I conti della WTA non tornano. Che si fa con la Cina? | Panatta confessa quanto è stato birichino

 

TENNIS

I conti della WTA non tornano. Che si fa con la Cina?

 

  Dov’è Peng Shuai? Qualcuno se lo è chiesto, la WTA ha pure agito. Ha portato via i suoi tornei dalla Cina. Un anno dopo, le condizioni di Peng Shuai sono ancora sconosciute. E la WTA dovrà presto scegliere tra i suoi principi morali o il profitto. Lo scrive Sports Illustrated che dedica la nuova copertina al tema e una lunga analisi di Jon Wertheim. 

Il tour del tennis femminile ha boicottato la Cina da quando la giocatrici è scomparsa dalla scena pubblica 17 mesi fa, ma sta pagando un enorme prezzo dal punto di vista finanziario. 

Succede proprio in un momento di grossa popolarità del tennis in Cina. All’Australian Open sette donne erano in tabellone, un record. Nello stesso evento, il 17enne Juncheng “Jerry” Shang è diventato il primo uomo cinese a vincere un match a Melbourne. Poche settimane dopo Wu Yibing ha conquistato il titolo a Dallas, primo cinese in un torneo ATP. Eppure, dov’è Peng Shuai – scrive la rivista americana – “rimane sia un hashtag attuale che una domanda preoccupata, senza risposta”. 

Peng è scomparsa dai social media. La sua famiglia non parla. Il governo cinese ignora le richieste di chiarezza. Le giocatrici WTA non ne sanno niente. I dirigenti del circuito non riescono a mettersi in contatto con lei. Ma essere andati via dalla Cina, scrive Sports Illustrated, è costato un rosso in entrata a otto cifre. Una botta pesante per un marchio che registrava introiti da 110 milioni nel 2019. Il gran capo Simon spera di annunciare il programma autunnale 2023 tra qualche giorno. Era la finestra nella quale si trovavano in genere i torni cinesi. 

“Simon manterrà la linea? La WTA capitolerà e tornerà in Cina? È un intrigo avvincente, con conseguenze molto più profonde rispetto al fatto che la giocatrice X batta la giocatrice Y. Diverse fonti dicono a Sports Illustrated – si legge – che la strategia di andar via dal paese è stata guidata in gran parte dal consulente Ari Fleischer, un ex portavoce della Casa Bianca di George W. Bush, un convinto scettico nei confronti di Pechino”.

Tutti hanno lodato i principi della WTA, ma le lodi – dice la rivista USA – “non sono fiorite nei bilanci”. Nell’autunno del 2021, il gruppo Octagon ha aiutato la WTA a portare il Masters da Shenzhen a Guadalajara, in Messico, recuperando una parte del danno finanziario. In Cina Barty aveva vinto 4,4 milioni nel 2019, Caroline Garcia ne ha guadagnato uno e mezzo. La WTA ha da poco preso la decisione più significativa del suo mezzo secolo di storia, cedendo il 20 percento delle proprie quote al solito fondo di private equity CVC, in cambio di 150 milioni di dollari. 

La WTA sostiene che non ci sia un nesso con la Cina, solo che Sports Illustrated scrive che ora siamo di fronte a questa domanda: “Una partnership con una società di capitale di rischio e l’investimento di 150 milioni di dollari danno alla WTA un cuscinetto finanziario per evitare di tornare in Cina? Oppure la partnership con una società che non fa filantropia, ma cerca un ritorno commerciale – comporterà una pressione affinché il profitto sia prioritario sui principi, spingendo per tornare in Cina, con il cappello in mano?”. 

Quando la domanda è stata posta a Simon, ha risposto in modo criptico via e-mail: «Siamo partner e prenderemo la decisione migliore e giusta insieme». Si è fatta avanti l’Arabia Saudita per subentrare al torneo di Shenzhen. Simon sarebbe stato a Riyadh, secondo più fonti. Lo ha consigliato sempre Fleischer, eminenza grigia anche della LIV Golf per conto della lobby saudita. 

Ma molte giocatrici già fanno notare: non andiamo in Cina, e andiamo in Arabia Saudita? 

