Lo Slalom del 7 gennaio | Cosa leggere, sapere e vedere

 

 

mercoledì 7 gennaio 2026

 # 1  giorno alla  Supercoppa di Francia

 

 

     

►  LA JUVENTUS e la Roma hanno ripreso a vincere, la prima con tre gol sul campo del Sassuolo e la seconda con due a Lecce. Hanno così staccato di nuovo il Como, che nel pomeriggio aveva vinto a Pisa 3-0 e si era portato al quarto posto. Il Como ha una partita da recuperare.

◇  Algeria e Costa d’Avorio si sono qualificate per i quarti di finale della Coppa d’Africa. Sfideranno Nigeria e Egitto. Gli altri due quarti sono Mali-Senegal e Camerun-Marocco.

 

   

Il basket? Dei giocatori troppo grandi per un campo troppo piccolo

Diego Maradona

 

  

Vent’anni di fallimenti nella pallacanestro italiana

Non c’era Valerio Antonini a Roma nel 2020, quando la Virtus non pagò la quarta rata di affiliazione di 35mila euro entro la fine del mese di novembre, prese inizialmente tre punti di penalizzazione, una multa e dopo puff – sparì – andò fuori dal campionato, lasciando la capitale senza pallacanestro in serie A. Nella stessa estate la Guardia di finanza mise sotto sequestro 100 milioni di euro riconducibili al patron della squadra di Avellino e la griglia rimase ulteriormente monca. Il campionato del 2020 non era neppure finito, la federazione e la lega si erano arrese al Covid e Torino si era arresa pure prima, penalizzata di otto punti per mancati pagamenti all’Inps e all’Irpef. Retrocessione e fallimento. Aveva appena vinto la Coppa Italia. Il curatore fallimentare scoprì che il trofeo in sede non c’era più. 

Il Covid c’entrava fino a un certo punto. In quell’estate del 2020, cinque anni fa, il bilancio dei fantasmi della pallacanestro aveva toccato le venti sparizioni in venti anni. Dal 1999 solo tre campionati si erano chiusi senza irregolarità. A Siena erano stati revocati degli scudetti, alla Fortitudo Bologna era stata negata l’iscrizione alla A2, Treviso era ripartita dalla Promozione, finanche la Virtus a un certo punto era stata radiata per problemi finanziari e dovette ripartire comprando il titolo di Castelmaggiore. 

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 Che cosa stanno leggendo in Europa

⬤   L’Equipe apre il giornale con la presentazione della squadra francese per i Giochi di Milano-Cortina

  I quotidiani spagnoli sono tutti concentrati sulla Supercoppa che si apre in Arabia. Mundo Deportivo parla di super duello per Barcellona-Athletic Bilbao di stasera. Arabia es capital dice As

⬤  Festa David titola la Gazzetta, mentre il Corriere dello sport-stadio enfatizza l’abbraccio tra Spalletti e il centravanti. Tuttosport: Scatto Juve. Riscatto David


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Le analisi

   

La tuta di Maduro

A ciascuno tocca abitare il mondo che ha contribuito a costruire. Così capita di stare mani e piedi dentro un giro di cose che dinanzi all’arresto del presidente venezuelano Maduro posa lo sguardo sulla sua tuta grigia, una tuta con il baffo Nike. Un dettaglio apparentemente secondario, ma in poche ore è diventato simbolo, messaggio e – ci mancherebbe – oggetto di consumo. L’Équipe con Louis Rousseau racconta come le immagini del blitz abbiano prodotto un’eco imprevista, una indignazione globale e un inaspettato interesse per l’abito indossato dal presidente venezuelano.

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Interpreti

 

 

    brontolo  Gian Piero Gasperini

Paolo Condò sul Corriere della sera sottolinea le reazioni di David e Ferguson nelle partite di ieri, due attaccanti – scrive – in odor di «esonero» con l’apertura del mercato invernale: dopo i recenti disastri stavolta sono stati i migliori, nella Juve e nella Roma, e almeno nel caso di Spalletti si può parlare di voto di fiducia, vista la decisione con la quale ha difeso e rilanciato il centravanti canadese. I brontolii interni alla Roma, avvertibili da settembre perché il mercato non ha soddisfatto (eufemismo) Gasperini, sono paradossalmente riemersi ieri da un silenzio, quello del tecnico a fine partita. Fra acquisti che tentennano (Raspadori) e cessioni ormai improbabili (Ferguson, chissà invece Dovbyk), si annunciano giorni bollenti.

 

  Mmm, mmm, fenomenale

Dan Peterson compie venerdì 90 anni e il Corriere della sera gli dedica oggi una pagina. Daniele Dallera racconta che si sveglia alle 7 del mattino e lavora tutto il giorno, scrive pezzi, commenti per la Gazzetta dello Sport , libri (l’ultimo insieme a Umberto Zapelloni «La mia Olimpia in 100 storie + 1», Minerva editore), viene ingaggiato per conferenze di team building, poco tempo fa ha prestato la sua voce per uno spot pubblicitario, lo invitano ovunque per ospitate televisive. Lui spiega che a 90 anni non si vive affatto di nostalgia, «sono un grande appassionato della ricerca storica, frequento e lavoro sugli archivi dei giornali, questo sì, ho anche una laurea in storia dello sport, ma questa non si chiama nostalgia. È lavoro, ricerca, e poi guardo con attenzione a presente e futuro» [Però poi dice che non c’è più il basket di una volta]. La cosa più divertente dell’intervista è la scoperta che Nanni Loy gli abbia dato dei consigli per girare gli spot. «Ai tempi del the Lipton mi disse: davanti alla telecamera devi guardare a sinistra e pensare che ci sia un bambino, poi guardare a destra e pensare che ci sia una signora anziana, una nonna. Se parli e piaci a loro, sei a posto».

