Lo Slalom del 19 settembre | Cosa leggere, sapere, vedere | Cosa succede LIVE Blog

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  • ADDII Lo stupore bambino di una maschera chiamata Totò
  • PODEMI  L’esonero di De Rossi Le parole avventate di Ibra
  • EUROGOL  Il pareggio dell’Inter nel salotto di Pep Il ritorno del Bologna in Coppa dopo 60 anni Le partite di stasera: l’Atalanta contro la coppia di centrali che ha stregato gli inglesi I diritti tv in Francia sono un tormento
  • AMERICHE  C’è un campione che lascia la NBA. Ma è un giornalista. I manicotti della WNBA e i berrettini nella NFL: le nuove manie nel vestire
  • TENNIS  Gauff e Gilbert si sono lasciati Le questioni aperte in Cina e in Arabia per la WTA Hanno squalificato un italiano per il Clostebol: no no, tranquilli, non è lui
  • VITE OLIMPICHE  Gli universitari francesi scappano dallo sport Il cattivo esempio di Londra 2012 per l’Eredità di Parigi
  • La guida allo sport in tv della giornata
  • Le prime pagine di sport da tutta Europa

QUELLO CHE STA SUCCEDENDO

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Il torneo WTA di Hua Hin La giornata dal WTA di Seul Le parole della MotoGP da Misano La volata di Pedersen in Lussemburgo La caduta di Fognini in Cina La regata di Luna Rossa che vale la finale L’annuncio di Gilbert: con Cori Gauff è finita

 

 

ADDII

 

Lo stupore bambino di una maschera chiamata Totò

Lo stupore bambino di una maschera chiamata Totò

Due cose permettevano di parlare con enfasi di Italia ‘90, i Mondiali più brutti nella storia recente del calcio: l’inno di Edoardo Bennato e Gianna Nannini, i gol di Schillaci. Finirono per diventare una cosa sola, L’uno voleva dire anche gli altri, sotto il cielo di un’estate italiana. Totò sbucò dal nulla e aveva gli occhi a palla. I gol segnati in serie B con il Messina lo avevano portato alla Juventus, un anno di Juventus lo aveva mandato ai Mondiali, un mese di Mondiali lo proiettò dritto nella leggenda. È stato l’amore di una stagione, troppo spesso li sottovalutiamo. Fu una vampa di luglio, fu il sogno di una manciata di notti bianche di mezza estate. Divenne una maschera, si chiamava Totò. 

Diventò una parodia [«Ringrazio Giannini per l’assist e in particolare tutta la squadra»], diventò il terrone da colpire con i cori negli stadi, diventò un titolo con cui il giornale satirico Cuore fotografava nel più esemplare dei modi quel mese da idolo della nazione e da spirito invasato del calcio, perché dopo gol segnati di piloro, di pomo d’Adamo, di polpaccio, di capelli e di chiappa aveva sbagliato contro l’Inghilterra nella finale per il terzo posto un gol a quindici centimetri della porta perché la palla gli è arrivata sulla parte sbagliata del corpo: il piede

Fu un lampo, ma che lampo, e quand’è passato Schillaci ha messo la sua vita fatta di molti temporali nell’autobiografia Il gol è tutto, i presidenti discussi, gli arresti in famiglia, le telefonate registrate dall’anti-mafia, il dolore per la droga di suo cugino Maurizio.

 

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PUZZLE  Scrivono di lui

▥   Walter Veltroni, Corriere della sera ▥   Giulia Zonca, La Stampa ▥   Maurizio Crosetti, Repubblica Roberto Beccantini, Corriere dello sport-stadio ▥   Tony Damascelli, il Giornale ▥   Jessica Schillaci, Repubblica ▥   Marco Ciriello, Domani

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L’ARCIPARTITA

 Traccagno di struttura quasi brevilinea, baricentro modicamente basso, cattiveria istintiva nel ricercare il possesso della palla, che mai vorrebbe mollare a bipedi secondari. Capacità di ingobbire caricando il destro come una balista da assedio. E la spocchia incredibile di sfidare anche il proprio destino fingendosi gigante fra tanti gnomi che pure gli somigliano  [Gianni Brera]

 

VOCI  Aldo Serena 

 ➣  Cosa c’era dietro a quegli occhi secondo lei?

