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martedì 4 marzo 2025
# 2 giorni agli Europei indoor di atletica leggera
🟨 La Juventus ha battuto 2-0 il Verona nel posticipo della serie A e si è portata a -6 dall’Inter capolista 🟨 Ai Mondiali jr di sci a Tarvisio, Giorgia Collomb ha vinto l’oro nello slalom gigante e si è guadagnata una wild card per le finali di Coppa del mondo 🟨 Federica Brignone ha detto a Radio Anch’io di meritare una candidatura a portabandiera ai prossimi Giochi di Milano-Cortina. 🟨 A Boston: Sintayehu Vissa ha battuto il record italiano femminile del miglio [4:21.51] facendo meglio pure del crono all’aperto di Gabriella Dorio 1980. È il terzo record italiano del mezzofondo caduto nei primi tre mesi del 2025 dopo Marta Zenoni sui 1500 e Nada Battocletti sui 3000 🟨 Le qualificazioni per il torneo di Indian Wells sono iniziate con l’eliminazione di Sara Errani, Fabio Fognini e Mattia Bellucci [contro il #349 Watanuki]. Stanotte è stato sorteggiato il tabellone: Musetti, Berrettini e Paolini entreranno al 2° turno, Djokovic e Alcaraz possono trovarsi nei quarti.
Che cosa stanno leggendo in Europa
🟨 Spagna: l’attesa per il derby madrileno di Champions 🟨 Francia: il PSG all’attacco del Liverpool 🟨 Inghilterra: il Manchester United e un’intervista a Ingebrigtsen 🟨 Italia: la vittoria della Juventus
| Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni
Notte di sogni, di coppe e di campioni
Antonello Venditti
prima di tutto
Guida non richiesta alla Champions di stasera
Quindici delle sedici squadre rimaste in corsa per la Champions sono state nella loro storia almeno una volta in finale, anche le quattro che vengono dai Minions, i paesi fuori dai cinque che il ranking UEFA premia più degli altri: l’élite.
In dieci la Coppa l’hanno vinta. L’unica che non s’è mai spinta così avanti e che anzi non ha mai passato la soglia degli ottavi di finale è il Lille, a cui è toccato un viaggio a Dortmund. L’Équipe fa un gioco di parole con la parete gialla del tifo di casa e titola che questa è una bella sera per mûrire.
Sono rimaste in corsa tre inglesi, tre spagnole, tre tedesche, due olandesi, due francesi, una belga, una portoghese e un’italiana. Stasera: Bruges-Aston Villa, Dortmund-Lille, PSV-Arsenal, Real Madrid-Atlético Madrid. Domani sera: Feyenoord-Inter, Benfica-Barcellona, Bayern-Leverkusen, PSG-Liverpool.
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BRUGES VS ASTON VILLA È forse la cocozza meno lucida di tutto il cucuzzaro. Eppure finanche qui ci sono i finalisti del ‘78 contro i vincitori del 1982, le due primavere che precedettero i più bei Mondiali della Generazione X.
vite europee
Nick Hayen
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Chi proprio non sospettava di trovarsi qui è Nick Hayen, allenatore del Bruges. Tre anni fa stava ancora ammirando panorami gallesi dalla sua panchina all’Haverfordwest County nella Cymru Premier. Per la sua prima partita c’erano 102 persone, lo stadio si trova accanto a una cava in disuso. Quando Hayen ricorda quel giorno, dice che in campo si distraeva perché la vista era incantevole. Se ne andò con le lacrime agli occhi. Al Bruges gli avevano dato da allenare la squadra riserve: estate 2022. Ha preso l’interim nel marzo scorso con l’esonero di Ronny Deila e il club al quinto posto nella stagione regolare. Lo ha portato ai play-off, e ai play-off ha vinto il campionato. Per forza che poi gli hanno rinnovato il contratto. Hayen sembra il più sorpreso di tutti nell’intervista data a the Athletic. Ha 44 anni e dice che mai avrebbe pensato di allenare una squadra negli ottavi di finale di Champions League.
Un uomo misurato e umile, così viene definito dal magazine americano. Ex calciatore professionista in Belgio con più di 250 partite in serie A, aveva allenato per quasi un decennio a vari livelli (giovanili e senior, campionati inferiori e massima serie) prima di accettare il lavoro in Galles – una specie di atto disperato e sconsiderato. Il suo precedente incarico si era concluso con la retrocessione del Beveren nel 2021. L’Haverfordwest lo ha chiamato offrendogli una sorte simile, la squadra era penultima e lui niente sapeva di quel campionato né di quel paese, mai aveva messo piede in Galles prima.
