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LUNEDI 15 LUGLIO 2024

#11 GIORNI ALLE OLIMPIADI

 

 

              COSA LEGGERE, COSA SAPERE, COSA VEDERE

  • IN CIMA AI PENSIERI. Dove si legge delle lezioni di Tadej e Carlitos: di come mettono i loro piedi dentro le orme dei grandi del passato. 
  • WIMBLEDON. La Spagna celebra il secondo Wimbledon di fila di Alcaraz, il quarto Slam all’età di 21 anni, il più precoce della storia a toccare questo traguardo. Toni Nadal scrive su El Pais che Djokovic ha adottato una tattica suicida. Mats Wilander su L’Equipe invita a proteggere Carlitos dalle trappole del burnout – che lui e borg hanno conosciuto bene [QUI]
  • TOUR. La straordinaria opera del caso e del destino, che ha messo un mucchio di luoghi pantaneschi lungo la strada di Tadej Pogacar, mentre quello insegue la doppietta Giro+Tour che manca dal Pantani 1998 [QUI]
  • EURO 2024. Il calcio è tornato a casa, ma nel paese della Casa di Carta. Il gol decisivo di Oyarzabal. Le storie e le vite dei campioni d’Europa venuti dalla Spagna. La discussione in Inghilterra intorno alla posizione di Gareth Southgate [QUI]
  • AMERICHE. La conferma dell’Argentina in Copa América nel caos di Miami all’ingresso dello stadio. E adesso? cosa fanno gli USA nel dopo Berhalter? [QUI]    Bisogna smetterla di trattare Angel Reese come Crudelia Demon: è molto di più [QUI]
  • TOUR DE FLAMME. La fiaccola  a Parigi. E davanti al Bataclan [QUI]
  • VITE OLIMPICHE. Marcell Jacobs continua a essere un enigma
  •  Le prime pagine dei giornali sportivi di tutta Europa di stamattina
  • La guida allo sport in tv, gli orari e i canali delle dirette.

  QUELLO CHE STA SUCCEDENDO

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  • SPOILER – COSA SI VEDE: Le immagini della congestione ai tornelli allo stadio di Miami  |  La fiaccola olimpica a Parigi  |  Il compromesso su Slimane, il cantante che la destra voleva alla cerimonia d’apertura dei Giochi  |  Le altalene di Tamberi: oggi su  |  

  IN CIMA AI PENSIERI      

DOVE SI LEGGE DELLA LEZIONI DI TADEJ E CARLITOS

COME SI METTONO I PIEDI NELLE ORME DEI GRANDI

    Alle 17.20 un ciclista sloveno ha messo la sua ruota su una scia lasciata 26 anni fa da Marco Pantani lungo le strade di Italia e Francia. Alle 17.38 un tennista spagnolo ha posato le sue scarpe con suola da erba dentro le orme che Roger Federer ha impresso sull’erba di Wimbledon e dentro quelle degli altri grandi. Uno è vicino alla doppietta Giro+Tour che manca dal 1998, l’altro è il vincitore delle sue prime 4 finali Slam su 4 come lo svizzero.

Alla fine questo è lo sport, veder arrivare ogni tanto un nuovo fenomeno che si impone e dà una carezza al passato.

TENNIS

CARLITOS E LE ORME DEI GRANDI

 

 

  ALCARAZ VS DJOKOVIC

 

Un nuovo titolo a Wimbledon, il secondo di fila, il quarto in un torneo del Grande Slam a soli 21 anni, ci danno chiari indizi su ciò che Carlos Alcaraz potrebbe essere in grado di realizzare. Lo dice Toni Nadal su El Pais aggiungendo che “se tecnicamente è molto difficile vedere in lui qualche punto debole, fisicamente è il giocatore più veloce che si sia mai visto su un campo. Batterlo è un’impresa alla portata solo dei tennisti più completi e nel loro giorno migliore. Questa volta è stato intrattabile per tutta la gara. Ha sopraffatto Djokovic con velocità e solidità.

