Lo Slalom del 1 ottobre | Cosa leggere, sapere, vedere | Cosa succede LIVE Blog

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  • Il doppiofondo di Milano. Gli arresti nelle curve. La politica. La musica. I commenti In Spagna non ci sono struzzi di fronte alle violenze degli ultrà
  • EUROGOL L’addio di Griezmann alla Nazionale La notte di Chaaaampiooooons
  • RUOTE  C’è un Velodromo a Roubaix che aspetta Tadej
  • ACQUE  La barriera dell’America’s Cup alle donne
  • La guida allo sport in tv della giornata
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MARTEDÌ 1 OTTOBRE 2024

#LA SECONDA GIORNATA DI CHAMPIONS

CALCIO ITALIANO

Il doppiofondo di Milano

  Sedici arresti, due domiciliari, nell’operazione della Direzione distrettuale antimafia sono coinvolte le figure di spicco delle curve nel calcio di Milano, sospettate di essersi accordate per prendere il controllo delle attività economiche legate allo stadio, con estorsioni, intimidazioni, pestaggi: la vendita di biglietti sul mercato nero, le bevande, il merchandising, la gestione abusiva dei parcheggi. I capi ultras dell’Inter sono anche accusati di aver girato una quota degli introiti alla famiglia dei Bellocco di Rosarno, affiliati alla malavita organizzata. 

Fra gli arrestati ci sono Luca Lucci, capo degli ultras del Milan; Marco Ferdico, esponente di spicco nella curva dell’Inter; Renato Bosetti, nuovo capo del tifo nerazzurro dopo l’arresto di Andrea Beretta, accusato di aver ucciso qualche settimana fa Antonio Bellocco, probabilmente per un diverbio sul business del tifo. Due anni fa era successo a Vittorio Boiocchi, ammazzato sotto casa prima di Inter-Sampdoria. Per questo il procuratore antimafia Giovanni Melillo parla di «deriva criminale negli stadi» e il gip Domenico Santoro – scrive il Corriere della sera – apre un inquietante spaccato su come le società di Inter e Milan hanno in questi anni «assecondato» le brame dei gruppi che rivendevano i tagliandi con pesanti sovrapprezzi. Con gli ultrà che si muovevano in «una situazione di omertà paragonabile a quella che le organizzazioni di tipo mafioso sono in grado di ingenerare nel territorio dalle stesse controllato».

A parte le consuete lenzuolate con le trascrizioni delle telefonate, l’aspetto più interessante è nell’analisi di Luigi Ferrarella sul Corriere della sera, anticipata online da ieri. Riguarda le responsabilità dei club, responsabilità che il gip racchiude nel passaggio secondo cui «se stadio e attività economiche sono fuori da ogni controllo di legalità, ciò è almeno in parte anche causa di alcune carenze organizzative dell’Inter nei rapporti con la tifoseria». 

Scrive Ferrarella: Ecco perché, al pari del Milan per i rapporti con il capo ultrà Luca Lucci a dispetto delle sue condanne per traffico di droga e lesioni, a carico dell’Inter è stato iscritto dalla Procura un «procedimento di prevenzione», che, se le due società non alzeranno nei prossimi mesi il livello degli anticorpi organizzativi, in teoria potrebbe in futuro sfociare nella loro messa in amministrazione giudiziaria: istituto già usato su imprese alle quali, attraverso il libero esercizio dell’attività economica (pur se non illecita), possa essere rimproverato, anche solo a titolo colposo per inerzia o disorganizzazione o cedimento a intimidazioni, d’aver di fatto agevolato l’attività di indagati di un determinato catalogo di reati

Il gip Santoro trova che «è difficile non scorgere una scarsa conoscenza» del fenomeno da parte di una società «sottoposta a pressioni che prova a mediare nell’interesse della squadra», ma al prezzo di «sottovalutare il peso di certi accadimenti». Così c’è l’incontro organizzato tra gli ultrà e Skriniar quando il difensore voleva andar via, quello sventato con Simone Inzaghi perché «ci sono le telecamere» [volevano suggerirgli la formazione], 200 biglietti in più chiesti oltre la razione di mille, che da 200 diventano 500 per la incredulità degli stessi capi ultrà. 

