La fiaccola olimpica a Reggio Emilia e Parma: il fuoco di Tondelli e Bertolucci

Reggio Emilia e Parma

29 giorni a Milano

Il fuoco da Tondelli a Verdi e Bertolucci

È un concept, questo viaggio. Così dice il sito dei Giochi. Un concept. Come i dischi del rock progressivo anni Settanta. E niente, allora il concept oggi tocca Maranello, Sestola, Modena, Reggio Emilia e Parma. Il nido della Ferrari, del tricolore e di quel formaggio che ci fa mamelicamente rivaleggiare con la France. 

Ma a Reggio Emilia, per esempio, il fuoco incrocia pure Pier Vittorio Tondelli, che in Altri libertini ne aveva messa – eccome – di energia vitale, trasgressione e ribellione giovanile contro il conformismo. In Postoristoro il fuoco è l’energia caotica e bruciante degli anni ’80: E allora via, fuori, verso le luci della stazione, verso il calore dei bar, verso quell’incendio di vita che ci aspettava ogni sera. […] Bruciavamo i giorni come se non dovessero finire mai, in una fiammata di musica e di sogni che ci consumava la pelle, ma che ci faceva sentire vivi, finalmente vivi, oltre la nebbia della provincia

Il fuoco di Olimpia stasera dorme a Parma, e Parma significa Giuseppe Verdi, che ha preso il fuoco e ne ha fatto anche lui una metafora delle passioni distruttive, come la gelosia e l’odio. È pieno di critici che analizzano in Otello il contrasto tra la purezza dell’acqua e la forza travolgente delle fiamme [Fuoco di gioia! l’ilare vampa fuga la notte col suo splendor]. 

E il Trovatore? Di quella pira è la citazione più celebre: “Di quella pira l’orrendo foco tutte le fibre m’arse, avvampò!”, oppure “Stride la vampa! la folla indomita corre a quel fuoco…”.

Il fuoco di Parma passa pure dal cinema di Bernardo Bertolucci. Erotismo, potere,dissoluzione. In un’intervista sul senso di Ultimo tango a Parigi una volta ha detto: “Volevo catturare quel calore soffocante, quel fuoco che divampa tra due sconosciuti in una stanza vuota. Non è il calore del sole, ma quello della carne e della disperazione. È un incendio controllato, che però finisce per distruggere tutto ciò che sta fuori da quelle mura”. 

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