Lo Slalom del 8 gennaio | Cosa leggere, sapere e vedere

 

 

giovedì 8 gennaio 2026

 # 1  giorno ai  quarti di finale di Coppa d’Africa

 

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►  L’INTER HA guadagnato altri due punti in classifica sul Napoli proprio a quattro giorni dallo scontro diretto di domenica a San Siro: 2-0 al Parma con la Di-Thu mentre il Napoli ha fatto 2-2 con il Verona. Vittorie in trasferta per l’Atalanta a Bologna [0-2] e per l’Udinese a Torino [1-2]. Oggi Cremonese-Cagliari e Milan-Genoa.

◇  Anche in Premier League la classifica sta prendendo una forma più definitiva. Il Manchester City e l’Aston Villa hanno pareggiato, il primo Chelsea post-Maresca ha perso col Fulham. Stasera Arsenal-Liverpool, l’occasione per Arteta di andare a +8.

◇  Mario Balotelli ha trovato un’altra squadra. Ha firmato per due anni con l’Al-Ittifaq negli Emirati Arabi. Ma il presidente è italiano ed è lo stesso proprietario del Chievo in serie D. 

◇  Lo slalom notturno a Madonna di Campiglio è stato vinto dal francese Clement Noel davanti al finlandese Eduard Hallberg e all’altro francese Paco Rassat. Sabato c’è il grande classico del gigante ad Adelboden. 

◇  L’ultimo vincitore del Giro d’Italia si ritira. Simon Yates ha annunciato l’addio all’età di 33 anni. Otto mesi fa era in maglia rosa. Nella lettera pubblicata sul sito della Visma, dice che forse qualcuno resterà stupito ma lui ci stava pensando da tanto. 

◇  Due vittorie italiane nella Champions maschile di pallavolo, con Perugia al tie-break sul campo del Las Palmas e con la Lube a Leuven. Nella Champions femminile invece Milano è caduta in Turchia con l’Eczacibasi allenato da Giulio Bregoli, la squadra dove potrebbe giocare Kate Antropova l’anno prossima. Conegliano ha vinto 3-0 in Poloni a a Lodz. 

◇  In NFL sembrano parecchio scossi dal fatto che i Baltimora Ravens hanno licenziato John Harbaugh, il loro coach da 18 anni, con 12 play-off raggiunti e un Super Bowl vinto. Sicuro che fosse il momento giusto?si domanda Scoop City, la newsletter tematica sul football di The Athletic. Non dovete stare in pena per Harbaugh. Scrivono in America che dal primo minuto di disoccupazione ci sono nove squadre che lo vogliono. 

 

   

Non esiste nulla di definitivo figuriamoci gli addii

Pier Vittorio Tondelli

 

   

Simon Yates è uscito dal gruppo

Noi diciamo shock, lui lo chiama orgoglio. Noi diciamo: improvvisamente, lui parla di un tempo giusto. Noi parliamo di rinuncia, lui di un capitolo che si chiude senza strappi. Dove cerchiamo rumore nell’addio al ciclismo di Simon Yates, lui ci fa trovare una parola ancora troppo rara. Pace. Se ne va da uomo risolto. Non c’è nulla di altri addii drammatici. Nel messaggio consegnato ai suiveur e ai divaneur dal sito della sua ormai ex squadra, Yates rifiuta sia l’epica della resa sia quella della nostalgia. Non smette perché non ce la fa più, ma perché ha finito il lavoro. Smette perché succede. Capita. 

Sette mesi fa aveva la maglia rosa. È l’ultimo vincitore del Giro d’Italia, e forse stamattina l’albo d’oro ha una ragione di più per rimpiangere di non aver visto ricamato il nome di Isaac Del Toro. Alla riga 2017 avrebbe avuto un’alba e non un tramonto. 

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Il capolavoro di Van Aert nel Giro ribaltato da Yates

Quando Wout Van Aert si è infilato di buon mattino nel gruppo in fuga già a 150 km dal traguardo, sulle ammiraglie della UAE e della EF evidentemente non c’era nessuno che avesse memoria di come certe volte si corre nelle grandi tappe di montagna per far saltare la classifica. Eppure non è una strategia passata sotto silenzio. Chi vuole spettinare la corsa, manda in avanscoperta un grande corridore. Il suo compito è farsi trovare già davanti lungo la salita, quando arriverà il capitano. La UAE e la EF non solo non hanno mandato nessuno in fuga, ma la fuga di Van Aert non l’hanno neppure capita. Troppo impegnati a ridere dei suoi secondi posti, lo abbiamo trascurato.

