La tuta di Maduro

   

La tuta di Maduro

A ciascuno tocca abitare il mondo che ha contribuito a costruire. Così capita di stare mani e piedi dentro un giro di cose che dinanzi all’arresto del presidente venezuelano Maduro posa lo sguardo sulla sua tuta grigia, una tuta con il baffo Nike. Un dettaglio apparentemente secondario, ma in poche ore è diventato simbolo, messaggio e – ci mancherebbe – oggetto di consumo. L’Équipe con Louis Rousseau racconta come le immagini del blitz abbiano prodotto un’eco imprevista, “una indignazione globale e un inaspettato interesse per l’abito indossato dal presidente venezuelano”.

Per i feticisti: Maduro indossa un completo Nike Tech Fleece grigio, giacca e pantaloni, valore commerciale intorno ai 220 euro. Non è un capo raro né esclusivo, anzi, si tratta di uno dei prodotti più riconoscibili del catalogo, rilanciato di recente anche da collaborazioni pop come quella con il rapper britannico Central Cee. In Francia, lo stesso modello era stato visto pochi mesi fa addosso a Désiré Doué, all’arrivo a Clairefontaine con la nazionale.

Non è la prima volta che Maduro si mostra in abiti sportivi occidentali. Durante la pandemia si era rivolto al Paese indossando una felpa del Barcellona, club per cui non ha mai nascosto la sua simpatia, arrivando a commuoversi pubblicamente per l’addio di Messi. Stia attento Laporta a come si comporta: ci vuole un attimo a spingersi in Catalogna, afferrarlo e mettere un altro alla presidenza.

Anche Fidel Castro, ricorda Rousseau, possedeva capi Nike nel proprio guardaroba, chissà cosa direbbe Freud di questi simboli del capitalismo americano assorbiti, piegati e riutilizzati.

Dopo la diffusione della foto, l’effetto è stato immediato. L’Equipe dice che il Nike tech grey è esploso, aumentando di cinque volte le vendite in tutto il mondo e di quindici volte in Francia. Sì, sembra incredibile. Ma questo è. Le vendite del completo grigio — ribattezzato rapidamente “The Maduro Grey” — hanno registrato picchi improvvisi, con rotture di stock temporanee sul sito statunitense di Nike [con cui – per amore di chiarezza- Slalom non intrattiene rapporti commerciali]. Anche la boutique del Maiorca Calcio, il cui completo prepartita somiglia molto a quello indossato da Maduro, è stata presa d’assalto [no, non da Trump].

Ma la tuta non è rimasta soltanto un oggetto di desiderio o curiosità. È diventata anche un segno politico e questo è più interessante, “un simbolo di protesta contro l’ingerenza americana nella politica venezuelana”. In rete e nelle piazze, l’abbigliamento si è trasformato in linguaggio. Intanto, Trump ha lanciato avvertimenti ad altri luoghi e ad altri laghi, parlando della Colombia, della Groenlandia, del Messico, di nuovi equilibri da sistemare nei prossimi mesi, qualcosa dovremo fare anche là – ha detto – come un direttore sportivo che parla del centrocampo. A sei mesi dal Mondiale nord-americano, a due anni e mezzo dalle Olimpiadi di Los Angeles, con Paesi direttamente o indirettamente coinvolti, nel silenzio del CIO che non si sta domandando se gli USA siano passibili di sanzioni. Casomai noi siamo pronti: la presidente del Messico porta certi deliziosi foulard. 

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