La paura al Giro dei Paesi Baschi, i 7 gol di Chelsea-United, la rinuncia di Nadal a Monte-Carlo- Riassunto di giovedì 4

 

24.00

I 7 gol di Chelsea-Manchester United

EUROGOL

Inaccettabile. Così dice ten Hag. Inaccettabile. È la stessa parola che aveva usato sabato scorso quando il Manchester United si era fatto raggiungere al 99esimo dal Brentford. Con il Chelsea credeva invece di averla raddrizzata. Una volta passato dallo 0-2 al 3-2, una volta arrivati ai minuti di recupero, aveva fatto la bocca alla vittoria. Ten Hag poteva finanche andar fiero di aver preferito Antony a Rashford, il campo gli aveva dato ragione, tutto stava andando bene, benissimo, tutto era perfetto.

E poi lo United è passato dalla gioia alla disperazione [David Hytner, Guardian] perché Cole Palmer ha aggiunto altri due gol a quello fatto in precedenza. Quasi ingiocabile per la maggior parte del  tempo, sembrava in missione individuale per trascinare la sua squadra oltre i limiti”. Ha segnato due gol nei minuti di recupero, l’ultimo quando il cronometro segnava 100 minuti e 39 secondi, la rete decisiva più tardiva nella storia della Premier League.

Eravamo già in quella fase – spiega Henry Winter sul Times – nella quale riaffioravano antichi dubbi, ma sul conto del Chelsea, sull’ossatura della squadra, sulla mancanza di un centravanti, sulla capacità di organizzazione di Mauricio Pochettino. Un uomo è rimasto calmo. Cole Palmer“.  Ah, un’ultima cosa. Cole Palmer da bambino tifava per il Manchester United. 

Jason Burt sul Telegraph ha scritto che questo è uno scenario da implosione. È il quinto 4-3 della stagione per il Manchester United, e tre sono stati a suo danno. Uno schema preoccupante che mette in dubbio non solo il carattere della squadra, ma anche la capacità di Ten Hag nel guidarlo. Ti chiedi se sia la persona più adatta e se i giocatori credono davvero in lui“.

Jacob Steinberg, ancora sul Guardian, non ha neppure più bisogno di farsi la domanda. Si è dato la rispostaLo United è uscito dall’élite da quando è arrivato ten Hag. Parla di una serata in cui il tema ricorrente è stato il caos e di un crollo contro un Chelsea dove Pochettino ha ancora dei problemi da risolvere. Ten Hag fa questo lavoro da quasi due anni. Con lui lo United non si è avvicinato. Non potrà può lamentarsi se la nuova proprietà in estate deciderà di cercare un sostituto


 

22.45

Il Masters femminile va in Arabia. E il femminismo?

TENNIS

Quindici milioni di dollari, questo è il prezzo. Questa è la cifra che l’Arabia Saudita verserà sul conto corrente della WTA per avere a Riad le finali del circuito dal 2024 al 2026. Il gran capo Steve Simon ha dato un annuncio pieno di enfasi, pari almeno alle grosse difficoltà finanziarie vissute dal circuito femminile in questi anni, prima per il covid e dopo per la posizione assunta verso la Cina, la messa al bando degli organizzatori del paese dopo il caso Peng Shuai.

L’ingresso del fondo CVC nella proprietà della WTA ha prima ammorbidito, poi smussato, infine azzerato ogni ostracismo. I maligni fanno notare che la messa al bando si è sovrapposta peraltro al periodo di misure cautelari disposte dalla Cina per contrastare la pandemia: anziché andare in un paese con molte limitazioni, meglio non andarci proprio e vestire si nobili principi il passo indietro.

 

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Quando l’Arabia si è fatta avanti per la prima volta, molte giocatrici avevano fatto conoscere la loro contrarietà al progetto. Portare il tennis di Billie Jean King e Martina Navratilova in un paese che disconosce ancora alle donne molti dei diritti. L’accordo invece è firmato, presto andranno registrate le reazioni.

L’Arabia Saudita è il paese dal quale due squadre di calcio turche sono tornate indietro, senza giocare la Supercoppa, per non aver potuto esporre striscioni riconducibili a Kemal Atatürk [il protocollo prevedeva che i giocatori sarebbero entrati in campo indossando magliette con il suo volto]  né scritte che chiedevano pace in casa, pace nel mondo”. L’Arabia Saudita è il paese nel quale è stato fischiato il minuto di silenzio per Gigi Riva durante la Supercoppa italiana: la serie A tornerà lì l’anno prossimo. Quindici milioni è la cifra con cui la WTA si farà accompagnare lungo il Viale della Dimenticanza, perché sono tante le cose da scordare: il Masters del 2022 a Fort Worth senza promozione e senza pubblico in tribuna, il Masters del 2023 a Cancun in  condizioni meteo estreme, uragani, vento, le giocatrice avvolte dentro le coperte ai cambi di campo.