In Belgio pensarono e scrissero che era davvero strano accettare. Hayen si mise a studiare, a prendere informazioni sul campionato e sugli stadi. Dice che il calcio è calcio sia quando giochi davanti a 30.000 persone sia quando ce ne sono 100. Si fece dare una mezza dozzina di video della squadra e oggi ricostruisce che tre furono davvero utili da guardare perché ne uscì terrorizzato, pienamente consapevole della portata dell’impresa.
Da dove si comincia? Si comincia, spiega Hayen, dall’introduzione di un gioco che ti restituisce fiducia e autostima, un gioco che ti toglie la paura della sconfitta. L’Haverfordwest vinse le prime quattro partite sotto la sua guida, segnando 15 gol e dandogli la possibilità di essere uno dei prossimi ospiti di Francesca Fialdini la domenica pomeriggio in A ruota libera [“storie di vita quotidiana fra sorprese e situazioni dai sapori diversi”].
chi vedere
Raphael Onyedika
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Ora. Diciamo la verità. Col tempo lo abbiamo imparato. Quando Pep Guardiola ti elogia, quando dice che wow, lui non ha mai visto una squadra giocare così, un calciatore giocare così, il dentista, tutte quelle cose là – quando Pep Guardiola ti elogia, un po’ sta prendendo per il culo e un po’ sta mettendo le mani avanti. Esagera, ecco. Eppure non c’è motivo di dubitare che la sua ammirazione per Raphael Onyedika fosse sincera. Il giorno prima della partita, disse che gli piaceva la maniera dei belgi di stare in campo e gli piaceva coso, quello là, quello di 23 anni, il centrocampista di contenimento. Non ne ricordava il nome, ma ricordava lui. Pare un segno definitivo di sincerità. Onyedika è il giocatore che lega il Bruges. Il sarto. Gli altri strappano e lui cuce.
“È dinamico, laborioso, combattivo fino all’eccesso – scrive The Athletic in una galleria di giocatori sottovalutati – e il suo cartellino rosso nella sconfitta contro il Milan è stato il secondo in quattro presenze europee. La sua più grande virtù, è un po’ meno visibile. Onyedika è sempre nel posto giusto al momento giusto”.
Il Bruges non è la squadra più glamour tra quelle rimaste in corsa, ma la qualità non le manca [Joaquin Seys, Chemsdine Talbi, Maxime De Cuyper, Ardon Jashari]. Onyedika fa altro e probabilmente continuerà a farlo nella prossima stagione, se è vero che gli hanno messo gli occhi addosso Aston Villa,PSG e Bayern Monaco. Così la prossima volta il suo nome Guardiola se lo ricorda.
REAL MADRID VS ATLETICO MADRID Gli spagnoli stamattina se la tirano un po’. Marca titola in prima pagina che si tratta del derby d’Europa, Diario AS è perfino più esplicito e dice che si tratta de IL derby d’Europa, per El Pais è il derby della verità e per El Mundo un derby senza poveri. Orfeo Suarez intende dire che con Diego Simeone, “metà allenatore e metà messia”, il continuo riferimento “alla squadra del popolo in contrapposizione alla squadra dell’aristocrazia” non esiste più perché l’Atlético, “partita dopo partita, è diventato l’adattamento quotidiano del povero. Come narrazione ha funzionato, ma è una narrazione obsoleta sul campo, dove poveri non ce ne sono più. Da una parte il Real sovrano della Champions League, pigro come tutti i sovrani, ma unto dal dono divino di provocare fenomeni tellurici sull’erba del Santiago Bernabéu. Dall’altro lato, l’eterno aspirante a una rivoluzione che non arriva mai, ma oggi con la stessa polvere da sparo del re”.
Ancelotti arriva alla partita enfadado, Simeone è più tranquillo, secondo quanto ha scrive Alfredo Relano. A Barcellona ovviamente se ne fregano, lo chiamano derbi colosal, ma il titolo più grosso sulla prima pagina del Mundo Deportivo va ai gol che segna il Barcellona.