 

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La Macchina del tempo 

 

 

Come giocheranno mai a calcio i nord-coreani

  Il 7 gennaio del ‘66 è un venerdì, i 150 milioni della lotteria di Capodannon sono andati a un biglietto venduto a Fiumicino e il presidente della Repubblica Saragat è ritratto in foto sulle prime pagine mentre distribuisce i doni della Befana ai figli dei dipendenti del Quirinale. La politica è alla vigilia del congresso del PSDI a Napoli e il partito ribadisce la sua fiducia al governo Moro, tra qualche giorno atteso in Parlamento per una verifica. Una crisi, secondo Preti, avrebbe solo l’effetto di paralizzare il paese. 

Il numero due dei comunisti sovietici, Alexandr Scelepin, è partito invece per Hanoi, a capo di una delegazione che comprende pure due esperti militari. È ritenuto un falco, in passato è stato anche a capo della polizia segreta, così in Occidente non credono che stia andando nel Vietnam del nord per convincere il governo ad accogliere il piano di pace americano. Non è improbabili che la missione abbia lo scopo di organizzare un più vasto rifornimento di mezzi bellici scrive il Corriere della sera

Il giornale ha mandato l’inviato Pietro Sormani in quella che si chiama la Kirghisia [“bce l’avevano descritta come una specie di Svizzera”] e il suo reportage da questo altrove dice che “nelle case, nei cimiteri, dovunque la tradizione islamica sopravvive a dispetto della propaganda antireligiosa. Unica, formale concessione ai tempi nuovi è la stella rossa accanto alla mezzaluna del profeta. Parla di immense pianure desolate, dove si vedono soltanto le tende dei pastori.

Un altrove resta il Mezzogiorno. È passato poco più di un secolo dall’Unità d’Italia e Rosario Romeo recensisce un saggio di Giuseppe Galasso uscito per Einaudi, Mezzogiorno medievale e moderno, nelle cui pagine si dimostra come il sud abbia partecipato alla evoluzione demografica, ma con ritardo e in modo passivo.

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Oggi

La Thu-la. O no

    È andata così. Pazienza. Svanita la possibilità di portare Cancelo a Milano e di inventare con Zielinski e Martinez la Ca-Zi-Ma, stasera Chivu torna a Parma – dove un anno fa tolse all’Inter due punti fatali per lo scudetto – e lo fa probabilmente con la Thu-La [ops], ma da quanto si legge in giro potrebbe anche cambiare idea e mettere Pio Esposito di fianco a Lautaro, gettando nel dramma i più fieri titolisti del paese, indecisi se si tratti di una Pi-La che dà energia e luce [si potrebbe anche vendere mezza pagina di pubblicità a tema], oppure se per caso non sia manifesti una Pio-La, che in fondo è garanzia di gol sicuri. L’importante è evitare di cadere in uno stato di abbandono con Dimarco-Sucic-Sommer [la Di-su-so] o sfidare la sorte sulle fasce e giocarsi il cielo come faceva quell’uomo nella canzone del tifoso Vecchioni con Dimarco e Darmian [la Da-di]. Meglio non pensare a cosa sarebbe successo nei titoli dei giornali se l’Inter avesse potuto a suo tempo affiancare Mertens a Dalbert. 

Comunque. Paolo Tomaselli sul Corriere della sera dice che Chivu sta lavorando molto per rendere più armonico lo sviluppo del gioco, che in alcune partite è stato quasi tutto sulla fascia sinistra, quella di Dimarco: Henrique a destra non ha lo scatto e la potenza di Dumfries, ma si sta applicando molto come ala tattica, per far salire appunto Barella, ma anche Bisseck. Da squadra capace di volare con gli esterni, l’Inter cerca così di trasformarsi in una macchina sempre più verticale e aggressiva nel recupero palla, con la maggior parte delle giocate per vie centrali. Anche per questo Zielinski è fondamentale. E rinunciare a Barella e a Lautaro è quasi impossibile.

 

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Il Teleco-Slalom

 Tutto lo sport oggi in tv

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L’ultimo scroll

Ferrara

30 giorni a Milano

Il fuoco di Orlando e dei Finzi Contini

Da Bologna la fiaccola di Olimpia arriva stasera a Ferrara, toccando la Cesenatico di Pantani, l’Emilia che dà sulla costa con Comacchio, Cervia, Ravenna e infine Ferrara, dove esercitò Ludovico Ariosto e dove nacque Giorgio Bassani.

In Bassani il tema del fuoco non è onnipresente come la nebbia o le mura, ma appare in momenti di forte carica simbolica, quando si affaccia la memoria. Il fuoco del focolare è rifugio e separazione dal mondo, rappresenta spesso il confine tra il mondo protetto dell’infanzia e la minaccia esterna della storia. In L’alba ai vetri Bassani descrive proprio il riverbero del fuoco nel salottocome qualcosa di accogliente e remoto rispetto al fango e alle ombre del viale, una barriera di fronte alle leggi razziali e alla guerra.

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Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde non più di due aggiornamenti quotidiani, probabilmente un riepilogo serale con rassegna mattutina e nuovi sviluppi. Non vi impressionate. È una cosa riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30. 

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