Oggi la dichiarazione di Steve Simon consente di misurare le difficoltà finanziarie della WTA. Da domani misureremo quanto è ancora salda la sua leadership, quanto dissenso si manifesterà intorno alla sua decisione, o con quanto silenzio le giocatrici manderanno giù il boccone. Forse è amaro, ma certamente sazia. 


22.35

Berrettini invitato a Monte-Carlo

TENNIS

Il torneo di Monte-Carlo ha dato una wild card a Berrettini, Wawrinka e Monfils.


22.20

L’Italia del curling vicina ai play-off

NEVI E GHIACCI

Immagine

 

Una volta battuta la Nuova Zelanda e anche la Svizzera, l’Italia del curling può sentirsi vicina ai play-off per il titolo mondiale. Funziona come tra le donne: le prime due del girone passano direttamente alle semifinali, dal terzo al sesto si spareggia per gli altri due posti


19.50

Incidente stradale a Jacob Kiplimo

VITE OLIMPICHE

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Il campione mondiale di mezza maratona Jacob Kiplimo è sopravvissuto ieri a un incidente stradale. Stava rientrando a casa nel distretto di Kween, Uganda orientale, alla guida della sua macchina, uscita dalla carreggiata. Dall’ospedale di Kapchorwa dove è ricoverato, ha fatto sapere di non essere ferito gravemente. Seguiranno altri esami. Dominic Otuchet, presidente della federazione ugandese di atletica, ha detto che la strada era molto scivolosa e Kiplimo ha perso il controllo della macchina.

Kiplimo è atteso ai Giochi di Parigi nei 5.000 e dei 10.000 metri. A febbraio, il detentore del record mondiale della maratona Kelvin Kiptum è morto in un incidente stradale insieme al suo allenatore Gervais Hakizimana del Ruanda.


18.45

Paura per una caduta al Giro dei Paesi Baschi: fuori Vingegaard, Evenepoel e Roglic

RUOTE

È stata una tappa drammatica, ma non nel senso in cui finiamo per usare l’aggettivo. Con sei uomini in fuga [Reuben Thompson, Karel Vacek, Louis Meintjes, Mathieu Burgaudeau, Mikel Retegi e Joseba Lopez], a 36 km dalla fine c’è stata una caduta in una curva verso destra. Tuttobici ipotizza per lo scoppio di uno pneumatico o per la presenza di radici sotto la sede stradale. Sono finiti fuori dalla carreggiata diversi corridori, tra cui Remco Evenepoel, Primoz Roglic e Jonas Vingegaard, subito apparso il più grave di tutti. Alcuni sono caduti in una canalina di scolo in cemento. La corsa è stata neutralizzata per i soccorsi, le quattro ambulanze presenti non sono state sufficienti per il trasporto in ospedale. 
Bicisport parla di una giornata completamente da dimenticare”. perché la corsa non è stata fermata. Sono stati neutralizzati gli inseguitori, mentre i fuggitivi hanno proseguito fino al traguardo per giocarsi la tappa. a Legutio, fra le polemiche. Il gruppo ha proseguito ad andatura lentissima. Ci si chiede se forse, per una volta – dice Bicisport – la scelta migliore fosse la sospensione completa della frazione”.

COME STANNO

Dopo una lunga attesa, la Visma ha fatto sapere che Jonas Vingegaard è cosciente e sarà messo sotto esame in ospedale, dov’è ricoverato. Più tardi sono attesi nuovi aggiornamenti. Adam Hansen, presidente dell’associazione mondiale dei Corridori, era davanti alla tv e ha denunciato un uso delle immagini che avrebbe mancato di rispetto alle famiglie dei corridori coinvolti. 

LA SICUREZZA

La caduta ai Paesi Baschi si sovrapppone alla discussione sull’introduzione della chicane prima dell’ingresso nella foresta di Arenberg alla Parigi-Roubaix di domenica. Pello Bilbao ha detto: «Il percorso era buono, sapevamo che quella curva era pericolosa e forse l’abbiamo presa troppo veloce». Il nuovo leader della classifica generale è il danese Mattias Skjelmose, che in segno di rispetto non ha voluto indossare la maglia.

