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MARTEDI 16 LUGLIO 2024

#10 GIORNI ALLE OLIMPIADI

 

              COSA LEGGERE, COSA SAPERE, COSA VEDERE

  • IN CIMA AI PENSIERI. Ridateci Europei e Mondiali in inverno: c’è meno noia. E soprattutto: provate a organizzarli meglio. Il gioco mediocre. La stanchezza diffusa. Il ricordo opposto del brillante torneo in Qatar. Le scene di inadeguatezza arrivate dalla Copa América, dove i paesi del Sud adesso attaccano il Nord. Le perplessità sugli USA che ospiteranno le due prossime grandi manifestazioni nell’estate del 2025 e del 2026. Che futuro aspetta il calcio  [QUI]
  • IL DOPO EURO 2024. Oh, ma allora ‘sto Pallone d’oro a chi lo diamo? I favoriti secondo The Athletic e L’Equipe [QUI]. Gli altri titoli di calcio
  • MAPPE. Come la Spagna [non] tradurrà in medaglie olimpiche il pomeriggio dell’accoppiata Europei+Wimbledon. Le previsioni sui suoi Giochi [QUI]
  • PARIS 2024. Dieci giorni all’Olimpiade, il dilemma dell’ultimo-a tedoforo-a. Solo tre persone conoscono il suo nome [QUI]
  • TENNIS. Djokovic-Alcaraz 2023 e Djokovic-Alcaraz 2024. La differenza che può fare un anno d’età [QUI]  |  Il primo Slam di Taylor Townsend, la più brava tennista nell’arte dell’attesa [QUI]
  • TOUR DE FRANCE. Che cosa possiamo aspettarci dalla terza settimana [QUI]

QUELLO CHE STA SUCCEDENDO

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  • La presentazione di Kylian Mbappé al Real Madrid  |  Le dimissioni di Gareth Southgate da cittì dell’Inghilterra  |  Lui, la bambina, la Coppa. Innamorarsi di Alvaro Morata  |  Il giorno di Nadal contro Borg, chi l’avrebbe detto. Leo Borg, non Bjorn.

LEGGI ALLORA: Che cosa c’entra Leo Borg con la penicilina

  • La morte di Joe Bryant

  

MARTEDÌ 16 LUGLIO 2024

#10 GIORNI ALLE OLIMPIADI

 

IN CIMA AI PENSIERI

Ridateci Europei e Mondiali in inverno: c’è meno noia
E soprattutto: provate a organizzarli meglio

Il gioco mediocre. La stanchezza diffusa. Il ricordo opposto del brillante torneo in Qatar. Le scene di inadeguatezza arrivate dalla Copa América, dove i paesi del Sud adesso attaccano il Nord. Le perplessità sugli USA che ospiteranno le due prossime grandi manifestazioni nell’estate del 2025 e del 2026. Che futuro aspetta il calcio. 

 

  Lo hanno detto tutti, e tutti lo stanno ripetendo. Gli Europei sono stati bruttarelli e noiosetti. Sì, è vero, spesso si dice per partito preso. Stavolta l’opinione sembra diffusa. Lo hanno scritto in Spagna per sottolineare che la loro Nazionale ha salvato il torneo, se ne sono lamentati in Francia, in Italia lo ha scritto in modo esplicito il Corriere della sera. 

Una riflessione analoga arriva adesso dallo storico del calcio Jonathan Wilson, che nella sua newsletter Soccer per il Guardian sottolinea che né gli Europei né la Copa América hanno prodotto calcio di alto livello. Uruguay a parte, il pressing è stato limitato. È spesso comprensibile nel calcio delle Nazionali, considerata la mancanza di tempo a disposizione degli allenatori per lavorare con i giocatori. Le partite sono spesso decise da singoli momenti. La qualità inferiore è compensata da un senso superiore di lotta e drammaticità. Ma in entrambi i tornei di quest’estate, la sensazione è stata di stanchezza. Tutti sono esausti. Ecco perché così spesso le squadre, dopo aver preso l’iniziativa, si ritirano in difesa: provano a resistere, corrono di meno, ripartono solo se necessario. È per questo che così tanti giocatori non sono stati all’altezza. Ecco perché il calcio più emozionante è stato giocato da quei paesi che avevano meno calciatori reduci da tornei dell’élite.

