Pio Esposito, per favore, non ascoltare noi adulti

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Pio Mondiale, perbacco, strilla la Gazzetta in un titolone grosso così per il “gol e partitone con il River” del più piccolo tra i fratelli Esposito in maglia interista in una sera di fine giugno su un campo americano, a metà strada fra la coda della stagione scorsa e l’inizio della prossima.

Davide Stoppini giura che “abbiamo visto toccarsi presente e futuro. Abbiamo visto un giocatore che ha tutto per diventare il riferimento dell’Inter e della nostra Nazionale nei prossimi anni”, sfidando il pericolo che al primo 0-0 qualcuno però rimproveri a Marotta di essersi fidato di una specie di amichevole estiva e non aver comprato un attaccante per fare la riserva a Thuram e Lautaro. Titolo suggerito: “Inter, che succede?”. 

No, perché di questo stiamo parlando. Pio Esposito farà la riserva a Thuram e Lautaro. Secondo Paolo Tomaselli sul Corriere della sera non è neppure certo, scrive che “come quarta o quinta punta poco importa, ma uno con le sue caratteristiche l’Inter non ce l’ha e non lo sta trattando sul mercato, perché sia Bonny che Hojlund sono differenti. E avere un allenatore che lo conosce fin dall’Under 14, aiuta molto”. 

In effetti tenerlo ancora nel bagnomaria dei prestiti non ha senso. 

Non ha senso perché giusto oggi Pio Mondiale compie 20 anni. Venti, non diciassette.

Paolo Condò è andato a riguardare tutti insieme i gol segnati dal ragazzo con la maglia dello Spezia in serie B e trova che Esposito è già “un ottimo colpitore di testa, ha gioco facile col piede destro come si è notato a Seattle, ma se la palla gli capita sul sinistro non perde tempo a circumnavigarla per calciare col suo piede: si adatta, e fa comunque gol”.

È un vero bomber, dice Stramaccioni alla Gazzetta con il suo occhio da allenatore di tanti giovani – e chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai. Dice che Pio Mondiale gli ricorda il primo Toni, e meno male che non è l’ultimo: quello che fa pubblicità alle scommesse.

Tuttavia Condò fa notare una faccenda che non è proprio di secondo piano, i coetanei di Pio Mondiale già “decidono le finali di Champions (Doué), sono i fari di grandi club (Yildiz) o magari sfasciano la nostra nazionale (Nusa), per tacere del fatto che a un 2006 ancora in via di sviluppo (Endrick si vede poco…) ha fatto seguito un 2007 targato Yamal, e ricco anche di Cubarsi, Rodrigo Mora, Estevao e Mastantuono”. 

Bene che dunque l’Inter lo tenga anziché mandarlo a giocare al Lecce come il Milan farà con Camarda, perché abbiamo bisogno di risposte vere ma facciamo che noi ci regoliamo così. Se Pio Mondiale toglie il posto a Thuram dopo un gol in amichevole al River Plate, allora diamo fiato alle trombe e prendiamo i violini. Se invece non glielo toglie, riconosciamo a Christian Chivu la capacità di stabilire che esistono diversi livelli a cui si può giocare. 

Tu, Pio, nel frattempo: non ci ascoltare. Se domani, tra un mese, tra un anno ti accorgi che tutto questo è troppo, rallenta. Non dovete diventare tutti Mbappé, non dovete andare tutti ai Mondiali e salvare il calcio di una nazione, e pure a 21 anni, a ventidue, a venticinque, si può essere felici vivendo in qualche modo di pallone. Ma questo per fortuna voi ventenni lo sapete meglio di noi. Fai buon viaggio, ragazzo. Mai paura. 

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