova insopportabile farsi spiegare tutto dagli altri. Eppure non vince niente dal 1966. Anzi: ha vinto solo una volta. Quella. Nel 1966. Così succede che a ogni manifestazione internazionale la curva canti che football is coming home, mentre il resto del mondo si interroga chi sia davvero un maestro, qualcuno che inventa un gioco e ne scrive le regole, oppure chi quel gioco ha saputo interpretarlo nel modo più esatto.
I tedeschi, per esempio. In Inghilterra sono rinchiusi dentro quell’aforisma di Gary Lineker così iper-citato da essere diventato logoro. Uno di loro va a sedersi sulla panchina che è stata di Eriksson e che non aveva un padrone definitivo dopo la separazione da Gareth Southgate. Jonathan Northcroft sul Times ricorda che la biografia definitiva di Thomas Tuchel si intitola Rulebreaker e quando il suo Chelsea sconfisse il Manchester City di Pep Guardiola nella finale di Champions League, lui stesso parlò di essere rimasto affamato come un lupo.
“Un allenatore d’élite dalla personalità distintiva, dal vocabolario e dall’intensità carismatica. Un operatore fuori dagli schemi con un bilancio da vincente. La federazione pensa chiaramente che sia il fattore X necessario all’Inghilterra per fare il passo finale. La ricerca del successore di Gareth Southgate è iniziata sondando Guardiola, ma si è conclusa con la sua nemesi, l’ex discepolo che gli ha spezzato il cuore in quella finale del 2021, consolidando così le sue credenziali di allenatore in grado di orchestrare il successo nelle partite più importanti. Era ciò che mancava di più all’Inghilterra. La storia giudicherà Southgate con gentilezza, come un leader che ha portato l’Inghilterra da una posizione ridicola a una rispettabile, il cittì che ha vinto più partite a eliminazione diretta di tutti gli altri allenatori inglesi dal 1966 messi insieme. Ma non è riuscito a tagliare il traguardo. A Euro 2020, l’Inghilterra è arrivata a un tiro di rigore dalla gloria e ha perso la finale di Euro 2024 negli ultimi cinque minuti contro la Spagna. Ha avuto delle opportunità che si è lasciata sfuggire. La speranza è che Tuchel fornisca quel piccolo extra, in termini di tattica e mentalità”.
Il Times dice allora che il tedesco è nel temperamento “un cocktail frizzante, in netto contrasto con le acque tranquille navigate da Southgate. Condivide una qualità con il suo predecessore che la federcalcio apprezzerà. Davanti alle telecamere è impressionante. Quando la Russia invase l’Ucraina e il governo del Regno Unito impose sanzioni a Roman Abramovich, all’epoca proprietario del Chelsea, Tuchel divenne praticamente l’unico portavoce del club, rispondendo a domande su geopolitica e moralità con straordinaria pazienza e intelligenza. Una certa lobby – prevede il Times – si scaglierà contro l’idea di un tedesco alla guida dell’Inghilterra. La verità è che Tuchel è un anglofilo che ama la Premier League e ha continuato a seguirla da vicino dopo aver lasciato il Chelsea nel 2022”.
L’OPPOSIZIONE DEI NAZIONALISTI
Il Times conoscono i loro chicken. Previsione azzeccata. Basta sfogliare il Telegraph, le pagine care ai conservatori del Regno. Sam Wallace è contrario. Molto contrario. Scrive che “buttare soldi sui talenti stranieri riduce il gioco internazionale a un’imitazione del calcio di club: la federazione avrebbe dovuto assumere un allenatore inglese. Il manager dell’Inghilterra deve essere inglese. Altrimenti, non è calcio internazionale. Suggerirlo attira l’ira di persone che sembrano non capire che il calcio internazionale è un piccolo angolo della nostra vita pubblica nel quale la nazionalità conta. Non in modo sgradevole. In un modo innocuo e intrigante. La nazionalità è il punto del calcio internazionale. Ed è per questo, dispiace dirlo, che Thomas Tuchel, allenatore talentuoso, poliglotta e astuto, nato in Baviera, non dovrebbe essere il manager dell’Inghilterra. Sarebbe scortese prendersela con lui. Ha semplicemente accettato un lavoro. Il problema è la federazione. La squadra inglese è attualmente priva anche di un terzino sinistro valido, ma nessuno prenderebbe seriamente in considerazione la possibilità di naturalizzare qualche promettente riserva che Spagna o Francia potrebbero avere a disposizione. La Germania non prenderebbe mai in considerazione l’idea di nominare un inglese a capo della sua formidabile nazionale, e giustamente. Sanno istintivamente che coprire quel ruolo con un tedesco è un obbligo, non un’opzione”.