È stato sempre molto superiore, la sensazione che ha dato fin dall’inizio della partita era che sarebbe stato molto difficile, se non impossibile, che la vittoria gli sfuggisse. Il gioco è sempre stato nelle sue mani in tutte le sfaccettature. I suoi colpi di diritto da fondo campo sono stati devastanti. In nessun momento Nole ha dato l’impressione di avere gli strumenti per intimidire in maniera decisiva l’avversario. I suoi colpi mancavano della precisione e della potenza necessarie. Secondo zio Toni, la tattica di Djokovic è stata suicida. 

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 TITOLI    

▥  Corriere della sera: Wimbledon in piedi per la principessa Kate” – Seconda uscita dopo il cancro. Ha premiato lo spagnolo

LEGGI ANCHE

Perché Wimbledon è un’ossessione per chi gioca a tennis

 TOUR DE FRANCE  

LA RUOTA DI TADEJ NELLA SCIA DI PANTANI

  Se il punto di riferimento della tua estate si chiama Marco Pantani, allora è dai luoghi di Marco Pantani che la tua estate deve passare. Charles Baudelaire avrebbe detto che una foresta di segni annunciava a Tadej Pogacar che sì, questa poteva essere la volta buona per ripetere l’accoppiata Giro+Tour che il ciclismo non vive dal 1998. Parte prima. Il Giro è partito dall’Italia salendo sulla montagna dove Pantani andava ad allenarsi, un giorno si è messo in marcia da Cesenatico dove tutto è cominciato, un altro giorno ha chiuso una tappa a Rimini, dove la sua vita finì. Parte secondo. Il Tour non arriva a Parigi per la prima volta nella storia, non termina agli Champs-Élysées ma a Nizza, che per uno straordinario scherzo del destino è proprio il luogo in cui cominciò il Giro del ’98. L’itinerario della doppietta di Pantani fu Nizza-Milano-Dublino-Parigi, quello della doppietta imminente di Pogacar sarà Torino-Roma-Firenze-Nizza.

 

In mezzo c’è la sontuosa esibizione di ieri in uno dei luoghi più pantaneschi, Plateau de Beille, dove Tadej è arrivato in cima facendo il record della scalata, 39 minuti e 50 secondi, 3 minuti in meno di quanti ne impiegò Pantani, una delle più imperiose prestazioni in montagna nella storia del ciclismo. “Pogastar” dice da ieri l’account del Tour de France su Twitter o come si chiama adesso.Secondo l’immaginifico Alexandre Roos de L’Équipe, la prestazione monumentale di Tadej Pogacar negli ultimi chilometri ha fatto venir voglia a 150 corridori di tornare a casa, andare alla spiaggia più vicina, e lunedì a Gruissan per il secondo giorno di riposo non sarà lontana. In una sessione collettiva di autopersuasione, ci siamo detti che il 25enne sloveno aveva schiacciato il Giro a causa della debole concorrenza, sicuramente un fattore, ma in questo week-end sui Pirenei ha deciso di far appassire tutti allo stesso modo al Tour de France.

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EURO 2024

IL CALCIO E’ TORNATO A CASA

MA NEL PAESE DELLA CASA DI CARTA

Una delle prime decisioni prese da Luis de la Fuente quando ha assunto la carica di allenatore della Spagna è stata quella di nominare Mikel Oyarzabal come uno dei suoi vice-capitani, rompendo con la tradizione, aggiungendo un giocatore più giovane e con poche presenze al gruppo guida della squadra. Quelli che nelle ricostruzioni e nei retroscenismi vengono detti ogni tanto i leader dello spogliatoio. De la Fuente tiene molto all’influenza di un basco come lui, dentro e fuori dal campo. Capitano della Real Sociedad da quando aveva vent’anni, Oyarzabal è sempre stato considerato un giocatore versatile e intelligente, una figura chiave della Under-21 campione d’Europa nel 2019. Altre volte aveva manifestato un discreto talento nel segnare gol importanti nelle grandi partite, come quando segnò nella finale della Coppa del Re 2020, nel derby basco contro l’Athletic Bilbao.

