Lo Slalom del 13 aprile | Cosa leggere, sapere e vedere

 

 

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►  Lorenzo Musetti è diventato il terzo italiano di sempre a essersi qualificato per la finale del torneo di Monte-Carlo nell’era Open dopo Corrado Barazzutti nel 1977 e Fabio Fognini nel 2019. Ha battuto De Minaur in tre set e oggi gioca per il titolo con Carlos Alcaraz, nel frattempo diventato numero 1 della ATP Race dell’anno a scapito di Sinner  ◇  Negli anticipi della serie A vittorie per l’Inter sul Cagliari e della Juventus sul Lecce. Anche il Venezia ha presto tre punti pesanti per la salvezza battendo il Monza ◇  Marc Marquez è scatenato pure in Qatar. Ha fatto la pole precedendo suo fratello Alex e la sorpresa Fabio Quartararo, e poi ha vinto la Gara-Sprint tornando al primo posto nella classifica del Mondiale  Oscar Piastri partirà dalla pole position in Bahrain nel GP di F1. La penalizzazione di Russell e Antonelli per irregolarità in pit-lane, consente a Leclerc di scattare dalla prima fila ◇  Perugia ha vinto anche la seconda semifinale dei play-off di pallavolo con Civitanova

 

  

 Che cosa stanno leggendo in Europa

 🟨   In Inghilterra l’attacco di McIlroy al Masters di golf – In Francia la Roubaix di Pauline Ferrand-Prévôt – In Spagna cose di Real e Barcellona, Barcellona e Real – In Italia il primato dell’Inter, la vittoria della Juve, la finale di Musetti

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|   È una gara di merda. È una corsa bellissima

Bernard Hinault

 

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Bastarde le pietre e questa corsa assurda


  Frankenstein Un pezzo cucito con le spillette


artefici

La vittoria di Pauline Ferrand-Prévôt


 

Le immagini della giornata di ieri

 🟨 La rimonta del Manchester City in Premier League 🟨 La vittoria di Pauline Ferrand-Prevot alla Roubaix 🟨 Le pole position in F1 e MotoGP 🟨I gol degli anticipi di serie A

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Le vittorie di Inter e Juventus

 

    Paolo Tomaselli sul Corriere della sera vede ancora l’Inter dinanzi a tre cime dolomitiche: il Bayern, il Bologna a Pasqua e il ritorno di Coppa Italia con il Milan. Ma nel frattempo dopo la vittoria sul Cagliari scrive: Il ghiaccio su cui pattina l’Inter ogni tre-quattro giorni è sempre più sottile, ma ciò non toglie che per lunghi periodi i nerazzurri si godano il frusciare delle lamine, i movimenti, la tecnica. E in questa sorta di godimento collettivo (ieri con la maglia in onore di Vale Rossi), i nerazzurri somigliano alla versione dell’aprile 2023, quando iniziò la cavalcata verso Istanbul e dell’aprile 2024, con la seconda stella ormai alle porte. Vero che il fascino delle analogie può fuorviare, ma questa Inter è una squadra in missione: ciò non significa che andrà tutto per il verso giusto, le variabili sono tante, ma significa che Inzaghi è arrivato pronto al momento giusto.

 

  Emanuele Gamba su Repubblica spiega il 2-1 sul Lecce così: La Juventus di Tudor non è una squadra che tergiversa, che la prende alla larga. Va dritta verso la porta, con il minore numero di passaggi possibili e lo fa appena può, nella fattispecie dopo neanche due minuti: triangolazione Thuram-Vlahovic-Koopmeiners e diagonale sinistro dell’olandese rifiorito. Verranno altre azioni simili, Vlahovic pasticcerà più e più volte in area ma quando sai che il mondo ti sorride l’errore non pesa più sulle spalle come prima, quando proprio la pesantezza (di pensieri, di idee) sembrava l’amico immaginario della Juve, o il nemico vero

 

   

Fine dei dubbi: Sergio Leone era laziale

  Sergio Leone era romanista o laziale?  Le due tesi convivevano con testimonianze diverse. Quella del Sergio Leone laziale era sostenuta nel libro Romani, di Angelo Mellone (ed. Marsilio, 2012), che ai romanisti D’Alema, Andreotti, Ferilli, Verdone e Sordi, contrapponeva una lista di vippume biancoceleste, definizione sua, composta da Aldo Fabrizi, Asia Argento, Raoul Bova, Christian De Sica,Sergio Leone, Lucio Battisti, Bud Spencer, Isolde Kostner, Nanni Loy, Alighiero Noschese, Russell Crowe, Robbie Williams e Morrissey

La tesi del Sergio Leone romanista viveva perché, su Il Romanista, Izzi raccontava di aver recuperato un articolo uscito sul Messaggero nel 1984. La verità arriva chiarissima dalle pagine del libro Ennio un maestro, monumentale conversazione fra Tornatore e Morricone su musica e cinema, uscita per HarperCollins.  

9 SETTEMBRE 2019

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McIlroy e la maledizione della giacca verde


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Nessuno credeva nella svolta tecnica con il compagno di podcast di LeBron

      

Stava per cadere il mondiale di lancio del disco. Nel solito posto

Un anno fa di questi tempi il mondo dell’atletica leggera dovette imparare un po’ di cose su Ramona, una vecchia città petrolifera dell’Oklahoma caduta in disgrazia quando i pozzi si sono prosciugati. Rimasero aperti un garage, una banca, una clinica medica e un piccolo negozio di alimentari. La città finì sotto la giurisdizione dello sceriffo della contea di Washington, perché pure che il dipartimento di polizia era stato sciolto e il capo condannato al carcere per qualche disavventura che le cronache non riferiscono. Fu il sindaco Robert Fiddler a ripristinare l’ufficio, le tubature dell’acqua compromesse dallo stato d’abbandono furono riparate e così pure le strade, ripavimentate daccapo grazie a una sovvenzione  della nazione Cherokee. 

 Leggi anche  | La città fantasma dove si va per battere il record del mondo di lancio del disco

 16 APRILE 2024

 

Per una combinazione di esposizione ai venti e di pedane, l’impianto per il lancio del disco costruito a Ramona fa gola agli atleti, spinge l’attrezzo lontano, verso misure da primato. Se ne agevolò Mykolas Alekna e ieri stava ripetendo l’azzardo l’australiano Matt Denny. Ha tirato a 74,25, dieci centimetri sotto il primato mondiale. 

Tutto mentre in Africa cominciava la stagione all’aperto per il getto del peso azzurro. Al meeting di Gaborone in Botswana primo posto per Zane Weir con 20,83 e secondo per Leonardo Fabbri con 20,64. L’idolo di casa Letsile Tebogo ha corso i 200 in 20.23 mentre Akani Simbine i 100 in 9.90 con un vento contrario di 1.4: migliore prestazione mondiale dell’anno.

 

Come sono andate le qualifiche al GP del Bahrain

DI ROBERTO LIBERALE

   

Sbocciare in primavera a Monte-Carlo. La finale di Musetti 

 

     

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