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MEDUSE
Le accuse di stupro a Mbappé
Le cose intorno a Mbappé pare che stiano così. Mentre i media svedesi assicurano che nella denuncia per stupro presentata da una donna compare il suo nome, il giocatore si dice sereno, non ha assolutamente nulla da rimproverarsi, secondo il suo avvocato. Il viaggio a Stoccolma avvenuto tra il 9 e l’11 ottobre è andato oltre la polemica sportiva che l’aveva accompagnato in principio, nei giorni in cui Mbappé aveva evitato di farsi convocare in Nazionale. Ora siamo alla cronaca giudiziaria, secondo L’Équipe dalla Francia “senza alcuna prova che lo colleghi alla denuncia per stupro presentata da una donna”, mentre la prova esiste secondo i quotidiani svedesi Expressen e Aftonbladet, oltre che per il canale televisivo TV4 News. Era un temporale, adesso siamo al ciclone incontrollabile: questa è la metafora meteo del giornale francese.
Il tweet del giocatore che denuncia le fake news e il comunicato del suo entourage inviato all’AFP su “una nuova voce diffamatoria che sta cominciando ad infiammare il web” non hanno calmato il clima. Una vicenda che incrocia la presenza di Delphine Verheyden, avvocata del giocatore davanti alla commissione d’appello della Ligue nella causa degli stipendi non pagati dal PSG, una questioncella da 55 milioni [decisione il 25 ottobre]. «Comincia a diventare prevedibile, alla vigilia dell’udienza, guarda caso» è la posizione maliziosa di Mbappé. La sua legale ha dovuto invitare i presenti a «non lasciarsi distrarre» dai rumori provenienti dal Nord.
Giulia Zonca su La Stampa racconta l’altro giallo di giornata. “Lui ieri prima è sparito da una campagna pubblicitaria poi si è allenato. Il Real promuove il legame tra basket e calcio marchiato Adidas, Bellingham ha postato la foto originale, con Mbappé, il Real quella ritoccata, senza. Questioni di sponsor personali, dice la società. Come se al momento degli scatti si fossero scordati di quanti soldi il numero nove riceve dalla Nike (altri 14 milioni l’anno). Forse la concorrenza non era così felice di averlo nel quadro di famiglia proprio ora. Con tutto questo rumore intorno”.
Filippo Maria Ricci dalla Spagna per la Gazzetta riferisce che “dalla Casa Blanca non hanno voluto commentare ma contattata dalla radio francese Rmc Sport una fonte interna del Real Madrid ha fatto sapere che la questione non preoccupa il club, che non ha dubbi sul fatto che si tratti di una menzogna diffusa con lo scopo di nuocere alla reputazione di Mbappé”,
I FATTI
In base a quel che sappiamo, secondo le ricostruzioni, una donna afferma di essere stata vittima di stupro al Bank Hotel di Stoccolma, dove Mbappé alloggiava dal giorno prima, accompagnato dalla sua guardia del corpo, dal calciatore del Leverkusen Nordi Mukiele e da un parente di Mukiele. Era là con il permesso del Real Madrid, dopo le pressioni esercitate su Deschamps affinché non lo convocasse, in modo da usufruire di un periodo di riposo post infortunio. Alcune fonti sostengono che Mbappé avesse organizzato questo viaggio per incontrare un conoscente. Alcuni media locali suggeriscono che l’invitato a una festa fosse invece Mukiele, suo ex compagno di squadra al PSG. In un caso o nell’altro, giovedì 10 Mbappé e i suoi amici cenano in un ristorante alla moda della città prima di recarsi, come il giorno prima, in una discoteca spesso frequentata dai calciatori della Bundesliga, la V. Secondo Aftonbladet il ristorante è lo Chez Jolie e Libération aggiunge che dalle immagini delle telecamere si vede Mbappé uscire con una mascherina chirurgica sul viso e un cappellino. Venerdì 11, l’attaccante del Real Madrid lascia l’albergo alle 14.30, diretto all’aeroporto di Bromma e poi in Corsica per il fine settimana. Le foto della sua permanenza sono già trapelate.