 

Non giocate il Piano A. Fate giocare il Piano B

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“L’errore numero 1 nel tennis è pensare di essere la persona più importante in campo. Non lo sei. Il tuo avversario lo è. Ma ha dei punti deboli. Il tuo compito è scovarli e sfruttarli. Il tuo compito non è giocare il tuo Piano A. Il tuo compito è far giocare al tuo avversario il suo Piano B, o il Piano C, o il Piano F. I giocatori affrontati da Novak Djokovic agli ultimi Australian Open avevano un’ottima media del 53% di punti conquistati da fondo campo, nei turni precedenti. Contro di lui la percentuale è scesa al 38%, un calo significativo di 15 punti. La percentuale dei loro punti a rete è stata del 65%. Sessantacinque contro trentotto. Significa che avrebbero dovuto andare a rete almeno 15-20 volte per set, non c’era modo di vincere molti punti dalla linea di fondo. Avrebbero dovuto farlo almeno 45 volte a partita. Invece tutti e sette gli avversari hanno interpretato la partita contro Novak nel modo sbagliato. Hanno provato a giocare contro il miglior giocatore di fondo campo del mondo restando sulla linea di fondo.

È sbagliato. Sbagliato. Sbagliato. Perché l’hanno fatto? Perché è lì che si sentivano a loro agio. Si sono messi totalmente nelle mani di Novak. Lui li ha dominati. Non siete la persona più importante in campo. Scoprite tutto ciò che potete sul vostro avversario. Mettete in pratica un piano di gioco che abbia una possibilità di vittoria, anche se significa andare a rete molto più di quanto fareste normalmente” – di craig o’shannessy, Brain Game Tennis

 

   italianismi 

Sinner è in semifinale a Indian Wells

Dopo la vittoria sul finlandese Ruusuvuori, Stefano Semeraro scrive su la Stampa: “L’impressione è di trovarsi di fronte a un giocatore, come direbbe una commissione d’esame, maturo e consapevole. Più muscolato e determinato, decisamente più completo, capace di modulare di più le sue armi come è avvenuto nell’ottavo contro Rublev, sfuggendo al puro atto di forza. Non ancora al massimo, ma efficace anche nelle giornate un po’ opache; con una risposta ormai all’altezza delle ambizioni, un servizio più fluido e potente, migliorabile nelle percentuali ma già capace di toglierlo nei guai alla bisogna. E con una capacità di accelerazione che gli consente di spezzare in due il match quando l’avversario mostra il fianco. Che il ragazzo meraviglia sia maturato e al momento viaggi a una velocità di crociera superiore alla media lo suggeriscono anche i dati pubblicati da Tennis Insights, la società che cura le statistiche per l’Atp, basati su un sistema che valuta la qualità complessiva dei colpi usando come parametri velocità, profondità, impatto sull’avversario. Secondo l’algoritmo, divinità che ormai regola le nostre vite, Sinner in questo avvio di stagione è secondo solo a Djokovic nel diritto, a Coric nel rovescio (precedendo Alcaraz), a Medvedev nella risposta.

 

Panatta confessa quanto è stato birichino

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 ➣  Adriano Panatta, ha sentito che ha detto Serena Grandi in radio, a Un giorno da pecora? «Magari si seccherà, ma nel mio cuore è rimasto Panatta».

«Chiama per questo? Io sono una persona riservata».

 ➣  Serena ha detto: «Aveva trent’anni, era un figo pazzesco». Lei come si vedeva?

«Questa è una follia! Ero caruccio come tanti altri. So da qualche signora attempata che ancora mi ferma — pochissime signore — che qualcuna teneva il mio poster in cameretta. Io rispondo: speriamo che l’ha tolto».

 ➣  Prima delle nozze, risultano sue ex Loredana Bertè, Mita Medici, la sorella di Lea Pericoli, Laura, e l’indossatrice Michela Cavaliere.

«Più o meno. Ma di Michela chi gliel’ha detto?».

 ➣  Mi sono documentata.

«Esiste documentazione su queste cose?».

 ➣  Banalmente gli archivi dei giornali. Il suo fascicolo, alla voce Bertè, narra«un rapimento simil siciliano: mentre lei si esibiva quasi in topless al Roof Garden di Alassio, lui le dava un secco aut aut: o me o il ballo».

«Ma che storia fasulla micidiale! L’ho conosciuta che era giovanissima e faceva la ballerina. Era il ’72 o ’73, ero fidanzato con Mita Medici: bellissima, attrice di grande talento, di lei ho ricordi stupendi. Ma, una sera, al ristorante, con Mita, arrivò Loredana, facevano teatro insieme. La vidi entrare nella sua pelliccia di scimmia e mi colpì subito».

 ➣  Vestiva già con l’eccentricità che conosciamo?

«Ammazza… Pensavo che, sotto, fosse nuda. Invece, erano hot pants. Mi comportai molto male con Mita: corteggiai Loredana la sera stessa. Me ne vergogno ancora». – intervista di candida morvillo, Corriere della sera

 

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