Lo Slalom del 27 giugno | Cosa leggere, sapere e vedere

 

 

     

►  LA JUVENTUS ha perso per 5-2 contro il Manchester City di Guardiola la partita per il primo posto nel girone e agli ottavi di finale dovrà sfidare il Real Madrid di Xabi Alonso [3-0 al Salisburgo]. Ha passato il turno anche l’Al-Hilal di Simone Inzaghi, unica squadra asiatica fra le 16. Bilancio di chi resta in corsa: nove europee, quattro sudamericane e tutte del Brasile, due nord-americane, una asiatica.

La serie A ha definito un altro paio di panchine che erano rimaste vuote con alberto Gilardino al Pisa e Davide Nicola alla Cremonese. Ora aspettiamo solo Stefano Pioli alla Fiorentina e saremo al completo. Con 12 panchine nuove su 20. Serie B: Pippo Inzaghi si è fatto un selfie con i suoi nuovi tifosi a Palermo, il Padova sta facendo un pensierino a Papu Gomez. Qui si può tornare bambini con il tabellone delle amichevoli estive, tra cui spiccano due bei Grosseto-Fiorentina e Verona-Rovereto di una volta, 

◇  Luciano Buonfiglio è stato eletto presidente del CONI, Diana Bianchedi sarà la sua vice. Nella struttura di governo è entrata anche Tana Cagnotto. 

◇  Giulio Zeppieri ha passato le qualificazioni di Wimbledon uscendo sano e salvo dalla fossa di Roehampton, così le racchette italiane in tabellone sono salite a 12: stamattina alle 11 ci sono i sorteggi

◇  Ai campionati italiani di ciclismo Filippo Ganna ha vinto per la quarta volta di fila la maglia tricolore a cronometro e tra le donne se l’è presa Vittoria Guazzini. Se l’è presa, nel senso che s’è presa la maglia. No, non si è offesa per la vittoria di Ganna. 

◇  La Nazionale italiana maschile di pallavolo ha ricominciato la Nations League battendo per 3-2 la Polonia 

◇  Al Sette Colli di nuoto è saltato il duello Ceccon vs Kolesnikov nei 100 dorso perché il russo non ha passato le batteria, ma Thomas ha perso in finale da un altro russo, il diciannovenne Miron Lifintsev [52.23]. De Tullio ha battuto Florian Wellbrock nei 400 stile libero, Lorenzo Viberti ha fatto il tempo per andare ai Mondiali nei 100 rana, record tedesco per Angelina Kohler nei 50 farfalla e Simona Quadarella prima nei 1.500 in 15:54.23. Lei soddisfatta, ma è un tempo da quinto posto ai Mondiali. 

 

   

Non è raro trovare deserti e aridità mortali tra le folle

José Saramago

 

Storia di cinque ragazze italiane a canestro nel deserto

    La Nazionale che verrà, non veniva mai. Quanti anni d’attesa per la Generazione Zandalasini, il gruppo che ha attraversato i tornei internazionali giovanili vincendo un argento mondiale Under-17 nel 2016, un oro europeo Under-16 nel 2018, uno Under-18 e uno Under-20 nel 2019. La squadra del futuro, solo che il futuro – come la primavera di Battiato – tardava ad arrivare. 

Eccole qua, finalmente, le ragazze che nel frattempo sono diventate donne. Eccole a una semifinale europea, un traguardo che mancava da trent’anni. 

Se il canestro decisivo contro la Turchia ai tempi supplementari l’ha segnato Zandalasini, significa che il caso, il destino, gli dèi dell’Olimpo conoscono pure l’algoritmo di Netflix e sanno come si costruisce una trama. 

Quel che ancora non abbiamo scoperto è come si costruisce un movimento. Perché la semifinale europea dell’Italia femminile di basket è la storia di un pugno di ragazze e di un allenatore che sono arrivate dove sono arrivate camminando fra le dune di un deserto, e senza neppure le palme. 