«Avevano dentro la felicità di un ragazzo che era arrivato alla ribalta quasi da sconosciuto, dopo un percorso lungo: era diventato un punto di riferimento per l’Italia con i suoi gol nel Mondiale in casa e tutto il pubblico si innamorò di lui».

 ➣  Che tipo era Totò?

«Era arrivato in Nazionale solo a marzo, quando abbiamo giocato in amichevole contro la Svizzera. Era abbastanza introverso. Sembrava in allerta verso la vita».

 ➣  In campo questo atteggiamento come si rifletteva?

«Lui era un giocatore indipendente, un solista. Inventava le azioni con la fantasia e l’istinto che aveva: era difficile da collocare sotto il profilo tattico, dovevi prenderlo per le sue qualità che erano prorompenti. Certi gol li tirava fuori quasi dal nulla».

 ➣  Gol dopo gol, in quello spogliatoio si aprì di più?

«Non più di tanto, anche se era diventato il Totò nazionale. Lui si lasciava andare solo quando era vicino a Stefano Tacconi, suo compagno nella Juve: scherzavano tanto e lui cambiava, era più a suo agio». – intervista di paolo tomaselli, Corriere della sera

VOCI  Zdenek Zeman

«Segnava con una naturalezza impressionante anche nelle situazioni più complicate. Tu non ne avevi percezione di quello che stava accadendo ma lui sì: calciava in maniera diabolica, la palla prendeva strani giri, non capivi mai prima dove andasse a finire. Ma era scontato l’esito, spesso».

 ➣  E il professionista si faceva voler bene.

«Un sempliciotto, nei rapporti ci sapeva stare, era un buono. Da me – però in genere da qualsiasi allenatore – voleva solo il pallone, gli bastava quello per essere felice e per sentirsi realizzato.  – intervista di antonio giordano, la Gazzetta dello sport

  CALCIO ITALIANO

L’esonero scombiccherato di De Rossi
L’esonero di De Rossi

Non lo hanno mandato via alla fine del campionato. Non lo hanno mandato via durante la sosta per le Nazionali. Lo hanno mandato via dopo il miglior primo tempo giocato dalla Roma e il peggior secondo tempo, con un gol preso al 96esimo usato come detonatore. Ma la Roma ha mandato via Daniele De Rossi lasciandoci con la sensazione che non ci fosse alcun bisogno di farlo, neppure «nell’interesse della squadra per riprendere il percorso auspicato» come dice la nota.  

Tra i commenti e le ricostruzioni che girano oggi, ne scegliamo tre.

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MEDUSE

Le parole avventate di Ibra

 

▥   Corriere della sera: Le parole sbagliate di Ibra e la svolta necessaria.   ➔  Arianna Ravelli ha scritto: Non basta certo precisare che i leoni con i relativi gattini e i padri eterni (o i boss) nominati ogni due per tre facciano parte di un repertorio consolidato di battute del personaggio Ibra per risolvere il problema. Il problema è che il personaggio Ibra va bene per il palco di Sanremo (e ci ha divertito), non per fare il dirigente del Milan: non sono adeguati i toni, i modi, e nemmeno i concetti. Non è questione di forma, ma di sostanza. Tra le cose di sostanza, non c’è neanche l’essere stato assente (impegni personali pregressi) negli ultimi giorni: il tema piuttosto è come si intende interpretare il ruolo di consigliere di RedBird, primo rappresentante della proprietà a Casa Milan

 

  TITOLI

▥   Corriere della sera: Fonseca è appeso al derby, ma il Milan studia già il piano B” – Un’altra sconfitta potrebbe costare l’esonero. Terzic, Sarri e Allegri fra le ipotesi

  EUROGOL

Il pareggio dell’Inter nel salotto di Pep

  Per la seconda volta in 42 partite casalinghe di Champions League sotto la guida di Pep Guardiola, il Manchester City non è riuscito a segnare neanche un gol. L’altra volta fu contro lo Sporting nel marzo 2022. Per l’Inter si è trattato del primo pareggio in trasferta contro squadre inglesi da quando questa Coppa la chiamiamo Champions League, ma il suo cammino europeo era iniziato con Helenio Herrera nel ‘63 proprio con uno 0-0 sul campo dell’Everton [Alessandro Biolchi su Sky Sport Insider]. Ma Inzaghi non è andato a chiudersi all’Etihad. Dieci tiri in porta nel primo tempo sul campo del Manchester City non si vedevano da sei anni [Monaco, febbraio 2017]. Ha avuto due occasioni, ha rischiato solo nel finale, il Corriere sintetizza. C’è anche l’Inter tra le grandi d’Europa. Pep lo aveva anticipato, ma lui farebbe complimenti da galantuomo pure al Giovanni Carotenuto di Mugnano del Cardinale in Prima Categoria, e in fondo in fondo non gli avevamo creduto. 

