lunedì 1 gennaio 2024
ATTESE
PALLANUOTO Michaël Bodegas agli Europei
Ci sono due campionati europei alle porte, subito, pronti-via. Valgono come qualificazione ai Mondiali e alle Olimpiadi, gli uomini in Croazia, le donne in Olanda. Settebello e Setterosa sono entrambe a caccia di una carta per Parigi, dove in realtà nessuna nazionale azzurra è ancora certa di partecipare. Georgia Grecia e Ungheria sono le avversarie nel girone per la squadra maschile, Spagna Israele e Francia per la squadra femminile.
Dopo due anni di assenza dalla scena internazionale torna in acqua Michaël Bodegas, campione del mondo con il Settebello nel 2019 a Gwangju, bronzo olimpico a Rio tre anni prima. La novità è che torna con la calottina della Francia, la sua Francia. Bodegas è nato a La Seyne-sur-Mer ed era stato naturalizzato italiano. I Giochi di Parigi sono stati il richiamo giusto per tornare alle radici.
QUANDO Dal 4-5 al 14 gennaio
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PALLAMANO Nikola Karabatic agli Europei
Un pompiere si è calato dal soffitto del palazzetto di Nîmes, qualche sera fa, prima della partita di campionato contro il PSG. Aveva in mano una maglia con il numero 44 e il nome di Nikola Karabatic stampato dietro le spalle. Un omaggio del genere sta diventando un rito su ogni campo. Nikola Karabatic si sta concedendo la stagione d’addio e un tour di saluto a tutta la Francia che lo ha adottato e naturalizzato. A Nîmes hanno fatto le cose in grande facendo scendere dall’alto un pompiere, amico d’infanzia di Nikola. In aprile compirà 40 anni. Nikola, non il pompiere e si sarà concesso anche un ultimo giro di tango con la Nazionale agli Europei in Germania. Undicesima partecipazione. Guillaume Gille, il cittì francese, non lo ha chiamato per riconoscenza o per un regalo. Nikola Karabatic ha ancora una funzione in squadra, sebbene – dice lui – «a quarant’anni non sei forte come a venti, ma nemmeno come a 34 o 35, quando potevo ancora giocare un’ora di attacco-difesa-attacco-difesa per 70 partite a stagione».
L’anno scorso ha perso metà campionato per una flebite, ma da settembre ne ha saltate solo tre, due delle quali per l’influenza. [fonte: L’Équipe]
QUANDO dal 10 al 28 gennaio agli Europei in Germania
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CALCIO Petar Segrt alla Coppa d’Asia
Il Tagikistan è l’unica nazionale esordiente nella Coppa d’Asia che si giocherà in Qatar. Sfiorò la qualificazione alla Coppa del 1996, quando il Bahrain si fece da parte e lasciò il suo posto alla vincente di uno spareggio: Uzbekistan-Tagikistan. Andata e ritorno A Dushanbe il Tagikistan vinse 4-0, solo che al ritorno ne prese cinque in trasferta, il quinto ai supplementari. Stavolta ce l’ha fatta superando nel girone Singapore e Birmania. È stato sorteggiato nel gruppo con i padroni di casa, la Cina e il Libano, partita che rischia di essere decisiva per la definizione di una delle migliori terze da ripescare agli ottavi di finale.
Il suo cittì si chiama Petar Segrt, un croato giramondo, ex allenatore alle Maldive e Indonesia. Francesco Pietrella ha raccontato sulla Gazzetta che è “fuggito dalla Jugoslavia per dribblare la guerra e poi ne ha sfiorate un paio, ritrovandosi in l’Afghanistan senza documenti. “Mi ero rifiutato di far giocare l’amico di una persona importante, così mi hanno sequestrato il passaporto”. Ha parlato su un palco di fronte a centomila persone come fosse un ministro e poi si è commosso a cinquant’anni per le vie di Kabul, quando dozzine di bambini gli hanno regalato 50 rose rosse dopo una vittoria”.