Secondo Wilson, si tratta ancora dei postumi del lockdown dovuto al covid e della interruzione del calendario causata dai Mondiali in Qatar. Ma esattamente qui, in questo punto del suo ragionamento, bisogna aprire una parentesi e dentro la parentesi bisogna infilarci una riflessione grossa così sul fatto che il più bel torneo per nazionali degli ultimi – boh – dieci anni – si è visto là, fra novembre e dicembre, nel cuore della stagione, con i calciatori in forze, nell’esatto momento in cui la condizione atletica non è più acerba e non è ancora scaduta. 

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EURO 2024

Oh, ma allora? ‘Sto Pallone d’oro a chi lo diamo?

  Scusate. Ma allora col Pallone d’oro come va a finire? Sui giornali spagnoli è nato un movimento che spinge per darlo a Rodri: si sono espressi il giornalista basco Aritz Gabilondo su Diario AS, l’argentino Jorge Valdano su El Pais, solo che poi Rodri si è fatto male in finale. Non vuol dir niente, eh, ma si sa come vanno poi le cose, negli occhi rimangono gli highlights, quelli che hanno fatto la fortuna di Messi e Ronaldo anche negli anni in cui altri colleghi avrebbero meritato il premio aziendale della Football Inc. Gli highlights sono segnati da Lamine Yamal e Nico Williams – ma davvero possono trascinarli fino al premio supremo?The Athletic ha fatto un punto con le sue firme di punta e ha stabilito che nell’elenco per il premio – tutto sommato, ma proprio tutto tutto – restano Rodri, Toni Kroos, Jude Bellingham e Lautaro Martinez, per il quale partirà tra poco la campagna marketing della provincia di Milano. James Horncastle aggiunge pure il nome di Ayoub El Kaabi, ma sa di farlo per provocazione. È un nome di nicchia – dice – lo so. El Kaabi probabilmente non entrerà nemmeno nella rosa dei 30 nomi. Ma dovrebbe

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TITOLI    

  Repubblica: “La semplice verità. Nel jazz della Roja si vince col gioco”   Paolo Condò ha scritto: “Il destino della scuola spagnola è quello di venire vissuta come arrogante, perché il possesso della palla, lungi dal decidere le partite, segnala comunque un’ambizione tollerata dagli haters soltanto se porta al successo: rovesciando il discorso fa viceversa ridere la sola idea che questo sia il modo etico di vincere, in opposizione ai malvagi che ci provano con il contropiede. La verità è che giocando un buon calcio hai maggiori possibilità di fare risultato, e se a ispirarti è una scuola consolidata nel tempo puoi allestire una manovra divertente ed efficace anche nei tempi ristretti delle nazionali.

  Times: Protagonista nel Manchester United e riserva in Argentina: come convivono i due Alejandro Garnacho, l’esplosivo e il cerebrale” – La stella della Premier League ha giocato solo 66 minuti in Coppa América nella Nazionale campione; dall’eccessivo risalto all’integrazione con umiltà Ariel Ruya ha scritto: Se avesse scelto di giocare per la Spagna, e non per l’Argentina, probabilmente la sua finale l’avrebbe fatta. Ha 20 anni (appena compiuti), è papà, spopola sui social. Allo stesso tempo, si tratta di un Garnacho autentico… e terreno, un  ragazzo che accetta la realtà”

  Corriere della sera: Un’Italia da rifare in fretta” – Tra 53 giorni gli azzurri contro la Francia Spalletti sta cercando nuove soluzioni e dopo l’Europeo non potrà più sbagliareTimes: L’allenatore del Newcastle Eddie Howe sarebbe uno dei principali contendenti per sostituire Gareth Southgate nel ruolo di cittì della Nazionale inglese, se decidesse di sospendere il suo mandato nel club nei prossimi giorni[QUI]

  L’Équipe: Oughourlian, Al-Khelaïfi, Textor… Il calcio francese è diviso per i diritti televisivi della Ligue 1” – Domenica, la riunione dei presidenti della Ligue 1 che ha preceduto l’assegnazione dei diritti del campionato a DAZN e beIN Sports è stata burrascosa. Un episodio che ha aperto una nuova crisi nel calcio francese    Arnaud Hermant racconta: Al-Khelaïfi ha avuto un alterco con John Textor, il proprietario dell’OL pentito della scelta di associarsi a DAZN e beIN, pronto a battersi per la creazione di un canale privato della Ligue, sostenendo che è necessario creare un nuovo prodotto più in sintonia con i tempi. Anche questa volta il proprietario del PSG si è arrabbiato, rispondendo a Textor che nessun grande campionato al mondo ha un suo canale e che lui i soldi non li avrebbe messi. L’estate del calcio francese si preannuncia vivace. [QUI]

  L’Équipe: Mbappé, il D-Day” – Il capitano della Nazionale, nuovo giocatore del Real Madrid, sarà presentato oggi al Santiago Bernabéu.