Paolo Tomaselli sul Corriere della sera dice che qualche rimpianto c’è, perché è raro vedere Simone Inzaghi imprecare e inginocchiarsi dopo un errore dei suoi, ma quelli nella ripresa di Darmian (tacco lunare in posizione di tiro) e Mkhitaryan (conclusione alta) sono clamorosi. Due squadre che in questa lunga maratona potrebbero incontrarsi ancora. Ad altitudini molto più elevate”. Ad Arrigo Sacchi l’Inter è piaciuta e più di tutti Barella. Ne ha scritto sulla Gazzetta: Barella mi è piaciuto tantissimo, ha lavorato nelle due fasi, si è sacrificato in copertura e, quando ne ha avuto la possibilità, si è lanciato anche in avanti. È un centrocampista completo che ha compiuto enormi progressi da quando ha iniziato la carriera. E questo lo dico a suo merito: significa che ha voglia di lavorare e di crescere sempre di più.

 

  Forse lo capiremo strada facendo, ma questo primo pareggio contro lo Shakhtar è ancora indecifrabile. Consente per ora al Bologna di restare imbattuto in tutte le sue 34 partite casalinghe nelle competizioni europee, vedremo più in là se è stata un’occasione sprecata. Guido De Carolis sul Corriere della sera ha scritto che i meccanismi della squadra di Italiano non sono ancora automatizzati, serve un po’ per capire la partita e non farsi sfiancarsi dal palleggio ordinato e sempre dal basso dello Shakhtar, squadra giovane e coraggiosa, tanto bellina quanto inconcludente. Il Bologna vive sull’individualità di Ndoye, sono dell’esterno svizzero le giocate migliori, capaci di mandare in porta Castro, puntale nel movimento non nella conclusione.

 

    Non c’era mai stato un autogol al 90esimo nella storia della Coppa dei Campioni. Lo ha segnato il Girona con il suo portiere all’esordio sulla scena internazionale. O si tratta della prova più sfacciata sul significato della parola esperienza oppure è uno scherzo del Caso nascosto dietro l’angolo per sentire le scemenze con cui noi commentiamo. Vincent Duluc su L’Équipe scrive nel suo editoriale che il PSG si è salvato così, dopo essersi mostrato molto debole e senza idee nel primo tempo, ritrovando poi intensità, ma senza segnare. Non è così che si riesce a eccellere in Champions League. L’errore di Paulo Gazzaniga viene definito monumentale, un errore che lo tormenterà per molto tempo

Un attacco con le zanne poco affilate, così scrive invece So Foot del PSG, domandandosi se si tratta di una “semplice serata storta o del sintomo di una più preoccupante mancanza di riferimenti a questo livello” . Escludendo l’autogol, il Paris Saint-Germain non è riuscito a segnare con nessuno dei 70 tiri tentati nelle ultime tre partite di Champions League

 

Stasera

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  Dopo una sconfitta e un pareggio, oggi l’Atalanta chiude la tripla sfida della Serie A alla Premier. The Athletic dedica un pezzo alla coppia di centrali difensivi dell’Arsenal, William Saliba e Gabriel, considerata la migliore d’Inghilterra. Da quando giocano in coppia, estate 2022, l’Arsenal ha vinto il 75% delle partite di Premier League, ma solo il 53% se manca uno dei due. L’ex difensore della nazionale inglese Matthew Upson ha detto alla BBC che il predominio della coppia non si limita più all’Inghilterra, secondo lui Gabriel e Saliba costituiscono la migliore coppia di difensori centrali d’Europa. Questa affermazione – scrive The Athletic – può sembrare presuntuosa se si ricordano le difficoltà incontrate in primavera contro il Porto e contro il Bayern ma è la testimonianza di quanto la coppia affascini gli osservatori britannici, al livello di Rio Ferdinand-Nemanja Vidic, Kolo Toure-Sol Campbell. Saliba si distingue per la precisione del recupero, velocità e l’affidabilità, Gabriel brilla per la sua aggressività, oltre che per i colpi di testa. 