QUANDO dal 12 gennaio al 10 febbraio in Qatar
CALCIO Elias Pelembe alla Coppa d’Africa
In Coppa d’Africa nazioni debuttanti non ce ne sono. Sedici paesi su ventiquattro saranno gli stessi di due anni fa. Gli equilibri del calcio africano si stanno sedimentando. La novità più grossa del torneo è il ritorno del Mozambico a distanza di tredici anni. È stato la culla di Eusébio, nato durante l’età coloniale portoghese a Lourenço Marques, successivamente rinominata Maputo). Del torneo 2010 il cittì Chiquinho Conde ha addirittura recuperato due giocatori, il trentacinquenne Mexer [un passato in Ligue1 con Rennes e Bordeaux] ed Elias Pelembe detto Domingues, quarant’anni, a un certo punto della carriera in procinto di passare al Tottenham. Frase da consegnare agli archivi: «Non mi sfiora l’idea di spingere mio figlio a giocare a calcio». I convocati e pre-convocati dalla serie A sono 22, quattro vengono dalla serie B e due dalla serie C.
QUANDO dal 13 gennaio all’11 febbraio in Costa d’Avorio
TENNIS Naomi Osaka all’Australian Open
Ha giocato la sua ultima partita sedici mesi fa. Se il circuito maschile aspetta Rafa Nadal, quello femminile fa lo stesso con Naomi Osaka, la ragazza che prometteva di aprire un ciclo dopo le sorelle Williams. Ha vinto quattro titoli dello Slam in due anni [2019-2021], poi si è sciolta sotto il peso delle pressioni. Ha vissuto attacchi di panico, ha staccato, si è presa cura del suo benessere mentale, ora rientra dopo la maternità, in una scena femminile che ha visto alternarsi nel post-Williams 17 vincitrici differenti in 26 Slam, 15 delle quali senza mai un titolo prima. La WTA sta sempre cercando una figura guida. L’equilibrio è bello, ma si vende più facilmente una stella.
QUANDO Dal 14 al 28 gennaio a Melbourne
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NUOTO Simona Quadarella ai Mondiali
Passa dalle sue parti una discreta occasione, un Mondiale di nuoto che si tiene d’inverno in Qatar – a Doha – nello stesso anno di Europei e Olimpiadi. Sarà un Mondiale con molte assenze, tra cui Katie Ledecky, l’irraggiungibile stella del mezzofondo. Gran Bretagna, Francia e USA hanno annunciato defezioni pesanti, anche il rumeno Popovici non ci saranno. L’Italia invece porterà la prima squadra al completo, con una preparazione mirata. Tre settimane dopo i Mondiali chi non avrà ancora centrato il minimo olimpico potrà riprovarci a Riccione. Per ora i qualificati sono cinque: Gregorio Paltrinieri, Alberto Razzetti, Benedetta Pilato, Alessandra Miressi e Thomas Ceccon, intenzionato a non spremersi in Qatar.
QUANDO Dal 2 al 18 febbraio
AUTOMOBILISMO La F1 di Laurent Mekies
Nella Formula 1 red-bullizzata da Max Verstappen, una delle poche novità 2024 vive a Faenza – dove arriva l’ex ferrarista nel ruolo di team principal al posto dello storico capo del muretto Franz Tost. L’AlphaTauri annuncerà probabilmente prima del via il suo nuovo nome. Il team di proprietà Red Bull, erede della vecchia Minardi, Toro Rosso fino al 2019, avrà una nuova livrea e un nuovo logo, per rendere ancora più palese la sua filiazione con la casa madre austriaca. La Gazzetta riferiva qualche settimana fa delle voci secondo le quali potrebbe chiamarsi Racing Bulls. Chi torna al suo nome storico è la Sauber, dopo la fine della partnership con l’Alfa Romeo, in attesa di sposare la Audi. Colpo di scena: non ci saranno cambi di numerazione tra i piloti perché tutt’e venti sono stati confermati. Chissà se significa qualcosa, ma poi cosa.
QUANDO Dal 3 marzo in Bahrain
MOTOCICLISMO La MotoGP di Marc Márquez
Dopo undici stagioni su una Honda, Marc ha firmato per la Ducati – team Gresini – seguendo la scelta fatta da suo fratello Alex. I primi test hanno fatto dire a Jorge Lorenzo che Marc è tra i favoriti per il titolo. È stato veloce anche con le gomme usurate. Potremo così vedere il miglior pilota sulla moto più forte.