18.20

Nadal rinuncia a Monte-Carlo

TENNIS

 

Questo è l’annuncio nudo e crudo dato al mondo. Dietro l’annuncio cominciano a trapelare le preoccupazioni. Rafa Nadal non si ritiene ancora in condizione di partecipare a un torneo, non gioca da gennaio e il Roland-Garros si avvicina. Lucile Alard su L’Equipe ricorda di aver scambiato due chiacchiere con il coach Carlos Moya a inizio stagione. Moya le aveva detto che avremmo visto la versione migliore di Rafa in primavera, verso marzo o aprile. Solo che tre giorni e tre partite dopo, Nadal si è infortunato.

Febbraio è passato – scrive Alard – marzo è passato, aprile è alle porte e ancora una volta Nadal ha dovuto arrendersi. Giovedì lo spagnolo ha ufficializzato ciò che si vociferava da giorni: non sarà a Monte-Carlo, non sarà al torneo che ha conquistato undici volte”.

Dice che il corpo non glielo permette, senza aggiungere altro. I video sbucati dalle sue sessioni lo mostrano in grado di tenere lo scambio da fondo campo. Ma pare che Rafa non riesca a servire bene. Dopo lo strappo a Brisbane e la rinuncia a Melbourne, sarebbe dovuto tornare a Doha, poi ha fatto slittare le sue speranze verso Indian Wells, adesso salta anche Monte-Carlo.

A giugno compirà 38 anni ma se ha fatto tutti questi sforzi per tornare, dopo l’operazione al piede dell’anno scorso – scrive l’Equipe – è perché vuole concedersi un finale che merita, sulle sue gambe, con una racchetta in mano. Per il momento il suo corpo, che già tanto lo ha fatto soffrire in carriera, non lo segue e gli impedisce di fare progetti. È ripresa allora la litania degli annunci dei ritiri, un po’ come l’anno scorso, quando rimandò più e più volte il suo ritorno prima di decidere di rinunciare al Roland-Garros e darsi al biliardo. Lo scenario si ripeterà? La preoccupazione non è ancora totale. Vedremo se riuscirà a schierarsi a Barcellona e Madrid, prima di dubitare davvero della sua capacità di essere presente nella sua terra preferita. Quanto a rivedere in campo la versione migliore di sé, oggi la questione sembra molto lontana”.


14.15

La vignetta di oggi su L’Equipe

RUOTE

“Posso sostituirla? Devo allenarmi per la Parigi-Roubaix”


10.30

Il primo fuoricampo di Ohtani da losangelino. Nella partita di DeLillo

AMERICHE

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Stanno dicendo in America che Shohei Ohtani è “molto sollevato” dopo aver realizzato il primo fuoricampo con la casacchina dei Dodgers, un tiro al settimo inning da 430 piedi, pazienza, in America misurano la distanza così. Se certi tool online sono attendibili, dovrebbero trattarsi di 131 metri.

E ti credo che il compagno Shohei è sollevato, dopo tutto quel che ha scansato nei giorni scorsiThe Athletic racconta che il giapponese era salito sul piatto 40 volte nella sua breve carriera a Los Angeles e non aveva ancora segnato un fuoricampo, lui che nella stagione scorsa da mvp  ne ha piazzato uno ogni 13,6 presenze. 

Quella palla fuoricampo – ha scritto Sam Blum – non rappresenta solo il suo primo homer con i Dodgers, ma porta con sé lo stress e la fatica che ci sono voluti per colpirla. Ora che è finalmente arrivato, cosa verrà dopo? Quando si tratta di Ohtani, spesso significa che un altro è dietro l’angolo.

Ora, la cosa forse più appassionante di tutte è che Ohtani ha segnato questo homer contro i Giants, cioè nella partita da cui prende il via Underworld, il romanzo di DeLillo. In quel 3 ottobre del 1951 i Giants erano ancora la squadra di San Francisco e i Dodgers avevano casa a Brooklyn, ma non è il caso di fare i notai. La partita è quella. 

La gente si chiede dov’è la palla. Un ritardo leggerissimo, il tempo che si ferma, una pausa che dura una frazione di secondo. E Cotter in piedi nella sezione 35 guarda la palla che viene nella sua direzione. Resta folgorato. Perde di vista la palla quando oltrepassa le prime gradinate e pensa che atterrerà nella tribuna superiore. Ma prima che riesca a sorridere o a gridare o a dare una botta sul braccio del vicino. Prima che il momento possa travolgerlo, la palla ricompare, con le cuciture che roteano visibilmente tanto è vicina, e rimbalza di sbieco sul pilone – mani che balenano dappertutto.

Don DeLillo. Underworld (Einaudi)

Se vi siete appassionate e non riuscite più a pensare ad altro, i potenti mezzi di Slalom consentono addirittura di vederlo, ‘sto fuoricampo di Ohtani. 