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La situazione in Nations League
La Spagna è la seconda squadra a essersi qualificata per i quarti di finale della Nations League dopo la Germania. I quarti di finale non esistevano fino alla scorsa edizione. Sono stati aggiunti al calendario. Il sorteggio per la loro composizione si terrà il 22 novembre. Una sola partita in casa della prima del girone? No. Due partite. Saranno tradizionali incontri di andata e ritorno durante la sosta per le Nazionali di marzo [il 20 e il 25]. In caso di parità va avanti la migliore classificata nel girone? No. Tempi supplementari e rigori.
Le quattro squadre qualificate per le semifinali andranno alla Final Four in una sede non ancora definita. Le semifinali si giocheranno 4 e 5 giugno, la partita per il titolo l’8 giugno. Solo sette giorni dopo, negli Stati Uniti, inizierà il nuovo Mondiale per club della FIFA.
La situazione. Nel gruppo 1: Polonia, Croazia e Portogallo si giocano i primi due posti. La Scozia ha poche possibilità di arrivare seconda. Gruppo 2: Israele è fuori, Italia, Francia e Belgio in corsa. Agli azzurri basta un punto in due partite per andare avanti. Gruppo 3: la Germania è qualificata, resta da vedere se da prima o da seconda. La Bosnia non può più arrivare prima, ma è in corsa con Olanda e Ungheria per un posto. Gruppo 4: Dietro la Spagna, Danimarca, Serbia e Svizzera sono tutte sia in corsa per la qualificazione ai quarti sia per la retrocessione diretta in Serie B. Nel suo editoriale su Mundo Deportivo, Santi Nolla ha scritto che “Luis de la Fuente sfrutta il ricco inventario offerto dal calcio spagnolo e al di fuori della Liga. La squadra continua a praticare contro chiunque un pressing notevole che permette di recuperare velocemente il pallone e di verticalizzare il gioco per portare velocemente la palla in area”.
TITOLI
▥ Corriere della sera: “Dove eravamo rimasti?” – Buone notizie per Spalletti: giocatori rinati e risultati ottimi. Retegui ha convinto tutti: segna da «9» e aiuta la squadra Tonali superata la squalifica è cresciuto: immenso per il c.t. Di Lorenzo si è buttato alle spalle l’Europeo ed è tornato leader
▥ Repubblica: “La giovine Italia” – Da Maldini e Baldanzi a Fabbian, l’ora dei nuovi azzurri di Spalletti”
▥ La Stampa: “E l’Italia cambiò” – La mano di Spalletti ora si vede, chi non c’era o giocava poco ad Euro 2024 fa la differenza Il segreto della continuità: scelta una formazione tipo da recitare a memoria come una volta
▥ La Stampa: “Basta un gol di Casadei: Under 21 agli Europei 2025” – Serviva un punto ed è arrivato a Trieste contro l’Irlanda. Nel finale Desplanches salva il risultato
▥ La Gazzetta dello sport: “Un enigma Mondiale” – Il torneo è in bilico. Calciatori e Leghe contro FIFA e club tra sciopero e UE. Fabio Licari ha scritto: “I calciatori dimenticano che circa l’80% dei fatturati dei club europei va in stipendi: sono pronti a una riduzione proporzionale al minor numero di partite? Silenzio assordante. Non è l’unica contraddizione. Possibile che, al momento dell’approvazione, nessuno abbia pensato agli incastri del calendario? Chi va in finale il 13 luglio avrà pur diritto alle ferie, ma in quei giorni cominciano i ritiri della stagione che porta al Mondiale … E con la nuova Champions non c’è spazio per posticipare le partite”.