  Corriere della sera: Elezioni Figc senza le nuove regole. Le società di serie A e B si ribellano


MAPPE

Come la Spagna [non] tradurrà in medaglie olimpiche l’accoppiata Europeo+Wimbledon

  Ora la Spagna si domanda se questa sbornia di una domenica di luglio tra Londra e Berlino può diventare affermazione olimpica tra qualche giorno, dalle parti di Parigi. Non è un paese con una grande storia di successi ai Giochi. Di ritorno da Tokyo i fratelli latini andarono in crisi di fronte alle 40 medaglie italiane, loro ne avevano messe insieme meno della metà [17]. Poco più di quella metà sono riusciti a conquistarne solo nell’edizione di casa ormai lontana trent’anni, 22 podi a Barcellona ‘92, non tantissimi per chi ospita [58 l’Australia nel 2000, 65 la Gran Bretagna nel 2012, 58 il Giappone nel 2021], con un picco di 13 ori mai più raggiunto e mai più avvicinato, se non alla lontana nell’edizione di Rio 2016, quando furono sette. 

Come diavolo fa l’Italia, si chiesero con somma invidia i giornali spagnoli: mettendo l’enfasi sulla crescita nel nuoto e sull’unicità del sistema di sovvenzionamento, non solo i fondi statali distribuiti alle federazioni attraverso l’agenzia governativa Sport e Salute, ma pure gli stipendi da posto fisso alle atlete e agli atleti attraverso i gruppi sportivi dei corpi militari. La Spagna di Parigi dovrebbe essere mediamente in linea con le altre Spagne olimpiche. Nelle previsioni della Nielsen viene accreditata di 18 medaglie, solo 4 ori, 7 argenti e 7 bronzi. La piccola Italia di cui diciamo spesso male è attesa ancora nel G-7 con 46 podi e 11 ori, ma soprattutto con la previsione di una raccolta diffusa. Le medaglie dovrebbero arrivare in 20 sport differenti. È il dato più interessante: si vedrà. 

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PARIS 2024

Dieci giorni ai Giochi. Il segreto dell’ultimo-a tedoforo-a
Solo tre persone conoscono il suo nome

  E allora mancano 10 giorni, come ci ricordano pure L’Équipe e Le Figaro con le loro prime pagine stamattina. Il sacro fuoco di Olimpia ha girato la Francia in ogni angolo seguendo un meraviglioso copione scritto da qualche mente geniale. Ha toccato ogni angolo che fosse significativo di qualcosa. Ha messo l’accento sulle bellezze naturali del paese, sui luoghi chiave della cultura del cibo e del vino, nei posti dove sono nati o morti i grandi di questo paese, persino nel villaggio dove Simenon si inventò che fosse andato in pensione Maigret. Hanno fatto le cose come si deve. Si sono spinti nei territori d’Oltremare per rendere omaggio a Guadalupe e Tahiti.

Eppure, dentro la cornice dell’immagine che la Francia vorrebbe dare di sé, è entrata pure l’immagine che la Francia sta dando di sé, con la paura per l’ascesa dell’estrema destra e una puntata in Nuova Caledonia saltata per le proteste degli indipendentisti contro la riforma elettorale di Macron, il tentativo presidenziale di modificare la Costituzione francese e cambiare le liste elettorali nel Pacifico, mai come adesso dal nome fuorviante. 

Gli ultimi 10 giorni d’attesa saranno consumati per buona parte [bonaparte]  dal dilemma che in genere occupa questo tratto della vigilia. Chi sarà l’ultima persona a portare il fuoco, chi accenderà al calderone. È quello che Marc Ventouillac su L’Équipe definisce stamattina il segreto ben custodito dal comitato organizzatore. Solo tre persone conoscono in questo momento il suo nome: il presidente Tony Estanguet, il vicedirettore generale Michaël Aloïsio e il direttore della cerimonia Thierry Reboul. Il presidente del CIO Thomas Bach ha chiesto espressamente di non essere informato fino al mattino della cerimonia, forse non vuole finire tra i sospettati in caso di fuga di notizie. [TUTTO QUI]

GUIDA PER CHI STA PARTENDO   Le migliori 50 panetterie parigine selezionate dal New York Times [QUI]. E poi non andate in giro a raccontare che Slalom non vi vuole più bene.