 

  LIGUE 1  I diritti tv in Francia sono un tormento 

Anche se il campionato è ripartita da più di un mese, belN Sports non ha ancora saldato la prima rata del pagamento. I dirigenti della Lega francese stanno diventando impazienti e i club ancora di più. BelN Sports ha iniziato le trasmissioni a metà agosto con Brest-Marsiglia (1-5), prima partita di un nuovo ciclo quinquennale che fa parte di un accorso annuo da 100 milioni di euro, 80 milioni di diritti tv e 20 di sponsorizzazione. Questa cifra si aggiunge ai 40 milioni di euro annui del contratto di beIN Sports per la Ligue 2. DAZN ne paga 325 in questa stagione per le altre 8 partite d’elite. Ma per ora belN Sports non ha onorato la scadenza del 30 agosto per la prima quota, come rivela L’Équipe, mandando in agitazione un mondo scottato da quanto accadde con gli spagnoli di Mediapro, all’improvviso insolventi e in fuga dalla Francia. 

  AMERICHE

C’è un campione che lascia la NBA. Ma è un giornalista
C’è un campione che lascia la NBA. Ma è un giornalista

 

Per misurare il peso di Adrian Wojnarowski nel mondo dell’informazione sportiva americana, forse è utile sapere che la notizia del suo addio a ESPN nella casa del papà di Slalom l’ha portata la NextGen ieri sera a cena. Wojnarowski è famoso tra chi segue il basket per i suoi scoop. Sono conosciuti con il nome di “Woj Bombs”. I ragazzi e le ragazze che vogliono saper tutto della NBA lo seguono sui social come se fosse lui stesso un giocatore, un’attrice, una cantante, un divo del rock. Wojnarowski accetterà un lavoro nel dipartimento sportivo della St. Bonaventure University, la sua alma mater. Farà il direttore tecnico della squadra di basket. Ha scritto su X che si ritira dal settore delle notizie. Ci sono vecchi del mestiere che non perderebbero quest’occasione per fare una battuta su qualche collega. Lo ha definito «un investimento che non sono più disposto a fare»

La sua uscita di scena sta meritando l’attenzione dei quotidiani più autorevoli d’America. Wojnarowski – scrive il Washington Post – ha contribuito a plasmare il panorama dei media sportivi nell’era digitale. Con l’esplosione di Twitter quasi due decenni fa, ogni reporter NBA poteva improvvisamente competere per ogni notizia, e Wojnarowski eccelleva nel fornire le sue chicche ai fan. Ha trasformato quegli scoop in un’enorme influenza sul business della lega. I suoi reportage hanno contribuito a scrivere l’agenda della lega, i proprietari gli chiedevano consigli su chi prendere. Wojnarowski è stato spesso descritto come una delle persone più potenti della NBA per via del suo accesso alle informazioni e per la sua capacità di mercanteggiare con esse

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  OGGETTI DI SCENA

C’è la partita e so cosa mettere

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▥   Washington Post: Come i manicotti a un solo braccio sono diventati un oggetto affascinante in WNBA  [QUI] – Se ne era parlato anche durante le Olimpiadi, ma non riesco a trovare il link e sta uscendo il caffè sul fuoco. 

▥     Wall Street Journal: L’accessorio di moda che conquista la NFL” – L’ascesa del cappellino retrò in corda, dai campi di golf alle linee laterali di tutta la lega di football  ➔  Jacob Gallagher e Andrew Beaton scrivono: Oltre a pensare alle decisioni sul fourth-down e a quando chiamare il timeout, gli allenatori della NFL passano parte del loro tempo a pensare a cosa indosseranno quando chiameranno le giocate. È così che i tifosi li vedranno quando ringhieranno agli arbitri o si verseranno del Gatorade. Ora che è iniziata la stagione, gli addetti ai lavori sono rimasti sbalorditi dal nuovo accessorio di moda: il cappellino di corda. Il bordo campo della NFL non vedeva un oggetto di culto così diffuso come questa da quando Bill Belichick tagliò le maniche della sua felpa con cappuccio. I cappelli di corda, un robusto cappello da camionista con una corda sottile che corre ai piedi della corona, sono ovunque. Durante la settimana di apertura della stagione, lo portavano 10 allenatori su 20. E iniziano a portarlo anche decine di giocatori. Quando il quarterback dei Buffalo Bills Josh Allen toglie il casco, se lo mette. Erano comuni tra i golfisti negli anni ’70 e ’80, oggi costano fra i 35 a i 45 dollari

 

  TITOLI

      The Athletic: È ufficialmente arrivato quel periodo dell’anno in cui la tua bacheca dei social media è inondata di post sugli inizi del campionato con 2 sconfitte su 2 e su quanto siano scarse le possibilità di accedere ai playoff. Per i non addetti ai lavori, le prospettive sono fosche. Dal 2015, meno dell’11% delle squadre NF ce l’hanno fatta. 