▥ Corriere della sera: “Record di infortuni anche nelle Nazionali. In serie A sono già 88” – Zapata operato, Koopmeiners col busto, out Lobotka
▥ Corriere dello sport-stadio: Intervista di Ivan Zazzaroni a Ivan Juric: «La Roma Il mio paradiso» – La protesta ripetuta del tifo, la lunga ombra di De Rossi, le tante assenze dei Friedkin, la struttura societaria da ridefinire, il capitano contestato, i fastidi muscolari di Dybala. E l’Inter, domenica. Tutto lascia pensare che si senta al centro di un inferno. Tutto e tutti, ma non lui. «Mai ho lavorato in condizioni simili. Una squadra forte, in crescita e che mi segue, uno staff eccellente e la supervisione di Mark Sertori. Ho la consapevolezza di ciò che accade all’esterno, ma l’unica medicina che conosco sono i risultati». Su Pisilli: «Di lui ci si innamora in fretta»
▥ Corriere della sera: Intervista di Paolo Tomaselli a Simone Scuffet. «Il no all’Atletico poi la panchina Rialzarsi è dura ma sono orgoglioso del mio percorso»
▥ Corriere dello sport-stadio: Intervista di Fabio Mandarini e Pasquale Salvione a Tommaso Bianchini, CRO del Napoli, il manager che dirige l’intera area commerciale. «Con lo stadio di proprietà si può volare. L’autoproduzione è la vera genialata di De Laurentiis». Dal suo arrivo nel 2022 i ricavi aumentano del 60% ogni anno e il brand è il 17° al mondo: «Ma il club può entrare tra i primi dieci. Puntiamo sull’identità cittadina e la conquista dei mercati: dall’Asia alla Scozia di McT»
Leggiamo: “Tommaso Bianchini, 41 anni, è nato a Roma. Laurea alla Luiss, Master in Sport Management alla Bocconi. È sposato con la signora Valentina, originaria di Torre Annunziata, in provincia di Napoli, ma cresciuta in Toscana. I coniugi Bianchini hanno due figli: Ginevra, 3 anni, come la città dove suo padre Valerio ha conquistato la Coppa dei Campioni di basket nel 1984 da coach della Virtus Roma; e Carlo, un anno, nato il 24 maggio 2023, nello stesso giorno di De Laurentiis e venti dopo aver festeggiato il primo scudetto da dirigente. Il nonno materno di Tommaso era Pino Locchi, mito del doppiaggio e voce storica di Terence Hill e 007 da Sean Connery a Roger Moore. Sua la storica presentazione di Connery: «Bond, James Bond»”.