Se ne segnano molti nelle partite che gioca il Real Madrid. Un’anomalia. Lo dice The Athletic che si domanda come facciano i Blancos a continuare a vincere la Coppa nonostante così tanti gol subiti. Thom Harris dice quella cosa secondo cui “l’attacco fa vincere le partite, la difesa fa vincere i titoli” e si domanda se valga pure per il torneo più prestigioso del calcio europeo. Finora s’è visto un Real “a singhiozzo”, undicesimo su 36 nella classificona e addirittura in preda a un affanno, con tre sconfitte in otto partite. Ma ha fatto fuori il Manchester City ai play-off con un 6-3 complessivo, nella sesta sfida di andata e ritorno in cui sono stati segnati almeno sette gol da quando Carlo Ancelotti è tornato.
Non sembra il dipinto di una squadra che predica concretezza e la mette al centro dei propri piani strategici. Dal 1992 a oggi, da quando la Coppa dei Campioni è superfetata nella Champions League, solo sei squadre l’hanno vinta più di un gol a partita. Cinque di queste avevano lo stesso nome, e quel nome è Real Madrid: sia con Vicente del Bosque, sia con Zinedine Zidane, sia con Carlo Ancelotti in panchina. È curioso, no?
Secondo Harris succede perché Guardiola si sforza di avere il controllo del gioco modificando la struttura collettiva della squadra mentre Ancelotti preferisce dare più libertà alle superstar che il portafogli di Florentino gli ha messo dentro lo spogliatoio. La libertà però può portare a situazioni non convenzionali e potenzialmente pericolose [chi non è d’accordo può mandare una mail a Harris] e spesso le star del Madrid si prendono del tempo – diciamo così – per respirare. Nel pezzo ci sono anche una serie di schemini assai nerd che mostrano tutto con frecce e freccette.
Il fatto è che l’abilità nell’uno contro uno di Vinicius Jr e di Rodrygo, la velocità di Mbappé, l’abilità di Bellingham nel vincere duelli e segnare gol decisivi, la prestanza fisica di Valverde: tutto questo concorre a creare una squadra che deve prima di tutto “essere spietata davanti alla porta”. Il resto viene dopo. “Certo – spiega The Athletic – la faccenda può diventare caotica. Ci saranno delle giornate-no davanti alla porta, ci saranno passaggi sbagliati, errori individuali”. Eppure, le indiscrezioni secondo cui il Real Madrid sta cercando di convincere il terzino del Liverpool Trent Alexander-Arnold a unirsi a loro, il giocatore che ha perso più palloni di chiunque altro in Premier League questa stagione, ci dice che “non hanno smesso di considerare centrale il loro approccio tutto-o-niente. La squadra di Madrid è un esperimento sontuoso, che ha lasciato spazio alla creatività e all’individualità dei calciatori più letali del mondo. Anche se concedono spazi e prendono gol, si tratta di un rischio che vale la pena correre: aiuta i giocatori di talento a raggiungere la gloria”.
chi vedere
Thibaut Courtois
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Così, da quasi sette anni, Thibaut Courtois è il salvatore della porta del Real Madrid. Visto dalla curva dell’Atlético è un traditore. È IL traditore. Ha giocato 270 partite con il Real e per 80 volte non ha preso gol. La Casa Blanca lo prese dal Chelsea per 35 milioni di euro ma prima era stato il numero 1 degli ex materassai, il portiere colchonero che ha subito il gol più importante nella storia moderna del Real: il colpo di testa del pareggio di Sergio Ramos al 93esimo minuto della finale di Champions League 2014. Ai supplementari i Blancos avrebbero poi vinto per 4-1 la loro Decima. Santiago Canizares, portiere del Real dal 1994 al 1998, oggi opinionista televisivo, dice a The Athletic che «Courtois è il Messi, il Maradona o il Ronaldo dei portieri. È molto più bravo degli altri ed è il più bravo ogni giorno. Ci siamo abituati a vedere parate incredibili, anche tiri all’incrocio dei pali. Di un altro portiere lo avremmo sottolineato, con lui ci pare normale. È questa la sua grandezza».
L’analisi dei dati dice che la sua migliore partita è stata la finale 2022 contro il Liverpool, nove parate, il numero più alto registrato da Opta in una finale. Nella rimonta compiuta in semifinale al Bernabéu contro il Manchester City — quando all’87esimo minuto erano sotto per 1-0 e perdevano complessivamente 5-3 — Courtois prese un tiro di Grealish con l’esterno della scarpetta sinistra. Il Bernabéu festeggiò come se il Real avesse segnato.
cosa succede in città Jimena Marcos firma su El Pais una specie di invettiva contro la sindaca Ayuso e le istituzioni locali per i requisiti di assistenza ospedaliera pubblica che hanno portato al decesso di 7.291 persone, a cui è stata negata una cura perché fuori dai parametri. “Se Madrid fosse una sala d’attesa, occuperemmo le 75.000 panchine pubbliche censite nella capitale, con la nostra pazienza e i nostri timori riversati su un pezzo di carta che indica quando riceveremo spiegazioni o consolazioni”.