Cosa rischiano Inter e Milan. Il Corriere dello sport-stadio scrive con Fabio Massimo Splendore: Da niente a inibizioni per i dirigenti, squalifiche per i tesserati, ammende pecuniarie o sull’utilizzo dell’impianto per le due società (solo le curve o tutto il Meazza chiuso). Fino alla penalizzazione. Questo è il ventaglio, risposte oggi non ce ne possono essere. Poi c’è l’aspetto extra sportivo, regolamentato dall’art 8 della legge 401 dell’89, quella dei Daspo, che in uno degli aggiornamenti sancisce: “è parimenti vietato alle società sportive corrispondere contributi, sovvenzioni, facilitazioni di qualsiasi genere ad associazioni di tifosi comunque denominate”. E questa è legge dello Stato.  Certo, la storia, come detto, è scabrosa e ha tinte criminali forti. La tempistica della Procura Figc è nota: 60 giorni dalla acquisizione degli atti, massimo due proroghe: diciamo che entro tre mesi arriveranno le determinazioni.

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IN SPAGNA NON CI SONO STRUZZI

Diario AS, giornale madrileno, torna sui problemi che a Madrid l’Atlético ha con i suoi tifosi – diciamo così – irruenti. Per ragioni di marketing territoriale avrebbero potuto scrivere che non sono delinquenti, hanno solo un brutto carattere, invece Alfredo Relano dedica il suo editoriale del giorno non solo al cosiddetto Frente ma pure ai legami che con esso esibisce il Cholo Simeone.

Il problema dell’Atlético – scrive – è che ha un allenatore che, se non fosse un allenatore, sarebbe al Frente, così mi ha detto ieri un amico. Simeone e il Frente si rafforzano a vicenda. Nei momenti difficili che ha vissuto, l’allenatore ha sempre trovato l’appoggio dei tifosi radicali. E ieri è uscito allo scoperto come un fulmine per proteggerli, sottolineando più e più volte l’atteggiamento di Courtois. Ma il club nella sua nota non ha retto la strategia dell’allenatore, anzi è stato enfatico. E il resto dello stadio ha fischiato i giocatori quando a fine partita sono andati ad applaudire la curva

Il madrileno Diario AS scrive con la sua firma di punta, il giurato spagnolo per il Pallone d’oro, che l’Atlético ha un problema e lo sa, un problema difficile da risolvere, perché nel Frente c’è gente pericolosa, non parliamo di semplici hooligans ragazzini, e il sostegno di Simeone li fa crescere. Ma è sempre più chiaro che la grande massa di tifosi sta prendendo le distanze. È qui che i dirigenti possono trovare la forza necessaria per fare quello che ha fatto Laporta appena arrivato al Barça, e quello che ha fatto Florentino quando ha licenziato Mourinho e gli Ultras Sur gli si sono rivoltati contro. Barça e Madrid hanno dimostrato che si può fare. La società è cambiata, la tolleranza zero ha un consenso. L’immagine di un tifoso con passamontagna che dialoga con Koke è aberrante. L’Atlético è debole da anni, si accontenta di espellere qualcuno quando viene colto in flagrante. Ma non è abbastanza. E non sono quattro gatti, come dice Koke, sono molti di più. L’Atlético ha bisogno di aiuto, ma il suo sforzo deve fare da guida, perché questa marmaglia è la ferita da cui sanguina il suo prestigio

 

  TITOLI

▥   Corriere della sera: Il feeling tra turismo e gol è il segreto del Como «Vogliamo creare valore». L’investimento dei ricchissimi fratelli Hartono dall’Indonesia. Il manager Suwarso: «Studiamo, Fabregas il nostro architetto»

 

POST-IT  Le persone anziane come il papà di Slalom ricordano ancora i tempi in cui i proprietari delle squadre di calcio dicevano – che so – vogliamo andare in Coppa UEFA, non: vogliamo creare valore. D’accordo, d’accordo, è la nostalgia dei propri 16 anni, non vi preoccupate, tanto dura un attimo, uno si ricorda dei brufoli allo specchio e passa subito. 