Da tempo in Italia la pallavolo ha sorpassato la pallacanestro. Non solo per risultati, ma per vitalità, numero di tesserate, capacità di inclusione e di attrazione tra le figlie degli immigrati, attenzioni mediatiche, visibilità televisiva, marketing. Dal 1995 si sono alternati nove commissari tecnici alla guida della Nazionale. Il presidente è lo stesso di allora. Gianni Petrucci dà l’idea di non aver finito il lavoro. Ma il lavoro ogni tanto mostra qualche crepa che questa semifinale – meno male – adesso può nascondere. 

Jasmine Keys stamattina dice al Corriere della sera che è «bello sentire tanto interesse: serviva al movimento, resterà indipendentemente dall’esito di questa avventura». Traduzione: e chi l’aveva visto mai. 

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 Guida non richiesta alla Coppa Europa di atletica

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Un mondo che non conosce il verbo cambiare

Da dove sbuca Luciano Buonfiglio presidente

  Il benvenuto a Luciano Buonfiglio alla presidenza del CONI stamattina è fragoroso. È l’uomo giusto, l’ideale, segna la continuità con la guida di un impero e di un popolo composto da 16 milioni di persone, i tesserati alle nostre federazioni sportive. In effetti viene da un percorso fatto di sei mandati alla canoa e al kayak, vent’anni consecutivi alla guida. Neppure i papi durano più vent’anni. 

Ci sono in giro grandi elogi a Giovanni Malagò per aver saputo pilotare l’atterraggio sulla poltrona di capo dello sport di una persona a lui gradita. Strepitosa la strategia d’assalto dice per esempio il Messaggero

Buono il decollo giudica il Corriere della sera mentre Daniele Dallera invita per chiarezza Buonfiglio a ringraziare Malagò, un grande presidente, ma lavori in autonomia. Malagò non sarà invadente, sarebbe un banale quanto imperdonabile errore, e Buonfiglio avrà voglia di costruire una sua squadra: sempre meglio sbagliare in solitudine

Ma ci sono grandi elogi anche per Franco Carraro, perché è stata ben studiata la mossa di cambiare in corsa confermando Mornati segretario, nata dall’idea, un guizzo (a 85 anni non è male), di Franco Carraro, sostenuta da Petrucci e Gravina [ancora il Corriere della sera]

Carraro. Petrucci. Gravina. Anni 86, 80, 72. Buonfiglio ne compie 75 a novembre. 

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Come prendere la sconfitta della Juventus ai Mondiali

Arrivano sempre le luci dell’alba. Per la Juve sono arrivate quando in Italia era sera e non era più possibile credere a una realtà felice fatta di soli Al-Ain e di soli Wydad. 

Fabio Licari lo dice bene sulla Gazzetta dello sport quando scrive che non fanno mai bene botte come queste, ma forse era il momento giusto. Al Ain e Wydad rischiavano di illudere che i problemi fossero risolti, che la Juve fosse pronta per dimenticare Motta, che due aggiustamenti l’avrebbero rimessa in corsa per grandi obiettivi. Nossignore. C’è da lavorare e, più realisticamente, da comprare

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Pio Mondiale

Pio Mondiale, perbacco, strilla la Gazzetta in un titolone grosso così per il gol e partitone con il River del più piccolo tra i fratelli Esposito in maglia interista in una sera di fine giugno su un campo americano, a metà strada fra la coda della stagione scorsa e l’inizio della prossima. Davide Stoppini giura che abbiamo visto toccarsi presente e futuro. Abbiamo visto un giocatore che ha tutto per diventare il riferimento dell’Inter e della nostra Nazionale nei prossimi anni, sfidando il pericolo che al primo 0-0 qualcuno però rimproveri a Marotta di essersi fidato di una specie di amichevole estiva e non aver comprato un attaccante per fare la riserva a Thuram e Lautaro. Titolo suggerito: Inter, che succede?

No, perché di questo stiamo parlando. Pio Esposito farà la riserva a Thuram e Lautaro. Secondo Paolo Tomaselli sul Corriere della sera non è neppure certo, scrive che come quarta o quinta punta poco importa, ma uno con le sue caratteristiche l’Inter non ce l’ha e non lo sta trattando sul mercato, perché sia Bonny che Hojlund sono differenti. E avere un allenatore che lo conosce fin dall’Under 14, aiuta molto

In effetti tenerlo ancora nel bagnomaria dei prestiti non ha senso. 

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