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# 1 giorno al GP del Messico
► I BLUE JAYS di Toronto hanno vinto Gara-1 delle World Series per 11-4 sui Los Angeles Dodgers. Gara-2 la notte prossima ancora in Canada. Le finali sono sette. Chi ne vince quattro prende il titolo. “Il l baseball ha un modo tutto suo di disprezzare le incoronazioni. Se il baseball era alla ricerca di qualcuno che lo salvasse – scrive The Athletic – i Blue Jays hanno messo a nudo la grande falla nel roster dei Dodgers, la vulnerabilità dei bullpen”.
◇ Le altalene di Francesco Bagnaia non finiscono mai. Sul circuito di Sepang ha vinto la gara Sprint scattando dalla pole conquistata partendo dal Q1. Sul podio anche Alex Marquez (aritmeticamente 2° in campionato) e Aldeguer, sotto investigazione. Domani mattina la gara lunga.
◇ Le seconde prove libere del GP del Messico sono andate a Max Verstappen davanti a – urca – Leclerc e Antonelli. Norris quarto ma con un gran passo gara, segnala Sky Sport. Stasera le qualifiche e domani il GP.
◇ L’altro Max non è scappato. Il Milan di Allegri ha pareggiato 2-2 la partita con il Pisa, acchiappando il pareggio nei minuti di recupero con un tiro da fuori di Athekame.
◇ Jannik Sinner ha battuto Bublik e Lorenzo Musetti ha superato Moutet. Sono tutt’e due in semifinale a Vienna, mentre Matteo Berrettini è stato battuto da De Minaur. Stefano Semeraro su La Stampa parla di grandeur azzurra perché s’avvicina l’ipotesi di avere due italiani al, Masters di Torino. Massimo Calandri su Repubblica sottolinea la nuova forza del servizio di Jannik. “Ha vinto tutti e 10 i suoi turni senza concedere una sola palla break — era successo anche con Cobolli — e perdendo in tutto solo 5 punti. Solo nell’ultimo game ha piazzato 3 ace (8 in tutto il match), col 67% di prime palle e il 93% di successo (28 su 30), l’80% di riuscita sulle seconde”.
◇ Ma che bella la Virtus Bologna. Dopo aver battuto il Real Madrid e il Monaco, ha messo sotto pure la capolista Panathinaikos in Eurolega [92-75]. Pajola ha diretto l’orchestra con 7 assist e 10 rimbalzi, Edwards ne ha messi 22.
◇ La notte NBA invece è finita con il riscatto dei Lakers su Minnesota con un Luka Doncic da 49 punti. Bene Fontecchio nella vittoria di Miami su Memphis. Dallas ha perso in casa con Washington. Qui c’è il consueto riassunto completo della notte a cura di Sky Sport.
◇ L’americano Donnell Whittenburg ha vinto l’oro ai Mondiali di ginnastica negli anelli. È il suo primo successo in una grande competizione internazionale e la prima medaglia in 10 anni. Ha eseguito l’esercizio più difficile della serata, un triplo salto mortale carpiato che porta il suo nome. La ginnasta algerina Kaylia Nemour è stata oro alle parallele
◇ Nella tappa di Toronto della Coppa del mondo di nuoto stanno cadendo un mucchio di primati: record del mondo di Hubert Kos nei 200 dorso [1:45.12], di Josh Liendo nei 100 farfalla [47.68], di Mollie O’Callahan nei 200 stile [1:49.36], record dell’Oceania per Lani Pallister nei 400 [3:51.87] e per Kaylee McKeown nei 50 dorso [25.35], record italiano di Thomas Ceccon nei 200 dorso [1:47.49]
◇ Tre mesi di carcere con la sospensione condizionale della pena per Julia Simon, la biatleta francese ritenuta colpevole di aver rubato la carta di credito a una compagna di squadra
Abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente
Filippo Tommaso Marinetti
La Coppa del mondo di sci e l’incubo della sicurezza in allenamento
E allora si va, si comincia, si apre il primo cancelletto di partenza come ogni anno a Solden, come ogni anno presto, molto presto, a Palermo vanno ancora al mare. Si apre presto, troppo presto anche per le ferite e i traumi che lo sci si porta appresso. Un mese fa a La Parva, in Cile, Matteo Franzoso è morto a 25 anni durante un allenamento. Solo pochi mesi prima la famiglia Lorenzi ha pianto per Matilde, 19 anni, un incidente in Val Senales a dicembre. Cyprien Sarrazin è caduto a Bormio e non è ancora rientrato, forse neppure tornerà, lasciando il mondo dello sci sospeso tra sgomento e rabbia.
Stéphane Kohler su L’Équipe racconta come questi episodi abbiano riportato all’ordine del giorno un tema che ogni velocista conosce bene: la sicurezza, o meglio, la sua vulnerabilità. La morte di Franzoso, ancora una volta, ha riacceso il dibattito: quanto è protetto chi sfida le piste a oltre 130 km/h?
