L’unico parigino felice di aver lasciato Parigi: anche Mbappé mordicchia una medaglia

Le prime mani sotto l’ascella. La prima foto con una Coppa europea nello stesso scatto. Il primo gol e la convinzione stamattina di aver fatto proprio bene a lasciare Parigi. Avremo sempre Madrid, pensa Kylian Mbappé mentre nel mondo ancora prevale la malinconia per aver lasciato la città olimpica dalla quale lui è scappato. Anche lui finalmente morde una medaglia, poteva farlo allo Stade de France, s’è fatto invece un paio d’ore di volo per smangiucchiarla a Varsavia.

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Prima che accadesse quello che è accaduto, racconta El Pais stamattina nel celebrare la Supercoppa del Real Madrid e il suo titolo numero N, questa congrega di campioni che chiamiamo Galacticos aveva trascorso poco più di un’ora di foschia in cui Vinicius si era rivelato l’unico capace di fornire lucidità e soluzioni

Ah, già. Hanno pure il brasiliano, corteggiato, corteggiatissimo dagli arabi, così almeno una volta el senor Florentino Pérez può sentire quella stretta al cuore che si prova quando uno più ricco di te sta provando a portarti via un campione. Vinicius è stato l’autore di dieci gol nelle dieci finali precedenti e ieri ha aperto la strada al primo titolo stagionale con un dribbling da fondo campo e un assist per Fede Valverde. In quel momento ha iniziato a perdere l’Atalanta, squadra ordinata – dice El Pais – ma impantanata in un terremoto interno e tormentata dagli infortuni

CAPITOLO VINICIUS

Diario AS lo definisce un altro passo verso il Pallone d’oro. Forse, può darsi, come può darsi che alcuni giurati abbiano però già consegnato le loro schede dopo gli Europei e la Copa América. Alfredo Relano su Diario AS fa notare che l’Atalanta ha saputo ostacolare non poco il gioco del Real nel primo tempo, quando è mancata la partenza pulita di Kroos, e ha anche imposto il suo ritmo col passare del tempo. Ma tutto è cambiato nel secondo tempo

CAPITOLO BELLINGHAM

Tutto è cambiato perché il Real Madrid è quella squadra che nel giorno dell’esordio di Kylian Mbappé, quando trova un fattore in Vinicius, scopre che il migliore in campo è stato invece Jude Bellingham, travolgente a giudizio di Enrique Ortego su Relevo.  A scrutare oltre l’orizzonte scrive: Se Ancelotti intende giocare tante partite con tre attaccanti e con Bellingham dietro di loro, dovrà trovare una soluzione per far uscire la palla. Tchouameni ha bisogno di aiuto. Valverde e Bellingham vanno così veloci che saltano la zona di creazione del gioco e si posizionano accanto agli attaccanti prima ancora che la palla raggiunga quella zona. In quei 15-20 minuti di ispirazione blanca, la squadra era spaccata in due, con cinque difensori e cinque attaccanti. Una situazione sconsigliata in partite meno accademiche.


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CAPITOLO CARLETTO

Julian Ruiz su El Mundo guarda quei Tre, li trova irresistibili e bullizza sia Mbappé sia Ancelotti. Al primo dice che finalmente si è reso conto di tutto il tempo perso a Parigi, dove prendeva i petrodollari di uno stato corrotto come il Qatar, al secondo fa capire tra le righe – e neppure troppo tra le righe – che se non avesse quella rosa e quei giocatori, mmm, bah. La superiorità strategica dell’Atalanta – scrive – è stata così scandalosa che insisto su un fatto, qualsiasi buon allenatore, anche con giocatori di second’ordine, fa impazzire il Real Madrid di Ancelotti. La squadra non sa fare pressing, né sa elaborare delle strategie. Ricordo che di Muñoz si diceva avesse un fiore nel culo, per questo guadagnava così tanto. Ha sempre avuto giocatori superbi. Possiamo dire che per Ancelotti è lo stesso caso. Il fiore nel culo di Ancelotti. Ma finché avrà il quarto potere dalla sua parte che gli rende omaggio, sarà sempre l’allenatore perfetto per il Real Madrid.


Orson Welles intervista Carlo Ancelotti


CAPITOLO VALVERDE

Il Real Madrid è quella squadra che secondo Javier Aznar sul quotidiano Abc ha davanti a sé una nuova sfida: cercare di non farsi mancare troppo Toni Kroos dopo dieci stagioni di equilibrio e ordine. Soprattutto quando il suo sostituto più naturale, Camavinga, inizia la stagione con un grave infortunio. Ieri Valverde con il numero 8 del tedesco sulla schiena e con i capelli tinti di biondo sembrava Norman Bates travestito da sua madre, come se volesse che noi non dimenticassimo così presto il suo maestro Toni

CAPITOLO UE

Il Real Madrid è quella squadra che dovrebbe spingere l’Europa a chiedere l’introduzione di un Antitrust sul mercato del calcio: le sue istituzioni ci hanno detto che la Superlega ha fondamento di esistere perché il pallone è altro, non è più solo sport, è un’attività economica che deve assoggettarsi alle regole del mercato. E sia, proletari di tutto il mondo, unitevi, arrendetevi e assoggettatevi. Ma ci sarà un liberista da qualche parte che trovi materia di discussione un tale accumulo di potere nelle stesse mani, un tale abuso di posizione dominante. O no?

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