C’è un sospetto sulle scarpe magiche. Indeboliscono muscoli e tendini

Fermi tutti. E se le scarpe magiche non fossero così magiche? Per dirla in termini fiabeschi: se invece di essere gli stivali delle sette leghe fossero una specie di carrozza di Cenerentola, un meraviglioso dono che a mezzanotte diventa una zucca e ti porge il conto da pagare? Il dubbio sta cominciando a circolare nella comunità scientifica, come riferisce il quotidiano spagnolo El Mundo. Borja Muñiz, ricercatore presso l’Università di Saragozza, membro del gruppo Sub2hrs, uno dei più attenti alle invenzioni applicate all’atletica, dice che «in questo momento c’è molto clamore, la letteratura scientifica è in costante revisione, ci sono articoli che indicano come il beneficio di queste scarpe possa raggiungere il 12%, ce ne sono altri che indicano come i corridori possono invece avere prestazioni peggiori. Inoltre, l’effetto a lungo termine di questa scarpa non è affatto chiaro».

Così, stiamo per slittare da un mondo pieno di fascino a un modo carico di inquietudine. Ormai quasi un decennio fa, gli ingegneri della Nike hanno avuto per primi l’idea di inserire una piastra in fibra di carbonio al centro di un paio di scarpe, rivoluzionando un oggetto a noi familiare e un gesto semplice come correre. Tutti hanno iniziato a diventare più veloci. Secondo i primi studi e i primi annunci, nella misura del 4% su strada. I record delle maratone e delle mezze maratone sono crollati, i raduni di massa si sono riempiti di runner che indossavano quelle scarpe. Una diffusione così massiccia da impedire alla federazione ogni azione di contrasto, come invece aveva potuto fare la federazione di nuoto con i costumoni. Le aziende hanno cominciato a inseguirsi per generare modelli sempre migliori, piano piano le scarpe con le suolette rialzate e con la schiuma sono arrivate anche su pista.

Oggi è impossibile – sottolinea Javier Sánchez su El Mundo – vedere una gara, dalla maratona di Berlino alla corsa popolare di San Esteban de Litera – senza che ci siano quei tacchi altissimi, così di moda. Bella invenzione, ma se poi non fosse così meravigliosa?.

Muñiz è sicuro che queste scarpe siano «abbastanza instabili, hanno bisogno di un periodo di adattamento. Gli studi pionieristici erano molto chiari, parlavano di un il miglioramento del 4%, ma non è così. Non è così semplice. Ci sono corridori che ne traggono molti benefici, e forse più del 4%, altri che non ne traggono alcun vantaggio. Quello che vogliamo studiare ora è perché accade. Non so se dipende dal tipo di passo del corridore, dal suo peso o da altre variabili. Si tratta di informazioni molto rilevanti per il futuro».

El Mundo ipotizza che le scarpe magiche possano perfino essere dannose. I ricercatori delle università di Harvard, Palo Alto e Amburgo hanno avvertito dei pericoli in uno studio pubblicato da Sports Medicine. Grazie all’effetto rimbalzo che provocano, le scarpe con piastra in fibra di carbonio – si legge – riducono lo schiacciamento dei muscoli e aiutano il recupero, ma li ammorbidiscono. Se vengono utilizzati in tutti gli allenamenti, la falcata cambia, i muscoli e i tendini perdono forza e tutto questo finisce per intaccare le ossa”. I ricercatori hanno presentato diversi casi di fratture da stress dello scafoide del piede – una lesione molto difficile da guarire – e l’hanno messa in relazione all’uso prolungato delle scarpette magiche. Nelle loro conclusioni hanno accettato il fatto che non esistono ancora prove sufficienti per definirle un rischio, ma hanno chiesto ulteriori studi sulla loro relazione con alcuni dolori specifici. State pensando anche voi che…?

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