[TUTTO QUI] Con le storie e le vite dei neo-campioni d’Europa. Il dibattito in Inghilterra intorno alla panchina del cittì Gareth Southgate


  NEL PERIODO IN CUI NON ERAVAMO COLLEGATI

COME BOB BEAMON E’ FINITO IN UNA BAND DI JAZZ

La BONE Squad è una band jazz, anzi di jazz hip-hop, pieno di funk, groove e soul. È una specie di istituzione locale nel Bronx, dove suona l’atto di apertura ogni sera in un teatro del quartiere. Ma è stato in una sala di Manhattan che la BONE Squad ha presentato il suo nuovo album e il suo nuovo musicista, un batterista di 77 anni, il cugino di uno di loro. Stix Bones, il leader della band, ha preso il microfono e ha detto signore e signori, l’uomo in persona qui con noi, l’uomo che è entrato nella band si chiama Bob Beamon. Bob Beamon. Lui. Quello degli 8 metri e 90 a Città del Messico

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AMERICHE

ANGEL REESE NON E’ CRUDELIA DEMON

 

Facciamola finita con questo copione, Angel Reese è troppo forte, troppo brava, per essere costretta dentro la parte della villain, la giocatrice che impersona la cattiva nella commedia di Caitlin Clark. Lo scrive Candace Buckner, editorialista del Washington Post, una delle voci più critiche nelle settimane scorse a proposito delle lamentele diffuse per il gioco duro in marcatura sulla nuova stella bianca della WNBA.

Questo intervento è il lato-B del 45 giri. “Reese ama alimentare il suo aspetto da Barbie. Non scende in campo prima di essersi messa le ciglia finte e il fard. Eppure prospera nel ruolo della cattiva. La cattiva del basket femminile. L’Anti-Caitlin. In modo esagerato e provocatorio, arriccia un lato del labbro e sembra la più cattiva delle cattive in WNBA. La sua faccia maledetta è uno spettacolo e fa salire gli ascolti televisivi. Il pubblico non ne ha mai abbastanza dei cattivi. Il problema è che troppo brava per limitarsi a questo”.

  LA FINALE DI COPA AMERICA

LA CONFERMA DELL’ARGENTINA NEL CAOS

 

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Chi si aspettava caos, il caos alla fine davvero ha trovato. L’inizio della finale della Copa América tra Argentina e Colombia è slittato di un’ora e un quarto, dalle 2 ora italiana alle 3.15, a causa dell’ingresso di tifosi senza biglietto. A migliaia hanno tentato di entrare con la forza, mettendo a rischio gli altri tifosi presenti, si legge nella dichiarazione diffusa dagli organizzatori allo stadio di Miami. Nella ricostruzione ufficiale, la sicurezza ha chiuso i cancelli per controllare a un ritmo molto più lento gli ingressi e garantire la sicurezza di tutti, mentre l’altoparlante implorava i tifosi sprovvisti di biglietto di abbandonare lo stadio.

Stefen Goff del Washington Post parla di una delle situazioni più caotiche mai viste in uno stadio, dove erano attese e radunate 65mila persone. “Questa confusione è stata l’ultimo esempio di problemi organizzativi alla Copa América”. Dopo la semifinale di mercoledì, i giocatori uruguaiani sono saliti sugli spalti per prendersi a pugni con i tifosi colombiani, accusati di aver minacciato le loro famiglie”

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Quando in Italia erano ormai le sei del mattino, ai tempi supplementari, l’Argentina campione in carica ha vinto con un gol di Lautaro Martinez, una grossa operazione di marketing, meno male, così del torneo si parlerà perfino a Milano. Leo Messi era in panchina da un bel po’, dal secondo tempo, per un problema a un piede. In lacrime.