 

TENNIS

Gauff e Gilbert si sono lasciati

Mica solo Wojnarowski. Un altro annuncio sul social un tempo noto come Twitter ha scosso un altro mondo. Coco Gauff e Brad Gilbert si separano. Lei è la ragazza che nel ricordo della nonna e delle di lei battaglie non vive solo di tennis, ma pure di impegno civile. Lui è il coach con il più alto tasso di cazzimma presente sui campi di tennis. Insieme sono arrivati a vincere NY ma non Wimbledon, il torneo che da cattivissimo allenatore Gilbert non ha conquistato mai. Né con Agassi né con Murray né con Roddick. Ora il rapporto si conclude dopo poco più di un anno. La sua stabilità ha camminato di pari passo con quella della prima di servizio di Gauff. Ha funzionato finché le entrava. A giugno Gauff ha raggiunto la sua miglior classifica di sempre, il numero #2 dietro Iga Swiatek, vincendo pure il titolo al Roland-Garros in doppio. Tutto si è complicato tra Wimbledon e Flushing Meadows, dove ha perso i punti conquistati nel 2023, due sconfitte tutt’e due contro Emma Navarro, l’ultima arrivata con 19 doppi falli e 60 errori non forzati. Lei aveva commentato con un piede in due scarpe. «Non è stata certo l’estate che avrei voluto, ma so che ci sono 70 giocatrici che avrebbero desiderato la stessa estate mia. Tante persone vorrebbero arrivare al quarto turno di uno Slam, tante vorrebbero andare alle Olimpiadi, tante vorrebbero essere portabandiera della loro nazione. È solo una questione di prospettiva. Poiché voglio raggiungere un livello diverso, per me è deludente, ma non intendo punirmi, non intendo dirmi: oh, è stato terribile. Mi aspetto di meglio da me, ma è successo, è andata così: so che posso cambiare le cose». Tutto molto in linea con lo spirito del tempo. 

Gauff è ora al sesto posto della classifica e parteciperà a entrambi i Masters 1000 in Cina nelle prossime settimane, a partire torneo di di Pechino dal 25 settembre.

  Le questioni aperte in Cina e in Arabia

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A proposito di Cina. Il tempo sana ogni contrasto e i potenti conoscono meglio di noi la maniera di far pace. Così la WTA è tornata a giocare nel paese Cina nell’ottobre scorso dopo il boicottaggio per il caso di Peng Shuai, senza che più nessuno si chieda ormai dov’è Peng Shuai. All’orizzonte c’è adesso l’Arabia Saudita, il paese che ospiterà le finali WTA a novembre. La questione – scrive The Athletic – non riguarda tanto chi si qualificherà, quanto il lato oscuro dell’evento. Il torneo ospitato a Cancun un anno fa è stato un disastro, con meteo tempestoso e strutture scadenti. Non aspettatevi problemi logistici di questo tipo, Riyadh sicuramente offrirà un bello spettacolo. Il problema è tutto ciò che ruota attorno all’organizzazione di un evento sportivo femminile in Arabia Saudita, un paese con un record terribile sui diritti delle donne, secondo Amnesty International. Il paese ha introdotto alcune riforme negli ultimi anni e indica la legge sullo status personale istituita nel 2022 come prova del progresso. Ma la legge ancora stabilisce che una donna debba ottenere il permesso di un tutore maschio per sposarsi e che debba obbedire al marito in modo ragionevole. Alle donne è consentito di guidare nel paese solo dal 2018. Si tratta di questioni estremamente complicate che non possono essere esaminate completamente qui – dice The Athletic – ma alle otto giocatrici di Riyadh verrà chiesto di parlarne. Quante di loro metteranno la testa fuori dal parapetto e si impegneranno? Non che sia necessariamente un loro dovere fare: non sono state loro a decidere di andare a giocare là

L’Arabia Saudita ospiterà anche l’esibizione chiamata 6 Kings Slam a ottobre, con Alcaraz, Sinner, Djokovic e Nadal, più le ATP Next Gen Finals a Jeddah nel mese di dicembre, mentre si discute dell’eventualità di un nuovo Masters 1000 nel paese. Vedremo se diranno qualcosa gli uomini. 