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artefici

Alaphilippe invece non ci pensa proprio

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Julian Alaphilippe invece non ci pensa affatto. L’attenzione intorno a lui si è spostata in modo quasi ossessivo: non interessano più il cambio di squadra o l’eredità lasciata alla Quick-Step, ma il tempo che passa, il corpo che presenta il conto, perfino i primi capelli bianchi. A Moraira, durante la presentazione della Tudor, il campione francese ha capito subito che il nuovo tema per lui sarebbe stato quello: l’età, il possibile declino, la fine che si avvicina. Eppure, a 33 anni, reduce da una stagione chiusa con una vittoria in Québec, Alaphilippe non accetta l’idea di essere già oltre il picco.

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 Che cosa stanno leggendo in Europa

⬤   Il 5-0 del Barcellona in semifinale di Supercoppa sull’Athletic Bilbao domina tutte le prime pagine dei quotidiani sportivi spagnoli. Esibizione strilla il Mundo Deportivo dalla Catalogna, mentre su Sport – aillocə – spunta la manita. As invece si porta sulla seconda semifinale di stasera un derby al liteviene definito, nel senso di partita chiave per il futuro di Xabi Alonso contro un Atlético frustrato nella Liga.

⬤  ⬤   L’Equipe dedica la prima pagina al suo sciatore primo nello slalom di Madonna di Campiglio. Giuoca con le parole e dice: Noel a gennaio, dove Noel è sia Clément sia il Natale

⬤  ⬤  E veniamo a noi. Scatto Inter freme la Gazzetta e poi: Rabbia Conte per il rigore al Verona e il gol tolto a Hojlund. Luigi Garlando dedica la sua rubrica ai novanta’anni di mm mm Dan Peterson: Preparate gli auguri. Il Corriere dello sport-stadio celebra Thuram: Inter più e parla di Bologna sparito. Tuttosport apre con Vlahovic per l’Inter ma non è mercato. È la notizia dell’ipotesi di un suo rientro in tempo per la partita di San Siro a metà febbraio. Toro-Baroni, che strazio è il secondo titolo. Mosse sbagliate, errori assurdi (Paleari compreso), incapacità totale di dare continuità nel risultati e nel gioco

 

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I temi del giorno

 

 

vero o falso   Il Teorema Gratta e Vinci

Lo sapete. È una piccola ossessione di questo spazio. Quanti punti si possono assegnare negli scontri diretti? Facciamo pure che le squadre in corsa per uno scudetto siano cinque. Non succede mai. Ma poniamo. In questo caso i punti sul tavolo a disposizione di ciascuna sono 24. Il montepremi con le altre quindici è di 90 punti. Cosa pesa di più per uno scudetto? La risposta è immediata. In teoria si può diventare campioni d’Italia anche perdendo otto partite su otto contro le prime-quattro ma vincendo tutte le altre – sempre che nessuna delle altre quattro abbia avuto la stessa idea. Lo chiameremo Teorema Gratta e Vinci [Ti piace vincere facile]. Il Napoli di Conte ne è uscito indenne un anno fa, quando lasciò alle squadre della parte destra della classifica 11 punti. Riuscì a capovolgere la trama del campionato quando pure l’Inter prese a dissiparne. 

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Le analisi

 

Il ritorno del Kuwait sulla scena del calcio internazionale

Il gol di Giresse era già negli appunti quando dentro lo stadio di Valladolid si mosse una figura che doveva restare al suo posto. Fahad al-Ahmed al-Jaber al-Sabah scese i gradini della tribuna, attraversò la linea laterale e andò a parlare con l’arbitro. Disse che i suoi avevano sentito un fischio, che si erano fermati per quello. L’arbitro ascoltò, annuì e annullò il gol. Se quarantaquattro anni dopo vogliamo trovare un momento nel quale gli sceicchi hanno cominciato a prendersi il calcio, quel momento fu al Mundial del 1982. Francia-Kuwait. Il gioco riprese senza discussioni o proteste organizzate, quasi in silenzio. Era tutto così irreale. I francesi guardarono l’arbitro, poi il tabellone. Nessuno capì davvero cosa fosse successo. Una nuova misteriosa regola non scritta aveva trovato il modo di farsi vedere.

Dov’era finito il Kuwait in tutto questo tempo, soppiantato da Supercoppe fra Doha e Riad, lo racconta stamattina L’Equipe.