QUANDO Dall’8 marzo in Qatar
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BASEBALL Ohtani-Yamamoto con i Dodgers
La squadra che ha speso un miliardo di dollari in una settimana dovrà cominciare a lanciare, battere e correre come tutte le altre. I ricchissimi Los Angeles Dodgers hanno prima offerto 700 milioni a Shōhei Ohtani e poi altri 300 a Yoshinobu Yamamoto, le due stelle della nazionale giapponese campione del mondo, due giocatori con caratteristiche tecniche speciali, ma pure due personaggi in grado di rilanciare il marketing in Asia, al momento dominato dagli Yankees. Negli ultimi 35 anni i Dodgers hanno vinto le World Series solo nel 2020, nella stagione intaccata dal covid.
QUANDO Dal 20 marzo
GOLF Il Masters di Jon Rahm
Aprile: il Masters di Augusta. Maggio: il PGA Championship. Giugno: lo US Open. Luglio: l’Open Championship. Il calendario dei Major di golf non cambia, cambia invece mese dopo mese lo scenario di questo sport, ancora scosso dalle acquisizioni che proseguono da parte del circuito separatista LIV, finanziato dal fondo di stato saudita. In attesa di una trattativa per la riunificazione delle corone, Jon Rahm sarà il prossimo a giocare i Major da separatista. L’unico che sia riuscito finora a vincere è stato Brooks Koepka.
QUANDO Dall’1 aprile il Masters di golf
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CICLISMO Tadej Pogacar alla doppietta
Lo sbarco del Tour in Italia ha fatto inizialmente tremare il Giro, che si è sentito sfilare gli investitori da sotto i piedi. La corsa rosa andrà da Venaria a Roma e si fermerà meno del solito in Emilia-Romagna e Toscana, dove il grosso dei fondi pubblici sono stati spesi verso il Tour. Per non lasciarsi travolgere dai francesi, RCS ha messo in piedi il miglior cast degli ultimi anni, con le stelle di Wout van Aert per la maglia verde e Tadej Pogačar per la maglia rosa. Lo sloveno corre anzi per far doppietta Giro-Tour. Non succede dal 1998. Ci riuscì Pantani.
QUANDO Dal 4 al 26 maggio [il Giro] e dal 29 giugno al 21 luglio [il Tour]
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TENNIS Rafa Nadal sulla terra
Il signore della terra torna sulla terra. Rafa Nadal è stato fermo per tutta la stagione scorsa a combattere i guai al piede. Non il primo infortunio della sua carriera. È la diciassettesima volta che lo spagnolo torna dopo un problema fisico. La Vanguardia ha messo in fila tempo fa tutti i capitoli di questa tortura. In 23 stagioni da professionista gli infortuni hanno tenuto Rafa lontano dal campo per 58 mesi, quasi cinque anni di assenza in totale. Torna avendo in testa Parigi: la terra dello Slam e quella dell’oro olimpico. Ma trova una scena mutata, dove Novak Djokovic non vuole saperne di farsi da parte a 36 anni e dove Jannik Sinner si presenta per la prima volta con le carte in regola per essere incluso tra i favoriti in ogni torneo, accanto a Carlitos Alcaraz.
QUANDO Dal 20 maggio al 9 giugno
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AMERICHE Jayson Tatum e l’anello
Solo nel meraviglioso mondo NBA può capitare che la franchigia più carica di gloria nella storia non vinca l’anello da sedici anni. L’ultimo dei Boston Celtics risale al 2008, quando in gara-6 Garnett e Allen ne fecero 26 a testa, mentre Kobe Bryant rispose con 22 dalla metà campo dei Lakers. Ora i Celtics stanno guidando la stagione regolare con il miglior bilancio. Mancano cinque mesi alle finali, devono sempre arrivarci, ma se pare di nuovo l’anno giusto lo devono alla metamorfosi di Jayson Tatum, diventato un giocatore più rotondo e completo.
QUANDO Dal 6 giugno
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ATLETICA LEGGERA I salti di Larissa Iapichino
A cinquant’anni di distanza, gli Europei di atletica leggera tornano all’Olimpico di Roma. La nazionale di mezzo secolo fa splendeva in Pietro Mennea [fu oro nei 200 e argento nei 100] e in Sara Simeoni [bronzo nel salto in alto]. Oggi esiste una squadra di ottimi valori medi dietro le punte esplose sorprendentemente a Tokyo 2021.
L’Europa dell’atletica era composta cinquant’anni fa da 29 nazioni, oggi sono diventate 47. Molti paesi sono cresciuti, le idee circolano, i saperi si condividono. Il declino del continente è stato arrestato agli ultimi Mondiali di Budapest per lo spettacolo dato dai norvegesi Jakob Ingebrigtsen e Karsten Warholm, dallo svedese Armand Duplantis, dall’olandese Femke Bol.