 

MARATONETE  Laura Siegemund, tedesca, 36 anni, ha battuto Hua Hin in Thailandia per 7-6, 4-6, 7-6 negli ottavi di finale, ma ha impiegato la bellezza di 4 ore e 9 minuti. È la quarta partita più lunga dell’Era Open, diciamo pure di sempre. Prima vengono: 

1] Vicki Nelson-Dunbar b. Jean Hepner 6-4, 7-6 [11] – nel 1984 a Richmond primo turno: 6 ore e 31
2] Francesca Schiavone b. Svetlana Kuznetsova 6-4, 1-6, 16-14 – nel 2011 agli Australian Open, quarto turno: 4 ore e 44
3] Barbora Strycova b. Regina Kulikova 7-6 [5], 6-7 [10], 6-3 – nel 2010 agli Australian Open, primo turno: 4 ore e 19 minuti 

Hanno squalificato un italiano per il Clostebol

No, no, tranquilli: non è lui

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Quattro anni di squalifica per doping a un tennista italiano. Ha usato il Clostebol. Ma non è il numero 1 del mondo Jannik Sinner. È il numero 760 e si chiama Stefano Battaglino. Il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna ha confermato la sospensione dell’ottobre 2023. Era risultato positivo durante un test avvenuto in gara nel corso di un torneo in Marocco nel settembre 2022. Del clostebol ormai sappiamo tutto, così come sappiamo che la sua sospensione iniziale era stata decisa da un tribunale indipendente scelto dalla ATP, sempre lo stesso del caso Sinner per la stessa sostanza: Sport Resolutions. Anche la spiegazione di Battaglino era la stessa di Sinner: assunzione involontaria. Ma il numero 760 del mondo non è stato convincente quanto il numero 1. Non gli hanno creduto. 

Anche il TAS ha ritenuto che le argomentazioni di Battaglino non soddisfacessero lo standard necessario per annullare o ridurre la sanzione spiega il sito Inside the Games. Il tribunale ha concluso che Battaglino non sia riuscito a provare adeguatamente la provenienza del clostebol né sia riuscito a provare che la violazione fosse accidentale. Ai numeri 760 in genere capita. Non ne parliamo quando succede ai 1.760, oppure ai 2.760. Battaglino non potrà giocare eventi ATP, ITF, Grand Slam. Durante il periodo di sospensione, non potrà nemmeno assistere, e nella lista sono compresi i tornei WTA. 

  AVREMO SEMPRE PARIGI

Gli universitari francesi scappano dallo sport

Molti studenti abbandonano l’attività fisica quando entrano all’università. È uno dei tratti più diffusi dell’adolescenza in Francia. Così, per l’autunno post olimpico che sta per cominciare, il ministero dell’Istruzione e il ministero dello Sport stanno rilanciando i Villaggi dello Sport, per usare l’effetto di Léon Marchand e Teddy Riner. Domani è la Giornata internazionale dello sport universitario, il 23 comincerà la Settimana europea dello sport. Lanciati per la prima volta nel 2023, i Villaggi dovrebbero incoraggiare la pratica e l’attività sportiva. Lo scorso anno erano 17, stavolta sono diventati 70. L’obiettivo è arrivare ai tre milioni di studenti francesi nel momento della transizione dall’istruzione secondaria a quella superiore, quando lo sport non è più obbligatorio in molti corsi, come sottolinea a L’Équipe Hélène Surrel, direttrice di Sciences Po Lyon e vicepresidente della commissione studentesca alla Conferenza delle Grandes Écoles (CGE). «Gli studenti spesso pensano che praticare sport non sia compatibile con un buon percorso di studi. Dobbiamo mostrare loro il contrario, a maggior ragione dopo il Covid, caratterizzato da un aumento dello stile di vita sedentario». 