▥ Repubblica: “Scommesse e razzismo, Olbia sotto inchiesta”
IL RITIRO DI VARANE Tre settimane dopo aver annunciato la fine della sua carriera da calciatore, Raphaël Varane ha parlato con Vincent Duluc de L’Équipe dell’infortunio al ginocchio destro che lo ha spinto a voltare pagine e del suo rapporto viscerale con la Nazionale francese. Il giornale francese la presenta come “un’intervista quasi testamentaria”, sul giornale occupa 4 pagine. Varane ha raccontato come si fa a giocare per 11 anni con un ginocchio solo, «con tanto impegno, sacrificio, cura, imparando a gestire un altro equilibrio. Un infortunio che parte da molto lontano, da caratteristiche fisiche particolari: alto, velocissimo, bacino molto stretto, spalle larghe, ginocchia che ruotano verso l’interno, una macchina bugga. Quando mi sono infortunato al menisco esterno del ginocchio destro nel 2013, l’equilibrio si è spostato, il ginocchio si è deformato un po’ per adattarsi. Ho lavorato con i fisioterapisti, sulle posture, sui piedi, ho spinto all’estremo la conoscenza del mio corpo. Ma non sono stato un giocatore fragile: per cinque anni, a Madrid, sono stato il difensore europeo che ha giocato di più. Ho 93 presenze in Nazionale e 360 partite con il Real. Non ne ho mai parlato tanto perché non volevo che suonasse come una scusa, mi avrebbe messo in una posizione di debolezza. Non potevo annunciare né agli altri, né a me stesso, che avevo un ginocchio solo. Questo ginocchio è un aspetto della mia carriera, ma non è tutta la mia carriera. Sapevo che avrei potuto infortunarmi da un momento all’altro, rompermi un ginocchio, avere una commozione cerebrale, ma tutti viviamo con una quota di rischio. Non mettiamo in pericolo la nostra vita come i gladiatori, ma mettiamo in gioco la nostra integrità fisica, fa parte di ciò che siamo. Giochiamo con il dolore per tutta la vita. Molti giocatori restano in silenzio sugli infortuni, perché quando chiediamo cose per gli altri, per tutti, il calcio tende a pensare che le stiamo chiedendo per noi stessi. Ma non è vero. Quando parlo di salute mentale non è per giocare di meno per me, ma perché il calcio sta esagerando e la macchina sta per rompersi» [QUI c’è l’intervista integrale]
IL LAMPO DI MESSI Recital di Messi, scrive Marca dalla Spagna: “L’Argentina non attraversava un buon momento, aveva perso contro la Colombia in corsa per il primo posto nelle qualificazioni sudamericane ai Mondiali 2026, aveva pareggiato contro il Venezuela. Ma quando Leo Messi ha voglia di fare festa, c’è poco da fare. Al suo ritorno in Argentina, più di 300 giorni dopo, si è manifestato nella disfatta della Bolivia [6-0] con una tripletta e due assist agli occhi di un Monumental incantato”.
LE SANZIONI ALL’ATLETICO La Commissione antiviolenza della Liga ha proposto martedì la chiusura completa dello stadio Metropolitano per quindici giorni, a causa degli incidenti avvenuti durante il derby di Madrid del 29 settembre. L’Antiviolenza ritiene che gli scontri, in uno impianto già sanzionato in precedenza per comportamenti simili, «inammissibili in uno stadio sportivo», siano «molto gravi». Per questo chiede una sanzione esemplare di 65mila euro per l’Atlético Madrid e la chiusura totale dello stadio, come riportato da Cadena Ser e confermato da El País. L’esultanza dei giocatori con gli ultras al termine del derby con il Real Madrid viene considerata un’aggravante.
TENNIS
Le esibizioni sono un danno per l’ATP
Quando il vento saudita mette in piedi un’esibizione con un montepremi più alto di uno Slam [6 milioni di dollari al vincitore], con i due giocatori che ne hanno vinti di più nella storia [Djokovic e Nadal], i primi due del mondo [Sinner e Alcaraz], l’Antipatico [Medvedev] e il Cattivo [Rune], sulla scena non rimane granché. Non è che tutti possono dirsi contenti. Prendiamo il direttore del torneo ATP 500 di Vienna, Herwig Straka. La sua creaturina vive dal 21 al 27 ottobre e ha dovuto fare i conti – per esempio – con la rinuncia di Sinner.