PSV VS ARSENAL La squadra che ha vinto la Coppa nel 1988 contro quella che perse la finale 2006 dal Barcellona. Cioè. Non è che sono gli stessi giocatori d’allora, no, questo no. Ma ci siamo capiti. l’Olanda sta celebrando le due squadre qualificate per gli ottavi di Coppa dopo vent’anni quasi.
eccellenze
Johan Bakayoko
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Dice The Athletic che Bakayoko è per gli appassionati di calcio olandese un puntino rosso sul radar. È stato uno dei migliori interpreti dell’Eredivisie nella scorsa stagione con 12 gol e 9 assist. È un dribblatore elettrico e nessun giocatore ne ha completati più di lui in avanzamento [93], in sostanza quel movimento che sposta la palla di almeno il 15 percento della distanza che rimane verso la porta [adesso non fate quella faccia snob verso i dati]. Inoltre solo tre giocatori hanno effettuato più dei suoi 32 cross, ma è pericoloso pure quando taglia dentro, come dimostra il gol contro il Girona nella fase a gironi.
BORUSSIA DORTMUND VS LILLE
eccellenze Con la squadra che arranca al decimo posto in Bundesliga, la Champions League rappresenta una buona distrazione da una stagione semi-disastrosa per la squadra di Nico Kovac. Gittens è il ventenne che sta garantendo lo stupore. Ha segnato quattro gol nei gironi, i suoi dribbling sono micidiali. Solo Jamal Musiala, Vinicius, Bradley Barcola e Rafael Leao ne hanno tentati più dei suoi 56 in Champions League. Il Dortmund ha spesso coltivato giovani talenti inglesi e Gittens è il prossimo.
| Come amante dell’arte, se dovesse paragonare il Lille a uno stile artistico?
«Visto che stiamo parlando di surrealismo, direi Magritte. Perché René Magritte era l’anti-formalità. Non tutto può essere sensato, ponderato, accademico, formale. A volte le cose si fanno senza pensarci. È un po’ quello che sta succedendo a Lille. Noi siamo degli outsider contro Atlético, Real, Juve, diamo tutto e vediamo cosa succede. È una specie di noncuranza, un non mi interessa da contrapporre al non pensano che possiamo vincere. È una questione di volontà, e lo staff sa trasmetterlo molto bene».
THOMAS MEUNIER intervistato da L’Équipe
cosa succede in città Gli agricoltori delle campagne intorno a Dortmund sono impegnati in una class action per milioni di dollari contro i rivenditori di prodotti fitosanitari per fissazione illegale dei prezzi dei pesticidi. L’ufficio federale sta intervendo ripetutamente con multe salate contro gli accordi illegali tra aziende. La Frankfurter Allgemeine Zeitung scrive che anche il gruppo Baywa, in piena crisi, pagherà.
Oh, ma quella è la Juventus
Neppure il tempo di uscire dalle tane, caricare i moschetti e tirare tappi di sughero contro Thiago Motta, che Thiago Motta si è portato a 6 punti dall’Inter capolista. A fine dicembre giravano reel in cui la squadra di Simone Inzaghi era perfetta, alla domanda su cosa le mancasse si poteva rispondere facendo cinque secondi di silenzio. E invece. Ora davanti non corre più nessuno. Il Napoli non vince da cinque partite, La prima squadra in classifica senza successi nella stessa finestra di gare è l’Empoli terzultimo. L’Inter aveva i suoi straordinari punti di forza negli esterni e soprattutto in due di essi [Dumfries + Dimarco] che hanno segnato insieme quanto un centravanti. Gli esterni stamattina sembrano il grosso guaio nella Chinatown nella Oaktreetown di Inzaghi. Lo ripetono i bambini delle elementari e pure chi faceva i reel con l’elogio della perfezione. Olé. Il calcio si diverte a scrivere t’amo sulla sabbia, e noi che ne parliamo non impariamo mai.