Gli Europei quaranta giorni prima delle Olimpiadi portano molte incognite. Potrebbero essere una grossa occasione per la gioventù, a cominciare da Larissa Iapichino, 21 anni, primato personale di 6 metri e 95 nel 2023, giù dal podio ai Mondiali per sei centimetri. La sua finale è in calendario l’ultimo giorno.
QUANDO Dal 7 al 12 giugno a Roma
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CALCIO Jude Bellingham agli Europei
Avremo un’estate di pizze, birre e bandiere ai balconi. Dopo due Mondiali saltati, in Italia ci faremo bastare gli Europei. Partita d’esordio il 15 giugno contro l’Albania a Dortmund, nello stadio del successo nella semifinale mondiale 2006 sulla Germania con Grosso e Del Piero. Cinque giorni più tardi viaggio a Gelsenkirchen per incrociare la Spagna, chiusura del girone il 24 a Lipsia contro la Croazia. Il quadro delle partecipanti sarà completo a marzo dopo gli spareggi. Potremmo avere la prima volta di Estonia, Israele, Georgia, Lussemburgo o Kazakistan. Se invece passa la Grecia, saranno al via per la prima volta tutte le nazioni presenti nell’albo d’oro, con l’eccezione della Russia messa al bando.
Il Portogallo ha qualità, il Belgio è sfiorito, la Germania è da rifare, la Spagna ogni tanto si smarrisce, la Francia è forte, ma a questo punto fa grandi sogni soprattutto l’Inghilterra – che a parte il vecchio Mondiale del 66 non ha mai vinto niente. Con questo Jude Bellingham può arrivare ovunque.
QUANDO Dal 14 giugno al 14 luglio in Germania
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CALCIO Il Loco Bielsa in Copa América con l’Uruguay
La 48esima edizione della Copa América esce definitivamente dal perimetro del sud del continente. È la prima a 16 squadre, con l’aggiunta delle quattro semifinaliste del torneo del Centro-Nord [USA, Giamaica, Panama, Messico] più altre due che avranno vinto lo spareggio [Costa Rica, Canada, Honduras o Trinidad & Tobago]. È anche il primo torneo internazionale a cui l’Uruguay si presenta con Marcelo Bielsa in panchina. La sua rivoluzione culturale a Montevideo è in corso. L’obiettivo è la qualificazione per i Mondiali del 2026, ma lungo la strada intende cambiare l’immagine del calcio uruguayano sporco, brutto e cattivo, conservando qualcosa della tradizione e spostandosi verso una filosofia di gioco differente. In Sudamerica si domandano se la famosa garra charrua è solubile nel bielsismo. Il Loco ha risposto: «Non pensate che io sia romantico. In ogni partita ci sono in gioco tre punti, essenziali e urgenti. Cosa preferire? Giocar male e vincere, oppure giocar bene e perdere? Io risponderei, giocar male e vincere. Ma col tempo, sappiamo che queste equazioni non funzionano. È molto difficile vincere spesso pensando che la strada sia giocar male. È molto più facile vincere spesso pensando che la strada sia giocar bene». Avversarie nel girone: USA, Panama e Bolivia. E dopo si vedrà.
QUANDO Dal 20 giugno al 14 luglio
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TENNIS Cori Gauff a Wimbledon
Wimbledon è il torneo che gli USA non vincono tra gli uomini dal 2000 [con Sampras] e tra le donne dal 2016 [con Serena Williams]. È il posto delle fragole [ehm] per Cori Gauff, che qui si manifestò semi-bimba battendo Venus, lasciando intendere che avrebbe prima o poi raccolto il testimone dalle sorelle di Compton. Ha mantenuto la promessa a Flushing Meadows nel settembre scorso, spezzando l’egemonia negli Slam 2023 delle ragazze dell’est. Ora l’America s’aspetta un altro passo sull’erba.