Angel Di Maria esce di scena così, con le mani a cuoricino e un titolo, dopo 145 presenze in Nazionale. La Colombia cade dopo un record di 28 partite consecutive senza sconfitte. Per Scaloni è il terzo grande torneo consecutivo.

L’ALLENATORE CHE SERVIREBBE AGLI USA

E gli USA che faranno? Per la scelta del suo prossimo allenatore, dopo la separazione da Gregg Berhalter, la squadra avrebbe bisogno di un’ispirazione.

Così scrive Barry Svrluga sul Washington Post. Nei giorni scorsi il lavoro da cittì era stato offerto a Jurgen Klopp e si è fatto il nome di Joachim Low. I Mondiali da giocare in casa sono distanti due anni, un Mondiale per la prima volta allargato a 48 squadre, divise in una dozzina di gironi da quattro, con la qualificazione alla fase a eliminazione diretta delle prime due e delle migliori otto terze classificate. Non riuscire a raggiungere i 16esimi di finale – scrive il Washington Post – sarebbe più disastroso, e anche più improbabile, che uscire dalla Copa América nella fase a gironi. Ma una prestazione di cui essere orgogliosi è un imperativo. La Copa América era un’opportunità per fare un passo avanti. È stato un chiaro passo indietro.Per popolazione e per prestigio, la nazionale maschile degli USA dovrebbe essere in grado di raggiungere il livello della finale europea Spagna-Inghilterra, una partita che i tifosi internazionali considerano da non perdere in tv. Per arrivarci, gli americani avranno bisogno di un allenatore che si concentri su l’obiettivo di  massimizzare il talento, un leader che sappia mantenere alta l’attenzione intorno a ciò che è importante. Si fa il nome di Luis De la Fuente, al quale la federazione americana avrebbe inviato una proposta via email. Speriamo non sia finita nello spam. 

IL TOUR DE FLAMME

LA FIACCOLA DAVANTI AL BATACLAN

 

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E così la fiaccola è arrivata a Parigi, onorata al termine della parata militare del 14 luglio. È giunta agli Champs-Élysées per mano di Thierry Henry, l’attaccante della Francia mondiale ‘98 e oggi cittì della squadra olimpica. Ha attraversato i luoghi emblematici della città e in un passaggio particolarmente toccante si è fermata al Bataclan, dove si sono passati la torcia due presidenti di associazioni delle vittime del 13 novembre 2015: Philippe Duperron, padre di Thomas, e Arthur Dénouveaux, un sopravvissuto. Gli altoparlanti hanno suonato I Will Survive prima del loro arrivo, poi è arrivato il momento di Arthur Lamarre, violoncellista, che ha eseguito un’opera di Bach – no, non Thomas Bach, l’altro.

La fiaccola resta a Parigi anche oggi, ma se ne va in periferia, dall’Arena Porte de La Chapelle fino al Boulevard des Batignolles. Visiterà la Fondazione Louis Vuitton e il Jardin d’Acclimation prima di riprendere il percorso da Batignolles al Trocadéro. Sarà al Roland-Garros e poi nel quartiere della biblioteca François Mitterrand, toccherà la simbolica Métro Aérien e il municipio del 15esimo arrondissement. Da lì andrà a Place d’Italie, al parco Buttes Chaumont nel 19esimo arrondissement e alla Passerelle Mornay del 13esimo. Una giornata da antologia, la definisce L’Équipe, perché la fiaccola si recherà all’INSEP, il centro della preparazione olimpica francese dal 1975, per fermarsi in serata a Place de la République, dove saranno accese luci, colori, si terranno giochi di bandiere, ricchi premi e cotillon.