Emanuele Gamba su Repubblica scrive che per la Juventus passare “dalla vergogna al sogno è un attimo, anche se in realtà i giorni tra lo sprofondo di Coppa Italia e il salto triplo che scaraventa la Juve nei dintorni della zona scudetto sono stati lunghi e faticosi. Non passavano mai. Però sono serviti, perché la vittoria sul Verona è stata stretta nel punteggio (2-0) ma larga nella sostanza, con tutta quella voglia bianconera di ripulire, cancellare, spazzar via le fallimentari coppe e trovare un modo per ricominciare, così da averne uno per sperare, visto che con il successo di ieri Thiago Motta e i suoi hanno ritrovato la tranquillità e anche l’ambizione. La Juve ha avuto il merito di non farsi prendere dall’impazienza, anche quando la partita andava avanti e lei andava in calando”.
Antonio Barillà su La Stampa parla di bella rivincita per Thiago Motta, 2miglior risposta alle critiche, la forza del risultato che derubrica le velleità estetiche – stavolta, comunque, gioco e intensità non son mancati – e valorizza il lavoro più di mille narcisistiche autodifese. È la sera della reazione, dei fatti più forti delle parole, delle rinascite e delle pagine voltate, e guai sminuire indicando la classifica del Verona, ché di sorprese il campionato è fitto e infatti cinque vittorie di fila spingono la Juve lassù: simbolico che il raddoppio sia di Koopmeiners, dai fischi agli applausi, dall’incubo alla gioia come la squadra”.
giudizi universali
Cambiaso | “Come ai bei tempi: controlli da Cirque du Soleil, sterzate, dribbling, imbucate. Con lui, il gioco segue altri sentieri”
Thuram “Prima metà tribolata, dentro una partita di assedi e spazi ridotti, lui che è abituato ai box to box; nella seconda gli basta pescare il biglietto della lotteria, con la stoccata, arrivando a rimorchio”.
Locatelli | “Pianta le tende nella trequarti avversaria e, quando gli concedono lo spiraglio, tenta la fortuna: ma c’e sempre Montipò”. – di massimiliano nerozzi, Corriere della sera
Corriere della sera: “Dirigenti, allenatore e i tre big. Al Milan ora è tutto in discussione” – Cardinale e Ibra hanno avviato il casting a Londra: Tare e Paratici in corsa per fare il ds.
Repubblica: “Il Diavolo veste Tare. Conceiçao si salva e mette a dieta il Milan” – L’ex Lazio sarà scelto come ds. Il tecnico resta e pesa i giocatori: in troppi oltre i 90 kg.
Corriere della sera: “Il piano di Inter e Milan per lo stadio oggi in Comune” – Il documento di oltre 200 pagine contiene la proposta di acquisto di San Siro. «Passo importante» ➔ Arianna Ravelli ha scritto: “L’idea è che presentando il documento di fattibilità oggi, ci sia il tempo per concludere l’iter prima che scattino i 70 anni del secondo anello di San Siro e subentrino vincoli più stringenti. Le linee guida sono note (uno stadio da circa 70 mila posti, inserito in un contesto urbano riqualificato con il 50% di aree verdi) anche perché il progetto non è poi così diverso da quello su cui si lavora dal 2018. Il Comune potrebbe decidere di non procedere ad assegnazione diretta (come consentirebbe la legge sugli stadi), ma di indire una gara, anche se è difficile trovare per San Siro acquirenti più consoni di Inter e Milan”
Le immagini della giornata di ieri
🟨 I gol della Juventus contro il Verona 🟨 Il recupero tra Paris e Fenerbahçe in Eurolega 🟨 L’oro di Giorgia Collomb nello slalom gigante ai Mondiali jr di Tarvisio
Corriere della sera: “Pogacar insegue altra polvere di stelle” – Il fuoriclasse sabato per il tris alle Strade Bianche, la corsa dove nel 2024 lanciò la stagione più bella ➔ Marco Bonarrigo ha scritto: “La Strade Bianche quest’anno è — se possibile — ancora più dura, polverosa e «sporca»: aumentano i tratti di sterrato passando a 82 dei 213 chilometri totali: quasi il 40% della gara si correrà fuoristrada. Le liste degli iscritti sono ancora provvisorie ma né Mathieu Van Der Poel né Wout Van Aert, equilibristi di sterrati, fango e pavé e muniti di stimmate da fuoriclasse, hanno avuto il coraggio di sfidare Pogi, che partirà con il numero 1 sulla schiena: con l’olandese (che la prossima settimana onorerà anche la Tirreno-Adriatico) lo scontro diretto sarà alla Sanremo, con il belga al Giro delle Fiandre”.