QUANDO Dal 1 al 14 luglio
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OLIMPIADI Yang Qian con la carabina
Alle 10 e 30 del mattino di sabato 27 luglio, i Giochi di Parigi assegneranno la prima medaglia d’oro col ricordo ancora fresco della cerimonia d’apertura al Trocadéro, con il braciere acceso ai piedi della torre Eiffel, la sfilata sulle barche lungo la Senna [se tutto sarà confermato di qui a luglio]. Tocca al tiro a segno aprire le Olimpiadi, con la carabina da 10 metri a squadre mista, dove la Cina difende il titolo di Tokyo. Yang Qian è la stella della specialità. Tre anni fa vinse anche l’oro individuale, ma al ritorno in patria è stata criticata dagli utenti di Weibo per aver pubblicato le foto della sua collezione di scarpe Nike.
QUANDO 27 luglio
OLIMPIADI Isabell Werth nel dressage
Nove volte campionessa del mondo, 21 volte campionessa europea e 14 volte campionessa tedesca. Ma soprattutto sette ori olimpici e cinque argenti nel dressage. Nessun atleta in attività, uomo o donna, ne ha più di lei. Viene dalla Westfalia e cavalca non per benessere familiare, ma per familiarità con i cavalli. Suo padre è un contadino. Lei ha studiato legge e ha lavorato come avvocato. L’oro a squadre e l’argento individuale di Tokyo sono arrivati con la sua fedele Bella Rose, guarita da una dermatite agli zoccoli. Ma dopo otto anni di gare in giro per il mondo, Bella Rose se n’è andata a riposare. Werth si presenta a Parigi con il suo nuovo cavallo, si chiama Quantaz. Stanno provando a fare amicizia. Agli ultimi Europei è arrivato un sesto posto nella classifica individuale al Grand Prix Spécial, un quinto nel Grand Prix Freestyle e una medaglia d’argento con la squadra.
QUANDO Dal 30 luglio al 4 agosto
OLIMPIADI Mathieu van der Poel e le sue molte biciclette
Professione: avversario di Wout van Aert. Dove? In strada, in terra, in ogni luogo. Sull’asfalto delle grandi classiche del Nord, sul fango tra Belgio e Olanda nel ciclocross. Come se tutti i km in bici percorsi negli otto mesi precedenti non potessero bastargli – dopo aver difeso la maglia iridata del ciclocross [4 febbraio], dopo aver affrontato con il numero 1 dietro la schiena la Sanremo [16 marzo] e il Fiandre [31 marzo] – l’olandese nipote di Raymond Poulidor si presenta ai Giochi di Parigi puntando all’oro in una terza disciplina diversa, nella mountain bike.
QUANDO Il 29 luglio
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OLIMPIADI Brittney Griner a canestro
Moriamo dalla voglia di sapere chi comporrà il Dream Team capitolo IX, se vedremo mai LeBron James insieme a Steph Curry, Anthony Davis, Joel Embiid fresco di nuovo passaporto USA, Ja Morant, magari Paolo Banchero. Presto scopriremo se c’è di nuovo in posto nella Nazionale femminile americana per Brittney Griner, ancora in carcere in Russia mentre le sue compagne vincevano un altro titolo mondiale in Australia. Lei ha in un cassetto l’oro olimpico di Rio e di Tokyo. Quando la Casa Bianca l’ha riportata a casa con uno scambio di prigionieri, disse: . Non giocherò mai più all’estero. Ma certo non voleva dire che non salirebbe su un aereo direzione Parigi. Nell’ultima stagione a Phoenix ha segnato 17.5 punti di media a partita e preso 6.3 rimbalzi. A occhio un posto glielo trovano, anche per il simbolo che è diventato. Lei spera: «È una sensazione diversa quando giochi con gli Stati Uniti alle Olimpiadi, rappresenti l’intero paese e tutti ti sostengono. Ascoltare il nostro inno e guardare la bandiera alzarsi. Probabilmente non riuscirò a trattenermi. Pochissime, pochissime persone capiranno quell’emozione». La finale per l’oro femminile del basket sarà l’ultimo evento in programma prima della cerimonia di chiusura.
QUANDO Finale: 11 agosto
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PARALIMPIADI Bebe Vio superstar
Nel mese di ottobre è arrivato a Terni il quinto titolo mondiale, a Parigi cercherà il terzo oro paralimpico dopo quelli individuali a Rio 2016 e Tokyo 2020+1. Bebe Vio è la figura guida del movimento paralimpico italiano, nono al mondo alla fine della scorsa edizione in Giappone con 14 medaglie d’oro, 29 d’argento e 26 di bronzo. Con un pensiero per Alex Zanardi.