  Il cattivo esempio di Londra

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MAPPE  Gli alloggi popolari di Stratford  |  Parigi deve prendere esempio da Londra, se vuole che l’eredità dei suoi Giochi sia davvero conservata. L’ha scritto Jonathan Liew sull’Observer di un paio di domeniche fa, e si riferiva non a qualche esempio positivo, ma alle promesse non mantenute dai Giochi 2012. Ospitare le Olimpiadi e le Paralimpiadi porta con sé un cambiamento – dice – ma questa trasformazione ha un costo. Si ascoltano promesse su promesse, si sommano visioni su visioni, ci sono numeri che sbucano dal nulla. Mentre Parigi inizia a delineare la sua vita ultraterrena olimpica, la trasformazione dell’East London da parte dei Giochi del 2012 è spesso considerata una sorta di esempio luminoso. Sfogliate le pagine finanziarie e vi ritroverete a fare i conti con l’idea che l’eredità dei Giochi di Londra sia una storia di successo abbagliante, e per molti versi lo è stata. Ma dipende, in larga parte, da dove scegliete di guardare

L’Observer indica gli elementi più deludenti. I residenti di Newham, Hackney e Waltham Forest aspettano da anni l’alloggio popolare previsto, mentre le abitazioni di lusso hanno riempito lo skyline. Delle 33.000 nuove case da costruire sul sito olimpico o nelle vicinanze entro il 2036, poco più di un terzo saranno accessibili, contro la promessa iniziale del 50%. La popolazione nera di Stratford è scesa dal 31% al 17%. 

«Non abbiamo ospitato le Olimpiadi perché volevo tre settimane di sport» ha detto una volta Ken Livingstone. L’ex sindaco di Londra sapeva che i grandi eventi sono uno dei pochi motori affidabili per sbloccare i miliardi necessari per una trasformazione urbana. Ma le gru che punteggiano lo skyline di Stratford preannunciano un tipo di trasformazione molto diverso da quello che aveva immaginato. La crisi immobiliare di Londra – dice l’analisi di Liew – continua ad accelerare. Gli immigrati continueranno a esserne incolpati. Il sindaco, Sadiq Khan, ha cercato di riparare gran parte del danno provocato dal suo predecessore Boris Johnson, la cui idea di un bene sociale è stato un gigantesco scivolone. Ma in un certo senso, il dado è già stato tratto, l’eredità è sprecata, gli errori irreparabili. Parigi ha ancora la  possibilità di fare meglio.

 

LE IMMAGINI DI IERI


IL TELECOSLALOM

LO SPORT OGGI IN TV

LA GUIDA ALLA GIORNATA

TENNIS

5.00   WTA 500 Seoul: primo turno –  su Sky Sport

6.00  WTA Hua Hin, primo turno – su Sky Sport

6.00  ATP Hangzhou: primo turno – su Sky Sport

7.00   ATP Chengdu: primo turno – su Sky Sport

RUOTE

12.30 F1, conferenza stampa piloti a Singapore – su Sky Sport

14.45 Ciclismo, Giro del Lussemburgo: seconda tappa – su Eurosport2

16.00 MotoGP, conferenza stampa piloti a Misano – su Sky Sport

ACQUE

14.00 Vela, Louis Vuitton Cup: American Magic vs Luna Rossa – su Italia 1, Sky Sport, Mediaset Infinity, canale YouTube di America’s Cup

CONFINI

14.00 Snooker, English Open: terzo turno – su Eurosport1

CALCIOMONDO

14.30 Calcio a 5, Mondiali: Iran vs Guatemala – in streaming su Fifa+.

14.30 Calcio a 5, Mondiali: Marocco vs Panama – in streaming su Fifa+.

17.00 Calcio a 5, Mondiali: Francia vs Venezuela – in streaming su Fifa+.

17.00 Calcio a 5, Mondiali: Portogallo vs Tajikistan – in streaming su Fifa+.

EUROGOL

18.45 Champions League: Feyenoord vs Bayer Leverkusen – su Sky Sport

18.45  Champions League: Stella Rossa vs Benfica – su Sky Sport

19.00 Liga: Leganes vs Athletic – su DAZN

21.00 Champions League: Atalanta vs Arsenal – su Sky Sport

21.00 Champions League: Monaco vs Barcellona – su Sky Sport 

21.00 Champions League: Atletico Madrid vs Lipsia – su Sky Sport 

21.00 Champions League: Brest vs Sturm Graz – su Sky Sport

PALAZZETTI E DINTORNI

20.30 Basket, EuroCup femminile: Battipaglia vs Ferrol – in streaming sul canale Youtube


IL LIVE DI SLALOM..


  IL CANALE WHATSAPP

 

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RASSEGNA..

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