▥ La Gazzetta dello sport: “Sinner resta un tesoro” – Più forte dello stop. Tutti gli sponsor stanno con Jannik. Inviti, slogan e nuovi spot: il caso Clostebol non intacca la reputazione del n.1. Persi solo i premi Atp e gli ingaggi di Doha e Las Vegas
▥ La Gazzetta dello sport: “Sprofondo Taranto” – Il calcio, il basket e la pallavolo qui lo sport fallisce. Il declino si fa concreto alla vigilia del Giochi del Mediterraneo 2026, che regaleranno alla città nuovi impianti sportivi
MOTO Il Corriere della sera ha intervistato Paolo Campinoti, patron della Pramac che nel 2024 ha vinto il titolo piloti con Jorge Martin e motori Ducati. Ora si è legato alla Yamaha. Dice che Dall’Igna è un genio, che playboy Marquez è stato un colpo di fulmine, ma considera Bagnaia allo stesso livello, e pensa che la casa giapponese «non può accettare un ruolo da comprimaria. Faranno di tutto per tornare in alto. E noi con loro»
Repubblica parla stamattina con Nicolò Bulega, il pilota che iniziato il Mondiale di Superbike con una tripletta, la vittoria nella due race più il primo posto nella Superpole. Lui dice lo chiamavano il piccolo Valentino ma solo ora sa come si vince. «Oggi non mi manca niente, sono felice. L’obiettivo è vincere il Mondiale. In futuro, chissà: ho 25 anni, un pensierino alla MotoGp lo faccio ancora. Nel 2027 cambierà il regolamento, sarebbe una buona opportunità per debuttare. Ma se non succederà, sarò contento comunque. Posso finalmente essere me stesso».
C’è anche la Champions di pallavolo con Egonu e Sylla
Cosa è successo il 4 marzo su Slalom
Lo sport in mezzo al divieto di abbracciarsi
2020 Il governo è al lavoro per un nuovo decreto che prevederebbe, su indicazione del comitato scientifico, di fermare gli eventi a porte aperte per un mese, comprese le manifestazioni sportive: “O porte chiuse o niente gare”, ha dichiarato il viceministro della Sanità, Pierpaolo Sileri | Leggi qui
Perché a Bristol non succede mai niente
2021 La rivista The Athletic ha scritto che “Bristol è l’enigma del calcio inglese”, un gran mistero che non combini un bel niente la città che è la settima più grande d’Inghilterra per popolazione (620 mila abitanti) e con una tradizione calcistica che risale al 1883. Per capirsi. La settima città di Germania è Düsseldorf , in Italia è Bologna | Leggi qui
L’identità ucraina attraverso lo sport
2022 Nel suo discorso del 24 febbraio, nel quale spiegava le motivazioni dell’attacco all’Ucraina, Vladimir Putin la descrisse come una nazione artificiale. Gli storici hanno subito smentito la sua tesi. Ci sono un popolo, una lingua e una cultura tipicamente ucraini. È il grande errore costante della Russia, rifiutare questa ovvietà, hanno detto a Le Figaro sia Jean-François Colosimo sia la politologa Alexandra Goujon, dell’Università della Borgogna. Su L’Equipe, Jean-Christophe Collin giunge alla stessa conclusione attraverso lo sport | Leggi qui
La Virtus, Maradona, Nuvolari e Senna: 80 anni alla Lucio Dalla
2023 Il Foglio sportivo dice che oggi compirebbe 80 anni “il più grande playmaker della storia del basket italiano. Se non lo avesse fregato l’altezza, Lucio Dalla avrebbe illuminato il gioco della sua Virtus, invece di far cantare tutta l’Italia con le sue poesie in musica. | Leggi qui
La superiorità di Phil Foden
2024 Phil Foden è uno di quei calciatori che gli inglesi non si sono limitati ad aspettare. Non si sono messi a pregare il cielo affinché nascessero. Li hanno fatti nascere, li hanno nutriti, a un certo punto li hanno allevati | Leggi qui
Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde non più di due aggiornamenti quotidiani, probabilmente un riepilogo serale con rassegna mattutina e nuovi sviluppi. Non vi impressionate. È una cosa riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30.
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