DAI UNA CAREZZA ALLA CAREZZA DI SLALOM   La nuova meravigliosa, esaltante iniziativa di Slalom. Se siete a Parigi per lavoro o per turismo, mandateci una fotografia e noi ce la spariamo sulla Carezza della sera che esce di mattina


 TENNIS

LA DIFFERENZA CHE PUO’ FARE UN ANNO, UN ANNO SOLO

  Un anno, solo un anno. Che differenza fa. Ne aveva 36 Novak Djokovic, quando nel luglio scorso perdeva la finale di Wimbledon contro Carlitos Alcaraz per un soffio, così dice Matthew Futterman su The Athletic, per un soffio, per la minima differenza di alcuni rari errori in una saga di cinque set altalenanti, durata quasi cinque ore. Un anno, solo un anno. Ne aveva e ne ha 37 invece ora che è uscito da un pomeriggio nel quale è stato stropicciato e maltrattato sull’erba dove ha alzato la Coppa per sette volte. Sette significa quasi otto, il record di Federer. Eppure. La vittoria di Carlos Alcaraz – dice The Athletic – è un momento spartiacque per il tennis. Quando qualcosa accade due volte, non è più un incidente, indipendentemente dal fatto che ci sia di mezzo un ginocchio malato o meno. Non è sfortuna. È una carriera al tramonto, come possono testimoniare tanti altri che l’hanno attraversata. È quel tipo di morte lenta della luce, quello scemare che offre a un giocatore come il ventunenne Alcaraz – un talento generazionale che gioca con una gioia desiderata da tanti altri – la possibilità di afferrare una torcia e scappare via con essa, illuminando lo sport

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***

Il primo Slam di Taylor Townsend, la più brava di tutti nell’aspettare

  C’è una cosa che Taylor Townsend sa far bene, almeno quanto giocare a tennis. Aspettare. Nel 2022 è diventata mamma. Si era dovuta allontanare dal circuito. In singolare era scesa al numero 190. È andata a ricostruirsi una classifica fra tornei minori e laterali. Ma in doppio, in coppia con Caty McNally, è arrivata subito in finale agli US Open. Di più. È arrivata a quattro punti dalla vittoria contro la coppia composta da Barbora Krejcikova [esatto, lei, l’avversaria di Jasmine Paolini] e Katerina Siniakova. Quando le hanno consegnato il trofeo durante la cerimonia – eccola, l’arte dell’attesa – ha preso il microfono e ha detto: «Mi sono guadagnata tutto da sola».La stava intervistando a bordo campo Patrick Mcenroe, ex direttore generale del dipartimento Player Development della federazione americana. Dieci anni prima era stato lui a dire l’ultima parola su una wild card da assegnare a una giovane Townsend per gli US Open. E la sua parola era stata un no. [TUTTO QUI]


RUOTE

L’ultima settimana del Tour: che cosa aspettarsi

  Il Tour è finito? Seh, andatelo a dire a Jonas Vingegaard, andatelo a dire a quelli che lo aspetteranno lungo la strada in questa terza e ultima settimana, andatelo a dire a chi deve farsi ancora 15mila metri di dislivello da oggi fino a domenica. La sfida di Tadej Pogacar è mantenere per altri sei giorni la forma che tiene viva dal passaggio al Giro d’Italia, stiamo parlando ormai di un mese e mezzo fa. L’Équipe sfida il pericolo di sentirsi dare del menagramo d’un menagramo,e  mette in fila i pericoli per la maglia gialla: una caduta [ehm], un nuovo attacco della Visma in stile Col Granon [mmm], l’esplosione di Remco Evenepoel – che nell’intervista del giorno di riposo pare più seriamente interessato a conservare il terzo posto sul podio. 

CAMEI

Derek Gee

Cameo, poi, per modo di dire. C’è tutto un Canada che spanteca per lui [voce del verbo spantecare]. Si chiama Derek Gee, 26 anni, debuttante al Tour de France. È arrivato decimo sabato e 12esimo domenica, inchiodandosi al nono posto della classifica generale. Gee sta cercando di diventare il primo canadese fra i primi-10 dopo Steve Bauer, che ci riuscì nel 1985 [decimo] e nel 1988 [quarto]. Bauer fu il primo del suo paese a vincere una tappa e pure il primo a vincere una medaglia olimpica nel ciclismo su strada, argento nel 1984 a Los Angeles. Gee ha gareggiato come ciclista su pista alle Olimpiadi di Tokyo 2021, quinto posto nell’inseguimento a squadre maschile e ritirato nella Madison. A Parigi correrà su strada, nella gara individuale e a cronometro.