La FIS promette protocolli più rigorosi, audit globali delle piste, rinforzo del casco e degli airbag, ma gli atleti conoscono la realtà della velocità: «Siamo carne da cannone», dice Sarrazin, sopravvissuto a un ematoma subdurale e vincitore della discesa di Kitzbühel pochi mesi fa. «Vorrei dire ai giovani “venite, lo sci è solo divertimento, è sicuro”, ma la realtà non è questa». Federica Brignone, dalla riabilitazione, ricorda con freddezza: «Gli ultimi decessi sono avvenuti in allenamento… il rischio zero non esiste». La velocità porta con sé il rischio, e in allenamento il rischio è spesso maggiore che in gara. Thibaut Favrot aggiunge: «Purtroppo i più grossi incidenti avvengono su tracciati meno sicuri di quelli ufficiali. Oggi c’è una vera consapevolezza dei cambiamenti necessari, anche se tardiva».
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Lo sport e la cultura delle scommesse: gli scandali non possono stupire
Era il più prevedibile tra gli eventi prevedibili. Non appena l’industria sportiva americana ha spalancato le porte degli spogliatoi al business del gioco d’azzardo — e diciamolo chiaramente, non si è limitata ad aprire le porte, ma gli ha messo un’uniforme – quando ha fatto campagna per la sua legalizzazione, quando ne ha celebrato l’appeal per i consumatori, quando ha incassato i dollari dei colossi del betting desiderosi di conquistare il mercato — il momento Captain Renault di Casablanca era destinato a verificarsi. Così scrive Jason Gay nella sua analisi del caso NBA sul Wall Street Journal.
Un giocatore NBA inserito nella Hall of Fame, diventato allenatore, coinvolto in un’indagine federale sul gioco d’azzardo. Un giocatore NBA attivo, anche. “Scioccante? Neanche per sogno. Non potevo essere l’unico a seguire quella conferenza stampa drammatica, pensando alla quotidiana invasione da parte del mondo del betting — pubblicità, pubblicità e ancora pubblicità — e a chiedermi: ma cosa si aspettavano?”, annota Gay.
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La vera storia del testosterone di Sabalenka e Swiatek
Qualche giorno fa giravano un commento – come dire – abbastanza forte dell’ucraina Marta Kostyuk sulle prime due giocatrici al mondo, dalle quali diceva di sentirsi distante per i diversi livelli di testosterone. Ecco. Le cose non stanno così. Le sue risposte sono state distorte da una domanda non posta. Lo ha ammesso Tennis365 che aveva condotto l’intervista. Prima di ritrattare la versione originale dell’articolo, Tennis365 aveva dichiarato di aver chiesto a Kostyuk se si sentisse intimidita da giocatrici come Świątek e Sabalenka. «Abbiamo tutte una nostra struttura biologica. Alcune – la risposta che le era stata attribuita – hanno un livello di testosterone più alto, altre più basso. Questo aiuta sicuramente».
Come Luis Enrique ha reso il PSG imprevedibile
Luis Enrique non dimentica nessuno. Quando gli chiedono delle tante facce nuove viste da centravanti in questi primi mesi della stagione, lui li elenca quasi con orgoglio: Dembélé, Ramos, Mayulu, e perfino Désiré Doué, schierato martedì scorso a Leverkusen in un 7-2 che ha stordito i tedeschi. «Ci sono anche Kvaratskhelia, Barcola e Lee Kang-in che possono farlo», avverte l’asturiano. Prepariamoci. «Anche i due laterali possono diventare un numero 9 in certe azioni. Avere rotazione e mobilità è fondamentale per noi, non è un mistero».
A forza di cambiare, Luis Enrique ha trasformato la confusione in metodo. Così dice Emery Taisme su l’Equipe. Alla BayArena, come ha ammesso il ds del Bayer, Simon Rolfes, i giocatori di Kasper Hjulmand hanno finito per perdere la testa. Non sapevano più chi marcare, chi seguire, dove collocare il baricentro. Gonçalo Ramos, l’unico vero attaccante d’area, è rimasto in panchina: il suo profilo non coincide con l’idea che il tecnico ha del centravanti. «Non vuole un 9 alla Haaland: anche se è fortissimo, l’avversario sa già cosa aspettarsi», confida un agente. Con i suoi scambi e le sue inversioni di ruolo, il PSG rimescola i codici tattici.
Nessuno sbaglia più rigori dei francesi
Eccoci qua, se ne sono accorti pure in Francia. Senza neppure che ci mettesse il naso l’ispettore Clouzot. I portieri parano più rigori di prima. Vincent Villa per L’Équipe racconta come il tasso di realizzazione sia appena del 69,2% [27 su 39], il più basso tra i campionati dell’élite e come questa tendenza non sia frutto del caso.
Il 30 agosto Lucas Chevalier ha parato due rigori consecutivi: prima a Frank Magri, e poi Cristian Casseres, con il pallone che gli è rimbalzato sul petto. «Non buttarsi e prendere il rigore sul torace, è semplicemente incredibile», osserva Rémy Vercoutre, ex allenatore dei portieri del Lione, evidenziando la forza mentale necessaria: «Bisogna leggere l’anticipo del tiratore e avere carattere. La psicologia del calciatore è: il portiere andrà a destra o a sinistra, altrimenti lo criticheranno». E invece Chevalier se ne sta fermo.