QUANDO Dal 28 agosto
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CICLISMO Demi Vollering sull’Alpe d’Huez
L’anno giusto per unire i puntini fu il 2022. Il Giro d’Italia partì dall’Ungheria, il Tour de France dalla Danimarca, la Vuelta España dall’Olanda. Negli ultimi vent’anni il via di una grande corsa a tappe da un paese straniero è diventato una consuetudine e una discreta occasione per ingrossare il ventre degli introiti. Il Giro l’ha onorata per otto volte [nel 2018 da Gerusalemme], la Vuelta tre, il Tour si è spinto a dodici. La tredicesima arriverà il 29 giugno, quando la prima maglia gialla sarà decisa dalla Firenze-Rimini, 206 km tra Toscana e Romagna, un ponte per ricordare insieme Gino Bartali e Marco Pantani. Il giorno dopo si partirà dalla sua Cesenatico per andare a Bologna, e dopo ancora verranno la Piacenza-Torino, la Pinerolo-Valloire.
Il Tour non era mai partito dall’Italia. Sarà anche la prima volta di una chiusura fuori Parigi. L’ultima tappa è a Nizza, per non gravare sulla capitale, già stressata dalle Olimpiadi imminenti.
Anche il Tour femminile parte dall’estero, da quell’Olanda che domina la scena con le sue fuoriclasse da una decina d’anni. L’ultima stella è Demi Vollering, maglia gialla nella scorsa edizione. La belga Lotte Kopecky torna a sfidarla su un percorso magnifico. Il nome della quarta tappa, la Valkenburg-Liegi, ricorda sia l’Amstel Gold Race sia la Liegi-Bastogne-Liegi. Le cicliste atlete affronteranno il Cauberg, la Côte de la Redoute e la Roche-aux-Faucons. L’ultimo giorno è leggendario, dal Col du Glandon fino ai famosi 21 tornanti dell’Alpe d’Huez.
QUANDO Dal 12 al 18 agosto [le donne]
VELA Francesca Clapcich in America’s Cup
Luna Rossa ci riprova. Per sfidare New Zealand in America’s Cup dovrà superare nella Louis Vuitton Cup gli svizzeri di Alinghi sponsorizzati Red Bull, American Magic del New York Yacht Club, i francesi di Orient Express in arrivo dalla Société Nautique de Saint-Tropez, Britannia dello Royal Yacht Squadron, marchiata Ineos. Il 2024 è anche l’anno della prima America’s Cup femminile. Nei 100 e passa anni di storia del trofeo, la partecipazione delle donne è stata minima: Dawn Riley con America 3 nel 1992 e l’equipaggio di Mighty Mary con Leslie Egnot skipper nel 1995. Prima e dopo il nulla.
Il lancio della versione femminile presenta allora delle ombre. Il Giornale della Vela ha parlato di “panda da proteggere”, una sorta di ghetto che allontana ulteriormente la possibilità di avere equipaggi misti nella America’s Cup storica. Le AC75 sono di fatto precluse alle donne per esigenze di potenza idraulica, ma l’organizzazione non ha preso in considerazione altre ipotesi. Qualche settimana fa Elodie Jane-Mettraux, svizzera di Alinghi, ha confessato a La Stampa la sua intenzione di ritirarsi dalla Coppa perché le donne sono sottopagate. Le è stato offerto uno stipendio dieci volte inferiore a quello di un uomo.
Il New York Yacht Club ha invece annunciato l’ingaggio di Francesca Clapcich, triestina, passaporto anche americano, fresca vincitrice della Ocean Race con l’equipaggio di 11Th Hour Racing. Al suo fianco Erika Reineke [ai Giochi di Parigi nei Dinghy], Steph Roble [olimpica nel 49er a Rio, Tokyo e forse Parigi], Helena Scutt [olimpica a Rio nel 49er, top-10 nel Nacra], Anna Weis [olimpica del Nacra 17 a Tokyo].
QUANDO Dal 2 ottobre
Una selezione ragionata dei temi e dei protagonisti del giorno, con contenuti originali o rielaborati, con brevi estratti degli articoli più interessanti usciti sui quotidiani italiani e stranieri, i siti, i blog, i social, le newsletter e le riviste specializzate, con materiale d’archivio, brani di libri e biografie. Una guida e un invito alla lettura e all’approfondimento.
Orson Welles diceva: il montaggio è tutto.
A cura di Angelo Carotenuto.
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