La prima e ultima maratona di NY per Kipchoge

Eliud Kipchoge, tribù dei Nandi, il più grande maratoneta di sempre, non era mai venuto a mettersi le scarpe ai piedi sulle strade di New York. Debutta nella corsa più famosa del mondo proprio oggi per poi dire addio alle grandi gare. La prima e anche l’ultima volta di una leggenda scrive Emanuela Audisio su Repubblica. Non smetterà di correre, ma — come ha spiegato lui stesso — «per altri motivi e per altre ragioni». Mercoledì compie quarantun anni, e nell’industria delle last dance – come la chiama Audisio – ha già annunciato Antartide e Arabia Saudita come prossime mete.

È l’uomo che, nei ritiri sulle colline del Kenya, si pulisce la latrina da sé quando è il suo turno (ce li vedete Messi o Ronaldo?), dorme in una cella spoglia, legge Aristotele, Confucio e Paulo Coelho [«Di lui mi piace la frase: rispetta una legge, quella di non dirti mai bugie»]. 

Non ha più le gambe di una volta — racconta Repubblica. Si è piazzato sesto a Londra, nono a Sydney — ma è sempre l’uomo dei due ori olimpici, delle undici maratone Major, la stella d’Africa che in pandemia si fece fotografare su una sedia di plastica bianca con delle scarpe di lusso, da 900 e passa euro ai piedi. A Parigi si è ritirato a dodici chilometri dal traguardo e ha regalato le scarpe a chi lo incoraggiava [no, non quelle da 900 euro], poi è salito su un taxi – racconta Audisio – ed è sparito. Come fece Borg dopo la finale persa a NY da McEnroe. 

Oggi corre la terza gara dell’anno accanto all’altro grande vecchio, Kenenisa Bekele, quarantatré anni e terzo uomo più veloce di sempre. Let’s Run anticipa che nessuno dei due ha possibilità di tagliare per primo il traguardo. Audisio scrive che New York, la città che potrebbe avere il suo primo sindaco musulmano, non parla di Maga o di America First: resta Africa. L’ultimo americano a vincere qui era nato in Etiopia. Oggi i favoriti sono Benson Kipruto, Alexander Mutiso, Deresa Geleta e Abdi Nageeye. Nella gara femminile ci sono Sifan Hassan, e contro di lei le kenyane Sharon Lokedi, Hellen Obiri e Sheila Chepkirui, ognuna per sé, ma chissà se nella notte non abbiano studiato una strategia comune

 

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Storia del maratonauta Kipchoge e dei suoi record

Un maratoneta è un samurai senza spada. Questa è di Mauro Covacich. Ma un maratoneta senza maratona chi è? Bikila Abebe era una guardia del corpo dell’imperatore d’Etiopia. Spyridōn Louīs un pastore. Dorando Pietri un garzone di pasticceria. Ma Paul Tergat niente, niente Haile Gebrselassie, niente Eliud Kipchoge. La contemporaneità esige maratoneti che lo siano anche senza una maratona  [26 SETTEMBRE 2022]

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Il grande rito della maratona di New York

Cielo nuvoloso, ma asciutto. Temperatura fra i 10 e i 15 gradi. Non è l’ideale per una maratona in autunno, ma è meglio dei 21 gradi registrati durante la settimana. Si comincia da Staten Island, si gira a nord attraverso Brooklyn e il Queens, e dopo i corridori si dirigono a ovest attraverso il Queensboro Bridge fino a Manhattan, a nord nel Bronx e di nuovo a Manhattan. Il traguardo è a Central Park, vicino al West 60s.  [3 NOVEMBRE 2024]

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