 

LA TAPPA DI OGGI

GUISSAN > NIMES

  Sebbene il Tour de France non abbia mai fatto tappa a Gruissan, in genere gironzola nei suoi paraggi, per esempio Narbonne, posto amatissimo dai velocisti. Gruissan è stato un posto chiave per alcune corse locali come il Grand Prix du Midi Libre e la Route d’Occitanie. Ha ospitato la Vuelta alla sua partenza da Nîmes nel 2017 e nei primi anni 2000 anche il Giro del Mediterraneo e il Tour de l’Aude femminile. Da 23 anni il sindaco è un ex giocatore di rugby, Didier Codorniou, 32 presenze in nazionale. Gruissan è famosa per gli chalet di legno sulle sue spiagge, si vedono pure nel film 37°2 le matin di Jean-Jacques Beineix. I pescatori del posto preparano l’anguilla bourride su un tacco di prosciutto e patate, salsa al prezzemolo e all’olio d’oliva. Il sito del Tour garantisce che il piatto è speciale con un bicchiere di vino bianco AOP Corbières o Fitou. Anche la crostata di pinoli qui la fanno bene. 
Anche Nîmes è assai gradita ai velocisti. L’ultima volta si sono fatti fregare dalla fuga del tedesco Nils Politt, arrivato da solo ai piedi dell’arena. Nel 2019 Caleb Ewan fece il bis a Nîmes cinque giorni dopo la tappa di Tolosa. Nîmes è pure sulla mappa sentimentale di Mark Cavendish [2008, primo davanti a McEwen e al francese Romain Feillu]. Dopo 17 anni senza ospitare un arrivo, la città venne coinvolta come sede del giorno di riposo al Tour del 2003, l’anno del centenario. Una delle primissime tappe che l’ha attraversare, nel 1904, è famosa perché la folla prese a sassate il gruppo. Erano delusi per la squalifica del loro idolo Ferdinand Payan. La leggenda più bella del Tour che riguarda Nîmes è quella di Abdel-Kader Zaaf. Scappò con Marcel Molinès  dopo una caduta, confuso e felice, ripartì nella direzione opposta della corsa. Si racconta che avesse preso una fiasca di vino che gli avevano offerto gli spettatori. Il sito del Tour garantisce che la realtà è più prosaica e i prodotti ingeriti erano meno naturali

TITOLI    

La Stampa: “I soliti sospetti” –  Le straordinarie prestazioni dei corridori al Tour sollevano dubbi e più di una polemica sui controlli anti-doping Scritte sulla strada, opinionisti tv e alcuni media: “Non è normale” – Eric Jozsef ha scritto: “Il populismo nelle nostre democrazie si nutre della sensazione che in un mondo in profonda trasformazione, geopolitica, economica, ambientale e tecnologica, le autorità pubbliche non abbiano più la capacità di intervenire e di proteggere i propri cittadini. Non affermare la volontà politica di fare rispettare le regole nello sport, come si è visto troppo negli anni passati, in un’attività con un numero di soggetti da controllare tutto sommato limitato e con un peso economico relativo ma con una valenza simbolica fortissima, alimenta questa distanza e questa sfiducia al limite del complottismo verso le autorità e i governanti”


     

  IL TELECOSLALOM 

LO SPORT OGGI IN TV

LA GIORNATA

TENNIS

10.00 WTA Budapest – su Sky

10.30 ATP Gstaad- su Sky

11.00  ATP Amburgo – su Sky

11.00 ATP Bastad – su Sky

16.00 WTA Palermo – su Sky, dalle 17.30 su Rai Play

17.00  ATP Newport – su Sky 

RUOTE

13.30 Tour de France, tappa-16, Gruissan – Nîmes – su Eurosport 1, dalle 14.45 su Rai 2

CALCIOMONDO

19.00 Qualificazioni Europei femminili: Italia vs Finlandia – su Rai Sport

VITE OLIMPICHE

20.30 Mondiali di softball: Italia vs USA – su Sky

PALAZZETTI E DINTORNI

21.00 Amichevole pallavolo: Italia  vs Argentina [femminile] – su Rai Sport 

  IL CANALE WHATSAPP

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