«È imbarazzante. In generale non mi piacciono le esibizioni e quella di Riad ci danneggia, ci impedisce di avere alcuni giocatori, incluso il detentore del titolo Jannik Sinner. La novità è che queste esibizioni si svolgono anche durante la stagione, prima le vedevamo più spesso a fine anno. Non va bene. Quella di Riad non ha molto senso. Questi eventi sono generalmente una buona notizia per il tennis, dimostrano che ovunque c’è interesse. Il calendario del circuito non è espandibile ed è per questo che vediamo sempre più soldi investiti in eventi fuori dal Tour. I giocatori si lamentano di giocare troppo, ma poi vanno alle esibizioni durante la stagione. Spero che i grandi capiscano che non devono giocare contro il Tour. È una sorta di ipocrisia. È una situazione complicata. L’ATP paga loro le pensioni, paghiamo premi in denaro che sono notevolmente aumentati, facciamo molte cose per loro. Si tratta di convincerli che questo sistema li aiuta più delle esibizioni. Ma dal punto di vista legale non possiamo fare molto in termini di restrizioni. L’unica regola è che non si possono organizzare esibizioni nelle settimane dello Slam, dei Masters 1000 e degli ‘ATP 500. Dovremo trovare un accordo con i sauditi per il futuro»
| Stefano Semeraro su La Stampa considera: “Alzi la mano chi, pur facoltoso, rinuncerebbe alla possibilità di guadagnare 6 milioni di dollari in tre giorni, avendone già in tasca, mal che vada, uno e mezzo. Nessuno? Okay, allora lasciamoci alle spalle il problema dell’opportunità per Jannik Sinner di giocare un’esibizione non è un torneo, c’è meno stress e l’organizzazione sarà sicuramente da Mille e una notte. E pazienza se cambiare fuso, clima, superfici e palle ogni settimana è la jattura che denunciano tutti, a partire da Daniil “Ufficio Reclami” Medvedev”.
Secondo Semeraro, dunque, questa non è un’esibizione, ma “un’anteprima, un proclama, una dimostrazione di potenza. I sauditi, arrivati tardi rispetto agli emiri del Golfo, vogliono recuperare il tempo e prendersi lo sport: non più in leasing, ma in casa propria. Sinner & Co., insomma, non sono a Riad per caso, ma per prepararsi agli anni che verranno”.
| Federica Cocchi sulla Gazzetta dello sport ricorda che grazie ai soldi del fondo sovrano saudita, l’Arabia ospita anche le finali WTA, ha messo in piedi una lega di golf, organizza i match di pugilato più in vista. Aspettando i Mondiali di calcio del 2034.
RUOTE
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▥ Corriere della sera: Intervista Giacomo Agostini. «Salvato dal destino Correvo più forte per vedere una donna» – La leggenda del motociclismo senza segreti in un film. Giorgio Terruzzi spiega: “Il documentario si intitola «Ago». Racconta la favola intensa e vincente di Giacomo Agostini, narratore lucido, romantico e ironico, a anni 82, della propria leggenda: «Il montaggio finale non l’ho ancora visto. Ma sono emozionato e ansioso all’idea di ritrovare sullo schermo la mia storia, mio figlio Giacomino che interpreta me stesso da giovane, ascoltare i commenti di mia moglie Maria. Sarà una bella sorpresa»”.
▥ Corriere della sera: “Mondiali su pista, l’Italia riparte con tanti giovani e senza Ganna” – Marco Bonarrigo ha scritto: “Il dopo Filippo Ganna del ciclismo azzurro su pista comincia oggi pomeriggio nel velodromo di Ballerup, alle porte di Copenaghen, in Danimarca: per la prima volta dopo otto edizioni consecutive il piemontese non parteciperà ai Campionati del Mondo provando a trascinare al successo il quartetto dell’Inseguimento o puntando all’oro nella prova individuale. Distrutto dopo una stagione durissima in cui è stato faro e àncora di salvezza di un ciclismo tricolore in grave difficoltà nel settore strada, Ganna ha lasciato la guida della Nazionale a Jonathan Milan”
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Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde qualche aggiornamento quotidiano su temi, discussioni, rubriche pubblicate durante il giorno. Non vi impressionate. È una cosa poco invasiva, riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30. Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link Lo Slalom apparirà su whatsapp nella lista Canali insieme a tutti gli altri a cui vi siete iscritti, nella sezione Aggiornamenti. Fa molto fico averne uno. |
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