Con chi gioca a calcio la Russia

Insomma, eccoci qua. Sono cominciate le qualificazioni per i Mondiali americani, Trump e Putin si telefonano spesso, L’Equipe dedica la prima pagina di oggi alla nuova centralità della Casa Bianca nelle questioni politico-organizzative dello sport, mentre la Russia è ancora fuori dal perimetro del CIO, della UEFA e della FIFA. Stamattina almeno. 

Eppure la sua Nazionale di calcio ha una vita. Un po’ nell’ombra ma ce l’ha. L’anno scorso per esempio ha affrontato in amichevole Siria, Bielorussia, Brunei, Grenada, Vietnam e Serbia. In precedenza: Iran, Qatar, Cuba e Iraq. La Russia ha vinto le ultime sette partite di fila, segnando 31 gol e senza subirne.

A parte le squadre dei paesi che hanno legami più evidenti con il Cremlino, sono le africane che giocano più spesso contro i padroni di casa della Coppa del Mondo 2018. L’Under-23 egiziana è stata la prima a passare il confine nel settembre 2023, solo sei mesi dopo l’imposizione del bando. Anche il Camerun è stato a Mosca e il Kenya ha giocato contro la Russia in Turchia il mese successivo. La Nigeria farà presto il suo viaggio nella capitale russa a giugno, lo Zambia gioca oggi. 

Embed from Getty Images

«È solo una partita amichevole. Non ha nulla a che vedere con le partite ufficiali» ha detto il direttore delle comunicazioni della federazione dello Zambia Sydney Mungala a Deutsche Welle. Lo Zambia era rimasto senza avversari durante questa finestra internazionale. La partita con l’Eritrea è stata annullata per il ritiro della squadra dalle qualificazioni ai Mondiali, per timore – si dice – che i giocatori potessero approfittare dei viaggi all’estero per chiedere asilo. Un’altra partita contro la Repubblica del Congo è stata vietata dalla FIFA per l’interferenza della politica negli affari calcistici. 

«Quando la Russia ci ha chiamato, stavamo proprio cercando un’opportunità per tenere impegnata la squadra e non potevamo lasciarci sfuggire l’opportunità» dicono dallo Zambia. «La viviamo anche come un atto di solidarietà con l’umanità, ovunque essa si trovi. Per noi il calcio non è discriminazione».  

Dalla federazione in effetti fanno notare che tra zambia e Russia esistono «legami forti e duraturi. Lo Zambia e la Russia hanno una relazione amichevole che dura da 60 anni. Uno dei paesi che per primo ha mostrato solidarietà allo Zambia pochi giorni dopo l’indipendenza del 1964 è stata la Russia. La partita non significa che lo Zambia chiede il ritorno della Russia nella FIFA».

Questi legami diplomatici e culturali – spiega Deutsche Welle – sono nati quando esisteva l’Unione Sovietica e sembrano la ragione principale per cui molte squadre africane sono più interessate a giocare contro la Russia che con le squadre del resto del mondo. Un’altra partita del genere è stata programmata contro la Nigeria per il 6 giugno in una sede da individuare, lo ha annunciato la federcalcio di Mosca, ma non c’è stato ancora alcun annuncio sul sito web di quella nigeriana. 

«Il calcio non è guerra. Il calcio è lontano dalle questioni politiche» ha detto il reporter nigeriano Oluwaseun Idowu al media tedesco. «Non credo che giocare una partita amichevole con la Russia significhi che i paesi abbiano una visione della Russia diversa dal resto del mondo» 

La Nigeria ha sviluppato legami forti con l’Unione Sovietica durante gli anni ’60, quando il Cremlino sostenne il governo nigeriano nella guerra civile. Putin ha ricevuto il presidente Olusegun Obasanjo nel 2000 e i paesi hanno firmato un accordo militare nel 2017. La Russia ha in programma di costruire una centrale nucleare in Nigeria. 

Secondo Michelle Sikes, professore associato di kinesiologia e studi africani alla Penn State University negli Stati Uniti, la Russia e l’Unione Sovietica hanno utilizzato del soft power nella regione, accogliendo studenti africani nel paese per programmi culturali e sportivi, «Questo genere di cose può lasciare un’eredità duratura».  

I legami sportivi si sono ulteriormente rafforzati dopo l’invasione dell’Ucraina. I rappresentanti dei comitati olimpici nazionali di Namibia, Mali, Eswatini e Togo hanno partecipato a un summit con la Russia nel 2023. La stragrande maggioranza degli altri paesi ha inviato dei propri osservatori all’incontro, tra cui Nigeria e Zambia. Entrambi i paesi hanno votato a favore delle risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che chiedono la fine della guerra: molte nazioni africane sono preoccupate per gli effetti economici del conflitto sui loro paesi.

«Nei momenti difficili, gli amici non si riconoscono dalle parole, ma dai fatti» ha detto al summit il presidente del Comitato olimpico russo, Stanislav Pozdnyakov. 

«Ora possiamo davvero vedere chi sono i nostri veri partner e chi ha finto o continua a fingere».   

Il professor Sikes ricorda inoltre che l’Unione Sovietica è stato uno dei paesi più decisi nella lotta contro l’apartheid in Sudafrica rispetto a molte nazioni occidentali durante la Guerra Fredda. «È possibile – dice – che quei sentimenti positivi siano stati tramandati, facendo sì che la Russia apparisse più comprensiva nei confronti di alcuni paesi africani dove il razzismo e l’apartheid erano un problema enorme».  

Ha anche sottolineato che la distanza geografica dalla guerra rende l’aspetto militare molto meno presente nei pensieri dei paesi africani. L’attuale impegno della Russia nel continente mira a rompere l’isolamento diplomatico ed economico imposto dall’Occidente, a riaffermare la propria rilevanza sulla scena internazionale e a promuovere le proprie ambizioni geostrategiche in termini di presenza mineraria, energetica e militare in aree chiave come il Mar Rosso e il Mediterraneo, dice Deutsche Welle

Nessun tifoso dello Zambia è oggi a Mosca, ma si tratta di un altro piccolo passo verso la rottura dell’isolamento, almeno agli occhi di alcuni tifosi di calcio nel mondo


LEGGI ANCHE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.