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popoli

L’uomo statua sgretolato da un gol subito

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    DI AMIRA IOZZI BOUDERBALA 

Restare fermi non è così facile. Gli artisti di strada lo fanno tutto il giorno sui loro trampoli. Il braccio pesa. I muscoli bruciano. Il corpo chiede di scendere e di cambiare posizione. Ti implora di tornare umano. Il gesto sembra semplice, invece il tempo comincia a scavare. Il sangue rallenta, le articolazioni si irrigidiscono, la gravità prende confidenza con la carne. Ogni minuto aggiunge una frazione di peso che non si vede. Non affligge un dolore netto, ma una somma silenziosa di momenti. È una stanchezza che non ha sfogo.

Michel Nkuka Mboladinga si è infilato con i suoi non-gesti tra le foto più esibite di questa Coppa d’Africa. Una volta gli inviati venivano a raccontare prodezze di stregoni e fattucchiere. Ora meno. Ma se allo stadio c’è un tipo come Michel Nkuka Mboladinga fa molto Africa. Ha seguito le partite della sua squadra senza muoversi. Come fanno i pali delle porte, e nemmeno sempre, in mezzo a tamburi, urla, risate, e poi improvvisi silenzi. Quando l’Africa si raduna per il calcio non conosce mezze misure. Vive tutto e subito. 

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La Macchina del tempo 

 

 

Le donne dicono le parolacce e i giovani uccidono per una chitarra

  L’8 gennaio del ‘66 è un sabato e l’inviato del Cremlino per la missione di pace in Vietnam viene accolto con freddezza in Cina e con calore ad Hanoi. Le foto mostrano Scelepin in colbacco e cappotto come Totò e Peppino quella volta a Milano. A Napoli si apre il congresso del PSDI con l’obiettivo della riunificazione con il PSI entro l’anno per andare come un vecchio-nuovo soggetto alle elezion i del Sessantotto. In città si è dimesso il sindaco Ferdinando Clemente di San Luca e la giunta ha incaricato Giovanni Principe, segretario provinciale della Dc. 

In cronaca nera spicca il caso di un sedicenne di Roma che ha ucciso con dieci pugnalate per trentamila lire. Non voleva chiederle al padre. Gli servivano per comprare una chitarra elettrica. Ha agito mettendo una maschera di Diabolik. La somma di Diabolik + chitarra elettrica rende subito tutto generazionale, le colpe cadono sulla gioventù, i suoi nuovi idoli e questi tempi che non sono come quelli di una volta. Così si scatenano gli opinionisti – che però si chiamavano elzeviristi. 

Giulio Nascimbeni scrive sul Corriere d’informazione: Non faremo il solito processo di queste occasioni: il processo ai fumetti, ai bang, agli smash, alle copertine violente, alle storie brulicanti di morti come formicai. Dicono che ogni settimana i colorati fascicoletti si vendono a milioni in tutto il mondo. Per un tale che ammazza un altro dopo un sorpasso non si chiede l’abolizione delle automobili

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Oggi

 

Profezie non richieste sulla partita del giorno

Mirra Andreeva vs Nosková

  DI SANDRA CASSANDRA

Andreeva e Nosková si affrontano in una partita che mette di fronte due idee di precocità. Mirra arriva con un tennis che privilegia lettura, variazioni e gestione dello scambio. Ama aprire il campo con angoli e cambi di ritmo, scegliendo con cura quando accelerare. Nosková propone invece una trama più diretta, basata su servizio e primo colpo, con l’obiettivo di accorciare gli scambi e imporre potenza fin dall’inizio.

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Kostyuk vs Anisimova

BRISBANE

Marta Kostyuk e Amanda Anisimova hanno avuto due carriere segnate da una stessa frattura. Il talento era arrivato troppo presto, quando il corpo e la mente non erano forse pronte per seguirlo. Anisimova è stata l’enfant prodige che ha dovuto fermarsi, non per qualche infortunio, ma per sopravvivere a sé stessa.

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Il Teleco-Slalom

 Tutto lo sport oggi in tv

 

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L’ultimo scroll

 

Reggio Emilia e Parma

29 giorni a Milano

Il fuoco da Tondelli a Verdi e Bertolucci

È un concept, questo viaggio. Così dice il sito dei Giochi. Un concept. Come i dischi del rock progressivo anni Settanta. E niente, allora il concept oggi tocca Maranello, Sestola, Modena, Reggio Emilia e Parma. Il nido della Ferrari, del tricolore e di quel formaggio che ci fa mamelicamente rivaleggiare con la France. 

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Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde non più di due aggiornamenti quotidiani, probabilmente un riepilogo serale con rassegna mattutina e nuovi sviluppi. Non vi impressionate. È una cosa riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30. 

Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link 

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