REWIND

LE IMMAGINI DELLA GIORNATA


  EUROGOL

L’addio di Griezmann alla Nazionale

 

Solo due persone sapevano. Solo due persone erano a conoscenza della decisione di Antoine Griezmann. Didier Deschamps è stato avvertito prima della pubblicazione del post con cui ha dato all’annuncio del suo ritiro dalla Nazionale, un’esplosione – la chiama L’Équipe – un tuono nel mondo del calcio francese, ma questa decisione era maturata nella mente di Griezmann da diverse settimane, e solo due donne conoscevano ogni dettaglio, sua moglie e sua sorella Maud, agente e confidente, una delle sopravvissute all’attentato al Bataclan del novembre 2015, era là al concerto degli Eagle of Death. 

A Euro 2024 Griezmann ha visto stravolto il suo status, spiega il giornale francese, e allora ha cominciato a mettersi in discussione. Ha iniziato a chiedersi se avesse ancora voglia di andare e venire, rinunciare al riposo, alla famiglia, andare in ritiro senza più la certezza di godere ancora della stessa considerazione da parte dell’allenatore.  Si sono dati ancora qualche giorno per pensarci prima di premere il tasto INVIO, giusto per vedere se la sensazione era solo temporanea. Non lo era, racconta Damien Degorre dalla Francia.

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  La notte di Chaaaampiooooons

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Si apre la seconda finestra della nuova Champions XXL. Non ci sono stasera in agenda partite che siano state una finale di Coppa dei Campioni in passato, ma Arsenal-PSG fu semifinale di Coppa delle Coppe nel ‘94. Per il resto, da certe scelte degli allenatori, da certi ragionamenti che le accompagnano, pare di poter scorgere un atteggiamento che è già speculativo verso la formula delle 8 giornate con 24 posti utili per passare il turno, rispetto alle 6 giornate con 2 qualificate. Prima non si poteva sbagliare mai, adesso beh, adesso puoi pensare di perderne anche una, anche due, anche tre, anche quattro, forse anche cinque, e di andare lo stesso all’eliminazione diretta. Se allora sei una squadra di seconda-fascia, perché spremersi contro una di prima, quando ti basterà fare il compitino contro le avversarie di terza e quarta? Ma forse è solo un pensiero malizioso. 

 

 

  LA PIÙ BELLA DI TUTTE LE BELLE

Il 9 è falso, il dibattito è vero. Così scrive L’Équipe a proposito del fatto che Luis Enrique ha utilizzato in questa stagione cinque giocatori diversi come attaccanti centrali nel suo sistema di gioco. Una rotazione talvolta imposta, ma soprattutto voluta, da un allenatore abile nel cambiamento permanente

Anche questa sera per la partita contro l’Arsenal l’identità del 9 verrà svelata ai giocatori solo poche ore prima della partita. Luis Enrique ha spiegato in conferenza stampa il suo desiderio di decostruire l’idea di posizioni fisse per i suoi giocatori. Siamo oltre l’imprevedibilità per gli avversari, qui siamo all’imprevedibilità per sé stessi. O almeno così ce la raccontano. 

Si sono dunque alternati finora Gonçalo Ramos, Randal Kolo Muani, Marco Asensio, Desire Doue e Lee Kang-in. Ousmane Dembélé lo aveva fatto nella stagione scorsa, ma stasera di certo non tocca a lui. Luis Enrique ha deciso di non convocarlo dopo una discussione tesa seguita alla vittoria di venerdì contro il Rennes. Anche se ha voluto minimizzare la vicenda – spiega L’Équipe – questo litigio tra i due non è poi così banale