 


9.20

Faccio gol e me ne vado

PODEMI

Attaccanti sull’orlo di una separazione. Ne scrive Carlos Passerini sul Corriere della sera

Come in certi vecchi film romantici, di quelli col finale dolceamaro, con la storia d’amore che fatalmente si conclude, non prima però di un ultimo bacio. A una coppa, magari. È il caso di Olivier Giroud, Romelu Lukuku e Ciro Immobile, che a cinquanta giorni dalla fine del campionato sognano esattamente questo tipo di happy end: vincere per dirsi addio. Destino comune, il loro. A giugno le storie con Milan, Roma e Lazio potrebbero finire, le possibilità sono altissime: l’estero li aspetta, per un ultimo contratto dorato. Ecco perché il loro obiettivo è dare il massimo in questo sprint, contribuendo attraverso i gol all’obiettivo di squadra, che sia un trofeo internazionale o una qualificazione alla prossima ricchissima Champions. Per lasciare a testa altissima. E senza rimpianti.


9.00

Ragazzi state esagerando: la MotoGP cambia

MOTORI

 

  TITOLI    La nuova MotoGP si toglie le ali” dice il Corriere dello sport-stadio perché dal 2027 si cambia: a fine mese il nuovo regolamento verrà presentato a Jerez.

 

Mirko Colombi  spiega: Al di là dei 300 cavalli dichiarati e dei quasi 370 chilometri orari sfiorati al Mugello e in Qatar, sono le velocità registrate in curva a rendere irrequieti i commenti uditi nel paddock perché, ormai, le azioni in piega sembrano tratti rettifili. Colpa (o merito, secondo i tecnici) di gomme super prestanti, gestioni elettroniche raffinate, telai e sospensioni calibrati ma, soprattutto, di sezioni aerodinamiche simili a caccia da combattimento. Ali, spoiler, carene arzigogolate, appendici aerodinamiche, abbassatori: il pacchetto consente vere e proprie esagerazioni e, appunto, si sta esagerando. E si rischiano infortuni seri.  

Anche per questo il regolamento in vigore dal 2027 – che verrà presentato alla fine di questo mese a Jerez – metterà al centro una diminuzione di cilindrata”.  


7.50

Che cosa vedere oggi in tv

IL TELECOSLALOM

 

NEVI E GHIACCI

9.00  I Mondiali maschili di curling – Italia vs Nuova Zelanda – su Curling Channel

14:00  I Mondiali maschili di curling: Svizzera vs Italia – su Eurosport 2

TENNIS

11:00  Il Challenger di Barletta – su Supertennis

13:00  I tornei ATP di Estoril e Marrakesh – su Sky

16.00  Il torneo ATP di Houston e i tornei WTA di Charleston  e Bogotà – su Sky

RUOTE

15:30  Giro dei Paesi Baschi, quarta tappa: Etxarri Aranatz-LegutioColli – su  Eurosport 1
♠   LEGGI  La religione della bicicletta nei Paesi Baschi

4.30  Formula 1: Prove libere GP Giappone – su Sky

PALAZZETTI E DINTORNI

19:00  Eurolega di basket: Stella Rossa vs Olympiakos, Monaco vs Zalgiris Kaunas – su DAZN

20:20  Serie A1 pallavolo, torneo per il 5° posto: Lube vs Modena – su Rai Sport

20:30  Eurolega: Alba Berlino vs Partizan,  Barcellona vs Maccabi Tel Aviv – su DAZN

20:45  Valencia vs Lyon-Villeurbanne – su DAZN

AMERICHE

19.30  Golf: Il Masters di Augusta femminile – su Sky  

1.30  NBA: Miami vs Philadelphia – su Sky

4.00  NBA: Clippers vs Denver – su Sky

EUROGOL

20:00  Liga: Granada vs Valencia – su DAZN

20:30  Premier League: Liverpool vs Sheffield United – su Sky 
♠   LEGGI Lasciarsi un giorno a Liverpool: Klopp will never walk alone

21:15  Premier League: Chelsea vs Manchester United – su Sky 
♠   LEGGI Un miliardo di sterline per perdere più di tutti

PODEMI

20.30  Finale Coppa Italia Primavera: Fiorentina-Torino – su Sportitalia

 


7.45

Di che cosa si parla stamattina

L’EDICOLA

 

La giornata di Slalom si apre come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa. In Spagna si tocca uno dei vertici della faida mediatica quotidiana Madrid-Barcellona: il catalano Mundo Deportivo ha mandato un inviato a Parigi per farsi raccontare da Luis Fernandez, ex allenatore del PSG, come si marca Kylian Mbappé, futuro madridista. Il gran segreto si racchiude nel titolo: “Kylian si ferma con un marcamento di squadra”. Ecco.  In Italia tanto tanto calciomercato. 

Tutta la galleria è qui

 

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