L’Operazione Velasco va. L’Italia sta giocando la Nations League per tenere al riparo da ribaltoni la posizione nel ranking mondiale che vale il ripescaggio ai Giochi. Dopo una sconfitta allarmante all’esordio, la barca s’è rimessa dritta. La vittoria in Turchia contro la Turchia con una formazione sperimentale ha avuto un valore altissimo, ora in questa seconda finestra a Macao c’è la squadra al completo. Stamattina 3-0 alla Francia [“decisamente sottotono e lontana dalla qualità di gioco mostrata negli ultimi Europei”, Carlo Lisi, iVolley].
Le titolari di Antalya sono rimaste due, la neo-capitana Danesi e il martello Bosetti. Sono entrate Orro in regia, Egonu da opposta, Sylla alla banda, Lubian al centro, nella posizione di libero si festeggia il recupero di De Gennaro.
“Orro nel primo set ha forzato molto il gioco al centro, poi si è affidata con più continuità sulle sue attaccanti laterali” spiega iVolley. Fahr è entrata nel set finale. Egonu ha chiuso con 13 punti e 7 errori, gioca meno palloni perché Velasco chiede una distribuzione collettiva delle responsabilità in attacco, iVolley segnala “6 sue importanti difese, 5 concentrate nel primo parziale quando la partita era ancora un pizzico equilibrata”.
Domani mattina seconda partita della finestra cinese contra la Repubblica Dominicana, “molto più competitiva rispetto alla Francia, ma anche piuttosto incostante”.
LA SQUADRA CHE STA NASCENDO
Qualche giorno fa, ancora durante la finestra turca, Enrico Spada ha tracciato su Oa Sport un primo bilancio con un primo confronto.
“Con tutto il rispetto per chi lo ha preceduto – ha scritto – il termometro chiaro delle differenze sono i time out e le espressioni delle giocatrici di fronte alle indicazioni, anche variopinte, a volte perfino nonsense, del tecnico argentino. Chi può le confronti con quelle dello scorso anno”.
Oa Sport sottolineva “non tanto il trattamento riservato ad Egonu (per quanto poco comprensibile)” ma “la rinuncia a due giocatrici del calibro di Caterina Bosetti e Moki De Gennaro, determinanti in qualsiasi squadra del mondo tranne la Nazionale di Mazzanti, che ha fatto quello che credeva fosse giusto ma non doveva essere messo nelle condizioni di poter fare queste scelte, visto che della rottura insanabile tra le parti i dirigenti Fipav erano ampiamente a conoscenza”.
Sta nascendo una Nazionale profondissima, non solo per la coppia Antropova-Egonu [“Velasco dovrà andare in questo senso: renderle intercambiabili lasciando però intatte le gerarchie”], ma con la scoperto nel ruolo di libero di Ilaria Spirito e l’affermazione di “almeno un altro paio di giocatrici, reduci da una grande stagione e protagoniste assolute ad Antalya, Yasmina Akrari e Sara Bonifacio, potrebbero giocare titolari in gran parte di squadre nazionali sparse per il mondo” .
È fuori causa Elena Pietrini, scartata dopo i test medici e fisici. Luca Muzzioli su Volleyball ha scritto: “Un anno a giocare in Russia, a 24 anni, nell’anno preolimpico, non è una scelta saggia. Lo pensavo all’inizio della stagione, lo penso ancor di più ora. La qualità medica e di preparazione del nostro movimento sono di tutt’altro livello, così come sono certo che in Italia – in qualsiasi club – ci sarebbe stata una maggior attenzione al talento toscano rispetto al campionato russo nei riguardi di una straniera”.
Quel che aveva da dire Slalom su questa storia, era scritto qui a settembre scorso.
Elena Pietrini giocherà in Russia. Va tutto bene per la federazione che emargina Paola Egonu?