Sul giornale francese spazio anche al ricordo dei 18 mesi trascorsi da Arteta come giocatore del PSG e all’allenatore che è diventato, alla sua attenzione per i calci piazzati, i suoi schemi, ripetuti all’infinito nelle sessioni di allenamento, sembrano pensati apposta per la Premier League. Se ne occupa un assistente francese, Nicolas Jover, fortemente voluto da Arteta già al Manchester City. Dall’inizio della stagione 2023-2024, l’Arsenal ha segnato venticinque volte su calcio d’angolo o su calcio di punizione. È la migliore squadra inglese da fermo. Un aspetto non trascurabile è la qualità dei piedi degli attaccanti. Se Nicolas Jover fosse stato il coach dei calci da fermo nella leggendaria squadra di quartiere di Zio Bruno, forse – forse eh – non sarebbero arrivati 25 gol. Senza offesa. Né per Jover, né per Santacroce e Sepacchione. 

 

 

  Il Corriere della sera anticipa: Inzaghi lancia il turnover pesante. La missione: ritrovare la magia. Paolo Tomaselli attacca così: Istruzioni per l’uso, per chi magari non ricorda tutte le otto avversarie dell’Inter nella nuova Super Champions: quella contro la Stella Rossa è la partita sulla carta meno impegnativa di tutto il girone nerazzurro, perché è a San Siro contro un avversario di quarta fascia. Certo i serbi, campioni in patria da 7 anni di fila, vanno rispettati, a partire dalla punta Ndiaye, nuovo eroe del club dopo i tre gol nel derby eterno con il Partizan. Ma è chiaro che l’Inter non può fallire e deve vincere oggi e poi a Berna per presentarsi con meno pressione all’impegno con l’Arsenal, a ridosso della super sfida con il Napoli

 

  Fonseca pretende una prestazione formato derby La fiducia c’è.  È vero che per come si sviluppa il calendario le principali chance di qualificazione passeranno dalle ultime quattro partite, contro le più agevoli Slovan Bratislava, Stella Rossa, Girona e Dinamo Zagabria, ma un segnale forte già stasera alla BayArena sarebbe fondamentale per dare una spinta ulteriore verso la definitiva uscita dalla crisi d’inizio stagione.

 

 DOMANI Kylian Mbappé ha convinto il Real Madrid a inserirlo tra i convocati per la partita contro il Lille di domani. Ha poche possibilità di giocare contro la squadra del fratellino Ethan, squalificato. Ma è lo stesso nella lista chi parte per la Francia. Così L’Équipe dice che questo lunedì, 30 settembre sembra tutto un 1° aprilecon l’inaspettato annuncio del ritiro dalla nazionale di Antoine Griezmann e pure la nota del Real Madrid col recupero di Mbappé così altamente improbabile per l’infortunio al bicipite femorale della gamba sinistra. Ma lui ha insistito – egghià portatemi, egghià – perché si tratta del suo primo ritorno in Francia con il suo nuovo club.  La sua presenza al quarto d’ora di allenamento aperto ai media martedì sera dovrebbe servire soprattutto a compiacere le telecamere e a coprire le tracce.

RUOTE

C’è un Velodromo a Roubaix che aspetta Tadej

 

  Dopo un Mondiale così, a un Tadej così, che altro rimane da fare? È giusto chiederselo all’indomani di una corsa dominata con 101 km di fuga, 50 in solitaria, la migliore peggior idea che gli potesse venire. È giusto chiederselo se Eddy Merckx lunedì mattina ha detto a L’Équipe che bisogna arrendersi, quel ragazzo sottile sottile vestito adesso di una maglia arcobaleno è più forte di lui. 

Il dibattito è ripreso stamattina da Alexandre Roos sul giornale francese, ricordando che il Cannibale – il primo, l’originale, è sempre stato un tifoso del golosone sloveno, ma finora non si era mai spinto a tanto, non al punto di accettare l’idea del sorpasso. 

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  ACQUE

La barriera dell’America’s Cup alle donne

 

Emanuela Audisio intervista stamattina su Repubblica Clelia Sessa, 26 anni, piemontese, lavora per Luna Rossa nel reparto di meccatronica: progettazione, idraulica, elettronica, software. È quella che Audisio definisce una Coppa America da fantascienza. Ma molto maschia. Da 173 anni sotto il vestito della Coppa America solo uomini. Eppure le donne veliste esistono: campionesse mondiali, olimpioniche, navigatrici solitarie, grandi skipper. Un equipaggio misto sarebbe possibile, se ci fosse un po’ di vento favorevole alle donne

➣  È mai salita su Luna Rossa?