Lo scatto del Milan fermato da Gilardino
Poteva essere un +4, il Milan invece è andato a dormire con un +2. Il suo week-end oscilla tra l’ipotesi di una testa della classifica conservata con un punto di vantaggio e un risveglio domenica pomeriggio al terzo posto. Ma dopo quest’ottava di giornata, la batteria della serie A sarà ancora carica al 77% e con una batteria al 77% un telefono fa succedere ancora molte molte cose.
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Le partite di oggi
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“Occhi su Conte” titola il Corriere dello sport-stadio per il sold-out del San Paolo. Hojlund non recupera, Meret si è fratturato il piede e il progetto del turnover con Milinkovic-Savic si ferma per due mesi. Conte ha due tentazioni. La prima: usare un falso nove con Neres. La seconda: tenere fuori tutto il mercato tranne De Bruyne e giocarsela con i campioni d’Italia. L’anno scorso finì 1-1, Billing segnò nel finale un gol pesantissimo che spezzò un momento difficile del Napoli, arginando la possibile fuga di Inzaghi.
Le ultime tre sono finite 1-1, Chivu è a sette vittorie di fila, il Napoli non perde in casa da 15 partite. I numeri dicono che Conte ha una mole di gioco alta [xG alto] ma non trasforma. La difesa soffre il capovolgimento di gioco e la schiuma che si solleva sulle seconde palle. Il Napoli proverà a giocare a ritmo basso, puntando sugli inserimenti di McTominay, Anguissa e De Bruyne. L’Inter giocherà per recuperare la palla alta e colpire in velocità. I duelli più attesi: Politano vs Dimarco e Spinazzola vs Dumfries.
Le eccellenze. Dimarco e Bonny hanno 3 assist a testa, solo Paz ha fatto meglio. Bonny è anche secondo per gol + assist [6], Dimarco secondo per passaggi chiave [20]. Anche De Bruyne è fra i primi-cinque di quest’ultima voce statistica [15]. Il belga è con Di Lorenzo il giocatore con più passaggi negli ultimi 30 metri [47] dopo Modric, ed è il numero uno per passaggi filtranti [8]. Di Lorenzo invece è il primo per palloni toccati in campionato [555]. L’Inter ha fra i primi-10 Bastoni e Barella, sempre loro due con Dimarco sono fra i primi-10 per maggior numero di passaggi nell’area avversaria. Politano e Dimarco sono primo e secondo nella classifica dei cross in area [9 e 7] e secondo secondo e primo per cross complessivi [55 e 57]. McTominay è il quarto in A per falli subiti [18]: nessuno dell’Inter fra i primi-10.
Haaland, ma cosa mangi per segnare così?
Erling Haaland ha appena promesso di mungere una mucca alla prossima visita a Greenoaks Farm, una specie di supermercato personale nel Cheshire. È la sua forma di risarcimento dopo aver svaligiato un congelatore pieno di carne. Ha già segnato 24 gol in 14 partite tra club e nazionale. E ora sappiamo cosa lo alimenta. Jordan Campbell su The Athletic racconta com’è fatta una giornata da Haaland e si sofferma a lungo su queste visite alla fattoria, dove si illumina davanti a tre tomahawk di manzo, i suoi preferiti. Quando gli dicono che sono difficili da vendere a causa del prezzo alto, sbruffoneggia: «Allora prendo tutti e tre».
Michel Desjoyeaux
Sul bacino Paul-Vatine, a Le Havre, il sole è tornato a splendere dopo la tempesta Benjamin. I pontili si riaprono al pubblico, i quarantadue Class 40 si allineano per la partenza della Transat Café L’Or e in mezzo a questa parata di vele c’è un grigio opaco che cattura tutti gli sguardi: il Trimcontrol. A bordo c’è un sessantenne con la faccia serena di chi ha già attraversato l’oceano e continua a cercare vento nuovo. Come racconta Pascal Sidoine su L’Équipe, Michel Desjoyeaux è il professore della vela francese, due volte vincitore del Vendée Globe, torna sei anni dopo la sua ultima grande regata, questa volta in coppia con Alexandre Le Gallais, un imprenditore di piscine in acciaio prestato al mare.
Il GP del Messico è diventato un modello
Se si dovesse riassumere il Gran Premio del Messico, basterebbe evocare il Foro Sol, “la follia che scatena, l’idea geniale di far passare delle Formula 1 in mezzo a uno stadio da baseball”, e quell’atmosfera elettrica che trasforma la cerimonia del podio in qualcosa di unico al mondo. Ma il segreto del successo messicano, tornato nel calendario nel 2015 dopo vent’anni d’assenza, va molto oltre la suggestione scenografica. Scrive così Frédéric Ferret su L’Équipe, per il quintultimo appuntamento di una corsa mondiale all’improvviso riaperta.