Tedofori: Marie-José Perec [atletica leggera], Laura Flessel [scherma], Jean-Claude Magnan [scherma], Angelo Parisi [judo], Jamel Debbouze [umorista, specialità non olimpica], Jean-François Lamour [sciabola], David Douillet [judo], Sandrine Martinet [para judo], Stéphane Houdet [tennis paralimpico], Daniel Morelon [ciclismo], Chloé Sauvourel [nuoto], Samir Aït-[ginnasta], Christine Caron [nuoto], Kareen Guiock Thuram [conduttrice televisiva], Nina Métayer [pasticciera], Gilles Moretton [presidente della Federazione francese di tennis], Gaël Fickou [rugby], Mory Sacko [chef stellato], Stéphane Ashpool [designer e direttore artistico degli outfit della squadra francese], Souleymane Cissokho [pugile].

In sostanza una puntata di Blitz di Gianni Minà. Ma la staffetta non finisce qui. Domani attraversa il dipartimento dell’Aisne. 

   

LA TOMBOLA  DELL’ATLETICA

MARCELL JACOBS CONTINUA A ESSERE UN ENIGMA

Mai chiedere a Marcell Jacobs di entrare in area e arraffare un calcio di rigore. Non saprebbe farlo. La simulazione dei tre giorni olimpici fatta a Rieti non gli è venuta benissimo. Sabato ha corso la batteria come una vera batteria olimpica in 10.17. Fin lì tutto bene. Ieri la finzione è diventata irreale. Ha provato semifinale e finale senza accorgersi che la seconda prova era di troppo. Poteva fermarsi prima. Perché se a Parigi fa 10.16 in semifinale come nell’alto Lazio, Marcell Jacobs la finale la guarda dalla tribuna. Neppure si può immaginare che si sia risparmiato. Ha corso poi l’assai presunta finale in 10.08. Ma lui non si preoccupa, si dice ottimista. Bene così. Domani è un altro giorno. 

Al Corriere della sera Jacobs dice di essere in marcia, speriamo non alla lettera, non alla Stano, ecco. Repubblica dice che è in rodaggio

 

  NEL PERIODO IN CUI NON ERAVAMO COLLEGATI

LE OLIMPIADI DELLA PARITA’. MA NON PER LE ALLENATRICI

L’Olimpiade delle pari opportunità e del gender eguality. È così che il CIO mette i Giochi di Parigi sul mercato delle idee e dei valori, ma è dentro la parola parità che poi bisogna andare a guardare. Quasi mai è possibile che la percentuale sia davvero 50-50 sul campo. Se la Nazionale di pallavolo si qualifica e quella femminile dello stesso paese no, son già un bel po’ di posti in meno. Inoltre non esiste solo il campo. Per esempio. La Reuters ha scoperto che tre anni fa a Tokyo solo il 13% dei coach erano donne. Un ruolo da allenatore d’élite – appunto – va a un allenatore.

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  IL TELECOSLALOM 

LO SPORT OGGI IN TV

LA GIORNATA

TENNIS

10.00 WTA Budapest, primo turno – su Sky

10.30 ATP Gstaad, primo turno – su Sky

12.00  ATP Amburgo, primo turno – su Sky

13.30 ATP Bastad, primo turno – su Sky

17.00 WTA Palermo, primo turno – su Rai Sport e Sky

17.00 ATP Newport, primo turno – su Sky

AMERICHE

13.00 Europei femminili di lacrosse: Italia vs Finlandia – in streaming sul canale Youtube WELC 2024

20.30 Mondiali softball: Italia vs Cina – su Sky

RUOTE

14.00 Tour de l’Ain, tappa-3 – su Eurosport 1

PALAZZETTI E DINTORNI

15.30 Europei Under-2o di basket: Italia vs Repubblica Ceca – in streaming sul canale Youtube della FIBA

16.30 Europei Under-18 di pallavolo: Italia vs Slovenia – in streaming sul canale Youtube della federazione bulgara 

CALCIOMONDO

16.30 Europei Under-19: Italia vs Norvegia – su RaiPlay

  IL CANALE WHATSAPP

Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde uno-due aggiornamenti su temi, discussioni, rubriche pubblicate durante il giorno. Non vi impressionate. È una cosa poco invasiva, riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30. 

Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link 

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