«Purtroppo no. Mi piacerebbe moltissimo, ma non è una barca da gita, non ha spazio per gli ospiti.

Questi tipi di scafi gli Ac75 non sono da crociera e se devo dirla tutta io più che da salsedine sono una donna da lago. L’anno prossimo voglio fare i mondiali in classe Moth sul Garda».

➣  La Coppa America sembra poco inclusiva.

«È la competizione più vecchia del mondo, in tutti i sensi. Senza giochi di parole, un po’ di vecchiume c’è. Culturalmente fa fatica a uscire da una certa ottica, ma non esiste nessuna controindicazione alla partecipazione femminile.

➣  È fantascienza una donna timoniera o trimmer su Luna Rossa?

«Bisogna aspettare solo un po’, ma il tempo delle donne è arrivato anche sui bolidi del mare. Ce ne sono di bravissime con cui farei regate e attraverserei gli oceani senza paura».

 

  TITOLI

▥  Corriere della sera: “Luna, la partenza intelligente respinge l’assalto degli inglesi” – Regata show e altro pareggio, Spithill risponde alla mossa cattiva di Ineos

 


IL TELECOSLALOM

LO SPORT OGGI IN TV

LA GUIDA ALLA GIORNATA

TENNIS

5.00  WTA Pechino: ottavi di finale singolare femminile – su SuperTennis, Sky Sport

10.00  ATP Pechino: semifinali singolare maschile – su Sky Sport

Alcaraz vs Medvedev

Sinner vs Bu

12.00  ATP Tokyo: Finale, Fils vs Humbert – su Sky Sport

RUOTE

8.25  Giro di Langkawi: tappa-3 –  su Eurosport1 

13.00  Binche-Chimay-Binche Pour Dames – su Discovery+

14.25  Cro Race, tappa-1  – su Eurosport1

14.35  Binche-Chimay-Binche – su Discovery+

ACQUE

14.10  Louis Vuitton Cup, regata-7  e regata-8 –  su Sky Sport, Mediaset Infinity, il canale YouTube America’s Cup, Italia 1

PALAZZETTI E DINTORNI

18.00 Eurocup: Bahcesehir Kol. vs Besiktas, Lietkabelis vs Hapoel Jerusalem – su DAZN

18.00 Champions League: Aek Athens vs Maccabi Ironi Ramat Gan, VEF Riga vs Bonn – su DAZN

18.30 Champions League: Stettino vs Petkim Sport, Wurzburg vs Hapoel Holon – su DAZN

19.00 Champions League: Galatasaray vs Vechta su DAZN

19.00 Eurocup: Ulm vs Joventut – su DAZN

19.45 Eurocup: Hapoel Tel-Aviv vs BC Wolves – su DAZN

20.00 Champions League: Reggiana vs Rytas  e Saint Quentin vs Kolossos Rhodes – su DAZN

20.00 Eurocup: Cedevita Olimpija vs Venezia – su Sky Sport e su DAZN

20.30 Champions League: Murcia va Manisa e Oostende vs Unicaja – su DAZN

EUROGOL

18.45 Champions League: Stoccarda vs Sparta Praga e Salisburgo vs Brest – su Sky Sport

21.00 Champions League: Inter vs Stella Rossa, Bayer Leverkusen vs Milan, Arsenal vs PSG, Slovan Bratislava vs Manchester City, Barcellona vs Young Boys, Borussia Dortmund vs Celtic, PSV vs Sporting – su Sky Sport


IL LIVE DI SLALOM..

  IL CANALE WHATSAPP

 

Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde qualche aggiornamento quotidiano su temi, discussioni, rubriche pubblicate durante il giorno. Non vi impressionate. È una cosa poco invasiva, riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30.

Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link

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RASSEGNA..

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